CIRSS 2024 – La ricchezza delle diversità
“La ricchezza delle diversità” – quale esperienza gli Assistenti Sociali hanno con la “diversità”. La costruzione di una relazione basata sulla consapevolezza dei significati propri e altrui.
Autori: Chiara Biraghi, Alessia Congia, Angela Santangelo
L’associazione ASit – Servizio Sociale su Internet, ha voluto narrare la diversità attraverso immagini e parole.
La vocazione narrativa del Servizio Sociale può divenire ancora più efficace se realizzata attingendo alla creatività, alle immagini ed alle più diverse forme d’arte e d’espressione.
Le immagini, in particolare le foto, permettono di rappresentare un concetto, così come anche una intera storia, con immediatezza, generando in modo spontaneo emozione e comprensione. Le parole perché chiariscono, specificano, definiscono la necessaria cornice e consentono di riconoscersi.
Sono state effettuate interviste semi strutturare di tipo qualitativo, realizzate tramite il social network “Instragram” mediante lo strumento della diretta.
Le dirette Instragram hanno dato voce ai colleghi e hanno indagato le diversità all’interno dell’esperienza professionale e in riferimento ai vari contesti lavorativi.
Tramite le interviste è stato possibile esplorare come le diversità vengono percepite e quanto queste possano invalidare: il rapporto professionale con cittadini, con le altre figure professionali e l’accesso alle risorse territoriali.
Nel 1984, lo psicologo piemontese Giuseppe Andreis, ha utilizzato l’aggettivo “mancante” nei confronti degli operatori del sociale e ASit ha valutato di partire da quest’aggettivo per analizzare le “diversità”.
L’Associazione ASit ha potuto osservare, grazie alla propria esperienza empirica e di confronto continuo con gli strumenti digitali che ha disposizione, canali Social e Telegram e mailing list, come le persone “mancanti” siano quelle che non rispondono alle caratteristiche che la società, con i suoi standard, impone.
I colleghi/e intervistati/e hanno potuto raccontare come vedono e vivono il concetto di “diversità” specificando “da chi” e “da cosa” lo percepiscono e hanno sottolineato come questa sia fortemente sentita all’interno delle organizzazioni e dei territori.
La ricchezza delle diversità analizzata non si è esaurita con la mera descrizione dell’esperienza legata alle diversità, ma anche in relazione alle possibilità che i professionisti hanno di accedere a più realtà nel corso della loro carriera.
Questo lavoro di ricerca ha voluto avvicinare le due facce della medaglia: diversità intesa come “danger” (Bertotti, Fazzi, Rosignoli 2021) e nemico, o come opportunità e stimolo verso il cambiamento.
E se le diversità fra territori e realtà professionali fossero uno strumento di contaminazione per gli assistenti sociali?

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