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a cura di Ombretta Okely e Vittorio Zanon

la consulenza che viene offerta in questa pagina funzionerà grazie al contributo di chi vorrà provare a rispondere alle domande che giungeranno, senza la preoccupazione di essere completamente esaurienti o del tutto competenti... ognuno può fornire la propria esperienza... un pezzettino di sé

 

Puoi inviare una tua domanda, che verrà riportata in questa pagina ed inoltrata alla Mailing List "ASitForum" ed ai curatori di questo servizio.
Le risposte che giungeranno verranno inserite di seguito alla domanda cui si riferiscono. Potranno quindi esservi anche più risposte ad una stessa domanda. 
Oltre a porre una domanda, puoi leggere i quesiti che altri hanno posto e decidere di essere tu stesso a rispondere.
Se vuoi puoi inviare una domanda oppure puoi rispondere ad un quesito dopo averlo letto.
 

ATTENZIONE: prima di inviare una domanda guarda se trovi già delle indicazioni utili tra le risposte già presenti nella pagina.
Tieni presenti le indicazioni generali per costruire una tesi e cerca di essere il più possibile chiaro e circoscritto rispetto al quesito posto.


se hai già finito la tesi, mandacene una copia così la inseriamo nella
raccolta tesi del nostro sito!

NOTA BENE: è gradito che i messaggi inviati siano firmati, mentre si ritiene opportuno evitare risposte agli indirizzi di posta elettronica personali, in quanto verrebbe a mancare l'utilità per tutti gli altri.

 

ATTENZIONE

Ciao a tutti, purtroppo questo servizio è sospeso, a causa delle sempre più frequenti richieste e della difficoltà a gestire in tempi accettabili tale servizio, che comporta una mole di lavoro non più compatibile con i ritagli di tempo che riuscivo a dedicarvi. Dopo un confronto con Ombretta Okely, che in nel corso di quasi 4 anni mi ha affiancato in tale servizio, ho deciso di sospendere il servizio di consulenze on-line alle tesi. Un po' alla volta cercherò di smaltire l'arretrato. Lasciamo comunque tutte le domande che sono pervenute in modo che rimangano a disposizione di tutti, con l'invito a chi vuole di fornire ulteriori risposte ai quesiti già presenti, così come a quelli più recenti. Ho comunque in cantiere una trasformazione e ripensamento del servizio, di cui darò successivamente comunicazione. Se hai delle richieste specifiche o delle esigenze/proposte rispetto a servizi di sostegno al percorso formativo, mettiti pure in contatto con me. Invito chi fosse interessato a un confronto su come fare la tesi, a rivolgersi comunque al forum legato al nostro sito. Grazie,

Vittorio Zanon
23 gennaio 2006

 

Vai alle domande:

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domanda n.75

data:   22 novembre 2004

Ciao! Sono Veronica, mi sto accingendo a preparare una dissertazione di laurea triennale in scienze dell'educazione dal titolo" Percorsi di Formazione ai linguaggi teatrali per insegnanti". Se pensate di potermi essere d'aiuto in qualsiasi modo ve ne sarei grata; soprattutto soffermandosi sull'aspetto educativo del teatro.
grazie mille
Veronica Zanatta

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risposta n.1

data:  5 dicembre 2004

ciao Veronica,
facciamo un po' fatica ad aiutarti, perché non ne sappiamo molto di quanto ci chiedi, che è meno legato alla nostra professione. Visto che non sei la prima persona che viene da altre culture professionali, auspichiamo l'aiuto di altri, ma nel frattempo ti suggeriamo due piste:
bullet

psicodramma e le sue tecniche, da Moreno ad oggi.

bullet

giochi di ruolo e altri tipi di esercitazioni "teatrali"

Tutti e due sono spesso usati nei percorsi formativi come strumenti di elaborazione, approfondimento ecc. Ma forse dovresti intervistare qualcuno di una scuola o laboratorio di teatro... a Milano di certo il Piccolo...
...ti suggeriamo di anche di raccogliere informazioni sull'esperienza del teatro dell'oppresso.
ciao
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  13 dicembre 2004

la domanda mi pare sullo scibile umano... ci sono infinite forme di teatro come percorso educativo...
Il teatro dell'oppresso può essere una via... vi sono varie esperienze di percorsi formativi per insegnanti con questo metodo per lavoro sui temi quali l'educazione interculturale, dinamiche di classe, fenomeni di bullismo, esplorazioni di temi vicini ai ragazzi rispetto alla prevenzione al disagio etc... quello che consiglierei sarebbe guardarsi il sito dell'associazione Giolli che ha il brevetto in Italia su questo metodo e contattare loro se questo metodo può interessarle... si rifà alla pedagogia di Paulo Freire, quindi ha una forte valenza pedagogica e politica.
http://www.peacelink.it/users/giolli
spero di esserti stata un pochino utile
Giovanna

risposta n.3

data:  

 

 

domanda n.74

data:   10 novembre 2004

ciao a tutti,
Sono Chiara, laureanda in Scienze del Servizio Sociale. Mi trovo alle prese con una tesi che riguarda l'evoluzione dello strumento del controllo/vigilanza in riferimento alle adozioni.
Vorrei, nella parte iniziale, inquadrare il tema del controllo da un punto di vista storico teorico ma non so bene da che parte cominciare.

