a cura di Ombretta Okely e
Vittorio Zanon
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la consulenza che
viene offerta in questa pagina funzionerà grazie al contributo di
chi vorrà provare a rispondere alle domande che giungeranno, senza
la preoccupazione di essere completamente esaurienti o del tutto
competenti... ognuno può fornire la propria esperienza... un pezzettino
di sé
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Puoi inviare una tua domanda, che verrà riportata
in questa pagina ed inoltrata alla Mailing List "ASitForum" ed ai curatori
di questo servizio.
Le risposte che giungeranno verranno inserite di seguito
alla domanda cui si riferiscono. Potranno quindi esservi anche più risposte
ad una stessa domanda.
Oltre a porre una domanda,
puoi leggere i quesiti che altri hanno posto e decidere di essere
tu stesso a rispondere.
Se vuoi puoi inviare una
domanda oppure puoi rispondere ad un quesito dopo averlo letto.
ATTENZIONE:
prima di inviare una domanda guarda se trovi già delle indicazioni
utili tra le risposte già presenti nella pagina.
Tieni presenti
le indicazioni generali per costruire una tesi e
cerca di essere il più possibile chiaro e circoscritto rispetto al quesito
posto.
se hai già
finito la tesi, mandacene una copia così la inseriamo nella
raccolta tesi
del nostro sito!
|
NOTA BENE:
è gradito che i messaggi
inviati siano firmati, mentre si ritiene opportuno evitare risposte
agli indirizzi di posta elettronica personali, in quanto verrebbe
a mancare l'utilità per tutti gli altri.
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Ciao a tutti, purtroppo
questo servizio è sospeso,
a causa delle sempre più frequenti richieste e della difficoltà a gestire
in tempi accettabili tale servizio, che comporta una mole di lavoro non
più compatibile con i ritagli di tempo che riuscivo a dedicarvi. Dopo un
confronto con Ombretta Okely, che in nel corso di quasi 4 anni mi ha
affiancato in tale servizio, ho deciso di sospendere il servizio di
consulenze on-line alle tesi. Un po' alla volta cercherò di smaltire
l'arretrato. Lasciamo comunque tutte le domande che sono pervenute in modo
che rimangano a disposizione di tutti, con l'invito a chi vuole di fornire
ulteriori risposte ai quesiti già presenti, così come a quelli più
recenti. Ho comunque in cantiere una trasformazione e ripensamento del
servizio, di cui darò successivamente comunicazione. Se hai delle
richieste specifiche o delle esigenze/proposte rispetto a servizi di
sostegno al percorso formativo,
mettiti pure in contatto con me. Invito chi fosse interessato a un
confronto su come fare la tesi, a rivolgersi comunque al
forum legato
al nostro sito. Grazie,
Vittorio Zanon
23 gennaio 2006
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domanda n.50
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data: 18 dicembre 2003 |
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Ciao a tutti, sono Veronica e sto
scrivendo la tesi sul "segreto professionale in ambito penale e
deontologico". Il materiale che ho trovato è molto poco, quindi volevo
sapere se qualcuno ha del materiale o dei consigli da darmi!!!!
Un saluto e un grazie .... ah BUON NATALE!!
Veronica |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 27 dicembre 2003 |
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Ciao Veronica.
Prova a cercare sulla deontologia professionale e sul codice deontologico,
puoi trovare alcuni articoli su questo tema in
vari siti professionali. Vai a vedere per esempio su quello dell'Ass.N.A.S.
e quello dell'Ordine Piemonte.
Un paio da parte nostra:
"Il segreto professionale degli assistenti sociali" in "Elementi di
diritto penale per operatori sociali" Giuffre' editori
Un bollettino del 92 di Vita e pensiero... forse vale la pena che curiosi
un po' anche nella tua biblioteca, tra articoli e riviste e tesi già
presentate.
Infine vale la pena
di distinguere tra
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deontologia:
significato generale (etica) e modulazione professionale |
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dall'assenza di
codice alla costruzione e applicazione del codice deontologico (forse
l'Ordine regionale potrebbe esserti d'aiuto) |
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interventi penali e
servizio sociale... un titolo in cui si può inserire un'area, un tema, un
servizio secondo le fonti cui attingere o i punti di osservazione
possibili |
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codice e segreto
professionale in aree di lavoro penale... qui sia esperienze che resoconti
o interviste a servizi.. |
Facci sapere e
AUGURI a te
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data: 10 gennaio 2004 |
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Cara Veronica,
il tuo tema è molto interessante, perché cerca di chiarire un argomento su
cui molti colleghi fanno ancora confusione: la "norma" penale, tra l'altro
di recente avallata dalla L.119/2001 e la "norma" deontologica, che ha
valenza "interna" e deriva dal codice deontologico. Mi pare di comprendere
che devi ancora impostare la Tesi, ti consiglio pertanto di effettuare una
"sistematizzazione concettuale" sull'argomento prima di tutto richiamando
ed analizzando tutte le norme in questione (segreto prof.le -C.P.- ,
segreto d'ufficio -C.P., "segretezza"(erroneamente chiamata segreto
professionale", secondo me) -Codice Deontologico, "riservatezza- privacy"
secondo la L.675/1996 e Norme seguenti- ....), poi "intrecciandole" in
specifico sulla prassi dell'a.s. per fotografare le "esigibilità" delle
questioni normate (p.e. l'a.s. gode del segreto professionale, ma -se è
dipendente pubblico- non può goderne.....). Non sarebbe male
sull'argomento, una volta fotografato i "punti dolenti" (cioè da
interpretare), fare delle interviste ai referenti istituzionali (i
presidenti degli ordini....) per capire gli orientamenti di giurisprudenza
(considera, per esempio, che il Legale dell'O.N. ha già fatto degli studi
in tal senso).
