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il tirocinio è per lo studente l'occasione di avvicinarsi concretamente  al lavoro dell'assistente sociale e di vedere con altri occhi la teoria affrontata a lezione...
è anche una bella messa alla prova di emozioni, riflessioni, future capacità professionali... 

fa' tuo questo spazio:
invia ciò che vuoi...
esperienze, idee, commenti, riflessioni...
gioie, paure, difficoltà, scoperte, l'entusiasmo...
... qualche brano del tuo diario di tirocinio!

 

il materiale...

bullet"Arcobaleno" e "Tirocinio": un'esperienza personale
di Yurena Trujillo Pèrez
bulletl'esperienza del tirocinio all'università di Genova di due docenti a contratto - dal sito dell'Ass.N.A.S.
di Clara Motta e
Anna Dea L'Abbate
bullet definizione di tirocinio - discussione presente nel Forum di servizio sociale

avviata da Ugo Albano

 

qui di seguito la rubrica di consulenza on-line per tirocinanti con l'aiuto di Yurena Trujillo Perez
può essere l'occasione di aprire una finestra a riflessioni ed esperienze personali sul tirocinio...
aspettiamo pertanto nuove richieste, quesiti, commenti e risposte... il dibattito è aperto!

portate pazienza per i ritardi con cui viene aggiornato il sito e con cui vengono date le risposte... purtroppo non riesco ancora a fare i miracoli ;-) - vittorio

 

domanda n.9

data:  12 maggio 2006

ciao a tutti!
m kiamo chiara, frequento il 2 anno d servizio sociale e... ieri ho iniziato il mio primo tirocinio... dovrei essere contenta ma è stata una delusione totale...
v spiego: sono previste 30 ore da distribuire in 2 settimane +o-. io frequento una sede distaccata, nonostante siamo poke tirocinanti (appena 22), le tutor nn c hanno nemmeno kiesto una preferenza sul servizio in cui saremmo state inviate.. e vabbhe.. a me è toccato una sede distaccata d un consorzio socio-assistenziale: cè 1 sola AS in un microufficio, posto squallidissimo... ma a parte qsto.. ieri siamo andate in un micro paesino vicino ke è "sotto" il consorzio a fare ricevimanto aperto al pubblico: in 3 ore è venuto un solo utente già preso in carico. è stato un colloquio di 10 minuti di verifica del progetto.. ok. e poi basta!nn è venuto + nessuno e la mia supervisore ha passato tt il tempo al telefono cn la responsabile e l educatore ad aggiornarli del caso (ma s fa x telefono!?).e già 3 ore d tirocinio se ne sn andate sigh... Oggi invece in 5 ore lho seguita mentre scriveva e aggiornava cartelle sociali su anziani nn autosufficienti: è stato sì interessante ma questo nn è oggetto del mio tirocinio, bensì COLLOQUIO, VISITA DOMICILIARE, LAVORO DI GRUPPO E RIUNIONE, no?!). visite domiciliarie nn ne ha previste, parteciperò a una riunione:speriamo bene... ma dico io: ke senso ha mandarti a fare tirocinio in un servizio piccolo dove nn puoi sperimentare veramente il colloquio, la visita domiciliare, insomma, la relazione di aiuto cn l utente nn cn le scartoffie!la mia supervisore nn ha niente da fare, oltre ke compilare moduli x contributi economici, fare telefonate, nn sta seguendo casi, niente progetti.. e allora m kiedo ke c sto a fare io lì...
secondo voi vedo tt troppo nero o + o- ha senso quello ke dico?!? qualcuno è nella mia stessa situsazione??! sono demoralizzata, nn so se kiedere alle mie tutor d farm cambiare ente (anke se cmq credo ke nn me lo cambierebbero, decidono tt loro, altro ke disponibili e d supporto...).
a parte tt, oltre il fatto +importante d nn sfruttare al massimo qste poke ore d tirocinio x capire veramente lapplicazioine della teoria, a fine tirocinio dovrò presentare una relazione su cosa ho appreso sui collegamenti teoria--->pratica, cosè la relazione professionale, il ruolo e le competenze dell AS: sigh, nn so propio cm fare se continueremo ad essere fra quattro mura io, la mia supervisore, le sue scartoffie, il suo pc e il suo telefono.. e il rapporto cn l utente dovè finito, sigh!o è solo un utopia tt qllo ke abbiamo studiato sui principi, valori...
spero d nn averv annoiata e d essre stata kiara...
aiuto e conforto, grazie...
chiara (univ. d Torino, sede di Cuneo)

