CIRSS 2024 Digitalizzazione e servizio sociale oltre l’emergenza
Digitalizzazione e Servizio Sociale oltre l’emergenza: Risvolti metodologici e deontologici nella riflessione degli Assistenti Sociali.
Autori Romina Ciaccia(1), Federica Scaffai (1), Paolo Parra Saiani (2)
(1 ASit, Genova, Italy. 2 Università di Genova, Genova, Italy )
La digitalizzazione è divenuta parte integrante della società e oggi ha preso piede anche nell’ambito dei servizi sociali, trasformando in modo importante il lavoro degli operatori. La pandemia da Covid-19 ha accelerato tale processo, con un necessitato passaggio alla modalità on-line per garantire continuità del contatto con le persone e della risposta alla richieste della cittadinanza (Sanfelici et al, 2020). Se da una parte le competenze digitali dei professionisti ad oggi risultano ancora piuttosto limitate (Campanini, 2022), gli strumenti tecnologici introdotti in emergenza, almeno in parte, sono stati mantenuti e integrati in modo strutturale nell’ambito operativo del sociale anche oltre la fine dell’emergenza (Zenarolla, 2022).
Il dibattito scientifico è in costante evoluzione e molte questioni sono tutt’ora aperte: manca ad esempio una definizione di digitalizzazione universalmente riconosciuta, assumendo questo termine connotazioni differenti a seconda del contesto, del settore, dei paesi. In generale la digitalizzazione è associata all’adozione di tecnologie per migliorare, ottimizzare o trasformare le attività, i servizi e i processi tradizionali, sfruttando dati e informazioni in formato digitale.
All’interno di una ricerca più ampia sul cambiamento nei servizi sociali, si è indagato il tema dell’introduzione della digitalizzazione nell’esperienza lavorativa degli assistenti sociali, con particolare riferimento alla definizione che essi ne danno, alle modalità che sono state esperite, al pensiero che essi hanno circa le potenzialità e i rischi di questa evoluzione tecnologica, anche oltre l’emergenza.
L’indagine è stata condotta mediante intervista a diciannove assistenti sociali con funzioni di base o di coordinamento/dirigenza e a un dirigente non assistente sociale. Si è scelto l’ambito dei servizi sociali di Comuni di dimensioni varie e dislocati in diverse regioni. Strumento fondamentale che ha consentito di raggiungere professionisti dispersi sul territorio nazionale è stato proprio lo strumento digitale.
Appare variegata la definizione che gli intervistati propongono di “digitalizzazione”, anche perché ciascun operatore ha sperimentato in maniera diversa la tecnologia applicata al proprio lavoro. Ogni intervistato ha individuato sia aspetti positivi (risparmio di tempo, di risorse, ecc.) sia negativi (l’utilizzo di video chiamate che riduce l’intensità del contatto umano, i rischi dei molti dati on line, ecc.) della digitalizzazione, senza posizioni polarizzate in un senso o nell’altro.
Ciò è prova della complessità e delicatezza metodologica, etica e deontologica delle questioni connesse all’adozione di questa nuova tecnologia nei servizi sociali (Sanfelici et al, 2020; Di Rosa et al., 2022), questioni che meritano di essere ancora studiate e discusse dalla comunità professionale e dall’intero sistema di welfare.

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