a cura di Ombretta Okely e
Vittorio Zanon
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la consulenza che
viene offerta in questa pagina funzionerà grazie al contributo di
chi vorrà provare a rispondere alle domande che giungeranno, senza
la preoccupazione di essere completamente esaurienti o del tutto
competenti... ognuno può fornire la propria esperienza... un pezzettino
di sé
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Puoi inviare una tua domanda, che verrà riportata
in questa pagina ed inoltrata alla Mailing List "ASitForum" ed ai curatori
di questo servizio.
Le risposte che giungeranno verranno inserite di seguito
alla domanda cui si riferiscono. Potranno quindi esservi anche più risposte
ad una stessa domanda.
Oltre a porre una domanda,
puoi leggere i quesiti che altri hanno posto e decidere di essere
tu stesso a rispondere.
Se vuoi puoi inviare una
domanda oppure puoi rispondere ad un quesito dopo averlo letto.
ATTENZIONE:
prima di inviare una domanda guarda se trovi già delle indicazioni
utili tra le risposte già presenti nella pagina.
Tieni presenti
le indicazioni generali per costruire una tesi e
cerca di essere il più possibile chiaro e circoscritto rispetto al quesito
posto.
se hai già
finito la tesi, mandacene una copia così la inseriamo nella
raccolta tesi
del nostro sito!
|
NOTA BENE:
è gradito che i messaggi
inviati siano firmati, mentre si ritiene opportuno evitare risposte
agli indirizzi di posta elettronica personali, in quanto verrebbe
a mancare l'utilità per tutti gli altri.
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Ciao a tutti, purtroppo
questo servizio è sospeso, a causa delle sempre
più frequenti richieste e della difficoltà a gestire in tempi accettabili
tale servizio, che comporta una mole di lavoro non più compatibile con i
ritagli di tempo che riuscivo a dedicarvi. Dopo un confronto con Ombretta
Okely, che in nel corso di quasi 4 anni mi ha affiancato in tale servizio,
ho deciso di sospendere il servizio di consulenze on-line alle tesi. Un po'
alla volta cercherò di smaltire l'arretrato. Lasciamo comunque tutte le
domande che sono pervenute in modo che rimangano a disposizione di tutti,
con l'invito a chi vuole di fornire ulteriori risposte ai quesiti già
presenti, così come a quelli più recenti. Ho comunque in cantiere una
trasformazione e ripensamento del servizio, di cui darò successivamente
comunicazione. Se hai delle richieste specifiche o delle esigenze/proposte
rispetto a servizi di sostegno al percorso formativo,
mettiti pure in contatto con me. Invito chi fosse interessato a un
confronto su come fare la tesi, a rivolgersi comunque al
forum legato
al nostro sito. Grazie,
Vittorio Zanon
23 gennaio 2006
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domanda n.25
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data: 22 marzo 2003 |
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Ciao,
mi chiamo Marilena e dovrei iniziare una tesi in merito alle problematiche
della disabilità grave nei bambini e interventi per la loro integrazione
sociale, volevo sapere se avevate in merito del materiale
Marilena |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 24 marzo 2003 |
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Forse prima del
materiale va messa a fuoco l'idea... per evitare di leggere tutto sulla
disabilità o sulla gravità.
Probabilmente ti riferirai ad un'esperienza, o a un servizio specifico e
vorrai dimostrare, ad esempio, l'urgenza di un intervento metodologico dei
servizi sociali... o altro.
Quindi per prima cosa definisci quali disabili gravi, in base a quali
leggi chi se ne occupa in una certa realtà... poi procedi ad argomentare
il tuo obiettivo di tesi=qualcosa che si dimostra.
Una volta definito meglio il tema, puoi cercare con maggior facilità e
precisione il materiale... alcuni link li abbiamo forniti anche noi in
questa pagina, per esempio alla domanda n.1.