Complimenti per l'idea della tesi (un tema intelligente davvero!!)
Dott. Ugo Albano |
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risposta n.3
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domanda n.49
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data: 1 dicembre 2003 |
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Salve sono Ivana, una studentessa
del CdL in Servizio Sociale dell'Università di Chieti.
Da tempo ho pensato al mio argomento di tesi, l' IVG nelle adolescenti: la
prevenzione e le misure di sostegno per chi decide di abortire e chi
invece vuole portare avanti la gravidanza.
Per il suo carattere delicato molti mi hanno consigliato di cambiare tema.
Quindi mi sono rivolta a VOI come ultima chance per avere informazioni
sulla bibliografia e idee per le tappe del progetto d'intervento!
Complimenti per il sito e per la disponibilità che avete nei nostri
confronti!!
GRAZIE, Ivana |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 7 dicembre 2003 |
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cara Ivana,
l'argomento IVG in Italia non può ancora essere affrontato con attenzione
ed obiettività!
Le donne che decidono di interrompere la gravidanza spesso vengono
boicottate, maltrattate e giudicate in modo inopportuno ed irrispettoso.
In gran parte degli altri paesi europei da anni è disponibile una pillola
abortiva che serve ad evitare l'intervento chirurgico, riduce i costi
sociali, riduce la sofferenza della donna, riduce marcatamente i rischi
sanitari etc.
in Italia non è stata neanche proposta al ministero.
questo rende l'idea della realtà sociale in cui viviamo
ciao
adriano |
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risposta n.2
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data: 8 dicembre 2003 |
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Gentile Ivana,
ci chiediamo come mai hai una idea così chiara del tema generale e così
poche idee per partire col lavoro... motivazioni e primo orientamento a
questa tesi ci sembrano infatti una variabile significativa.
dopo di che, una volta rivisitate le motivazioni di base, potrai scegliere
come sempre tra tesi bibliografiche/compilative e tesi più di ricerca o
informative, in base alle fonti disponibili e/o la tesi da dimostrare
,sempre correlata al servizio sociale.
1 ipotesi:
pensiamo necessario partire dalle leggi, con un'analisi dell'IVG secondo
la legge sui consultori (un teso "antico" è "Il consultorio difficile"
forse lo troverai in biblioteca) e secondo le funzioni ed esperienze dei
Giudici Tutelari. Come sempre conviene fare la ricerca generale, per leggi
e normative, e specifiche, attraverso la messa a fuoco del tema in un
territorio specifico.
Scelto lo spazio di ricerca, potrai forse con l'aiuto della università
andare a cercare (interviste, questionari ecc.) il parere di giudici e
operatori... e lì, con il loro aiuto, mettere a punto i contenuti che
cerchi.
2 Sul tema, potresti fare un ricerca (QUANTITATIVA, QUALITATIVA...?? SERVE
UN DOCENTE DI RICERCA SOCIALE NATURALMENTE) su adolescenti oggi
(statistiche ecc.) e sul fenomeno di gravidanze precoci... da qui con
interviste ecc. potresti elaborare dati su misure di sostegno in famiglie,
nelle scuole ecc. Esistono, in alcune scuole superiori, sportelli di
orientamento sociale e psicologico cui potresti rivolgerti per un primo
tuo orientamento sul tema..
...
ma le ipotesi possibili come vedi si espandono a seconda del punto di
vista di partenza, degli aiuti possibili (che non sono mai solo
bibliografici), del tempo a disposizione...
Una tesi viene costruita piano piano... e buon lavoro!
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.3
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data: 9 dicembre 2003 |
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Cara Ivana,
più che la bibliografia, io ti consiglierei un metodo: cerca di
fotografare il "fenomeno" intervistando gli/le aa.ss. che in consultorio
si occupano di I.V.G.
