a cura di Ombretta Okely e
Vittorio Zanon
|
la consulenza che
viene offerta in questa pagina funzionerà grazie al contributo di
chi vorrà provare a rispondere alle domande che giungeranno, senza
la preoccupazione di essere completamente esaurienti o del tutto
competenti... ognuno può fornire la propria esperienza... un pezzettino
di sé
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Puoi inviare una tua domanda, che verrà riportata
in questa pagina ed inoltrata alla Mailing List "ASitForum" ed ai curatori
di questo servizio.
Le risposte che giungeranno verranno inserite di seguito
alla domanda cui si riferiscono. Potranno quindi esservi anche più risposte
ad una stessa domanda.
Oltre a porre una domanda,
puoi leggere i quesiti che altri hanno posto e decidere di essere
tu stesso a rispondere.
Se vuoi puoi inviare una
domanda oppure puoi rispondere ad un quesito dopo averlo letto.
ATTENZIONE:
prima di inviare una domanda guarda se trovi già delle indicazioni
utili tra le risposte già presenti nella pagina.
Tieni presenti
le indicazioni generali per costruire una tesi e
cerca di essere il più possibile chiaro e circoscritto rispetto al quesito
posto.
se hai già
finito la tesi, mandacene una copia così la inseriamo nella
raccolta tesi
del nostro sito!
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NOTA BENE:
è gradito che i messaggi
inviati siano firmati, mentre si ritiene opportuno evitare risposte
agli indirizzi di posta elettronica personali, in quanto verrebbe
a mancare l'utilità per tutti gli altri.
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Ciao a tutti, purtroppo
questo servizio è sospeso,
a causa delle sempre più frequenti richieste e della difficoltà a gestire
in tempi accettabili tale servizio, che comporta una mole di lavoro non
più compatibile con i ritagli di tempo che riuscivo a dedicarvi. Dopo un
confronto con Ombretta Okely, che in nel corso di quasi 4 anni mi ha
affiancato in tale servizio, ho deciso di sospendere il servizio di
consulenze on-line alle tesi. Un po' alla volta cercherò di smaltire
l'arretrato. Lasciamo comunque tutte le domande che sono pervenute in modo
che rimangano a disposizione di tutti, con l'invito a chi vuole di fornire
ulteriori risposte ai quesiti già presenti, così come a quelli più
recenti. Ho comunque in cantiere una trasformazione e ripensamento del
servizio, di cui darò successivamente comunicazione. Se hai delle
richieste specifiche o delle esigenze/proposte rispetto a servizi di
sostegno al percorso formativo,
mettiti pure in contatto con me. Invito chi fosse interessato a un
confronto su come fare la tesi, a rivolgersi comunque al
forum legato
al nostro sito. Grazie,
Vittorio Zanon
23 gennaio 2006
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domanda n.75
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data: 22 novembre 2004 |
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Ciao! Sono Veronica, mi sto
accingendo a preparare una dissertazione di laurea triennale in scienze
dell'educazione dal titolo" Percorsi di Formazione ai linguaggi teatrali
per insegnanti". Se pensate di potermi essere d'aiuto in qualsiasi modo
ve ne sarei grata; soprattutto soffermandosi sull'aspetto educativo del
teatro.
grazie mille
Veronica Zanatta |
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invia
una risposta
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risposta n.1
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data: 5 dicembre 2004 |
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ciao Veronica,
facciamo un po' fatica ad aiutarti, perché non ne sappiamo molto di
quanto ci chiedi, che è meno legato alla nostra professione. Visto che
non sei la prima persona che viene da altre culture professionali,
auspichiamo l'aiuto di altri, ma nel frattempo ti suggeriamo due piste:
 |
psicodramma e le sue tecniche, da
Moreno ad oggi. |
 |
giochi di ruolo e altri tipi di
esercitazioni "teatrali" |
Tutti e due sono spesso usati nei
percorsi formativi come strumenti di elaborazione, approfondimento ecc.
Ma forse dovresti intervistare qualcuno di una scuola o laboratorio di
teatro... a Milano di certo il Piccolo...
...ti suggeriamo di anche di raccogliere informazioni sull'esperienza del
teatro dell'oppresso.
ciao
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data:
13 dicembre 2004 |
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la domanda mi pare sullo scibile
umano... ci sono infinite forme di teatro come percorso educativo...
Il teatro dell'oppresso può essere una via... vi sono varie esperienze di
percorsi formativi per insegnanti con questo metodo per lavoro sui temi
quali l'educazione interculturale, dinamiche di classe, fenomeni di
bullismo, esplorazioni di temi vicini ai ragazzi rispetto alla prevenzione
al disagio etc... quello che consiglierei sarebbe guardarsi il sito
dell'associazione Giolli che ha il brevetto in Italia su questo metodo e
contattare loro se questo metodo può interessarle... si rifà alla
pedagogia di Paulo Freire, quindi ha una forte valenza pedagogica e
politica.
http://www.peacelink.it/users/giolli
spero di esserti stata un pochino utile
Giovanna |
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risposta n.3
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data:
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domanda n.74
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data: 10 novembre 2004 |
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ciao a tutti,
Sono Chiara, laureanda in Scienze del Servizio Sociale. Mi trovo alle
prese con una tesi che riguarda l'evoluzione dello strumento del
controllo/vigilanza in riferimento alle adozioni.