risposta n.1

data:  

 

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risposta n.2

data:  

 

domanda n.8

data:  11 marzo 2006

Ciao mi chiamo Gina é sono al secondo anno del Corso di Laurea in Servizio Sociale presso il Polo Didattico di Agrigento...!Non sapevo l'esistenza qui questo spazio riservato agli ass.soc. e in particolare dello spazio messo a disposizione di noi studenti....!Me lo ha consigliato la mia supervisore che da un anno mi segue con tanta pazienza nell'iter formativo di tirocinio....!faccio tirocinio presso il Ser.T(servizio per le tossicodipendenze) di Agrigento....! Esperienza molto forte,che mi ha messo alla prova.....ma superata la fase iniziale dell'imbarazzo e paura di sbagliare....posso dire che mi sento a mio agio....!!! Non mi aspetto nessuna risposta da parte vostra....ho scritto questa e-mail per far sentire la mia voce...voce di una ragazza che crede tanto in quello che sta facendo per essere quello che un domani farà!!!!
baci a presto Gina

risposta n.1

data:  26 febbraio 2007

Cara Gina,
per fortuna non ti aspettavi una risposta, ma comunque, immagino, non ti aspettavi una risposta dopo quasi un anno dalla tua mail! Grazie per l'entusiasmo che trasmetti, conservalo sempre anche per i momenti difficili che troverai nella tua carriera professionale.
vittorio zanon

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risposta n.2

data:  

 

domanda n.7

data:  26 ottobre 2005

oggi è stato il mio primo giorno di tirocinio... non mi va di esprimere giudizi ma se devo essere sincera mi sentivo "invisibile"!tutti avevano qualcosa da fare tranne me, ho cercato di inserirmi con domande e interventi, ma mi pare che della mia presenza non sapevano che farsene!comunque non mi scoraggio per così poco... anzi se avete qualche consiglio utile ve ne sarei grata.

risposta n.1

data:  10 gennaio 2006

Buon giorno..
vorrei rispondere a Lù, non so se sono in tempo per rassicurarla..
io mi sto laureando in Servizio sociale presso l'univ di Trento..
i tirocini sono stati intensi,frustranti e al tempo stesso ricchi di esperienze.
è normale che l'inizio sia un po’ cosi...
ma cerca di sfruttare tutto al massimo.. che è fondamentale.
un abbraccio,lorenza

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risposta n.2

data:  4 febbraio 2006

 mi dispiace ma sei stata sfortunata io invece mi sono trovata molto bene e ho imparato tante cose che nessuna teoria mi potrà mai insegnare! purtroppo ilmio tirocinio sta per terminare.... ciao
Mimmo

risposta n.3

data:  

 

 

domanda n.6

data:  9 ottobre 2005

Ciao a tutti,
il mio nome è Claudia e frequento il 2°anno di Servizio Sociale ad Agrigento.
Fra poco inizierò il tirocinio presso l'ospedale della città: cosa mi devo aspettare?
Sinceramente sono un pò agitata.
grazie in anticipo per la risposta
claudia