Quel che è importante (dal tuo quesito non si capisce) è l'obiettivo della
tesi: vuoi fotografare il "fenomeno" (vissuti, sentimenti,...) o la
"prassi" (p.e. in tutto l'iter che ci fa l'a.s.) o l'evoluzione dell'IVG
(potresti dare un'occhiata alle statistiche per vedere l'efficacia della
legge, p.e. come controtendenza alla contraccezione)??
Una nota: stai procedendo ad un "progetto di ricerca", non ad un "progetto
di intervento" (come tu scrivi). Attenzione a cosa scrivi (non è un errore
di forma, è sostanziale!!).
Dott. Ugo Albano |
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risposta n.4
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domanda n.48
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data: 25 novembre 2003 |
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Sono Giovanna, sto svolgendo la
tesi sull'Assistente Sociale on line e al fine del mio lavoro avrei
pensato di studiare l'evoluzione delle Mailing List AsitForum, attraverso
un confronto dei contenuti delle e-mail che sono state inviate nei primi
anni di attività di Asit con quelle attuali.
Pertanto, ho inviato un appello a coloro che si sono iscritti alla Mailing
List nel 1997-1998-1999 chiedendogli se hanno conservato qualche e-mail
ricevuta in quegli anni ed eventualmente di inviarmela.
Il risultato è stato un vero disastro, nessuno mi ha risposto.
Ho saputo che qualche anno fa anche un'altra studentessa (forse Daniela
Poli) ha svolto una tesi sullo stesso argomento, avete notizie di lei?
Vorrei sapere se questo forum ha una sede non solo virtuale, dove negli
anni sono state archiviate le varie e-mail, io sarei disposta a recarmi
per consultarle o se avete qualche suggerimento da darmi per permettermi
di continuare nel mio lavoro. |
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risposta n.1
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data: 15 dicembre 2003 |
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Ciao Giovanna,
le tesi sulla mailing list o sul sito iniziano ad essere già più di
qualcuna, e può essere interessante vedere come sono state strutturate le
tesi precedenti. Nella
raccolta delle tesi ne trovi qualcuna. Altre informazioni forse puoi
chiederle inoltre direttamente alla mailing list ASit. Per quanto ne so
io, non credo esista un archivio vero e proprio delle e-mail, soprattutto
delle più vecchie. So tuttavia che alcuni iscritti ne tengono e archiviano
alcune, ciascuno con dei propri criteri specifici. Un po' se ne è parlato
all'ASit
Raduno... se vuoi vai a vedere. Piuttosto, visto che dici di non avere
avuto grandi risposte, potresti provare a preparare un'intervista o
questionario da inviare al webmaster ed ai "primi" iscritti, in modo da
raccogliere da loro stessi la loro esperienza, la percezione della lista,
i cambiamenti, l'uso che ne fanno...
Cercherei personalmente di dirottare un pochino quindi l'impostazione
della tesi, sganciandomi un po' dalla analisi diretta delle e-mail (che
sicuramente in 5-6 anni sono complessivamente nell'ordine di decine di
migliaia (roba che diventi matta solo a leggerle tutte), concentrandoti
piuttosto sull'utilità della lista (facilita le comunicazioni, permette un
continuo aggiornamento e formazione dei partecipanti, agevola lo scambio
di saperi...) e su possibili sviluppi o miglioramenti da proporre (e qui
lascio a te la fantasia).
Buon lavoro e non dimenticarti alla fine di inviare una copia della tesi!
Vittorio |
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risposta n.2
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domanda n.47
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data: 17 novembre 2003 |
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ciao,
mi chiamo Paola. Sto iniziando una tesi sulla perdita di autostima nel
disagio giovanile, volevo sapere se avevate del materiale in merito.
Grazie
Paola |
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risposta n.1
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data: 25 novembre 2003 |
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Ciao Paola,
il tema è molto ampio e, come facciamo spesso in questo servizio, ti
suggeriamo di centrare meglio o più chiaramente l'obiettivo, definendo che
disagio, dove, in che fascia d'età ecc. Parlando di questo tema ci sembra
essenziale differenziare un pochino, solo lì si riesce a cercare e forse
individuare sia il tema generale che le eventuali fonti. Temiamo,
altrimenti, che il mare di libri e riferimenti sia infinito
Buona ricerca
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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domanda n.46
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data: 16 novembre 2003 |
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Ciao, sono Giovanna e sono iscritta
al terzo anno di S.S. Tra un po' dovrò iniziare a stendere la mia tesi di
laurea che molto probabilmente verterà sulla vita carceraria dei detenuti.
In particolare se con la riforma Penitenziaria e con l'inserimento delle
nuove figure professionali all'interno delle carceri, è cambiato qualcosa
sulla "qualità" della vita nelle carceri.
Per fare ciò vorrei servirmi delle esperienze di ex detenuti, quelli di
"ieri" e quelli di "oggi" e, naturalmente approfondire e discutere se l'A.S. come
professionista dell'aiuto, possa rappresentare per questi soggetti una
figura di supporto e aiuto, in virtù appunto di quanto detto prima.