Vorrei, nella parte iniziale, inquadrare il tema del controllo da un
punto di vista storico teorico ma non so bene da che parte cominciare. |
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invia
una risposta
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risposta n.1
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data: 20 novembre 2004 |
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ciao Chiara,
è una tesi interessante e potrebbe essere utile una rilettura storica del
fenomeno. Sul tema del controllo sostegno sono stati scritti soprattutto
articoli in riviste professionali, che conviene cercare mettendosi forse
in contatto con le redazioni o andando nella biblioteca della tua
università. Inoltre, sempre in università (e in vari siti internet),
troverai altre tesi su questo argomento: guardale per orientarti un
pochino (e citale pure nella tua tesi se ti tornano utili).
puoi provare a definire il tema del controllo sociale attraverso la
legislazione che riguarda le adozioni, quindi le cornici giuridiche e
legislative sul tema adozione, poi le applicazioni... poi forse delle
interviste ad operatori che lavorano in quel settore e che su questo si
sono attrezzati.
come sempre prova anche i motori di ricerca...
buon lavoro
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data:
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domanda n.73
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data: 8 novembre 2004 |
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Ciao!sono uno studente di scienze
dell'educazione e sto scrivendo una tesi sul concetto del Sè in
psicologia sociale. il mio problema è reperire bibliografia su psicologi
sociali italiani e su metodologie di analisi del Sè, narrative e non.
Grazie per l'aiuto! |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 20 novembre 2004 |
|
caro studente..
ci fa proprio pensare di non poterti neanche "nominare" a proposito del
concetto di sè in psicologia sociale, tema della tua ricerca.
Ricerca che può e deve partire da:
 |
perché hai scelto questo tema |
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con che esperienza, tirocinio,
volontariato |
 |
con che relatore (di solito
infatti è il relatore che suggerisce le prime piste bibliografiche). |
Da parte nostra suggeriamo:
 |
una visita in biblioteca (ma non
sappiamo di dove sei) |
 |
una visita in libreria
specializzata: ce ne sono intorno alle sedi universitarie |
 |
una ricerca mirata nel web con
vari motori di ricerca |
Raccoglierai dati grezzi da
selezionare e valutare in base a:
 |
una definizione del campo di
ricerca che hai avviato |
 |
psicologia sociale: istruzione
d'uso |
 |
il concetto di sè in psicologia
sociale |
 |
lo spazio educativo e il concetto
di sè. |
ciao..
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data:
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domanda n.72
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data: 8 novembre 2004 |
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Cari colleghi,
a gennaio discuterò la mia (corposa) tesi di laurea specialistica in
PROGEST a Milano. La maggior parte di coloro che si sono laureati nella
prima sessione hanno fatto una presentazione alla Commissione tramite
diapositive, ma è un sistema con cui non ho familiarità. Quale altra
modalità efficace di presentazione posso adottare? E' il caso di
ricorrere ad un "abstract"? In questo caso, come dev'essere congegnato e
quanto dev'essere lungo? Grazie grazie grazie.
Rosi Tidoli |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 14 novembre 2004 |
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Cara Rosi,
prima di tutto una nostra curiosità: in cosa ti laurei? e con quale
argomento di tesi?
Le cosiddette "diapositive" si realizzano in ambiente microsoft con il
programma power point che consente di realizzare delle presentazioni del
proprio lavoro sostituendo i vecchi lucidi e aggiungendo però molte e
diverse funzionalità (tra queste la possibilità di inserire movimenti,
effetti grafici, suoni, collegamenti incrociati...). E' sicuramente uno
strumento che può agevolare ed accompagnare la presentazione di un
discorso, per cui si adatta bene alle presentazioni di tesi, così come a
relazioni. E' utile a nostro avviso se usato per accompagnare dei discorsi
o ragionamenti, non se li contiene in toto: va bene uno schema, un
grafico o brevi concetti, meno utile (se non pesante!) se usato per
riportare interi brani che vengono comunque letti dal relatore.
La presentazione va, ovviamente, costruita attorno all'argomento di tesi,
e per alcune tesi (specialmente quelle più sperimentali o nelle quali si
comparano vari dati) agevola di sicuro la presentazione e, soprattutto,
la comprensione di chi della tesi non ne sa nulla.
Sta a te, a nostro parere, individuare la modalità più opportuna di
presentare la tesi. Ma lucidi, power point, filmati od altro sono solo
degli strumenti di presentazione. Teoricamente non è obbligatorio
avvalersi di tali strumenti. L'abstract, infine, può essere costruito
come preferisci, e sicuramente può essere un altro strumento che aiuta
chi ti ascolta a farsi un'idea più chiara del lavoro complessivo. La
lunghezza ed i contenuti dipendono da te. A nostro avviso dovrebbe
contenere: introduzione della tesi (intera), riassunto dei singoli
capitoli, conclusioni (intere), bibliografia.