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risposta n.1

data:  20 novembre 2004

ciao Chiara,
è una tesi interessante e potrebbe essere utile una rilettura storica del fenomeno. Sul tema del controllo sostegno sono stati scritti soprattutto articoli in riviste professionali, che conviene cercare mettendosi forse in contatto con le redazioni o andando nella biblioteca della tua università. Inoltre, sempre in università (e in vari siti internet), troverai altre tesi su questo argomento: guardale per orientarti un pochino (e citale pure nella tua tesi se ti tornano utili).
puoi provare a definire il tema del controllo sociale attraverso la legislazione che riguarda le adozioni, quindi le cornici giuridiche e legislative sul tema adozione, poi le applicazioni... poi forse delle interviste ad operatori che lavorano in quel settore e che su questo si sono attrezzati.
come sempre prova anche i motori di ricerca...
buon lavoro
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  

 

 

domanda n.73

data:   8 novembre 2004

Ciao!sono uno studente di scienze dell'educazione e sto scrivendo una tesi sul concetto del Sè in psicologia sociale. il mio problema è reperire bibliografia su psicologi sociali italiani e su metodologie di analisi del Sè, narrative e non. Grazie per l'aiuto!

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risposta n.1

data:  20 novembre 2004

caro studente..
ci fa proprio pensare di non poterti neanche "nominare" a proposito del concetto di sè in psicologia sociale, tema della tua ricerca.
Ricerca che può e deve partire da:
bullet

perché hai scelto questo tema

bullet

con che esperienza, tirocinio, volontariato

bullet

con che relatore (di solito infatti è il relatore che suggerisce le prime piste bibliografiche).

Da parte nostra suggeriamo:
bullet

una visita in biblioteca (ma non sappiamo di dove sei)

bullet

una visita in libreria specializzata: ce ne sono intorno alle sedi universitarie

bullet

una ricerca mirata nel web con vari motori di ricerca

Raccoglierai dati grezzi da selezionare e valutare in base a:
bullet

una definizione del campo di ricerca che hai avviato

bullet

psicologia sociale: istruzione d'uso

bullet

il concetto di sè in psicologia sociale

bullet

lo spazio educativo e il concetto di sè.

ciao..
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  

 

 

domanda n.72

data:   8 novembre 2004

Cari colleghi,
a gennaio discuterò la mia (corposa) tesi di laurea specialistica in PROGEST a Milano. La maggior parte di coloro che si sono laureati nella prima sessione hanno fatto una presentazione alla Commissione tramite diapositive, ma è un sistema con cui non ho familiarità. Quale altra modalità efficace di presentazione posso adottare? E' il caso di ricorrere ad un "abstract"? In questo caso, come dev'essere congegnato e quanto dev'essere lungo? Grazie grazie grazie.
Rosi Tidoli

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risposta n.1

data:  14 novembre 2004

Cara Rosi,
prima di tutto una nostra curiosità: in cosa ti laurei? e con quale argomento di tesi?
Le cosiddette "diapositive" si realizzano in ambiente microsoft con il programma power point che consente di realizzare delle presentazioni del proprio lavoro sostituendo i vecchi lucidi e aggiungendo però molte e diverse funzionalità (tra queste la possibilità di inserire movimenti, effetti grafici, suoni, collegamenti incrociati...). E' sicuramente uno strumento che può agevolare ed accompagnare la presentazione di un discorso, per cui si adatta bene alle presentazioni di tesi, così come a relazioni. E' utile a nostro avviso se usato per accompagnare dei discorsi o ragionamenti, non se li contiene in toto: va bene uno schema, un grafico o brevi concetti, meno utile (se non pesante!) se usato per riportare interi brani che vengono comunque letti dal relatore.
La presentazione va, ovviamente, costruita attorno all'argomento di tesi, e per alcune tesi (specialmente quelle più sperimentali o nelle quali si comparano vari dati) agevola di sicuro la presentazione e, soprattutto, la comprensione di chi della tesi non ne sa nulla.
Sta a te, a nostro parere, individuare la modalità più opportuna di presentare la tesi. Ma lucidi, power point, filmati od altro sono solo degli strumenti di presentazione. Teoricamente non è obbligatorio avvalersi di tali strumenti. L'abstract, infine, può essere costruito come preferisci, e sicuramente può essere un altro strumento che aiuta chi ti ascolta a farsi un'idea più chiara del lavoro complessivo. La lunghezza ed i contenuti dipendono da te. A nostro avviso dovrebbe contenere: introduzione della tesi (intera), riassunto dei singoli capitoli, conclusioni (intere), bibliografia.
Se invece ti interessa proprio la presentazione in power point, visto che a gennaio manca ancora un po' di tempo, crediamo che se ti fai aiutare da qualche amico esperto di informatica, potresti riuscire senza troppe difficoltà a produrre un lavoro discreto e ad acquisire una sufficiente familiarità con il programma.
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  17 novembre 2004