Purtroppo non potrò dilungarmi per più di 50 pagine!!! E purtroppo
nonostante questa sia la mia idea, non so come procedere. Potete aiutarmi
voi?!!!
Grazie per l'attenzione.
Giovanna |
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risposta n.1
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data: 25 novembre 2003 |
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Cara Giovanna,
certo che la tua è una "mission impossible": 50 pagine in cui vai a
verificare l'efficacia carceraria volendo (addirittura) intervistare gli
interessati!!!!!
Ti consiglio di procedere in direzione qualitativa, prevedendo, p.e.,
delle interviste semistrutturate a referenti significativi, ma disomogenei
(p.e. il Direttore dell'Istituto carcerario, il Cappellano, il Direttore
del CSSA, il referente del Comune per l'assistenza
post-penitenziaria....). Occhio all'ipotesi!! Non ti spiego cosa sono le
interviste semi strutturate, ovviamente, perché già lo sai.
Buon lavoro.
Dott.Ugo Albano |
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risposta n.2
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data: 30 novembre 2003 |
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ciao Giovanna..
riesce difficile pensare alla tua tesi senza collocare te e la tua ricerca
da qualche parte dell'Italia. Penso infatti che dovrai partire dal carcere
e dai servizi che ti sono più vicini, trovando fonti e contatti con i
diversi servizi che di carcerati si occupano, il che vuol dire decidere se
adulti (come mi pare di capire) oppure...
Di recente a Milano si è parlato di una esperienza di call-center fatta da
detenuti di S.Vittore... ma nulla ne so oltre a questo... potresti però
sentire educatori ecc. che in quel carcere lavorano.
Ciao Ombretta |
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risposta n.3
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domanda n.45
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data: 16 novembre 2003 |
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Salve!
sono una studentessa della facoltà di scienze dell'educazione, attualmente
svolgo la mia tesi di laurea su "l'educatore professionale nei centri di
prima accoglienza".... so che non sono abituali delle domande inerenti a
tale argomento, ma nello svolgimento di un capitolo dovrei affrontare in
maniera più o meno generale, ma comunque precisa, una breve sintesi su ciò
che è l'Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni ed anche un po' di
storia sulla sua nascita. potrebbe essermi utile l'indicazione di qualche
testo o circolare ministeriale da cui attingere le informazioni a me
necessarie.
Ringraziandovi fin d'ora
Stefania. |
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risposta n.1
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data: 15 dicembre 2003 |
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Cara Stefania,
la cosa migliore potrebbe essere proprio quella di rivolgerti direttamente
agli uffici del ministero della Giustizia, che spesso hanno sede presso i
Tribunali per i Minorenni. Ti segnaliamo anche il sito del
Centro di Giustizia Minorile di
Piemonte e Valle d'Aosta, dove forse troverai maggiori informazioni.
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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domanda n.44
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data: 30 ottobre 2003 |
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Volevo chiederLE se gentilmente può
consigliarmi qualche testo per la mia tesi che è: "quali interventi di
servizio sociale per la donna tossicodipendente?".
Grazie Tiziana |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 10 novembre 2003 |
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Ciao Tiziana
un tema intrigante, ma certo non facile da argomentare e non sappiamo bene
che fonti potrai trovare.
Ci vengono in mente alcuni temi:
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donne e
tossicodipendenza... con le dimensioni e caratteristiche del fenomeno,
cercando però di delimitarlo (un'area, una regione, un Sert...) |
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donne e servizio
sociale: qualche articolo c'è, e un testo forse della F.Angeli, in cui la
dimensione di appartenenza di genere è ragionata. |
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terza parte potrebbe
essere se e come la dimensione di genere si influenza reciprocamente nel
lavoro e intervento sociale: pensiamo ad interviste su questo tema
specifico, ad operatrici ed operatori e sul "genere" come variabile. |
 |
altro aspetto,
infine, su cui esistono anche molti servizi specifici, è la donna
tossicodipendente con figli, che apre la questione anche sulla tutela
minorile e sul ruolo genitoriale. |
ma siamo
curiosissimi di altri pareri online
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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domanda n.43
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data: 28 ottobre 2003 |
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Salve!
Sono uno studente di Medicina al primo anno, ci han chiesto di preparare
un'argomento sul concetto di Burnout nello studente di Medicina
riferendosi al concetto di Mirroring e Matrix nell'apprendimento.
Su internet son riuscito a trovare nulla. Avete idee o qlk sito da cui
possa prendere del materiale?