auguri
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data: |
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domanda n.24
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data: 13 marzo 2003 |
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Salve a tutti, innanzitutto i miei complimenti per il vostro sito! Vi
scrivo perché ormai da troppo tempo mi trovo in quella famosa fase
iniziale del “percorso tesi” caratterizzata dalla confusione, dal
disorientamento e soprattutto dallo sconforto. Sto cercando disperatamente
di definire l’oggetto della mia tesi, di darle una prima impostazione e di
delineare un abbozzo di traccia da seguire; vi assicuro che mai avrei
pensato fosse un lavoro così complesso. Purtroppo ho fatto l’errore di
affrontare male fin dal principio questa ultima tappa del percorso di
laurea ed ora mi trovo in un completo black-out mentale. Oggi ho letto per
la prima volta i vostri preziosi consigli su come sviluppare una tesi ed
ho ritrovato un po’ di coraggio (e già per questo vi ringrazio) ma, pur
rischiando di apparirvi pretenziosa, non posso fare a meno di chiedervi
qualche suggerimento o proposta sull’argomento da sviluppare. La mia tesi
ruota attorno al tema del fenomeno del maltrattamento minorile. E’
evidente come tale argomento sia oltremodo generico e sto appunto cercando
di trovare un aspetto più specifico e circoscritto inerente ad esso,
chiaramente rimanendo legata al ruolo dell’assistente sociale.
Ho già sfogliato diversi
testi sulla violenza all’infanzia per trovare qualche idea ma non sapendo
bene cosa cercare mi sono ritrovata ad avere tra le mani una quantità di
informazioni, dati, tematiche così vasta da sprofondare in un totale stato
di confusione; un po’ come se avere troppo materiale entro cui poter
spaziare significasse non averne per nulla.
Riflettendo sulla mia
esperienza a tirocinio (in particolare su un corso al quale ho
partecipato, corso rivolto a insegnanti delle scuole elementari per
aiutarli ad affrontare il discorso dell’abuso infantile), ho avuto un’idea
ma fatico a definire i punti da toccare. L’idea di fondo è questa: come ho
avuto modo di constatare personalmente la collaborazione tra assistente
sociale ed insegnanti di scuola è molto utile per identificare situazioni
di disagio di bimbi che proprio nell’ambito scolastico esternano il loro
vissuto di sofferenza; quindi pensavo di approfondire l’importanza a
livello di prevenzione secondaria del rapporto tra queste due specifiche
figure professionali, analizzare il modo in cui si può realizzare e magari
verificare tramite interviste il grado di collaborazione esistente nel mio
territorio e, nell’eventualità che questo sia nullo, capire il perché
(visione stereotipata dell’assistente sociale “ladro di bambini”, mancata
informazione sul ruolo dell’assistente sociale, scarsa considerazione da
parte dell’a.s. del lavoro di rete ecc.).
Chiedo quindi a voi il vostro
parere: è un argomento troppo ridotto? O astratto? Avete dei consigli su
come svilupparlo? Esiste della bibliografia a riguardo?
Più ci penso è più ho paura
che sia una stupidaggine quindi se pensate che sia un’idea “assurda” per
una tesi potreste darmi voi qualche altro suggerimento su cosa scegliere?
Ho pensato anche di prendere in esame uno degli interventi mossi dall’a.s.
a favore dei minori (come l’affido familiare, l’inserimento in comunità)
ma in questo caso trovo difficoltoso formulare l’ipotesi da verificare e
non vorrei cadere nell’errore di scrivere una tesi esclusivamente
descrittiva. Vi prego aiutatemi!!
Scusatemi se mi sono
dilungata probabilmente oltre i limiti consentiti ma avevo assolutamente
bisogno di sfogarmi con qualcuno competente in questo ambito che potesse
quindi capirmi.
Vi ringrazio soprattutto perché dedicate parte del vostro tempo ad aiutare
o comunque a sostenere noi giovani laureandi che purtroppo, a volte, ci
troviamo nella condizione di non sapere a chi rivolgerci. Grazie!
Claudia |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 14 marzo 2003 |
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Grazie a te,
Claudia, sei simpatica e le tue osservazioni sul nostro lavoro ci fanno
davvero piacere, credi... ogni tanto sembra di lavorare di fronte al mare,
bella cosa, ma se passano le barche con le segnalazioni è meglio! :-)
Non pensare di cambiare argomento se hai già un'idea che ti piace, e tanto
meno di fartelo indicare da altri: deve essere una cosa tua la tesi!
Proviamo a risponderti, allora.
La tua idea e "delimitazione" potrebbe andare bene... la relazione scuola/famiglia è davvero interessante da studiare.