Se invece ti interessa proprio la presentazione in power point, visto che
a gennaio manca ancora un po' di tempo, crediamo che se ti fai aiutare da
qualche amico esperto di informatica, potresti riuscire senza troppe
difficoltà a produrre un lavoro discreto e ad acquisire una sufficiente
familiarità con il programma.
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data:
17 novembre 2004 |
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Cari colleghi, sono Rosi Tidoli. Vi
ringrazio per la risposta al mio quesito e come mi avete chiesto vi dò un
paio di chiarimenti. Mi laureo alla Bicocca in PROGEST (orribile acronimo-
che fa pensare ad un ormone- di Programmazione e gestione delle politiche
e dei servizi sociali, indirizzo management dei servizi). Il titolo della
mia tesi è "Le politiche attive di tutela, sostegno e formazione a favore
delle badanti" e l'ultima parte é relativa ad una ricognizione, fatta da
me tramite interviste a vari Enti, della situazione in Lombardia. Grazie
ancora e saluti.
RT |
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risposta n.3
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data:
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domanda n.71
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data: 7 novembre 2004 |
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Ciao a tutti sono Lara, una
laureanda in servizio sociale. Sono in difficoltà, sto preparando la tesi
su "Le attività culturali ricreative sportive come elemento del
trattamento penitenziario, in particolare l'esperienza del teatro". Il
materiale, purtroppo è insufficiente, confido in voi. Grazie!!!
Lara. |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 13 novembre 2004 |
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Ciao Lara,
come sempre, ti consigliamo di meglio definire il tuo campo di ricerca:
detto così il tuo tema è troppo ampio e poco dimostrabile, qualunque cosa
tu voglia dimostrare.
Quindi:
Comincia a cercare materiale sull'intervento istituzionale nei
penitenziari: cosa si fa, come, con che distinzioni, in base a cosa... le
leggi e le procedure...
Poi secondo noi devi definire in quale Regione o, meglio, in che tipi di
carcerazione attività culturali/ricreative sono previste o possibili, ma
lì devi, certamente, definire tipi e modi previsti.
Poi in alcune realtà puoi forse intervistare operatori e addetti ai
lavori..
Come vedi, dalle cose generali a quelle più specifiche,cercando di
mettere a fuoco via via in modo più preciso le aree di ricerca.
Per la bibliografia ti consigliamo anche di provare a reperire il
materiale prodotto dagli stessi detenuti e inserito in veri e propri
periodici.
Buon lavoro,
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data:
8 novembre 2004 |
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Ciao Lara,
perché non contatti il CSI centro SPortivo Italiano, comitato di Milano.
Da circa 6/7 anni ha inserito una squadra di detenuti nel proprio
campionato di calcio a 7.
Scrivi (o contatta) la sig. ra Alessia Incantalupo il lunedì e il
mercoledì pomeriggio
formazione@csi.milano.it 02/58322907.
Ciao
Anna |
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risposta n.3
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data:
11 novembre 2004 |
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Non ho materiale da indicare, ma
sono a conoscenza che all'Istituto Penale per Minorenni di Nisida fanno
attività di teatro con i minori detenuti. Potresti provare a contattarli.
Ciao
Teresa |
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risposta n.4
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data:
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domanda n.70
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data: 4 novembre 2004 |
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Salve a tutti!
Sono una studentessa in Scienze dell'educazione, alle prese con una tesi
dal titolo:"L'educazione in ambito sanitario". Inizialmente ho accolto
con entusiasmo l'argomento propostomi dal relatore, ma ora... non so
proprio da dove cominciare! E'un lavoro vastissimo, che spazia dalla
psichiatria, alla tossicodipendenza, all'ospedalizzazione...
Spero possiate darmi una mano, sono nel panico piu' totale, anche perché
tutti mi scoraggiano e mi consigliano di cambiare argomento.
Grazie in anticipo per l'aiuto. Cordiali saluti,
GIUSY |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 5 novembre 2004 |
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Ciao Giusy,
in effetti anche a noi verrebbe voglia di consigliarti di cambiare il
titolo, non tanto per il titolo in sé, ma per il fatto che se non è un
tema "tuo", che hai scelto e ti appassiona, rischia di essere meno
originale e crearti grosse difficoltà per la stesura. Inoltre ci verrebbe
proprio di aggiungere: un'esperienza in ospedale (o psichiatria o dove
vuoi tu, magari dove hai fatto tirocinio) tra il 2002 e il 2003, oppure
"L'educazione in sanità..: educazione alla salute in Toscana..".
Il nostro consiglio quindi è un altro, e deve però partire
dall'entusiasmo che dici di aver provato alla proposta del tema. Il tema
è decisamente vasto e potrebbe davvero contenere di tutto, dalle aree cui
ti sei riferita tu, ad un taglio storico, oppure sociale, di politiche
territoriali, di ricerca... o tanto altro ancora.
Il titolo che ti hanno fornito, quindi, è solo un punto da cui partire:
ora devi mettere tu i contenuti e, soprattutto, il taglio (ben delimitato
e specifico) che vuoi dare alla tua tesi. in questo modo la tesi diventa
il tuo lavoro... la tua esperienza e la tua ricerca sono essenziali e,
per delimitare l'argomento, cerca di scegliere qualcosa che ti piace,
interessa, o di cui hai una buona esperienza/conoscenza.