Cari colleghi, sono Rosi Tidoli. Vi ringrazio per la risposta al mio quesito e come mi avete chiesto vi dò un paio di chiarimenti. Mi laureo alla Bicocca in PROGEST (orribile acronimo- che fa pensare ad un ormone- di Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali, indirizzo management dei servizi). Il titolo della mia tesi è "Le politiche attive di tutela, sostegno e formazione a favore delle badanti" e l'ultima parte é relativa ad una ricognizione, fatta da me tramite interviste a vari Enti, della situazione in Lombardia. Grazie ancora e saluti. 
RT

risposta n.3

data:  

 

 

domanda n.71

data:   7 novembre 2004

Ciao a tutti sono Lara, una laureanda in servizio sociale. Sono in difficoltà, sto preparando la tesi su "Le attività culturali ricreative sportive come elemento del trattamento penitenziario, in particolare l'esperienza del teatro". Il materiale, purtroppo è insufficiente, confido in voi. Grazie!!!
Lara.

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risposta n.1

data:  13 novembre 2004

Ciao Lara,
come sempre, ti consigliamo di meglio definire il tuo campo di ricerca: detto così il tuo tema è troppo ampio e poco dimostrabile, qualunque cosa tu voglia dimostrare.
Quindi:
Comincia a cercare materiale sull'intervento istituzionale nei penitenziari: cosa si fa, come, con che distinzioni, in base a cosa... le leggi e le procedure...
Poi secondo noi devi definire in quale Regione o, meglio, in che tipi di carcerazione attività culturali/ricreative sono previste o possibili, ma lì devi, certamente, definire tipi e modi previsti.
Poi in alcune realtà puoi forse intervistare operatori e addetti ai lavori..
Come vedi, dalle cose generali a quelle più specifiche,cercando di mettere a fuoco via via in modo più preciso le aree di ricerca.
Per la bibliografia ti consigliamo anche di provare a reperire il materiale prodotto dagli stessi detenuti e inserito in veri e propri periodici.
Buon lavoro,
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  8 novembre 2004

Ciao Lara,
perché non contatti il CSI centro SPortivo Italiano, comitato di Milano.
Da circa 6/7 anni ha inserito una squadra di detenuti nel proprio campionato di calcio a 7.
Scrivi (o contatta) la sig. ra Alessia Incantalupo il lunedì e il mercoledì pomeriggio formazione@csi.milano.it 02/58322907.
Ciao
Anna

risposta n.3

data:  11 novembre 2004

Non ho materiale da indicare, ma sono a conoscenza che all'Istituto Penale per Minorenni di Nisida fanno attività di teatro con i minori detenuti. Potresti provare a contattarli.
Ciao
Teresa

risposta n.4

data:  

 

 

domanda n.70

data:   4 novembre 2004

Salve a tutti!
Sono una studentessa in Scienze dell'educazione, alle prese con una tesi dal titolo:"L'educazione in ambito sanitario". Inizialmente ho accolto con entusiasmo l'argomento propostomi dal relatore, ma ora... non so proprio da dove cominciare! E'un lavoro vastissimo, che spazia dalla psichiatria, alla tossicodipendenza, all'ospedalizzazione...
Spero possiate darmi una mano, sono nel panico piu' totale, anche perché tutti mi scoraggiano e mi consigliano di cambiare argomento.
Grazie in anticipo per l'aiuto. Cordiali saluti,
GIUSY

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risposta n.1

data:  5 novembre 2004

Ciao Giusy,
in effetti anche a noi verrebbe voglia di consigliarti di cambiare il titolo, non tanto per il titolo in sé, ma per il fatto che se non è un tema "tuo", che hai scelto e ti appassiona, rischia di essere meno originale e crearti grosse difficoltà per la stesura. Inoltre ci verrebbe proprio di aggiungere: un'esperienza in ospedale (o psichiatria o dove vuoi tu, magari dove hai fatto tirocinio) tra il 2002 e il 2003, oppure "L'educazione in sanità..: educazione alla salute in Toscana..".
Il nostro consiglio quindi è un altro, e deve però partire dall'entusiasmo che dici di aver provato alla proposta del tema. Il tema è decisamente vasto e potrebbe davvero contenere di tutto, dalle aree cui ti sei riferita tu, ad un taglio storico, oppure sociale, di politiche territoriali, di ricerca... o tanto altro ancora.
Il titolo che ti hanno fornito, quindi, è solo un punto da cui partire: ora devi mettere tu i contenuti e, soprattutto, il taglio (ben delimitato e specifico) che vuoi dare alla tua tesi. in questo modo la tesi diventa il tuo lavoro... la tua esperienza e la tua ricerca sono essenziali e, per delimitare l'argomento, cerca di scegliere qualcosa che ti piace, interessa, o di cui hai una buona esperienza/conoscenza.
Una digressione: hai mai visto il film Patch Adams, con Robin Williams? Fornisce molti spunti, magari anche per una riflessione sulla formazione relazionale del personale sanitario, aspetto che può portare ad una riflessione anche sul ruolo educativo svolto dal personale sanitario... giochiamo con le parole: personale mal-educato o ben-educato... e anche nella relazione educando/educato... ci sarebbe parecchio da dire forse,se si pensa al tema educativo come uno degli aspetti insiti nella sanità... basta pensare all'uso di farmaci, alle informazioni alle gestanti, all'incontro tra culture.
Cerca di scegliere bene quindi il taglio che vuoi dare al tutto e non ti spaventare che una volta fatta questa scelta ti riuscirai ad orientare meglio.
Vittorio e Ombretta