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Cosa vuoi
dimostrare e/o cercare? La necessità di collaborazione? Allora forse
potresti partire, proprio come hai pensato, da una analisi di ciò che
accade ora in un certo territorio... rilevando forme e modi ATTUALI di
collaborazione tra servizi e scuola:
 |
chi, come, su
cosa ci si incontra |
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le interviste,
forse, più che sul fenomeno maltrattamento potrebbero essere sul fenomeno
della integrazione/non integrazione/possibile integrazione tra servizi
sociali e scuola, con una proposta metodologica, che non è solo la rete ma
anche il lavoro di comunità, il lavoro per progetti e
protocolli organizzativi, ricerca dati ecc. |
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Oppure partendo
da una sola situazione che hai conosciuto e osservato potresti analizzare
com'è nata, in base a cosa si è intervenuti, cosa ha voluto dire ai vari
livelli... più una raccolta trasversale attraverso un caso dei punti
critici del lavoro sociale con minori e di come per lavorare bene è
necessario un lavoro di connessione con la scuola... anche qui si ribalta
la dimostrazione partendo dalla pratica. |
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Delimitare,
circoscrivere, CENTRARE un tema è l'unico modo per cominciare e poi
scrivere. |
Qualche link
utile puoi trovarlo anche nella risposta alla domanda n.23.
Buon lavoro
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data: 19 marzo 2003 |
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Cara collega,
innanzitutto sarebbe bello che tu leggessi l'immortale "Come si fa una
tesi" di U. Eco.
Il problema non è mai l'argomento; ogni argomento rilevante (come quello
scelto da te) è riferibile ad una bibliografia; per cui parti da questa,
leggendo tutto quello che è stato scritto; vedrai che le idee ti verranno.
Luigi Colaianni |
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risposta n.3
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data: 19 marzo 2003 |
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Cara
Claudia, innanzi tutto ti consiglierei un bel respiro... stai
attraversando la fase del terrore che secondo me (laureanda come te) è
normale. Uno vuole fare mille cose e ad un certo punto si blocca. E'
l'ansia del dover produrre per forza qualcosa, e di non avere punti di
riferimento che ti diano sicurezza. Allora credo che la prima cosa da fare
(te lo dico per esperienza) è cercare di focalizzare questo problema e di
spezzare questo meccanismo per non farsi schiacciare. Come disse un
saggio: "c'è un tempo per ogni cosa"...e quindi anche il tempo di fermarsi
a respirare. La tesi deve essere un momento "divertente", per favore non
scambiarmi per una persona irresponsabile! Mi riferisco al fatto che uno
deve godersi quest'occasione di crescita. Se hai il privilegio di poter
scegliere l'argomento che ti piace (e non è dappertutto cosi) allora tanto
meglio. A me piace molto come argomento quello della collaborazione con la
scuola nel maltrattamento minorile. E' molto interessante!! Ma ti
consiglio di organizzarti bene come tempi e come metodo di lavoro. Intanto
metti giù (scrivi qualche riga) qual è lo scopo che vuoi ottenere, ad
esempio come hai già fatto, "approfondire l'importanza a livello di
prevenzione secondaria del rapporto tra queste due specifiche figure
professionali"(insegnanti-AS). Parti dalle cose che hai, la tua esperienza
di tirocinio, cerca degli agganci con delle persone che condividano questo
tuo interesse (quelle che hanno organizzato quel corso ad esempio), il tuo
relatore e co-relatore. Ci sono molte cose interessanti da andare a vedere
con una tesi cosi, ad esempio la paura delle scuole nel contattare i
servizi sociali, lavorare per una comunicazione più aperta... perché
questa paura? Come lavorano i servizi? Insomma dovresti circoscrivere gli
argomenti che vuoi andare ad approfondire dopo di che devi pensare al
metodo migliore per farlo. Creare gli strumenti e poi, go!!! mettiti al
lavoro. Aiutati anche dai docenti che ti seguono e se puoi dal tuo
supervisore di tirocinio se ritieni che sia in grado di darti una mano. E
soprattutto non aver paura di "osare" nelle cose, puoi fare quello che ti
proponi. Basta che tu stessa abbia chiaro cosa vuoi ottenere da questa
tesi. Falla soprattutto per te. Se non ce l'hai ancora ti consiglio "Come
preparare la tesi di laurea" di Umberto Eco. Ricordati che siamo in molti
nella tua situazione (Se ti può servire come consolazione!!!)
In bocca al lupo,
Yurena |
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risposta n.4
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data: |
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domanda n.23
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data: 13 marzo 2003 |
Ciao a tutti,
sono Roberta, vorrei preparare una tesi di laurea sul tema della pedofilia
legata ad internet. Potreste darmi alcuni suggerimenti sul modo in cui
impostare il lavoro, o qualsiasi altro consiglio in merito? Grazie a
chiunque vorrà aiutarmi.
