Data: giovedì 8 marzo 2001 20.52
Oggetto: Arcobaleno
Ciao!
E' un po' di tempo che non scrivo, sono stata "immersa" nel
tirocinio che devo dire va benissimo. Il mio supervisore è in gamba,
molto professionale, e mi sta insegnando tante cose. Volevo condividere
con voi un'esperienza bellissima che mi ha colpito. Abbiamo ricevuto la
segnalazione di una famiglia. Una donna giovane, incinta, marito e due
figli, 14 e 10 anni. C'è stata una lite abbastanza forte, e il papà,
sempre stato aggressivo, ha
lanciato una sedia alla moglie in testa, lei è svenuta, il papà ha
detto ai figli "lasciatela morire lì", ma il bambino più
piccolo è scappato dalla finestra e ha chiesto aiuto. Bene, dopo una
lunga storia il mio supervisore e io siamo arrivati a casa loro. Il
bambino sulle ginocchia del mio supervisore, alla domanda sua "cosa
hai pensato quando hai visto la mamma per terra?" "ho pensato
che fosse morta...", e poi un dialogo molto commovente. Un altro
giorno, un'altra visita, ma questa volta c'era anche il papà, si
sentiva la tensione nell'aria, quando stavamo andando via, pioveva
fortissimo, io ero vicina al bambino, un bambino di colore bellissimo,
è uscito vicino a me e ho detto, "mamma mia! qui diluvia!"
Sapete cosa mi ha risposto? "Non importa se diluvia perché dopo il
diluvio arriva sempre l'arcobaleno". Per me è stata un'esperienza
bellissima. Ciao,
Yure
Data: lunedì 9 aprile 2001
Oggetto: Tirocinio
Vi ricordate le mie prime esperienze di tirocinante? Sull'emotività e
altri demoni...
Bene, oggi vi aggiorno. Dopo una iniziale e forte crisi, non ho voluto
più parlare dell'argomento perché stavo elaborando la cosa. Ho visto
di tutto e di più in questo comune, e sono passata dai primi riscontri
con il mio supervisore a una comprensione della sua professionalità che
vi assicuro non è piccola. All'inizio mi sembrava distaccata, fredda,
vi ricordate che vi raccontavo di lei e della psicologa? Poi ho
riflettuto molto su una frase che qualcuno di voi mi ha detto, bisogna
distinguere tra la angoscia dell'utente e la nostra personale. E poi,
dopo una serie di esperienze mi sono accorta che davanti al dolore che
vedo non mi sento più quasi disperata come all'inizio, lo affronto con
serenità ma non con troppo distacco. E come se stesse maturando l'idea
che il dolore fa parte della vita, e che ogni persona ha in sé delle
risorse enormi. E questo mi da molta serenità. Una mia cugina psicologa
mi ha aiutato tanto dicendomi che la sensibilità aiuta anche
all'empatia e che non deve essere considerata come qualcosa di negativo
o minaccioso per la mia professionalità. Il supervisore mi ha detto che
senza quella uno non capisce niente, solo che è uno strumento che
bisogna sapere impiegare. E oggi vedo tutto molto più chiaro di prima.
Posso dire che questo tirocinio è stato ottimo, una esperienza
utilissima per me. Io e il mio supervisore abbiamo avuto un incontro con
la tutor l'altro giorno, abbiamo parlato delle nostre esperienze, io mi
sono aperta con lei e le ho detto tutto quello che avevo esperimentato.
Le ho raccontato anche di voi, di come mi sono sfogata "in
lista" all'inizio alla ricerca di orientamento e di quanto sia
stato utile per me il vostro aiuto. (Oggi lei e il mio supervisore
vogliono iscriversi a Asit) Lei ha detto che abbiamo fatto un buon
lavoro e ci ha fatto i complimenti. E io sono rimasta di sasso quando il
mio supervisore le ha detto che io ho una sensibilità che mi aiuta a
capire molto i problemi e che questo non lo aveva riscontrato cosi
fortemente nelle anteriori tirocinanti. Io che ero convinta che lei mi
vedesse soltanto come una incompetente!!! E questo è stato come una
flebo di adrenalina per andare avanti con un po' più di
sicurezza. Poi avevo panico a rimanere da sola con l'utente, anche perché
sarebbe un compito del terzo anno, ma lei ha concordato con la tutor che
mi farà fare cose in autonomia. Ho detto che avevo paura di non sapere
dare le risposte, e loro mi hanno dato i suoi consigli, non sempre
bisogna dare automaticamente le risposte, basta prendere nota, dire che
ci informeremo, fissare un appuntamento...Ebbene, ho già fatto da sola,
con terrore e panico incluso, una visita domiciliare accompagnata
dall'ASA alla quale ho detto "preparati che farai l'AS perché io
non so che cacchio dire", ma alla fine è andato abbastanza
bene, era un malato terminale di cancro... E oggi...oggi ho fatto
da sola ben 4 colloqui!!! Nel mio diario di tirocinio ho segnato in
grande IL MIO PRIMO COLLOQUIO. Sapete? E' andata benissimo!!
Domani andrò in Comune da sola ancora...a fare la AS!! Sono troppo
contenta e un po' spaventata, AIUTO!!!
Ciao e grazie del vostro utilissimo appoggio!
Yure