Ho solo un mese per farla quindi tutti gli aiuti son apprezzati! tnx!
parziale |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 10 novembre 2003 |
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Ciao.. "parziale "
Spiace che non ti firmi e anche che questo servizio va un po' a "rilento"
e difficilmente può rispettare le esigenze di chi vuol fare tesi in poco
tempo... eventualmente per i casi "disperati" c'è sempre CEPU :-(
Ma veniamo alla tua questione: il tema del burn-out è davvero di moda... e
nel nostro settore forse da più tempo...:-)))
Il testo cui di solito ci riferiamo per questo argomento è "Stress e
lavoro nei servizi" di G. Del Rio, ed.NIS... i sintomi, l'eziologia, la
prevenzione, ecc. ecc. è un libro interessante e se non lo trovi prova a
vedere in biblioteche delle facoltà in Servizio sociale.
Buona ricerca
Ombretta E Vittorio |
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risposta n.2
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data: |
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domanda n.42
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data: 20 ottobre 2003 |
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Salve sono una studentessa del
corso di laurea in servizio sociale, sto valutando i temi per la mia tesi,
mi piacerebbe trattare il modo in cui l'operatore sociale viene
rappresentato nei film. Ho trovato difficoltà però a trovare una
filmografia che ritragga i diversi aspetti dell'operatore sociale e questo
ha un po' limitato il mio iniziale entusiasmo. Potete suggerirmi qualche
titolo di film e come organizzare il lavoro? Vi ringrazio anticipatamente. |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 3 novembre 2003 |
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ciao
mi viene in mente il film "my name is Joe" , parla della storia fra un'AS
e un alcolista
Chiara |
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risposta n.2
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data: 7 novembre 2003 |
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Cara studentessa,
non trovi il tema un po' noioso???
Se proprio ti piace, non è di film che dovresti trattare, ma di rapporto
mass-media e formazione di uno stereotipo professionale. Lavora quindi in
quel senso!!
Domanda cattiva: chi intendi tu con "operatore sociale"? Te lo chiedo
perché questo profilo in Italia non esiste.
Dott. Ugo Albano |
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risposta n.3
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data: 15 novembre 2003 |
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A Torino ad aprile
2001 la dott.ssa Elena Allegri dell'Università di Torino aveva organizzato
un convegno sull'immagine dell'assistente sociale. Tale convegno era
partito anche da una tesi cui Elena Allegri aveva fatto da relatrice. Tale
tesi (che non ci risulta essere inserita nel nostro sito) era proprio una
analisi di come gli assistenti sociali vengono rappresentati nei film...
potresti provare a contattarla, e partire da lì: sicuramente il materiale
era molto e ben fatto. Altrimenti prova a cercare qualcosa in internet. Un
sito buono per le ricerche sui film è
www.cinematografo.it
ciao
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.4
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data: 7 dicembre 2003 |
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Ecco un po' di film
che ci vengono suggeriti da Francesco Fiore:
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Lady bird, lady bird! |
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My name is Joe |
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Lilo & Stich, |
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Luce dei miei occhi |
Aspettiamo che altri
ce ne segnalino, per allungare la lista (magari fornite anche autore,
anno, paese ed altro, per facilitare l'eventuale reperimento del film
stesso da parte di chi sia interessato.
Vittorio e Ombretta |
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risposta n.5
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data: |
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domanda n.41
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data: 20 ottobre 2003 |
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Ciao a tutti sono Loredana, come
argomento per la mia tesi di laurea mi piacerebbe trattare il tema del
rapporto padre-figlio dopo la separazione, in che modo il padre non
affidatario vive il senso di paternità e qual è il suo ruolo genitoriale.
Ho effettuato tante ricerche su Internet con l'unico risultato di essere
molto confusa, potete aiutarmi? Potete suggerirmi come impostare il
lavoro?
Spero in un vostro aiuto. Grazie anticipatamente
Loredana |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 7 novembre 2003 |
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Cara Loredana,
hai mai pensato di divertirti con la tesi???
Io farei così:
una prima parte in cui ti leggi un po' di bibliografia sul tema; una
seconda parte in cui sottoponi a padri separati un questionario anonimo
sui propri vissuti (in Italia ci deve essere un'associazione di padri
separati....cerca in rete!!!!).
Dott. Ugo Albano |
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risposta n.2
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data: 10 novembre 2003 |
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Ciao Loredana,
il tema è interessante e abbastanza nuovo: probabilmente ci sono testi
psicologici e sociali a cui riferirti... ma partendo da cosa? Ci sembra
che due sono i temi che si connettono:
 |
La famiglia oggi, e
le separazioni come fenomeno in aumento con le cause, le tipologie
eccetera viste secondo statistiche, o anagrafe, o giuristi, o psicologi,
sociologi ecc. |
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il padre oggi... con
dati sul concetto e la pratica di padre oggi in Italia... anche qui, gli
approcci possibili sono molti... |
ciao,
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.3
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data: |
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domanda n.40
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data: 16 ottobre 2003 |
Ho molto a cuore il tema sull'
abuso sessuale intrafamiliare su minori e vorrei farne una tesi, ma non so
neppure da dove cominciare.