Roberta |
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risposta n.1
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data: 14 marzo 2003 |
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Ciao Roberta,
alcuni siti da
cui partire: telefono Arcobaleno,
bambini scomparsi, il
Centro Santa Maria
Mater Domini di Venezia ha una documentazione apposta su tematiche di
abuso e maltrattamento minorile, Abusi.it,
il CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e
l'Abuso all'Infanzia).
Nel sito internet della Società Italiana
Laureati in Servizio Sociale c'è un forum dedicato appositamente ad
abuso minorile e pedofilia: potresti darci un'occhiata.
Una parte della
tesi riguarda il tema della pedofilia oggi... esempio:
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fenomeno
emergente |
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dati statistici
e giuridici |
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dati
sociologici |
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una lettura
psicologica |
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una lettura
sociale con qualche ipotesi da dimostrare (es. influenza della crisi della
famiglia, oppure scollamento famiglia e scuola, o la globalizzazione... o
cenni di variabili diverse: va cercata una specifica bibliografia ) |
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fenomeno
socioculturale o fenomeno a rilevanza penale? |
Seconda parte
 |
INTERNET e la
rete... vedi il libro "Internet
per il Servizio Sociale" di Sabrina Banzato e Paolo Frattone |
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pedofilia in rete(??) |
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i dati (fonti ??) |
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chi (Italia,estero ) |
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come |
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perché... (v. la prima parte) |
Per contenere o
affrontare il fenomeno, una pista potrebbe essere di
indicare una strategia .. socio-educativa in famiglia, a scuola, oppure
tecnologica di riduzione accessi oppure giuridica con leggi ecc.
C'è forse il rischio di perdersi un po': stai attenta a focalizzare bene
l'oggetto e le fonti da cui partire. Tutto da sviluppare - e sarebbe anche
molto interessante - come si lega tutto ciò con il servizio sociale
professionale in senso più stretto.
Tesi interessante... ma le fonti saranno accessibili?
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data: |
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domanda n.22
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data: 6 marzo 2003 |
Salve a tutti, mi chiamo Sara, frequento l'università a Venezia e sono in
procinto di iniziare la tesi per laurearmi in Servizio sociale.
Un'idea sul tema già ce l'avrei, ma vorrei chiedervi gentilmente un
consiglio su come svilupparla e a quale bibliografia far riferimento.
Ho svolto il tirocinio in un Ser.T. e mi piacerebbe trattare dell'aspetto
della prevenzione, intesa però come un'educazione ad ampio raggio su ciò
che fa bene.
Vorrei focalizzare l'attenzione sul rapporto che hanno adolescenti e
sostanze stupefacenti, prima che si possa parlare di dipendenza.
Prevenzione come conoscenza, non solo della sostanza in sé, ma di cosa
provoca a livello psichico,emotivo, sociale e sopratutto nei rapporti
familiari. Un modo di far prevenzione coinvolgendo in primis i genitori,
spesso impreparati, increduli di fronte all'intervento di un servizio come
il Ser.T., che ancora oggi molti collegano solo ed esclusivamente
all'immagine di un luogo di cura per tossicomani, ignorando le altre
attività.
Vorrei dimostrare che il rapporto genitori-figli non è assente al giorno
d'oggi semmai fragile e che il ricorso ai servizi non deve essere vissuto
come una sconfitta, ma come una risorsa.
Come dare ordine a tutte le idee che mi vengono in mente a questo
proposito?
Quale potrebbe essere la scaletta?
Trovo questo sito davvero utile e interessante, ringrazio fin d'ora
chiunque mi dia suggerimenti e consigli!
10000 grazie!!!
Sara |
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una risposta
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risposta n.1
|
data: 12 marzo 2003 |
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Ciao
Sara,
la scaletta, parte dalle idee che hai tu, per cui il consiglio non può
essere che quello di stendere le idee, anche in maniera confusa e
frammentata, così come ti vengono... il "brain storming" è proprio una
tempesta di idee, magari con qualche fulmine qua e là che poco c'entra.
Il passaggio successivo è cercare di dare un qualche ordine alle idee,
cercando di collegarle tra loro. Dici di averne molte, di idee, e questo è
bene, ma attenta a non volerne inserire troppe altrimenti rischi di dire
troppo e perderti senza focalizzarti piuttosto su qualcosa di incisivo.