risposta n.2

data:  

 

 

domanda n.69

data:   13 ottobre 2004

Salve.... Sono una studentessa di servizio sociale e sto preparando la tesi. il mio argomento è "la maternità in carcere"; sono a buon punto ma mi trovo un po' in difficoltà per quanto riguarda questi argomenti:
- servizi e operatori per l'infanzia in carcere;
- come i servizi operano oggi;
- gravidanze strumentali per la concessione di misure alternative alla detenzione.

Vi chiedo una mano perché sono davvero in grande difficoltà... In attesa di una risposta e collaborazione, vi mando i più cordiali saluti...
Grazie Laura

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risposta n.1

data:  28 ottobre 2004

Pensiamo che rispetto ai servizi per l'infanzia in carcere puoi trovarla in riviste specialistiche o in internet (esistono diversi siti, alcuni anche già segnalati da noi in queste pagine) o tra i colleghi che lavorano in questo settore (prova a chiedere un appuntamento presso un C.S.S.A. con un assistente sociale che lavori con il carcere femminile). Un incontro con operatori (eventualmente anche imbastendo poi una intervista specifica sul tema) ti potrà essere invece utile per documentare e dimostrare la tua interpretazione delle gravidanze usate come escamotage per la concessione di pene alternative alla detenzione, anche perché questo tema meriterebbe ben altri approfondimenti
buon lavoro,
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  

 

 

domanda n.68

data:   22 settembre 2004

Ciao a tutti!
Spero che mi potrete dare una mano anche se la mia è una tesi in Educatore Professionale e non in Servizio Sociale. Ho svolto un tirocinio formativo presso il Centro di Prima Accoglienza per Minori di Bologna, e mi piacerebbe approfondire la questione relativa alla funzione educativa possibile all'interno di questa struttura, che si caratterizza per ospitare i ragazzi per un tempo molto breve. Approssimativamente il titolo potrebbe essere: "Educare nel Centro di Prima Accoglienza: una sfida possibile?". Durante il mio tirocinio ho raccolto il materiale che mi sembrava interessante ai fini del mio lavoro, e tornerò presso il CPA di Bologna per intervistare gli educatori. Tuttavia presso le biblioteche e su Internet sono riuscita a trovare scarsissimo materiale, se non la tesi di laurea di Alessia Del Torto dal titolo "Il Centro di prima accoglienza. Aspetti normativi e sociologici" pubblicata sul sito http://dex1.tsd.unifi.it/altrodir/minori/deltorto/index.htm e numerosi testi che però affrontano più in generale l'argomento della giustizia e del processo penale minorile. E' possibile che nessuno abbia mai approfondito gli aspetti di questa istituzione così importante e che in tutta Italia non siano stati mai sviluppati progetti e iniziative per l'accoglienza del minore in CPA? Magari voi avete qualche suggerimento o istruzione da darmi... altrimenti scusatemi per il tempo che vi ho fatto perdere!
Giulia