Una digressione: hai mai visto il film Patch Adams, con Robin Williams?
Fornisce molti spunti, magari anche per una riflessione sulla formazione
relazionale del personale sanitario, aspetto che può portare ad una
riflessione anche sul ruolo educativo svolto dal personale sanitario...
giochiamo con le parole: personale mal-educato o ben-educato... e anche
nella relazione educando/educato... ci sarebbe parecchio da dire forse,se
si pensa al tema educativo come uno degli aspetti insiti nella sanità...
basta pensare all'uso di farmaci, alle informazioni alle gestanti,
all'incontro tra culture.
Cerca di scegliere bene quindi il taglio che vuoi dare al tutto e non ti
spaventare che una volta fatta questa scelta ti riuscirai ad orientare
meglio.
Vittorio e Ombretta |
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risposta n.2
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data:
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domanda n.69
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data: 13 ottobre 2004 |
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Salve.... Sono una studentessa di
servizio sociale e sto preparando la tesi. il mio argomento è "la
maternità in carcere"; sono a buon punto ma mi trovo un po' in difficoltà
per quanto riguarda questi argomenti:
- servizi e operatori per l'infanzia in carcere;
- come i servizi operano oggi;
- gravidanze strumentali per la concessione di misure alternative alla
detenzione.
Vi chiedo una mano perché sono davvero in grande difficoltà... In attesa
di una risposta e collaborazione, vi mando i più cordiali saluti...
Grazie Laura |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 28 ottobre 2004 |
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Pensiamo che rispetto ai servizi per l'infanzia in carcere
puoi trovarla in riviste specialistiche o in internet (esistono diversi
siti, alcuni anche già segnalati da noi in queste pagine) o tra i
colleghi che lavorano in questo settore (prova a chiedere un appuntamento
presso un C.S.S.A. con un assistente sociale che lavori con il carcere
femminile). Un incontro con operatori (eventualmente anche imbastendo poi
una intervista specifica sul tema) ti potrà essere invece utile per
documentare e dimostrare la tua interpretazione delle gravidanze usate
come escamotage per la concessione di pene alternative alla detenzione,
anche perché questo tema meriterebbe ben altri approfondimenti
buon lavoro,
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data:
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domanda n.68
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data: 22 settembre 2004 |
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Ciao a tutti!
Spero che mi potrete dare una mano anche se la mia è una tesi in Educatore
Professionale e non in Servizio Sociale. Ho svolto un tirocinio formativo
presso il Centro di Prima Accoglienza per Minori di Bologna, e mi
piacerebbe approfondire la questione relativa alla funzione educativa
possibile all'interno di questa struttura, che si caratterizza per
ospitare i ragazzi per un tempo molto breve. Approssimativamente il titolo
potrebbe essere: "Educare nel Centro di Prima Accoglienza: una sfida
possibile?". Durante il mio tirocinio ho raccolto il materiale che mi
sembrava interessante ai fini del mio lavoro, e tornerò presso il CPA di
Bologna per intervistare gli educatori. Tuttavia presso le biblioteche e
su Internet sono riuscita a trovare scarsissimo materiale, se non la tesi
di laurea di Alessia Del Torto dal titolo "Il Centro di prima accoglienza.
Aspetti normativi e sociologici" pubblicata sul sito
http://dex1.tsd.unifi.it/altrodir/minori/deltorto/index.htm e numerosi
testi che però affrontano più in generale l'argomento della giustizia e
del processo penale minorile. E' possibile che nessuno abbia mai
approfondito gli aspetti di questa istituzione così importante e che in
tutta Italia non siano stati mai sviluppati progetti e iniziative per
l'accoglienza del minore in CPA? Magari voi avete qualche suggerimento o
istruzione da darmi... altrimenti scusatemi per il tempo che vi ho fatto
perdere!
Giulia
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una risposta
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risposta n.1
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data: 27 ottobre 2004 |
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cara Giulia,
il tema è interessante e come vedi da sola anche nuovo... il lavoro può
essere fatto, come sempre, partendo da un descrizione generale del tema,
con le cornici che lo definiscono dal punto di vista giuridico e
istituzionale, ma poi deve prendere spazio l'intervento educativo e le
sue diverse caratteristiche.
Interviste, benissimo, ma suggeriamo anche di cominciare, lungo la ricerca
teorica, a cercare i riferimenti metodologici ed educativi.