Molte idee dovrai pertanto reindirizzarle o addirittura decidere di
accantonarle.
Mantenendo la metafora della tempesta, prima farai vedere i nuvoloni in
lontananza (è l'introduzione, in cui si cerca di dare una breve
presentazione dei contenuti della tesi e di cosa si vuole dimostrare),
subito dopo il vento, le gocce grosse e fitte di pioggia, i tuoni e i
fulmini (sono i vari capitoli, ciascuno con una propria specificità ma
anche una consequenzialità e collegamento - logico e sequenziale - con gli
altri). Alla fine, dopo il "temporale", un'aria diversa fresca e bagnata,
che è quella che dovrebbero lasciare le conclusioni cui arriverai.
Puoi decidere di argomentare soprattutto su prevenzione e famiglia, quindi
un lavoro di ricerca sul mondo adulto, su come si comunica tra adulti e
tra servizi e adulti… e qui pensiamo al lavoro di rete e di comunità dal
punto di vista metodologico dell'assistente sociale
Oppure puoi mettere un accento sugli aspetti normali e difficili della
relazioni ragazzi adulti, con l'uso-abuso come segnale o cartina di
tornasole delle difficoltà evolutive...
Dipende da cosa scegli di dimostrare e dalle fonti (libri, interviste,
lavori già fatti…) ed esperienze che puoi usare…
Rispetto alla prevenzione, vista anche nell'ottica di educazione civile e
comunitaria, tieni presente che tale lavoro può essere svolto anche da
altri soggetti oltre che dai Ser.T. (comuni, scuole, terzo settore...) per
cui un aspetto interessante da indagare, vista la tua attenzione verso il
mondo adulto (i genitori) su quanto "entra" il genitore nel mondo del
proprio figlio e come (e quanto) i vari interventi di prevenzione attuati
da tutti questi soggetti si integrino tra loro. Tenendo presente che
proprio nell'adolescenza vi è nel ragazzo un forte senso di separazione e
rifiuto verso i propri genitori, potrebbe essere interessante vedere quale
ruolo viene appunto dato alle figure genitoriali.
Buon lavoro!
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data: |
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domanda n.21
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data: 2 marzo 2003 |
Sto iniziando a
scrivere la mia tesi che dovrei concludere entro giugno.
L'argomento è l'analisi dei rapporti esistenti tra organizzazioni operanti
nel sociale in un territorio delimitato (il mio comune di residenza).
Si tratta di un lavoro prevalentemente pratico basato anche su interviste.
Il mio
relatore è il docente di sociologia dell'organizzazione.
Il mio problema è far risaltare il fatto che quest'analisi dev'essere
svolta nell'ambito della sociologia dell'organizzazione: non ho ancora ben
chiaro quali aspetti sottolineare perché questo carattere del lavoro
emerga chiaramente.
Mi piacerebbe sapere i Vs pareri in merito relativamente all'impostazione
generale: quali aspetti possono essere prioritari rispetto ad altri per
far risaltare la componente sociologica in tal senso.
Sarei grata a chiunque volesse darmi qualche consiglio in merito. Grazie.
Paola |
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una risposta
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risposta n.1
|
data: 6 marzo 2003 |
Una prima risposta deve essere data rispetto a chiarirsi su cosa si
intende con "organizzazioni operanti nel sociale":
 |
i vari servizi pubblici più strettamente sociali (oltre al comune
anche i vari servizi specialistici dell'U.L.S.S. (Ser.T., N.P.I.,
Centro di Salute Mentale, Consultori...);
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 |
altri servizi pubblici (le scuole, la sanità, forze dell'ordine...); |
 |
altri soggetti con valenza sociale (sindacati, organizzazioni del
privato sociale, parrocchie, case di riposo, organizzazioni culturali
e ricreative, volontariato organizzato...) |
E'
importante chiarire questo "universo" su cui ti vuoi muovere. Ovvio che se
il comune di riferimento è un comune abbastanza grande possa essere
preferibile concentrare l'attenzione su qualcosa di specifico. La cosa può
essere fatta scegliendo un ambito specifico (ad esempio "le reti dei
servizi pubblici nel comune XY") oppure avere un taglio trasversale ma con
un'ottica particolare (ad esempio "le organizzazioni operanti con gli
anziani").
Da qui dovrai pertanto chiarire quale è l'obiettivo della ricerca e potrai
definire con più precisione una griglia di domande per le interviste con
le organizzazioni.