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risposta n.1

data:  27 ottobre 2004

cara Giulia,
il tema è interessante e come vedi da sola anche nuovo... il lavoro può essere fatto, come sempre, partendo da un descrizione generale del tema, con le cornici che lo definiscono dal punto di vista giuridico e istituzionale, ma poi deve prendere spazio l'intervento educativo e le sue diverse caratteristiche.
Interviste, benissimo, ma suggeriamo anche di cominciare, lungo la ricerca teorica, a cercare i riferimenti metodologici ed educativi.
Un libro recente, della casa ed.ambrosiana, dal titolo "L'educatore nella casa del bambino" potrebbe esserti utile. Per recuperare altro materiale, bisogna iniziare a "spulciare" meglio in biblioteca. Capita infatti che inizialmente (o dal semplice titolo) che un libro non paia perfettamente aderente al tema della tua ricerca... bisogna quindi provare ad andare un po' oltre: specialmente in alcuni libri che riportano atti di convegni o contributi di diverse persone, è possibile trovare del materiale che non ci si aspettava. Ugualmente in riviste specializzate (ci vengono in mente "Minori e giustizia" e "Animazione sociale" ma anche tante altre). In queste fonti potrai certamente trovare anche nuovo materiale, magari meno teorico e più descrittivo di esperienze concrete, che è proprio ciò che ti interessa. Infine ti insegniamo un trucchetto: quando trovi un testo (articolo, libro, tesi...) non disdegnare, oltre che ai contenuti del testo stesso, la bibliografia di riferimento: spesso ti suggerisce nuovi testi con ulteriore e diverso materiale... ovvio che sta poi a te andare a ritrovare questi nuovi testi e capire quali ti possono essere utili e quali escludere... può diventare una sorta di catena di sant'Antonio, per cui bisogna imparare a darsi dei confini e a non disperdersi poi troppo per non andare fuori tema. Ma funziona, specialmente quando sembra di non riuscire a trovare materiale sufficiente.
A seconda del materiale (o di altri criteri, tipo interesse personale, od altro) potrai quindi decidere quale taglio dare ulteriore alla tua tesi, se occuparti quindi di educazione in CPA verso minori devianti, con procedimenti penali in corso, stranieri, adolescenti, fare excursus storici, sociologici o normativi, approfondimento di singole esperienze, confronto tra esperienze italiane e estere o tra diverse regioni in Italia... Il tutto può in effetti essere molto e dovrai scegliere tu, assieme al relatore, come impostare l'indice. L'ultimo consiglio: nel fare questa scelta cerca comunque di fare una contestualizzazione / introduzione dell'argomento di cui parlerai.
Buon lavoro,
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  23 ottobre 2004

a Giulia possono essere utili due indicazioni.
la prima riguarda un testo di Ernesto Caffo dal titolo "emergenza nell'infanzia e nell'adolescenza" edito dalla mcgraw-hill nel quale può trovare un capitolo sul progetto del team di emergenza di Treviso, oltre che tutta la parte teorica sulle dimensioni e la gestione dell'emergenza stessa. l'altra riguarda una ricerca bibliografica edita dall'istituto degli innocenti di Firenze in riferimento al più generale tema della 149/01 dal titolo "tutti i minori hanno diritto ad una famiglia". all'interno c'è una sezione specifica dei testi sulle comunità di accoglienza per minori, alcuni dei quali riguardano lo specifico ruolo dell'educatore.
nella speranza di essere stata utile auguro a Giulia buon lavoro e in bocca al lupo per la sua tesi di laurea.
Sara

risposta n.3

data:  

 

 

domanda n.67

data:   4 settembre 2004

Salve, mi chiamo Manuela e ho iniziato ad occuparmi della mia tesi che come oggetto di analisi si occupa dell'incomprensione di coppia. Più precisamente i temi che voglio affrontare sono:

bullet

Il linguaggio della coppia verbale e non verbale;

bullet

Tradimenti e fiducia;

bullet

Il passato amoroso di entrambi.

Spunti, materiale consigli... accetto tutto, anche perché devo chiedere al mio prof se accetta di seguirmi. Come faccio a scrivere un e - mail efficace per farmi accettare questa tesi? Aiutatemi,
Cordiali saluti, Manuela

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risposta n.1

data:  30 luglio 2004

Ciao Manuela
è un tema interessante e ci vengono in mente alcuni fattori di base utili per poi partire.
bullet

Tesi bibliografica o esperienziale? Nel primo caso la ricerca di testi, nel secondo un'esperienza o un aggancio con consultori (pubblici o privati), che si occupino di coppie e famiglie.

bullet

il collegamento con il servizio sociale, che deve essere pensato fin dall'inizio (ad esempio Servizio sociale e crisi di coppia, oppure servizio sociale e sostegno alle famiglie...)

bullet

Il tema che hai scelto va meglio definito e contestualizzato: la ricerca/tesi riguarda temi d'interesse del servizio e dell'assistente sociale, quindi non le dinamiche emotive della costituzione di una coppia "astratta" ma eventualmente le dinamiche psicosociali che hanno peso nella formazione iniziale della coppia..

I temi che ti interessano (fiducia, tradimento...) sono così strettamente soggettivi che ci chiediamo come trasformare questo interesse in una ricerca e in un senso professionale: interviste ad operatori oppure la messa a fuoco di un'area territoriale e la ricerca sui dati statistici del matrimonio e sui dati (se si trovano) delle separazioni...
Insomma, pensiamo che il tuo tema debba essere meglio messo a fuoco, forse dovresti cominciare a parlare con colleghi dei consultori per vedere meglio attinenza e possibilità.
Buon lavoro
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  12 settembre 2004