risposta n.1

data:  9 novembre 2005

Cara Claudia,
il lavoro sociale in ospedale può essere una gran bella occasione per conoscere tutta una serie di servizi con cui di solito l'ospedale è collegato. L'ospedale inoltre è un servizio di base per cui potrai vedere diversi tipi di utenza. Una caratteristica che può apparentemente spaventare nel lavoro sociale ospedaliero è il fattore "tempo" e come questo può influire effettivamente sulla relazione di aiuto. Di solito si tende sempre di piu' a ridurre il periodo della degenza per questioni di bilancio e politiche interne, questo fattore può apparire un limite, anche perché rischi che la persona che vedi oggi magari domani non c'è piu' (a volte anche per decessi...). Però scoprirai man mano che una relazione può avere luogo lo stesso nonostante i limiti...una relazione d'aiuto un pò diversa dalle altre ma altrettanto significativa! Magari in un comune vedi per mesi (se non per anni!!) la stessa persona e famiglia...ecco in un ospedale è praticamente impossibile (anche se non è detto che gli stessi pazienti ti si ripropongano). Avrai piu' una funzione da filtro, smistamento...ponte con l'esterno. Però ci sono un sacco di spazi interessanti da sviluppare e il fascino di osservare "in diretta" come aspetti sanitari e sociali coesistono in una stessa realtà. Io trovo che sia molto interessante (sarà perche anch'io sto facendo un esperienza in ospedale proprio da poco!). Quindi siamo qui per eventuali confronti che possono interessare anche a me! In bocca al lupo e facci sapere!
Yurena

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risposta n.2

data:  

 

 

domanda n.5

data:  5 luglio 2005

Ciao a tutti,
mi chiamo Mara e frequento il 2'anno di Scienze del Servizio Sociale a PN.
Parliamo di tirocinio... io sono preoccupata perché ad oggi luglio non ho ancora iniziato il tirocinio ed è tardissimo perché il FSE esige 125 ore fatte entro fine agosto! io ancora non sono stata neppure collocata presso l'Ente... Qualcuno mi da un suggerimento su cosa fare per sbloccare la situazione? A qualcuno è capitato simile? grazie, ciao!
mara

risposta n.1

data:  10 agosto 2005

Cara Mara,
dando per buono quanto scrivi, quanto racconti ci sconcerta un po'... Che vuol dire che non ti hanno collocato? Sicuramente a rispondere della situazione non sei tu ma la tua università. Sei un caso unico o siete più di uno in questa situazione? Vi fanno fare i tirocini d'estate? In genere è il tutor colui che dovrebbe occuparsi di trovarvi una collocazione per il tirocinio che deve essere inclusa nel programma dell'anno in corso e concludersi prima della conclusione dello stesso. Soprattutto perché facendo così ti è possibile usufruire delle lezioni e degli incontri con il tutor per confrontarti sull'andamento del tirocinio stesso. A fine tirocinio sostieni l'esame o la relazione insieme agli altri esami. Sinceramente non capisco cosa stia succedendo nella tua università, di certo non ti possono esigere di finire entro agosto 125 ore così come niente. Il consiglio è di chiedere chiarimenti al tuo tutor (immagino lo abbia già fatto), ed eventualmente prepara uno scritto da rivolgere al preside di facoltà perché qualcuno ti chiarisca la situazione. Facci sapere e in bocca al lupo.
Yurena