Attendo il vostro aiuto.
Tatiana |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 3 novembre 2003 |
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Cara Tatiana,
forse hai bisogno prima di tutto di un po' di metodo e di entusiasmo... ci
pare che devi cominciare proprio a "pensare" al tuo tema che tanto ti
interessa, cominciando a leggere ciò che scriviamo sul sito sull'avvio di
tesi, cercando fonti nei testi più recenti di psicologia e servizio
sociale, cominciando a leggere, per poi scegliere approccio e punto di
vista, che possono essere psicologici, sociali, del bambino, dei servizi,
della "cura" agli adulti... puoi parlare del fenomeno o di casi, se ne hai
conosciuti professionalmente o hai lavorato in enti specializzati, ma puoi
anche solo rilevare la bibliografia ormai diffusa e ragionare sui temi
ritenuti significativi dagli autori.
Come vedi, tutto è possibile, anzi... ma devi cominciare a inoltrarti e a
scegliere qualcosa da leggere per cominciare.
Guarda anche la risposta data alla domanda n.39, in cui trovi indicazioni utili anche per il tuo
lavoro.
Forza e buon lavoro
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data: 7 novembre 2003 |
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Cara Tatiana,
si inizia sempre leggendo alcuni libri sul tema (ce ne sono tanti).
Chiedi al Centro Bambino Maltrattato di Milano: loro sapranno consigliarti
dei libri di "primo approccio".
Ma perché ti interessa il tema, se non sai ancora come cominciare?? Il
tema riguarda te???
Ugo Albano |
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risposta n.2
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data: |
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domanda n.39
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data: 6 ottobre 2003 |
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Salve a tutti!devo fare la tesi sul
mondo del pedofilo... mi occorrerebbe 1 po' di materiale! |
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invia
una risposta
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risposta n.1
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data: 9 ottobre 2003 |
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ciao Alessia..
la tua idea di tesi per il momento ci sembra soprattutto un titolo e anche
molto ampio, dato che il mondo, e anche il mondo della pedofilia, sono
davvero AMPI!!
Come sempre, prova a leggere i nostri suggerimenti per individuare aree ed
argomenti un po' più definiti tra i quali poi scegliere temi da dimostrare
e fonti, orientamenti ecc.
Quindi il fenomeno pedofilia come:
 |
contenuto generale?
cosa è la pedofilia, indicatori ecc. , P. nella storia .. temi sociali,
psicologici, sociologici... e per finire la connessione relativa al
servizio sociale professionale |
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pedofilia, internet
e il servizio sociale e di questo in internet trovi molto, prova a
cercare! |
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un altro approccio
potrebbe essere dal punto di vista della scuola, e del suo legame con il
Servizio di tutela ecc.
|
 |
o ancora, la
raccolta dati e procedure professionali e metodologiche che si attiva in
caso di sospetti ecc. con i possibili percorsi di intervento. |
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ancora: pedofilia
sostegno e controllo.. |
Comincia a cercare e
vedrai che verranno in mente anche a te altri aspetti da affrontare... Ti
suggeriamo di pensarci, individuare fonti non solo bibliografiche e forse
di parlarne più compiutamente con il tuo docente-tutor... o di riscriverci
quando hai un po' lavorato sulla ideazione
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data: 7 novembre 2003 |
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Caro studente (o cara studentessa),
una tesi sul pedofilo non è una tesi "sull'idraulico", sul "gondoliere" o
sul boxer.
Puoi essere più precisa su cosa vuoi indagare??
La tesi è ricerca, non "compitino".
Dott. Ugo Albano |
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risposta n.3
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data: |
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domanda n.38
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data: 1 ottobre 2003 |
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Ciao a tutti.
Grazie, grazie e ancora grazie perché non è facile incontrare persone
disposte a regalare del tempo e della professionalità. Sono uno studente
in servizio sociale di Milano. Vorrei chiedervi dei suggerimenti per la
mia tesi che, in verità, non ha ancora un titolo definitivo ma una folta
bibliografia (tra cui anche il vostro libro con dedica di Albano...:-)) e
molte idee (anche se un po' confuse)... Il tema è "la libera professione".
Ho già letto le risposte alla domanda 33 (Anna). Io vorrei puntare
l'attenzione non solo sulla figura dell'assistente sociale libero
professionista (motivazioni, ecc..) ma cercare di analizzare un altro
aspetto: in una società sempre più complessa, nella quale nascono sempre
nuovi bisogni che il più delle volte trovano risposte "vecchie",
inadeguate o parziali, l'intervento dell'assistente sociale libero
professionista può contribuire a fornire risposte adeguate? Il suo operato
si può inserire laddove i bisogni non vengono accolti da strutture
pubbliche/private? In che modo e con quali peculiarità?