Un libro recente, della casa ed.ambrosiana, dal titolo "L'educatore nella
casa del bambino" potrebbe esserti utile. Per recuperare altro
materiale, bisogna iniziare a "spulciare" meglio in biblioteca. Capita
infatti che inizialmente (o dal semplice titolo) che un libro non paia
perfettamente aderente al tema della tua ricerca... bisogna quindi
provare ad andare un po' oltre: specialmente in alcuni libri che
riportano atti di convegni o contributi di diverse persone, è possibile
trovare del materiale che non ci si aspettava. Ugualmente in riviste
specializzate (ci vengono in mente "Minori e giustizia" e "Animazione
sociale" ma anche tante altre). In queste fonti potrai certamente trovare
anche nuovo materiale, magari meno teorico e più descrittivo di
esperienze concrete, che è proprio ciò che ti interessa. Infine ti
insegniamo un trucchetto: quando trovi un testo (articolo, libro,
tesi...) non disdegnare, oltre che ai contenuti del testo stesso, la
bibliografia di riferimento: spesso ti suggerisce nuovi testi con
ulteriore e diverso materiale... ovvio che sta poi a te andare a
ritrovare questi nuovi testi e capire quali ti possono essere utili e
quali escludere... può diventare una sorta di catena di sant'Antonio, per
cui bisogna imparare a darsi dei confini e a non disperdersi poi troppo
per non andare fuori tema. Ma funziona, specialmente quando sembra di non
riuscire a trovare materiale sufficiente.
A seconda del materiale (o di altri criteri, tipo interesse personale, od
altro) potrai quindi decidere quale taglio dare ulteriore alla tua tesi,
se occuparti quindi di educazione in CPA verso minori devianti, con
procedimenti penali in corso, stranieri, adolescenti, fare excursus
storici, sociologici o normativi, approfondimento di singole esperienze,
confronto tra esperienze italiane e estere o tra diverse regioni in
Italia... Il tutto può in effetti essere molto e dovrai scegliere tu,
assieme al relatore, come impostare l'indice. L'ultimo consiglio: nel
fare questa scelta cerca comunque di fare una contestualizzazione / introduzione
dell'argomento di cui parlerai.
Buon lavoro,
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data:
23 ottobre 2004 |
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a Giulia possono essere utili due
indicazioni.
la prima riguarda un testo di Ernesto Caffo dal titolo "emergenza
nell'infanzia e nell'adolescenza" edito dalla mcgraw-hill nel quale può
trovare un capitolo sul progetto del team di emergenza di Treviso, oltre
che tutta la parte teorica sulle dimensioni e la gestione dell'emergenza
stessa. l'altra riguarda una ricerca bibliografica edita dall'istituto
degli innocenti di Firenze in riferimento al più generale tema della
149/01 dal titolo "tutti i minori hanno diritto ad una famiglia".
all'interno c'è una sezione specifica dei testi sulle comunità di
accoglienza per minori, alcuni dei quali riguardano lo specifico ruolo
dell'educatore.
nella speranza di essere stata utile auguro a Giulia buon lavoro e in
bocca al lupo per la sua tesi di laurea.
Sara |
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risposta n.3
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data:
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domanda n.67
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data: 4 settembre 2004 |
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Salve, mi chiamo Manuela e ho
iniziato ad occuparmi della mia tesi che come oggetto di analisi si occupa
dell'incomprensione di coppia. Più precisamente i temi che voglio
affrontare sono:
 |
Il linguaggio della coppia verbale
e non verbale;
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Tradimenti e fiducia;
|
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Il passato amoroso di entrambi.
|
Spunti, materiale consigli...
accetto tutto, anche perché devo chiedere al mio prof se accetta di
seguirmi. Come faccio a scrivere un e - mail efficace per farmi accettare
questa tesi? Aiutatemi,
Cordiali saluti, Manuela |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 30 luglio 2004 |
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Ciao Manuela
è un tema interessante e ci vengono in mente alcuni fattori di base utili
per poi partire.
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Tesi bibliografica o esperienziale?
Nel primo caso la ricerca di testi, nel secondo un'esperienza o un
aggancio con consultori (pubblici o privati), che si occupino di coppie e
famiglie. |
 |
il collegamento con il servizio
sociale, che deve essere pensato fin dall'inizio (ad esempio Servizio
sociale e crisi di coppia, oppure servizio sociale e sostegno alle
famiglie...) |
 |
Il tema che hai scelto va meglio
definito e contestualizzato: la ricerca/tesi riguarda temi d'interesse del
servizio e dell'assistente sociale, quindi non le dinamiche emotive della
costituzione di una coppia "astratta" ma eventualmente le dinamiche
psicosociali che hanno peso nella formazione iniziale della coppia.. |
I temi che ti interessano (fiducia,
tradimento...) sono così strettamente soggettivi che ci chiediamo come
trasformare questo interesse in una ricerca e in un senso professionale:
interviste ad operatori oppure la messa a fuoco di un'area territoriale e
la ricerca sui dati statistici del matrimonio e sui dati (se si trovano)
delle separazioni...
Insomma, pensiamo che il tuo tema debba essere meglio messo a fuoco, forse
dovresti cominciare a parlare con colleghi dei consultori per vedere
meglio attinenza e possibilità.
Buon lavoro
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data:
12 settembre 2004 |
|
Ciao Manuela, più che una e- mail
tu dovresti chiedere un appuntamento al professore per potergli esporre le
tue idee; la cosa migliore sarebbe che tu pensassi già ad una scaletta di
strutturazione della tesi, anche molto generale ed a punti , per mostrare
che hai già le idee chiare.