Ciao Manuela, più che una e- mail tu dovresti chiedere un appuntamento al professore per potergli esporre le tue idee; la cosa migliore sarebbe che tu pensassi già ad una scaletta di strutturazione della tesi, anche molto generale ed a punti , per mostrare che hai già le idee chiare.
Per quanto riguarda la bibliografia ti posso consigliare due libri, che anche se un po' datati secondo me possono esserti utili:
1) Contarello Alberta,1993, "Messaggi non verbali nell' interazione sociale. Metodi di ricerca", Cleup editrice, Padova;
2) Contarello Alberta, 1994, "Femminile/maschile: differenze di genere negli aspetti non verbali della comunicazione" collana Quaderni di Psicologia, 16 , Patron Editore, Bologna.
Spero di esserti stata di aiuto , in bocca al lupo Elsa.

risposta n.3

data:  

 

 

domanda n.66

data:   13 luglio 2004

Salve sono Cristina,
dovrei elaborare la tesi di laurea in Servizio Sociale e mi servirebbe qualche consiglio in merito alla bibliografia e all'impostazione da conferire. L'argomento è il seguente: "Il DPR 448/'88 nel difficile equilibrio tra controllo e aiuto con riferimento alla realtà minorile barese. Analisi della dicotomia tra funzione repressiva e quella rieducativa". L'intenzione è quella di elaborarla sia attraverso la modalità compilativa che semi-sperimentale.
Il mio studio ha lo scopo di apportare una lettura anche in considerazione delle recenti proposte di riforma dell'ordinamento minorile. Aggiungo che ho svolto due anni di tirocinio presso l'USSM (Ufficio Servizio Sociale Minorenni) di Bari.
Sicura di un benevole riscontro vi invio distinti saluti.
Cristina

invia una risposta

risposta n.1

data:  30 luglio 2004

Salve Cristina,
per la bibliografia conviene sempre andare alla propria sede universitaria e/o in una biblioteca di settore per vedere cosa esiste sul tema: vi sono case editrici (Carocci,F.Angeli..) ormai specializzate nel nostro settore di studio, così come riviste di settore. Un testo recente e di settore può diventare fonte di ricerche su testi e documentazioni... sia per i contenuti che per i rimandi e le citazioni bibliografiche riportate.
Rispetto alla questione di come affrontare il tema, ci pare che hai già una tua impostazione, va solo forse articolato il processo di ricerca tesi tipo:
bullet

il DPR 448/88: nascita, scenario ecc.

bullet

sostegno e controllo nel metodo professionale di servizio sociale (storia, processi di lavoro, teorie...)

bullet

il DPR 448/88 nella tua esperienza e nella realtà considerata (qui la parte più di ricerca e sperimentazione)

bullet

il sostegno/controllo e la repressione/riabilitazione: potrebbe essere interessante una comparazione tra questi due argomenti e le loro continuità teoriche

bullet

infine una rilettura alla luce delle modifiche e prospettive giuridiche.

Buon lavoro
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  

 

 

domanda n.65

data:   16 giugno 2004

Ciao, mi chiamo Stefania e sono iscritta al corso di laurea in servizio sociale dell'università di Genova.
Ho svolto il tirocinio presso un distretto sociale e mi occupavo dell'area anziani;anche per questo motivo ho scelto di dedicare la mia tesi al "Piano anziani per la città di Genova 2002-2004". Dal momento che vorrei dedicare un capitolo al confronto con altri piccoli comuni (rispetto all'assistenza agli anziani), mi chiedevo se qualcuno di voi avesse qualche informazione da darmi soprattutto su dove trovare del materiale. Grazie!

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risposta n.1

data:  12 settembre 2004

Ciao,
ci sembra che la tua tesi sia già definita, per te, mentre quel che manca... ci pare difficile che si trovino pubblicati testi che descrivano in modo specifico il lavoro con gli anziani nei piccoli Comuni: ci viene da suggerire di scegliere intorno a Genova due o tre realtà o meglio una realtà cui puoi arrivare facilmente dove andare ad intervistare sindaco, assessori, assistenti sociali e/o servizi sociali in modo da capire che cosa offre il comune e come (oppure se) è possibile il confronto. Già questo è un tema che basta per una tesi, altro che un capitolo... progetti e programmi sociali (e politiche) cambiano se cambia territorio, ambiente sociale, tipologia di vita familiare... oppure fenomeni e interventi si assomigliano? e perché?
non volevamo distrarti, ma ampliare un po'.
Forse anche il web può essere d'aiuto: alcuni comuni ormai usano i siti come vetrine.
Ciao e buon lavoro
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  

 

 

domanda n.64

data:   16 giugno 2004

Salve, la mia più che "missione impossibile", al momento mi sembra proprio "disperata", l'argomento che ho scelto è la relazione assistente sociale -utente, vorrei smontare e analizzarne tutti gli aspetti.. il problema è che non so da dove iniziare, e se l'argomento inizialmente sembrava avere un senso comincio a disamorarmene perché ho l'impressione che ci voglia la stessa energia che sarebbe necessaria ad attraversare l'oceano a nuoto. Vi prego datemi una mano...
Grazie, Sonia.