Ho pensato ad una bozza di struttura:
Introduzione
Capitolo 1 Le trasformazioni del welfare e l'evoluzione del servizio
sociale
(la nuova domanda di assistenza)
Professionalizzazione AS
Legislazione
Capitolo 2 La libera professione
Tipologie
Differenze
Perché interessa: aspetti professionali e personali
Quali requisiti
Quali nodi critici
Capitolo 3 Rilevazione delle interviste discorsive
Conclusione
Avete qualche consiglio?
Grazie ancora per l'attenzione
Alessandro Di Paola |
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risposta n.1
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data: 9 ottobre 2003 |
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Ciao Alessandro e
grazie dei grazie..:-))
bene, la tua idea è già impostata e ci sembra solo utile un chiarimento
sui contenuti dato che da un lato hai un progetto centrato abbastanza agli
operatori, mentre dall'altro ci sembra, nel parlarne con noi, che tu ponga
l'accento sui contenuti professionali utili, richiesti o potenziali, da
parte delle persone. Potresti allora mettere meglio a fuoco le possibilità
di contenuto tecnico, metodologico, professionale di un lavoro libero
professionale, cercando di delineare aree e temi che "OGGI " si aprono
come nuovo mercato potenziale... la domanda sociale va differenziandosi e
articolandosi, e il lavoro con le informazioni, la consulenza,
l'organizzazione è già un tipo di risposta... insomma il nostro
suggerimento è di provare a pensare ad un'analisi della domanda sociale
potenziale, chiedendo più alle persone qualsiasi che agli operatori..
E attendiamo una copia alla fine del tuo lavoro!
Ciao,
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data: 7 novembre 2003 |
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Caro Alessandro,
il cuore dell'interesse è, mi pare, capire come possa l'assistente sociale
libero professionista contribuire a fornire risposte adeguate in una
società sempre più complessa e con nuovi bisogni.
Il passaggio "nuovi-bisogni" - "libera professione" mi pare quello giusto
(sul libro che ti ho inviato, infatti, più autori richiamavano l'aspetto).
Io al posto tuo (scusami la proiezione,,,,,,,sarà l'interesse al tema)
cercherei di "fotografare" la consapevolezza degli aa.ss. su questo
passaggio. Ne consegue che, se cerchi (l'ipotesi) di verificare tale
consapevolezza, dovresti procedere a verificare la stessa tramite
interviste. Io, per esempio, butterei giù una griglia per un questionario
a "referenti significativi" (gli autori del libro....perchè no? hai già le
e-mails). Potresti effettuare delle interviste semi-strutturate a colleghi
del milanese.
Insomma, stai indagando un aspetto della professione che in Italia ancora
non c'è. Puoi pertanto solo analizzare gli atteggiamenti dei colleghi.
Io credo che tale consapevolezza sia debole. Magari mi sbaglio. Beh,
verificalo!!!!
Auguri.
Ugo Albano |
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risposta n.3
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domanda n.37
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data: 14 settembre 2003 |
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Cercasi
disperatamente concime per l'albero! Il titolo della mia tesi: "Il
collocamento obbligatorio". Ho tentato di organizzare le idee e per il
momento ho ipotizzato:
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un'infarinata
della vecchia L. n. 482/1968
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un'analisi
dettagliata della L. n. 68/1999 |
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un cenno
sull'anno Europeo dei disabili |
Come faccio a
capire se è sufficiente, se dimentico aspetti fondamentali? Il prof non mi
ha consigliato e forse è giusto così, ma io sono in ANSIA! Aiutatemi.
Un bacio. Elena |
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risposta n.1
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data: 22 settembre 2003 |
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Cara Elena,
calmati con l'ansia, perché in questo lavoro bisogna saperla gestire:
inizia con la Tesi.
Par di capire che devi sottoporre al tuo relatore di tesi uno schema.
Anch'io, al posto tuo, farei cosi:
-
illustra la
Legge 68/1999;
-
fa un lavoro
diretto, per esempio chiedi colloqui con i referenti degli Uffici di
Collocamento obbligatorio;
-
potresti, per
esempio, capire dalle interviste (mettendoci di tuo) quale "modello" è
più funzionale ad un giusto collocamento;
-
potresti poi
ipotizzare il ruolo dell'assistente sociale in questo modello??
Dott. Ugo Albano |
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risposta n.2
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data: 22 settembre 2003 |
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Hai ragione...
ci vuole concime quindi idee e qualche novità... le leggi da sole non
fanno la tesi: peccato o meglio?
Il passaggio forse è "dopo queste leggi che succede?" sono la cornice da
cui si è organizzato un servizio? un comune ha messo in piedi uno
sportello? l'area disabili di X ha costruito e realizzato un progetto di
collocamento per Z?
e poi: Il servizio sociale come usa-applica questa legge? in che contesto
(che tu conosca e possa descrivere)?