Per quanto riguarda la bibliografia ti posso consigliare due libri, che
anche se un po' datati secondo me possono esserti utili:
1) Contarello Alberta,1993, "Messaggi non verbali nell' interazione
sociale. Metodi di ricerca", Cleup editrice, Padova;
2) Contarello Alberta, 1994, "Femminile/maschile: differenze di genere
negli aspetti non verbali della comunicazione" collana Quaderni di
Psicologia, 16 , Patron Editore, Bologna.
Spero di esserti stata di aiuto , in bocca al lupo Elsa. |
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risposta n.3
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data:
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domanda n.66
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data: 13 luglio 2004 |
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Salve sono Cristina,
dovrei elaborare la tesi di laurea in Servizio Sociale e mi servirebbe
qualche consiglio in merito alla bibliografia e all'impostazione da
conferire. L'argomento è il seguente: "Il DPR 448/'88 nel difficile
equilibrio tra controllo e aiuto con riferimento alla realtà minorile
barese. Analisi della dicotomia tra funzione repressiva e quella
rieducativa". L'intenzione è quella di elaborarla sia attraverso la
modalità compilativa che semi-sperimentale.
Il mio studio ha lo scopo di apportare una lettura anche in considerazione
delle recenti proposte di riforma dell'ordinamento minorile. Aggiungo che
ho svolto due anni di tirocinio presso l'USSM (Ufficio Servizio Sociale
Minorenni) di Bari.
Sicura di un benevole riscontro vi invio distinti saluti.
Cristina |
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una risposta
|
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risposta n.1
|
data: 30 luglio 2004 |
|
Salve Cristina,
per la bibliografia conviene sempre andare alla propria sede universitaria
e/o in una biblioteca di settore per vedere cosa esiste sul tema: vi sono
case editrici (Carocci,F.Angeli..) ormai specializzate nel nostro settore
di studio, così come riviste di settore. Un testo recente e di settore può
diventare fonte di ricerche su testi e documentazioni... sia per i
contenuti che per i rimandi e le citazioni bibliografiche riportate.
Rispetto alla questione di come affrontare il tema, ci pare che hai già
una tua impostazione, va solo forse articolato il processo di ricerca tesi
tipo:
 |
il DPR 448/88: nascita, scenario
ecc. |
 |
sostegno e controllo nel metodo
professionale di servizio sociale (storia, processi di lavoro, teorie...) |
 |
il DPR 448/88 nella tua esperienza
e nella realtà considerata (qui la parte più di ricerca e sperimentazione) |
 |
il sostegno/controllo e la
repressione/riabilitazione: potrebbe essere interessante una comparazione
tra questi due argomenti e le loro continuità teoriche |
 |
infine una rilettura alla luce
delle modifiche e prospettive giuridiche. |
Buon lavoro
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
|
data:
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domanda n.65
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data: 16 giugno 2004 |
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Ciao, mi chiamo
Stefania e sono iscritta al corso di laurea in servizio sociale
dell'università di Genova.
Ho svolto il tirocinio presso un distretto sociale e mi occupavo dell'area
anziani;anche per questo motivo ho scelto di dedicare la mia tesi al
"Piano anziani per la città di Genova 2002-2004". Dal momento che vorrei
dedicare un capitolo al confronto con altri piccoli comuni (rispetto
all'assistenza agli anziani), mi chiedevo se qualcuno di voi avesse
qualche informazione da darmi soprattutto su dove trovare del materiale.
Grazie! |
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invia
una risposta
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risposta n.1
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data: 12 settembre 2004 |
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Ciao,
ci sembra che la tua tesi sia già definita, per te, mentre quel che
manca... ci pare difficile che si trovino pubblicati testi che descrivano
in modo specifico il lavoro con gli anziani nei piccoli Comuni: ci viene
da suggerire di scegliere intorno a Genova due o tre realtà o meglio una
realtà cui puoi arrivare facilmente dove andare ad intervistare sindaco,
assessori, assistenti sociali e/o servizi sociali in modo da capire che
cosa offre il comune e come (oppure se) è possibile il confronto. Già
questo è un tema che basta per una tesi, altro che un capitolo... progetti
e programmi sociali (e politiche) cambiano se cambia territorio, ambiente
sociale, tipologia di vita familiare... oppure fenomeni e interventi si
assomigliano? e perché?
non volevamo distrarti, ma ampliare un po'.
Forse anche il web può essere d'aiuto: alcuni comuni ormai usano i siti
come vetrine.
Ciao e buon lavoro
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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domanda n.64
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data: 16 giugno 2004 |
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Salve, la mia più
che "missione impossibile", al momento mi sembra proprio "disperata",
l'argomento che ho scelto è la relazione assistente sociale -utente,
vorrei smontare e analizzarne tutti gli aspetti.. il problema è che non so
da dove iniziare, e se l'argomento inizialmente sembrava avere un senso
comincio a disamorarmene perché ho l'impressione che ci voglia la stessa
energia che sarebbe necessaria ad attraversare l'oceano a nuoto. Vi prego
datemi una mano...