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risposta n.2

data:  27 settembre 2005

M kiamo mariarosaria e a marzo ho appena concluso il mio secondo tirocinio, svolto presso il comune di Bisceglie(Bari), la mia città.Questo tirocinio m ha risollevato il morale xkè è stato gratificante e fondamentale x me. In pratica ho seguito il mio suxvisore come 1 ombra, anke x sua volontà, visto ke crede fermamente dell'utilità del tirocinio. Inizialmente pensavo ke il tirocinio fosse solo osservazione o una xdita di tempo, vista la mia precedente esxienza presso il Centro di Riabilitazione di Bisceglie, in cui trascorrevo le ore studiando o sistemando l'armadio del mio suxvisore o facendo la segretaria x tutti gli oxatori dell'ufficio o rimando a casa xkè infastidivo il mio suxvisore stesso. In più "voci d corridorio" m esortavano a nn scegliere come seconada sede il comune xkè "NN S FACEVA NIENTE E GLI OXATORI NN VOLEVANO STUDENTI TRA I PIEDI". X fortuna una mia amica m ha rakontato d essersi trovata bene cn un'assistente sociale comunale e ho scoxto un gruppo d 4 assistenti sociali formidabili, ke hanno fatto sentire me e altre 3 tirocinanti gradite, akolte e fondamentali. Il mio suxvisore m ha dato la possibilità d svolgere attività da sola(mai fatto prima). Questo è molto gratificante e rassicurante x noi studenti/esse ke 1 giorno diventeremo Assistenti Sociali. E' una cosa ottima inserire il/i tirocinio/i nel piano d studi universitario ma le università dovrebbero scegliere(anke se è difficile) bene i suxvisori ed accelerare i tempi d preparazione e d oragnizzazione dei tirocini. Il primo anno, nn sapendo come muovermi, ho dovuto aspettare ke tutta la preparazione partisse dalla mia segreteria universitaria ma le difficoltà erano la difficile individuazione del tutor(ora 1 professore,ora 1 impiegato d segreteria,ora nn s sa k sia). Essendoci ancora difficoltà e ritardi della segreteria, e molto spesso consigliati dagli impiegati stessi, x il mio secondo tirocinio ho scelto io il mio suxvisore e fatto saxe in segreteria, dopo 1 colloquio cn l'assistente sociale. M sn lamentata, e nn solo io, della xdita d tempo e della confusione provocata dal tirocinio interno: 30 ore in cui venivano in facoltà assistenti sociali a parlarci delle loro esxienze(questo è interessante) ma l'organizzazione lasciava a desiderare(+ d 300 xsone in 1a sola, minusola aula, seduti anke x terra, attenti solo a lottare x i posti a sedere o x l'unico foglio delle firme da firmare obbligatoriamente).Sxo ke questo mio papiro sia d'aiuto a qualc1 o rimarrà 1 lungo elenco delle mie esxienze.Ciao a tutti.
Mariarosaria

risposta n.3

data:  11 ottobre 2005

Cara Marta,
anche io sono nella tua medesima situazione. Anche io studio a Pn (ho finito il III anno e sto ora finendo il tirocinio) e ogni anno si è verificato il problema dei tirocini che partono in ritardo e il tutto con i disagi da ciò provocati:
- Inizi a giugno, mese strapieno di esami, quindi devi studiare e dedichi troppo poco tempo al tirocinio non capendo nulla del Servizio in cui sei inserita;
- Ti passi i mesi estivi a fare il tirocinio, (quando magari vorresti lavorare per guadagnare qualche soldo tuo) e di mezzo ci sono ferie tue e del supervisore, perciò fai le cose "a sbalzi";
- Finisci tardi il tirocinio (ottobre/novembre), dai tardi l'esame di metodi (dicembre) e di conseguenza o fai una tesi superveloce per poterti laureare nella sessione straordinaria di febbraio oppure rimandi il tutto a giugno (pagandoti l'intera retta dell'anno accademico fuori corso).
Consiglio per il prossimo anno? Comincia già a cercare un Servizio, prendi subito contatti e "prenotati", così appena arriva la tutor, le comunichi che tu il Servizio lo hai già trovato e sono disponibili ad avere tirocinanti e lei fa partire subito il tuo tirocinio...
Un caro saluto e in bocca al lupo!

risposta n.4

data:  

 

