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formazione permanente

a cura di Elvira Bernardinello

Introduzione

La scelta della facoltà universitaria rappresenta un momento importante nel percorso formativo e lavorativo di ognuno. A chi si appresta a scegliere il proprio percorso universitario si consiglia di riflettere su alcuni interrogativi:

  1. Quali sono i miei interessi?
  2. Come è andato il mio percorso scolastico finora? Quali i risultati conseguiti? Quali le competenze sviluppate?
  3. Che informazioni possiedo sulle diverse opportunità formative post-diploma?
  4. Che informazioni possiedo sul mercato del lavoro e sulle prospettive occupazionali dei diversi settori professionali?
  5. Quale rapporto c’è fra la scelta universitaria e il mio progetto di vita?
  6. Ci sono vincoli (personali o socioeconomici) o influenze (amicali, familiari) che pesano sulla mia decisione?

 

Le parole chiave dell’università

  1. Facoltà: sono le  strutture organizzative in cui è divisa l’università. E’ guidata dal preside. Al suo interno è attivato un certo numero di corsi di laurea, triennali o specialistici.
  2. Laurea di primo livello: corrisponde al vecchio diploma universitario e si ottiene dopo 3 anni di studio e l’acquisizione di 180 crediti. Il raggiungimento dei crediti si ottiene con certo numero di esami, la cui quantità e il cui contenuto si diversifica da facoltà a facoltà. 
  3. Laurea specialistica: dopo la laurea di primo livello è possibile proseguire negli studi e conseguire la laurea di secondo livello o specialistica. Dura 2 anni per l’ammontare di 120 crediti. Per ogni laurea semplice ogni facoltà prevede 1 o 2 lauree specialistiche che ne rappresentano la naturale prosecuzione.
  4. Crediti formativi: è l’unità di misura dello studio di un universitario. 1 credito corrisponde a 25 ore di attività, intesa come studio individuale, presenza alle lezioni, sperimentazioni in laboratorio, svolgimento di stage o tirocini. La maggior parte dei crediti viene acquisita sostenendo gli esami previsti nel piano di studio. Superare l’esame da diritto ai crediti previsti, indipendentemente dal voto preso. In alcuni casi ci si può far riconoscere, in accordo con la facoltà, dei crediti per lo svolgimento di attività extrauniversitarie.
  5. Debiti formativi: prima di iniziare un corso di laurea si può essere sottoposti ad un test. Per la facoltà a numero chiuso esso è selettivo, per le altre serve a mettere in evidenza le lacune dello studente universitario. Tale lacune sono debiti formativi che egli dovrà colmare seguendo dei corsi integrativi.
  6. Numero chiuso: alcuni corsi di laurea prevedono un numero programmato di studenti, che vengono ammessi dopo aver sostenuto una prova di selezione, cioè un quiz a risposta multipla. Ogni anno il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca emana un decreto con le date della prova e le materie. I corsi di laurea che prevedono il numero chiuso sono quelli in cui gli sbocchi lavorativi sono limitati e quelli in cui è necessario frequentare molto i laboratori.

 

Borse di studio

Sono degli aiuti economici che vengono messi a disposizione degli studenti. Si possono ottenere per meriti di studio o in base al bilancio familiare, che viene valutato sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (isee).

  1. Borse di studio regionali: per il primo anno è richiesto il merito; per il secondo il conseguimento di 25 crediti entro il 10 agosto dell’anno accademico in corso e bisogna aver colmato i debiti formativi dell’ingresso; per il terzo anno bisogna aver ottenuto 80 crediti entro il 10 agosto dell’anno accademico in corso. La borsa di studio si può avere ancora per un semestre oltre i tre anni di durata legale del corso, ma bisogna aver raggiunto 135 crediti entro il 10 agosto dell’anno accademico in corso. Le borse  hanno forme di erogazione diverse, che prevedono formule miste di denaro e servizi. Il bando viene pubblicato nel mese di luglio.
  2. Borse di studio universitarie: vengono erogate in via prioritaria a chi risultato idoneo ad avere la borsa di studio regionale non l’ha ottenuta per mancanza di fondi. Il bando viene pubblicato in autunno.
  3. Borse di studio per l’incentivazione e la razionalizzazione degli studi universitari: sono state istituite dalla legge di riforma del diritto allo studio universitario per incentivare l’iscrizione di nuovi studenti in sedi di studio poco affollate, di recente istituzione o situate in zone decentrate. Hanno durata triennale e sono assegnate per concorso.
  4. Borse di studio per corsi post-laurea e borse di specializzazione: sono destinate ai laureati iscritti al dottorato di ricerca, alle scuole di specializzazione o ai corsi di perfezionamento. Ad esse vanno aggiunte delle altre borse di studio post-dottorato. Hanno una durata biennale. Il loro numero e i fondi vengono decisi dal senato accademico, tenendo conto che le università devono destinare obbligatoriamente il 25% dei fondi per le borse di studio ad attività di perfezionamento all’estero.
  5. Prestiti d’onore: e’ un ulteriore finanziamento messo a disposizione degli studenti da aziende, istituti di credito o altri enti privati, secondo criteri di merito o reddito, per completare il corso degli studi universitari. Il rimborso avverra’ gradualmente alla fine degli studi con l’ingresso nel mondo del lavoro o non appena siano trascorsi 5 anni dalla sua erogazione. La domanda va presentata all’istituto di credito convenzionato con la regione. Gli interessi sono molto bassi o nulli.
  6. Contributi per la mobilità internazionale: sono fondi destinati ai programmi di mobilità internazionale (socrates, erasmus), che permettono a chi lo desidera di studiare all’estero per un periodo che va dai 3 ai 12 mesi. Non sarà necessario pagare le tasse universitarie e tale periodo di studio verrà totalmente riconosciuto dall’università italiana di provenienza dello studente.
  7. Lavoro part-time: grazie alle legge-quadro sul diritto allo studio gli studenti possono lavorare part-time all’interno dell’università con un compenso di 5-8 euro all’ora e per un totale di 150 ore. Questo tipo di collaborazione è esente da imposte e gli studenti sono provvisti della copertura assicurativa. Può fare domanda chiunque sia iscritto dal secondo anno in poi e abbia superato almeno i due quinti degli esami previsti. I settori d’impiego sono diversi: dalla mensa alla biblioteca, dall’ambito sportivo a quello amministrativo o informativo. I bandi vengono pubblicati dall’università o dalle singole facoltà ogni anno.

 

Secondo il CENSIS i migliori atenei italiani sono:

  1. Milano politecnico;
  2. Trento;
  3. Padova;
  4. Udine;
  5. Roma tor vergata;
  6. Siena; Torino politecnico;
  7. Torino;
  8. Brescia;
  9. Bologna.

Sempre secondo il CENSIS le migliori facoltà sono:

  1. Agraria, Padova;
  2. Lingue, Udine;
  3. Giurisprudenza, Trento;
  4. Architettura, Ferrara;
  5. Scienze statistiche, Bologna;
  6. Lettere, Siena;
  7. Sociologia, Trento;
  8. Scienze politiche, Bologna;
  9. Scienze della formazione, Firenze.

 

Tali statistiche sono tratte dal libro “Università, la grande guida 2003/2004” pubblicato dal quotidiano “La Repubblica” in collaborazione con il CENSIS.

 

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