Grazie, Sonia. |
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risposta n.1
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data: 12 settembre 2004 |
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Ciao Sonia,
accidenti, forse attraversare l'oceano a nuoto è ben più semplice. Ecco
allora il nostro consiglio: meglio attraversare un torrente, o al limite
anche un lago od un mare più impegnativo, ma con qualche attrezzatura in
più... per uscire dalla simpatica metafora, crediamo che l'argomento che
hai scelto sia avvero interessante e che una riflessione su di esso sia
sempre utile per tutta la professione, anche se è davvero talmente ampio
che si rischia di doverci fare un trattato enciclopedico o, all'opposto,
di scendere nella banalità senza riuscire ad approfondire nessun aspetto.
Ma ci sono sicuramente dei motivi che ti hanno portato a prendere questo
tipo di orientamento: prova a rifletterci meglio sopra e a vedere quale
aspetto della relazione tra assistente sociale e utente ti interessa
maggiormente (alcuni esempi: il setting, l'ascolto, il primo colloquio,
l'individuazione delle risorse, come media l'a.s. tra ente ed utente...).
Può essere una fase della metodologia o un elemento della relazione che
viene messo a fuoco e scomposto/ricomposto. Ma può essere anche che cosa è
la relazione, che variabili ne fanno parte... Una volta che l'hai meglio identificato, prova a concentrare le tue
attenzioni ed i progetti di ricerca su quello, in modo da poter riuscire
sì ad entrare meglio nel merito di quel singolo e specifico aspetto della
relazione. E ricorda che la parte passionale che si ha nel fare la tesi
non è assolutamente da sottovalutare e va anzi coltivata, cercando quindi
di non "disamorarsi" mai del proprio lavoro. Ciò ti aiuta a farlo più
volentieri (e quindi anche meglio). Anche i più grandi campioni di nuoto,
prima di approdare alle Olimpiadi hanno senz'altro fatto il bagnetto nella
vasca di casa con le paperelle!
buona nuotata, allora! ;-)
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data: 12
settembre 2004 |
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Cara Sonia,
La tua richiesta disperata mi smuove qualcosa dentro perché sto vivendo
come te un'esperienza simile! Dirti che anch'io ho passato passato momenti
dove tutto sembrava assurdo è scontato, devi solo cercare di tenere duro,
vai avanti dalla parte che ti sembra più "facile" dopo piano piano tutto
si ricompone. Piuttosto dimmi, in che senso vuoi "smontare" le fasi della
relazione di aiuto? Nel senso che vorresti analizzarle una ad una?
L'argomento però secondo me andrebbe focalizzato un pochino meglio, tutta
la relazione d'aiuto è molto vasto come tema! E poi ogni relazione non è
comparabile ad un altra. Quali aspetti della relazione pensi che sia utile
approfondire? Prova a farti un indice ipotetico, così avrai un bel piano
di lavoro. Decidi prima quali aspetti e il perché ti interessano proprio
quelli, poi decidi il come approfondirli... dopo cerca letteratura
specifica e se serve fatti una parte esperimentale di rilevazione
attraverso registrazioni, questionari, interviste, cartelle dei servizi...
Ma prima delimita il campo e organizza le tappe. Se no ti perdi nello
spazio infinito. Un abbraccio,
Yurena |
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risposta n.3
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domanda n.63
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data: 7 maggio 2004 |
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ciao sono Mary, sono
iscritta al corso di laurea in servizio sociale all'università di Lecce e
sto per cominciare a lavorare sulla tesi. Il mio relatore insegna Metodi e
tecniche del servizio sociale 3 ed ho alcuni problemi sull'argomento da
trattare; dato che ho svolto il mio tirocinio al consultorio familiare ho
pensato di fare la tesi o sulle adozioni di minori oppure sulla tutela dei
minori ma non riesco a trovare il collegamento con l'insegnamento del
prof.
Vi prego datemi qualche suggerimento con riferimenti anche al lavoro
dell'assistente sociale e, se è possibile, qualcosa sulla bibliografia.
Vi ringrazio anticipatamente e complimenti per il sito.
Mary
P.S. vi prego di rispondermi al più presto. |
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risposta n.1
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data: 21 maggio 2004 |
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ciao Mary,
come può essere che non riesci a trovare un collegamento tra metodi 3 e
gli interventi di tutela minorile o le adozioni? Ci pare che sicuramente
puoi trovare qualcosa, anche partendo dall'esperienza del tirocinio, se
vuoi. Prova a pensare a qualcosa di concreto, a qualcosa che ti pare utile
approfondire o a degli aspetti che ti sono parsi particolarmente
significativi (o perché no, scadenti e da rinforzare) del lavoro
professionale dell'assistente sociale nei servizi per le adozioni o la
tutela minorile. Dipende poi dal taglio che gli si vuole dare a far
avvicinare una tesi ad una materia più professionale come ad altre. Gli
stessi argomenti su cui ti stai orientando tu stessa possono essere
affrontati (ovviamente sotto diverse angolature) con relatori, per
esempio, di diritto, psicologia, sociologia od anche altre materie.
Per la bibliografia, vedrai che non ci saranno molte difficoltà, una volta
deciso l'ambito e il taglio che vuoi dare alla tua tesi. Semmai guarda
anche le indicazioni che abbiamo già dato per domande precedenti.