 

domanda n.4

data:  21 dicembre 2004

ciao sono Fernando grazie per aver risposto alle mie domande vorrei farvi i complimenti per il sito perchè finalmente ce n'è uno anche per noi assistenti sociali GRAZIE... io sto frequentando il 2° anno di università in servizio sociale a Lecce e a gennaio dovrei cominciare il TIROCINIO INTERNO vorrei gentilmente sapere in cosa consiste...
Grazie siete gentilissimi
Fernando

risposta n.1

data:  19 marzo 2005

Caro Fernando,
non abbiamo capito a che cosa ti riferissi esattamente con "tirocinio interno" del secondo anno: di solito i tirocini si fanno presso enti esterni all'università, con i quali l'università fa delle specifiche convenzioni... nel momento in cui si inizia il tirocinio, il tirocinante affianca l'assistente sociale all'interno del servizio nel quale l'assistente sociale opera...
saremmo curiosi di sapere, visto che gennaio è ormai passato e che tu avrai iniziato questo tirocinio "interno", di cosa si tratta e come si caratterizza. Se ti va, quindi, ti chiediamo di raccontarci come sta andando (siamo rimasti incuriositi!). Tanti saluti,
Yurena e Vittorio

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risposta n.2

data:  30 aprile 2005

ciao a tutti voi, sono Emanuela da Lecce, e studio anch'io Servizio Sociale c/o la facoltà di Scienze della Formazione di Lecce, (sono al 4° anno e mi mancano 14 esami al termine)e, riferendovi al tirocinio interno, quello di cui fa accenno Fernando, io che l'ho fatto posso spiegarvi in che cosa consiste.
praticamente si tratta appunto di un tirocinio che si fa all'interno dell'Università con docenti specializzati e ricercatori sociali, i quali ti danno delle dritte su quale sarà il ruolo dell'A.S. nei servizi e sulle modalità di ricerca sociale, sull'analisi di comunità, che ognuno dovrà fare.. quando si troverà ad operare sul territorio di competenza, e comunque dura poco, circa 6 mesi se non erro, perché l'ho fatto molto tempo fa.. vi saluto e mi congratulo con voi per questo sito.

risposta n.2

data:  
 

 

domanda n.3

data:  16 settembre 2004

Ciao
sono una studentessa che sta per iniziare il secondo anno e proprio di tirocinio vorrei parlare.
Tra poco più di un mese dovrei dare la mia preferenza riguardo dove svolgerlo e qui nascono i miei dubbi. Siccome frequento l'università di Genova ma abito in Piemonte devo organizzarmi e trovare una sede più vicina; ho preso contatti cio il consorzio alla persona che raggruppa anche il mio comune , d'altra parte sono molto affascinata dalla possibilità di svolgerlo presso il CSSA di Alessandria che svolge parte del proprio lavoro in affiancamento dell'Istituto Penintenziario di San Michele.
I miei dubbi sono molto: é forse meglio per il primo anno farsi le "ossa" all'interno del consorzio, per imparare il più possibile o rivolgermi al CSSA ma avere una formazione più restrittiva.?
Vi prego aiutatemi !!!!!!!!
Mariaelena

risposta n.1

data:  28 ottobre 2004

Cara Mariaelena,
Servizio specialistico o servizio di base per il primo anno? Diciamo che orientativamente facendo il primo anno di tirocinio in un servizio di base, come nel caso del consorzio, avresti la possibilità di osservare una realtà più globale per poi passare l'anno successivo ad uno specialistico. D'altra parte non ci sono regole fisse, potresti farti anche il percorso opposto. O anche fare nei due anni il tirocinio nello stesso servizio, in modo che nel primo cerchi di osservare e imparare bene come funziona, in modo da essere in grado il secondo anno di iniziare ad avere degli spazi di autonomia in cui sperimentarti. Tutto ciò dipende anche dall'impostazione che dà l'università (alcune sostengono il tirocinio nello stesso posto, altre preferiscono che si cambi da un anno all'altro). L'importante è che nei due anni tu possa avere l'occasione di osservare da vicino entrambe le realtà, tenendo presente che poi le tue esperienze lavorative potrebbero portarti a lavorare in altri servizi ancora, e che l'importante è quindi imparare il metodo e l'impostazione del lavoro dell'assistente sociale, più che tutto per filo e per segno del servizio. L'esperienza col carcere sappiamo che è alettante e incuriosisce molto, a seconda però del tipo di CSSA non sempre il contatto con l'utenza è come uno se lo aspetta. Ci sono degli aspetti burocratici molto presenti che non sono così entusiasmanti, anche se utili alla pratica.
Tienici informati della scelta e in bocca al lupo!