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risposta n.1

data:  12 settembre 2004

Ciao Sonia,
accidenti, forse attraversare l'oceano a nuoto è ben più semplice. Ecco allora il nostro consiglio: meglio attraversare un torrente, o al limite anche un lago od un mare più impegnativo, ma con qualche attrezzatura in più... per uscire dalla simpatica metafora, crediamo che l'argomento che hai scelto sia avvero interessante e che una riflessione su di esso sia sempre utile per tutta la professione, anche se è davvero talmente ampio che si rischia di doverci fare un trattato enciclopedico o, all'opposto, di scendere nella banalità senza riuscire ad approfondire nessun aspetto. Ma ci sono sicuramente dei motivi che ti hanno portato a prendere questo tipo di orientamento: prova a rifletterci meglio sopra e a vedere quale aspetto della relazione tra assistente sociale e utente ti interessa maggiormente (alcuni esempi: il setting, l'ascolto, il primo colloquio, l'individuazione delle risorse, come media l'a.s. tra ente ed utente...). Può essere una fase della metodologia o un elemento della relazione che viene messo a fuoco e scomposto/ricomposto. Ma può essere anche che cosa è la relazione, che variabili ne fanno parte... Una volta che l'hai meglio identificato, prova a concentrare le tue attenzioni ed i progetti di ricerca su quello, in modo da poter riuscire sì ad entrare meglio nel merito di quel singolo e specifico aspetto della relazione. E ricorda che la parte passionale che si ha nel fare la tesi non è assolutamente da sottovalutare e va anzi coltivata, cercando quindi di non "disamorarsi" mai del proprio lavoro. Ciò ti aiuta a farlo più volentieri (e quindi anche meglio). Anche i più grandi campioni di nuoto, prima di approdare alle Olimpiadi hanno senz'altro fatto il bagnetto nella vasca di casa con le paperelle!
buona nuotata, allora! ;-)
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  12 settembre 2004

Cara Sonia,
La tua richiesta disperata mi smuove qualcosa dentro perché sto vivendo come te un'esperienza simile! Dirti che anch'io ho passato passato momenti dove tutto sembrava assurdo è scontato, devi solo cercare di tenere duro, vai avanti dalla parte che ti sembra più "facile" dopo piano piano tutto si ricompone. Piuttosto dimmi, in che senso vuoi "smontare" le fasi della relazione di aiuto? Nel senso che vorresti analizzarle una ad una?
L'argomento però secondo me andrebbe focalizzato un pochino meglio, tutta la relazione d'aiuto è molto vasto come tema! E poi ogni relazione non è comparabile ad un altra. Quali aspetti della relazione pensi che sia utile approfondire? Prova a farti un indice ipotetico, così avrai un bel piano di lavoro. Decidi prima quali aspetti e il perché ti interessano proprio quelli, poi decidi il come approfondirli... dopo cerca letteratura specifica e se serve fatti una parte esperimentale di rilevazione attraverso registrazioni, questionari, interviste, cartelle dei servizi... Ma prima delimita il campo e organizza le tappe. Se no ti perdi nello spazio infinito. Un abbraccio,
Yurena

risposta n.3

data:  

 

 

domanda n.63

data:   7 maggio 2004

ciao sono Mary, sono iscritta al corso di laurea in servizio sociale all'università di Lecce e sto per cominciare a lavorare sulla tesi. Il mio relatore insegna Metodi e tecniche del servizio sociale 3 ed ho alcuni problemi sull'argomento da trattare; dato che ho svolto il mio tirocinio al consultorio familiare ho pensato di fare la tesi o sulle adozioni di minori oppure sulla tutela dei minori ma non riesco a trovare il collegamento con l'insegnamento del prof.
Vi prego datemi qualche suggerimento con riferimenti anche al lavoro dell'assistente sociale e, se è possibile, qualcosa sulla bibliografia.
Vi ringrazio anticipatamente e complimenti per il sito.
Mary
P.S. vi prego di rispondermi al più presto.

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risposta n.1

data:  21 maggio 2004

ciao Mary,
come può essere che non riesci a trovare un collegamento tra metodi 3 e gli interventi di tutela minorile o le adozioni? Ci pare che sicuramente puoi trovare qualcosa, anche partendo dall'esperienza del tirocinio, se vuoi. Prova a pensare a qualcosa di concreto, a qualcosa che ti pare utile approfondire o a degli aspetti che ti sono parsi particolarmente significativi (o perché no, scadenti e da rinforzare) del lavoro professionale dell'assistente sociale nei servizi per le adozioni o la tutela minorile. Dipende poi dal taglio che gli si vuole dare a far avvicinare una tesi ad una materia più professionale come ad altre. Gli stessi argomenti su cui ti stai orientando tu stessa possono essere affrontati (ovviamente sotto diverse angolature) con relatori, per esempio, di diritto, psicologia, sociologia od anche altre materie.
Per la bibliografia, vedrai che non ci saranno molte difficoltà, una volta deciso l'ambito e il taglio che vuoi dare alla tua tesi. Semmai guarda anche le indicazioni che abbiamo già dato per domande precedenti.
Non ti scoraggiare e cerca di tirare fuori le competenze e risorse che già hai.
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  

 

 

domanda n.62

data:   24 aprile 2004

Ciao sono Imma e sono iscritta al 3° anno di scienze della formazione continua. Ho chiesto la tesi è l'argomento è l'orientamento e il titolo provvisorio è"scuola , università e lavoro" mi dareste una mano? grazie!