Non ti scoraggiare e cerca di tirare fuori le competenze e risorse che già
hai.
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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domanda n.62
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data: 24 aprile 2004 |
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Ciao sono Imma e
sono iscritta al 3° anno di scienze della formazione continua. Ho chiesto
la tesi è l'argomento è l'orientamento e il titolo provvisorio è"scuola ,
università e lavoro" mi dareste una mano? grazie! |
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risposta n.1
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data: 29 aprile 2004 |
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rispondo ad imma: all'università
del sannnio, (BN) c'è lo sportello di counseling di orientamento univ..quello
per il quale sto facendo il corso:visto il successo, ad ottobre comincerà
un corso triennale di counseling professionale, sia come approccio
psicoterapeutico, che come orientamento formativo e professionale. visita
il sito unisannio, e il sito dell'istituto di scienze umanistiche
esistenziali, di napoli, dove troverai molto materiale interessante,
soprattutto del prof. di counseling gianfranco buffardi.
buon lavoro brunella |
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risposta n.2
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data:
21 maggio 2004 |
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Ciao Imma.
siamo sempre un po' stupiti dal fatto che si "chiede" la tesi e
l'argomento lo sceglie qualcun'altro: la tesi ci fa compagnia per qualche
mese, ed è meglio se si è motivati da una propria scelta che rivela un
interesse, un'area in cui magari ci si vuol spendere dopo, un tema che
abbiamo già incontrato e che vogliamo sviluppare...
Forse varrebbe la pena di ricordare/ci che la tesi non è solo un compito
formale, ma un nostro lavoro.
Mentre il tuo tema è così ampio, che a nostro parere va non solo definito
e delineato ma LIMITATO a partire già dal titolo e di certo nei contenuti.
Alcuni esempi:
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Orientamento: nodi e prospettive |
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Orientamento: compito e funzione
della struttura universitaria |
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Orientamento: tra formazione e
lavoro |
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eccetera |
Come vedi se definisci anche solo
un canovaccio di partenza, e in base a tue curiosità e possibilità di
ricerca, si aprono percorsi molto diversi di lavoro.
Forse vale la pena che usi quel che diciamo nelle indicazioni iniziali
sull'albero delle idee, e provi a pensare
alle possibili associazioni e connessioni.
Ciao
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.3
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domanda n.61
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data: 20 aprile 2004 |
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Salve, mi chiamo
Erika e sto frequentando l'ultimo anno del corso di laurea in servizio
sociale; volevo chiederle un aiuto per la mia tesi in quanto mi resta un
pò difficoltoso trovare del materiale. L'argomento che avrei deciso di
affrontare è il seguente: "L'integrazione nelle scuole dei bambini
portatori di handicap e il ruolo dell'assistente sociale". La ringrazio
per la collaborazione e aspetto sue notizie.... Grazie!
Erika |
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risposta n.1
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data:
30 aprile 2004 |
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Abbiamo pensato al suo tema e a
come aprirlo per una ricerca non solo compilativa: ogni tesi è lo sviluppo
di un argomento e la dimostrazione di qualcosa.
Nella sua tesi due sembrano gli aspetti:
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"integrazione": quale integrazione,
riferimenti legislativi, politiche sociali e regionali ecc.
Vale la pena di partire (come sempre nelle ricerche) dagli aspetti più
generali per arrivare ai temi vicini: quindi integrazione nelle leggi, poi
nella legge o nei regolamenti (ad esempio di Puglia o Lombardia... poi
nella città di...)
A questa ricerca va connesso il tema dell'handicap, e già definire cosa si
intende oggi per integrazione nella scuola e per i bimbi con handicap è
una prima area di lavoro. |
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Seconda area è cosa ci "fa o può
fare" il servizio sociale: crediamo che possa essere utile trovare nella
propria realtà esperienze in corso su questo tema, e secondo le diverse
realtà questi interventi possono essere dei Comuni, di Asl ecc. Per questo
aspetto si può cercare l'incontro con operatori e referenti di area o
settore, che saranno di sicuro fonti privilegiate di documenti,
informazioni, attori di interviste...
Anzi forse può essere utile partire da vicino e in servizi vicini, mentre
si fa la ricerca bibliografica e legislativa suggerita.. |
E buon lavoro
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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domanda n.60
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data: 14 aprile 2004 |
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Salve,
sto svolgendo un lavoro di tesi che affronta il fenomeno del
maltrattamento nei confronti di donne in ambito domestico e vorrei
inserire un'ipotesi progettuale che integri la parte meramente descrittiva
del problema.
Andando al sodo, la mia domanda è questa: "Esiste una normativa recente da
cui poter attingere per il finanziamento di progetti volti alla tutela dei
diritti delle donne?"
Ringrazio anticipatamente chiunque voglia soddisfare la mia curiosità.
Walter |
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risposta n.1
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data: 28 aprile 2004 |
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Ciao Walter,
ci sembra un bel tema, su cui non sappiamo tantissimo. Esistono leggi
europee, nazionali, regionali e ci | |