Yurena e Vittorio

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risposta n.2

data:  
 

 

domanda n.2

data:  24 aprile 2004

salve,
sono una studente in servizio sociale dell'ultimo anno presso il polo universitario di trapani, ho finito il tirocinio da poco e fortunatamente la mia esperienza è stata molto positiva, anche se all'inizio ero un po' dispiaciuta del fatto che per il secondo anno non fossi stata inserita in un nuovo servizio, bensì nel servizio in cui già avevo svolto nel 2003 il tirocinio. Mi sono dovuta ricredere perché l'esperienza ha avuto un nuovo "sapore" anche perché a mio avviso il campo dei servizi sociali è sempre in continuo divenire, mutamento, frenesia ...........! Purtroppo anche le esperienze poco stimolanti e coinvolgenti di tirocinio non debbono essere sottovalutate bisogna chiedersi il perché un operatore sociale non sia motivato come sia organizzato il servizio che tipo di clima ci sia con gli altri colleghi ecc...........
un saluto

risposta n.1

data:  19 giugno 2004

Cara amica (peccato che non disponiamo del tuo nome),
Grazie della tua esperienza che ci offre degli spunti interessanti di riflessione ma soprattutto delle curiosità. La gestione dei tirocini nell'ambito universitario nazionale è molto diversa. In alcune università è prassi la continuità dell'esperienza nello stesso servizio per i due anni di tirocinio, forse questa scelta può essere legata ad una questione di praticità data l'enorme difficoltà nel reperire (purtroppo) enti e colleghi disponibili ad assumersi la responsabilità di un tirocinante; in ogni caso tale scelta permette allo studente di approfondire meglio la conoscenza del servizio e di essere in grado di sperimentarsi attivamente al suo interno in modo progressivo. In altre facoltà si predilige la scelta di ambiti di tirocinio diversi e miratamente differenziati tra il primo e il secondo anno. Così, se per esempio al primo anno l'esperienza è stata svolta in un servizio generico (ospedale, comune...) tendenzialmente si cerca di inserire lo studente in un servizio specialistico all'anno successivo, proprio per dargli l'opportunità di arricchirsi e sperimentarsi in ambiti nuovi.
Dal tuo racconto emerge invece un aspetto molto interessante, e cioè, quanto sia importante al fine di beneficiare di un'esperienza di tirocinio, la predisposizione dell'allievo e gli strumenti personali dello stesso. E' vero che uno si gioca nella relazione con l'ente, con il supervisore e con l'utenza. Ma quanto è importante nel nostro lavoro capire che uno degli strumenti su cui dobbiamo lavorare di più siamo noi stessi! Nel tuo caso sei riuscita ad arricchirti e crescere in modo diverso nonostante gli stimoli esterni non siano stati (apparentemente) modificati. La tua predisposizione all'apprendimento ed il tuo interessamento ed attenzione ti hanno permesso di cogliere aspetti diversi della stessa esperienza. Il migliore dei contesti potrebbe essere infruttuoso se l'allievo non investe "del suo". Sarebbe curioso sapere come è cambiata nei due anni la tua visione del servizio, il tuo rapporto con il tuo supervisore, con gli utenti, con te stessa e le tue insicurezze iniziali. Sarebbe interessante riflettere insieme su quanto il fattore tempo possa essere determinante nell'esperienza e nelle relazioni. Siamo contenti che tu sia riuscita a sfruttare l'esperienza e a cogliere gli aspetti migliori.
In bocca al lupo per il futuro!
Yurena e Vittorio