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risposta n.1

data:  29 aprile 2004

rispondo ad imma: all'università del sannnio, (BN) c'è lo sportello di counseling di orientamento univ..quello per il quale sto facendo il corso:visto il successo, ad ottobre comincerà un corso triennale di counseling professionale, sia come approccio psicoterapeutico, che come orientamento formativo e professionale. visita il sito unisannio, e il sito dell'istituto di scienze umanistiche esistenziali, di napoli, dove troverai molto materiale interessante, soprattutto del prof. di counseling gianfranco buffardi.
buon lavoro brunella

risposta n.2

data:  21 maggio 2004

Ciao Imma.
siamo sempre un po' stupiti dal fatto che si "chiede" la tesi e l'argomento lo sceglie qualcun'altro: la tesi ci fa compagnia per qualche mese, ed è meglio se si è motivati da una propria scelta che rivela un interesse, un'area in cui magari ci si vuol spendere dopo, un tema che abbiamo già incontrato e che vogliamo sviluppare...
Forse varrebbe la pena di ricordare/ci che la tesi non è solo un compito formale, ma un nostro lavoro.
Mentre il tuo tema è così ampio, che a nostro parere va non solo definito e delineato ma LIMITATO a partire già dal titolo e di certo nei contenuti.

Alcuni esempi:
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Orientamento: nodi e prospettive

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Orientamento: compito e funzione della struttura universitaria

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Orientamento: tra formazione e lavoro

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eccetera

Come vedi se definisci anche solo un canovaccio di partenza, e in base a tue curiosità e possibilità di ricerca, si aprono percorsi molto diversi di lavoro.
Forse vale la pena che usi quel che diciamo nelle indicazioni iniziali sull'albero delle idee, e provi a pensare alle possibili associazioni e connessioni.
Ciao
Ombretta e Vittorio

risposta n.3

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domanda n.61

data:  20 aprile 2004

Salve, mi chiamo Erika e sto frequentando l'ultimo anno del corso di laurea in servizio sociale; volevo chiederle un aiuto per la mia tesi in quanto mi resta un pò difficoltoso trovare del materiale. L'argomento che avrei deciso di affrontare è il seguente: "L'integrazione nelle scuole dei bambini portatori di handicap e il ruolo dell'assistente sociale". La ringrazio per la collaborazione e aspetto sue notizie.... Grazie!
Erika

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risposta n.1

data:  30 aprile 2004

Abbiamo pensato al suo tema e a come aprirlo per una ricerca non solo compilativa: ogni tesi è lo sviluppo di un argomento e la dimostrazione di qualcosa.
Nella sua tesi due sembrano gli aspetti:
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"integrazione": quale integrazione, riferimenti legislativi, politiche sociali e regionali ecc.
Vale la pena di partire (come sempre nelle ricerche) dagli aspetti più generali per arrivare ai temi vicini: quindi integrazione nelle leggi, poi nella legge o nei regolamenti (ad esempio di Puglia o Lombardia... poi nella città di...)
A questa ricerca va connesso il tema dell'handicap, e già definire cosa si intende oggi per integrazione nella scuola e per i bimbi con handicap è una prima area di lavoro.

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Seconda area è cosa ci "fa o può fare" il servizio sociale: crediamo che possa essere utile trovare nella propria realtà esperienze in corso su questo tema, e secondo le diverse realtà questi interventi possono essere dei Comuni, di Asl ecc. Per questo aspetto si può cercare l'incontro con operatori e referenti di area o settore, che saranno di sicuro fonti privilegiate di documenti, informazioni, attori di interviste...
Anzi forse può essere utile partire da vicino e in servizi vicini, mentre si fa la ricerca bibliografica e legislativa suggerita..

E buon lavoro
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.60

data:  14 aprile 2004

Salve,
sto svolgendo un lavoro di tesi che affronta il fenomeno del maltrattamento nei confronti di donne in ambito domestico e vorrei inserire un'ipotesi progettuale che integri la parte meramente descrittiva del problema.
Andando al sodo, la mia domanda è questa: "Esiste una normativa recente da cui poter attingere per il finanziamento di progetti volti alla tutela dei diritti delle donne?"
Ringrazio anticipatamente chiunque voglia soddisfare la mia curiosità.
Walter

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risposta n.1

data:  28 aprile 2004

Ciao Walter,
ci sembra un bel tema, su cui non sappiamo tantissimo. Esistono leggi europee, nazionali, regionali e ci