Le interviste possono essere "quantitative" (e quindi dovrai cercare di
intervistare tutte le organizzazioni presenti nel territorio) o
"qualitative" (e quindi puoi scegliere alcuni soggetti [tra i 3 e i 5, ad
esempio] ai quali fare una intervista più approfondita).
Pare opportuno coinvolgere direttamente l'assistente sociale o il
responsabile dei servizi sociali del comune per confrontarti direttamente
sulla realtà locale e farti una idea più precisa dei rapporti con le altre
organizzazioni.
La tesi potrebbe svilupparsi quindi in due parti, una più generale/teorica
in cui presenti le tipologie delle organizzazioni (l'ISTAT nel 1999 ha
fatto un censimento delle organizzazioni non profit... potrebbe
interessarti) e una seconda nella quale presenti la realtà concreta del
tuo comune a partire dalle informazioni raccolte sul campo.
Pondera bene il tempo per fare il tutto! Buon lavoro,
Ombretta e Vittorio
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risposta n.2
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data: |
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domanda n.20
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data: 20 gennaio 2003 |
Salve a tutti mi chiamo Dajana
e frequento la laurea di Servizio Sociale a Venezia, poiché a giorni dovrò
iniziare la tesi avrei un disperato bisogno di aiuto nel costruire una scaletta
e relativa bibliografia per la prof.ssa che mi seguirà che è del corso di
Antropologia culturale.
I due temi a cui avevo pensato sono:
1. il tempo visione e utilizzo nelle varie culture "primitive" e in quella
occidentale con particolare riferimento al tempo dedicato nel S.S. all'utente,
alla famiglia al colloquio e agli altri strumenti operativi.
2. disagio psichico e marginalità sociale con un parallelo tra le varie culture,
i tipi di cura e di lavoro che ne scaturiscono.
ringrazio moltissimo chiunque vorrà darmi delle indicazioni!grazie grazie
grazie ancora e buon lavoro a tutti!!!
Dajana |
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una risposta
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risposta n.1
|
data: 22 gennaio 2003 |
Gentile Dajana
che belle idee di tesi... il che non vuole dire anche che siano argomenti
facili o facilmente dimostrabili.
In entrambi i casi devi decidere prima di tutto COSA vuoi dimostrare...
Prima ipotesi di tesi
 | Tempo:
nodo critico nell'incontro tra servizi e famiglie straniere... (potrebbe
essere un tema anche dimostrabile)
 | Forse va
scelta una-due culture di riferimento (arabi,africani ecc. in base a esperienze
di tirocinio o di osservazione in servizio )
|
 | La concezione
del tempo in Europa |
 | La concezione
del tempo in Marocco, Ghana o altro (scegliere alcuni indicatori di
base: tempo quotidiano, giornata o lavoro ecc.) V. bibliografie sul
tempo e la sua dimensione culturale |
|
 |
Il tempo nei servizi sociali: schemi e riferimenti (sarà
difficile trovare bibliografia) |
 | Il tempo nell'incontro:
 | due tempi
a confronto |
 | famiglie
straniere e servizi |
 | gli appuntamenti
|
 | l'accesso
|
 | sincronie
- discronie. |
|
Sarebbe più
interessante e forse facile poter ragionare su uno/due casi di incontro (o
scontro) tra tempi diversi di servizi e famiglie.
Seconda ipotesi
di tesi
Analogamente alla precedente vanno chiariti i termini della questione disagio
psichico o di vita in culture diverse.
Alcuni indicatori di fenomeno culturale (questioni antropologiche di base
come relativismo ed etnocentrismo )
La cura in Europa e in Italia
La cura in... (esempio: Ghana, Filippine,...) va scelto uno-due paese/culture
di riferimento
Titolo possibile: La cura della persona straniera..
Per la bibliografia bisogna vedere Antropologia culturale, Etnopsichiatria..
Per la bibliografia puoi trovare diversi articoli interessanti pubblicati
nella rivista "Animazione Sociale" del Gruppo Abele, il libro della Campanini
e di Nathan (già indicati alla risposta alla domanda n.14), diverso materiale
(comprese tesi) puoi trovarlo nel sito del Centro
Studi Immigrazione di Verona.
Ombretta e Vittorio
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risposta n.2
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data: |
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domanda n.19
|
data: 10 gennaio 2003 |
ciao a tutti,
sono Federica. vorrei preparare una tesi sull'inserimento lavorativo
delle persone con la sindrome di down. ho difficoltà a trovare le
linee del discorso da seguire e il modo in cui impostare il lavoro
(argomenti da trattare).