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risposta n.2

data:  
 

 

 

domanda n.1

data:  12 settembre 2003

Oltre ad avviarti alla professione, il tirocinio dovrebbe servire a farti "avvicinare" con più serenità alle difficoltà, alle paure e a tutti i pensieri legati al tuo futuro nel mondo complesso ma meraviglioso del Servizio Sociale..... invece io devo dire che purtroppo gli assistenti sociali a cui ti affiancano non sempre sono capaci di coinvolgerti e trasmetterti un "sapere essere e un saper fare"...a volte mi sento quasi d'impiccio, non ho avuto la fortuna di assistere ad un lavoro d' èquipe, ad una visita domiciliare, le cartelle degli utenti sono vuote, o quasi,di informazioni ed è difficile avere un quadro preciso del percorso terapeutico o dell'intervento .......... Mi chiedo oggi "Sarò davvero un Assistente Sociale o semplicemente un'impiegata che si firma solamente come A.S.?" Vorrei qualche commento vostro? Grazie
Simona, "tirocinante frustrata" :)

risposta n.1

data:  23 settembre 2003

Cara Simona, quello che dici è vero, il tirocinio dovrebbe "servire a...", ma purtroppo a volte serve solo per imparare "come non si fa". E questo non sempre si può cambiare... la cosa sulla quale forse devi stare attenta è al tuo "a volte mi sento quasi d'impiccio". Ecco uno arriva un po' insicuro dell'ambiente nuovo e se l'accoglienza né l'organizzazione sono delle migliori è possibile che questo porti ad un disagio anche personale. 
Sarebbe interessante anche capire a che punto sei del tirocinio, in quanto all'inizio si hanno molte aspettative, ma non sempre i servizi corrispondono a quanto ci si era immaginato; inoltre è fisiologico che serva un po' di tempo per "ambientarsi" e orientarsi. Viceversa se è già da un po' che hai iniziato e fatichi così tanto, il problema va affrontato, in qualche modo. Crediamo che le cose da fare possono essere diverse:

bullet

parli con il tutor universitario del problema e vedi cosa ti consiglia

bullet

chiedi di cambiare il tirocinio, se è possibile

bullet

prendi personalmente il tuo supervisore da parte e gli manifesti le tue perplessità

bullet

decidi di accontentarti e cercare di fare buon viso a cattivo gioco traendo il meglio da questa situazione: anche vedere "come non si fa" può servire, ma tieni anche conto la possibilità che le tue "critiche" possano anche non essere del tutto fondate

Devi decidere tu cosa preferisci fare. Ma di sicuro non devi cadere nello scoraggiamento e neanche in un ingiusto senso di inadeguatezza. Credi in te stessa e in quello che fai e datti anche dei tempi; con un po' di pazienza, vedrai che trovi una strada per superare gli ostacoli, in fondo anche un domani quando andrai a lavorare non credo che troverai servizi perfetti, magari puoi esercitarti e imparare delle strategie per affrontare questo tipo di problemi, devi fare quello che ti fa crescere di più.
Il fatto che osservi queste cose può essere d'aiuto senz'altro a porsi in maniera critica rispetto alle cose che si fanno. A volte gli assistenti sociali sono stanchi, presi da mille problemi o troppo "dentro" alla consueta routine per accorgersi, anche, dei propri errori. Con delicatezza e senza presunzione, prova a parlare delle difficoltà che incontri assieme al tutor universitario ma anche con l'assistente sociale che ti fa da supervisore: potresti ottenere delle spiegazioni e capire meglio le tue difficoltà ma anche le tue osservazioni potrebbero servire all'assistente sociale per ripensare il proprio lavoro e cercare di migliorarlo.
In bocca al lupo e facci sapere come prosegue la questione!
Yurena e Vittorio

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risposta n.2

data:  
 

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Anche le relazioni di tirocinio: può essere l'occasione di far conoscere e poter conoscere i vari servizi

 

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