Insomma l'aspetto fondamentale secondo noi è l'interfaccia NECESSARIA tra
un tema sociale e il "nostro" lavoro.
Guarda inoltre le risposte ed i link segnalati già in precedenza in questa
rubrica a domande simili alla tua.
Buon lavoro
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.3
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data: 2 ottobre 2003 |
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Ciao Elena,
un po' tardi, ma meglio di nulla eh? allora: i punti che vuoi toccare sono
interessanti ma ci vorrebbe un'introduzione e un collegamento fra essi. Io
se fossi in te comincerei la tesi parlando della disabilità (in generale)
e poi parlerei del collocamento, con le due leggi (la vecchia e la nuova).
Se vuoi parlare dell'anno europeo delle persone con disabilità, sarebbe
bello calarlo in un contesto più "grande" come per esempio l'unione
europea e le sue direttive per la disabilità, anche perché è stato indetto
proprio dall'UE. E allora a questo punto perché non parlare anche del
collocamento in altri paesi?
Spero di averti dato degli spunti su cui lavorare... nel frattempo se vai
sul sito www.informahandicap.it
puoi trovare qualche notizia interessante (oltre a tutti i bollettini EDF
tradotti in italiano) per l'Europa e sul "lavoro".
Ciao
Anna |
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risposta n.4
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data: 7 novembre 2003 |
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Cara/e Elena
Un collega oltre manica (irlandese) ci ha appena segnalato il sito
irlandese sull'anno europeo delle persone con disabilità.. c'è un elenco
di associazioni che si occupano di disabilità.. perché non contattarne una
e... farsi mandare un po' di materiale?
Ciao
Anna
http://www.able.ie/
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risposta n.5
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data: 17 novembre 2003 |
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Ciao Elena,
sono ancora Anna.
La provincia di Milano ha promosso un seminario sulla 68/99. E' stato
Venerdì 14/11/2003, presso l'istituto dei Ciechi di Milano. E' stato molto
interessante, soprattutto dal tuo punto di vista: è stato esposto quello
che la provincia ha fatto sino ad adesso. Hanno soprattutto dedicato
un'ampia parte a "Match", un software che raccoglie un'ampia banca dati su
aziende e disabili, per un inserimento mirato nel mondo del lavoro: un
incontro tra offerta e lavoro, al protocollo d'intesa tra ASL città di
Milano e Provincia di Milano...
Puoi chiedere gli atti del convegno e il manuale (in cd e cartaceo)alla
segreteria informativa:
info.disabili@provincia.milano.it
Anche se non sei residente a Milano, l'argomento può interessare altre
province e regioni (il progetto match è stato adotta sia dalla provincia
di Varese che da quella di Brescia. Torino e Roma lo stanno testando sul
loro territorio).
buon lavoro!!
Anna |
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risposta n.6
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domanda n.36
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data: 14 settembre 2003 |
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Ciao Ho visto il
vostro sito e mi sembra molto interessante. Io mi chiamo Gianluca e sono
iscritto in Scienze del servizio sociale devo fare una tesi su "Il
tirocinio pratico nel lavoro sociale" Vorrei da voi alcuni suggerimenti su
come impostare il lavoro e anche delle informazioni bibliografiche che mi
possano aiutare. Accetterò con piacere ogni suggerimento che vogliate
darmi
Gianluca |
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risposta n.1
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data: 22 settembre 2003 |
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Ci sembra un
progetto interessante, soprattutto (parla Ombretta) alla luce dei percorsi
di trasformazione in corso.
Qualche idea:
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tirocinio ieri e
oggi: le trasformazioni di percorso e il significato per la professione
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dimensioni
organizzative del tirocinio nell'attuale sistema di formazione
universitaria triennale e nuove ipotesi per la laurea specialistica
(interviste on line ai direttori delle sedi??)
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se scegli
un'impostazione più teorica, dovrai articolare il senso del rapporto tra
teoria e pratica nel percorso formativo dell'AS e il valore da sempre dato
al tirocinio... Il libro di Silvia Fargion ti sarà utile (Silvia Fargion
(2002) "I linguaggi del servizio sociale" Carocci Editore)
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se scegli
un'impostazione più "tua", perché non intervistare tutti i tuoi compagni
di corso su risorse e vincoli del tirocinio?? (un possibile titolo...
"Dalla parte dello studente")
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Per la bibliografia
ci pare ce ne
sia abbastanza e ci scusiamo con chi dimentichiamo in questo provvisorio
elenco:
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Viaggi
guidati -F:Angeli AA vari
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Apprendere
sperimentando NIS
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Apprendimento nel tirocino Vita pensiero
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Il tirocinio
F.Angeli
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E articoli in
molte riviste professionali.
Conviene andare
in una biblioteca universitaria nostra e con calma curiosare tra gli
scaffali e le tesi
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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