Potreste darmi alcuni suggerimenti e inviarmi se possibile una
bibliografia. Spero in un vostro aiuto.
GRAZIE.
Fede |
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una risposta
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risposta n.1
|
data: 13 gennaio 2003 |
Ciao Federica,
diverse indicazioni su inserimento lavorativo per disabili sono
state già date in domande inserite in questa stessa pagina... prova
a vedere qualche spunto da lì. Suggerimenti su come costruire la
tesi sono già presenti in "indicazioni generali
per costruire una tesi". Capirai bene che la bibliografia devi
costruirla tu in base a quello che maggiormente ti può servire. Un
buon metodo per farla è quello di leggere attentamente le bibliografie
di articoli e testi che mano a mano troverai facendo la tua tesi
ed andare a ricercare quindi i libri che maggiormente ti sembra
si avvicinino ai tuoi obiettivi.
Altre idee sono:
Titolo possibile
"Sindrome Down: tra disabilità e lavoro"... oppure "L'avvio al lavoro
per persone Down"
Prima parte:
cosa è la sindrome Down
quadri di riferimento con approccio statistico e sociologico,medico,psicologico,sociale
I dati del fenomeno all'osservazione di chi scrive (e fa ipotesi di lavoro
sociale e-o di ricerca )
Seconda parte
Il lavoro oggi:
anche qui dati generali (UFFICI DEL LAVORO,COLLOCAMENTO ECC,)
-Inserimento di persone disabili :leggi, normative ecc.
-Situazione nel luogo di osservazione
Terza parte
Disabile e lavoro
Come sono possibili connessioni?
esperienze in corso o proposte possibili
(qui dovrebbe emergere l'utilità di un lavoro sociale professionale ecc.
)
Buon lavoro
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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data: |
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domanda n.18
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data: 6 gennaio 2003 |
salve a tutti! vorrei il vostro aiuto!
devo iniziare la mia tesi di laurea sui "CENTRI DI SERVIZIO SOCIALE
PER ADULTI" (C.S.S.A)...potreste darmi qualche utile suggerimento
sui testi da consultare, sull'impostazione della tesi, su eventuali
siti inerenti l'argomento...
ah! dimenticavo sono Laura!
nb: complimenti x il sito! |
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risposta n.1
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data: 13 gennaio 2003 |
Ecco qualche idea:
per prima cosa andare al CSSA più vicino che ha sicuramente tutta la letteratura
più recente e di settore. In genere le colleghe sono gentili e a disposizione.
- andare sui siti della Giustizia e delle
pubblicazioni (elenco dei siti Web delle case editrici: A-L
e M-Z
)
- DECIDERE se vuoi fare una tesi compilativa, di ricerca o
metodologica... ognuna delle tre possibilità apre a scelte tematiche
diverse.
In sintesi gli esempi
1) Cosa e' il CSSA ecc.(banale?)
2) CSSA a confronto con leggi e territorio (potrebbe essere una ricerca
in tre-quattro sedi per comparare dati e strategie)
3) Il metodo di lavoro sociale nel CSSA. Processi e strumenti.
Insomma.. vale la pena di raccogliere materiale,fonti possibili,idee...
scegliere!
Leggi le istruzioni
introduttive del nostro servizio!
Ombretta e Vittorio
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risposta n.2
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data: |
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domanda n.17
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data: 18 dicembre 2002 |
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Ciao sono Angela, una studentessa di
scienze dell' Educazione di Bari. Ieri ho inviato una domanda ma non
compare qui di seguito nella pagina. Comunque avevo chiesto spunti e
aiuti per quanto riguarda la mia tesi sull'handicap in Pedagogia
speciale. Non so da dove partire ed è difficile per me scegliere anche
il tema. in attesa di vostre possibili risposte vi ringrazio
anticipatamente. |
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una risposta
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risposta n.1
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data: 29 gennaio 2003 |
Cara Angela, questo non è uno sportello che
"sforna risposte" da un giorno all'altro... e questa cosa forse ti può servire
proprio per riflettere meglio sul lavoro di tesi che TU dovrai fare. Il miglior
consiglio che possiamo darti è di pensarci un po' su a questa tesi... Vai
anche a vedere i suggerimenti
che diamo per chi deve fare la tesi. E' importante
che, essendo la TUA tesi, trovi da approfondire
qualcosa che ti può piacere ed interessare...
ovvio che quindi non possiamo essere noi a suggerirtelo! Quello che possiamo
suggerirti invece è di cercare informazioni, leggere articoli, tesi... e
in questo modo provare a "costruire" la tua ipotesi di tesi.
Alcune tesi le puoi trovare in Internet, oppure in biblioteca... Se guardi
anche qui sotto trovi altre domande proprio sull'handicap con altri spunti
di riflessione e link dove puoi trovare materiali senz'altro utili.
E quando avrai individuato meglio l'argomento della tesi, scrivici pure di
nuovo, ma con domande maggiormente circoscritte!
Buon lavoro,
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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domanda n.16
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data: 30 novembre 2002 |
Ciao! sona una studentessa del 3° anno
del Cdl in Servizio sociale a Ve e devo pensare a un'idea per la
tesi!! in mente ho qualcosa, ma niente di specifico, mi interessa
particolarmente questo argomento l'approccio e il lavoro di rete. per
favore, datemi un'idea, uno spunto, qualcosa da cui potrei partire!!
grazie 1000!
Chiara Passarella |
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risposta n.1
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data: 13 gennaio 2003 |
Rete... per partire
da lì bisogna forse:
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Leggere con attenzione due tre testi base (v. bibliografia scuola) |
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Pensare alle fonti disponibili per NOI |
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Pensare alle esperienze che possiamo utilizzare |
e poi... l'ideazione è un'esperienza molto personale
Qualche idea..(nostra: e se non piacciono a te che la tesi dovrai scriverla
?)
- Il lavoro di rete: processi di lavoro nel servizio di territorio
- Minori e famiglia: il lavoro sociale di rete come approccio metodologico
- Territorio e rete: modelli a confronto
- Rete: teorie ed esperienze
Un bell'articolo con spunti interessanti e partiti dall'esperienza concreta
è stato scritto da Edda Biancon. L'articolo ha il seguente titolo: "Fare
e disfare il lavoro di rete. Storia di un ricamo collettivo" ed è stato pubblicato
nel numero 8/9 del 2002 di Animazione Sociale
e nel numero 89/90 di Polis, rivista dell'Osservatorio Politiche Sociali
e Volontariato del Comune di Venezia.
Buon lavoro
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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domanda n.15
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data: 24 novembre 2002 |
Salve a tutta la redazione. Sono una
studentessa al terzo anno del corso di laurea Servizio Sociale a
Bologna. Sto cercando materiale bibliografico sul tema della sordità e in particolare, sono
interessata alla storia dei servizi per sordomuti in Italia. Potreste
darmi qualche "dritta"?
Vi ringrazio anticipatamente
Francesca |
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risposta n.1
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data: 29 gennaio 2003 |
Purtroppo non ti saremo di grande aiuto, nel
senso che di tale argomento non sappiamo molto... speriamo che altri ti possano
dare maggiori indicazioni. Nel "Siglario di Servizio Sociale" compare l'Ente Nazionale Protezione e Assistenza
ai Sordomuti, nato nel 1942, a quanto ci risulta. Come competenza, almeno
fino ad un paio di anni fa, era attribuita alle amministrazioni provinciali.
Tanto di più non sappiamo dirti.
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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domanda n.14
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data: 19 novembre 2002
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Salve!! Sono una studentessa in Servizio
Sociale e sto x preparare la tesi col titolo (non definitivo)"LA
SALUTE MENTALE DEI RIFUGIATI". Il mio relatore è un docente in psichiatria
e vorrei da voi un suggerimento innovativo x far diventare questa
tesi sperimentale (escludendo la somministrazione di questionari).
Vi ringrazio anticipatamente.
Adriana |
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risposta n.1
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data: 13 gennaio 2003
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C'è tutto un filone molto
nuovo e molto interessante di etnopsichiatria... e online gruppi di ricerca
sul tema (Crinali? Arips?...Un gruppo di Torino + Un testo di
Greenberg: Psicoanalisi dell'emigrazione..) Altro testo interessante è: NATHAN,
Tobie (1993) Fier de n’avoir ni pays ni armis, quelle sottise c’était...
Principes d’ethnopsychanalyse Èditions La Pensée Sauvage tr. it. (2001)
Principi di etnopsicoanalisi Bollati Boringhieri, Torino, pp.116.
Ma si deve partire da "concetti di salute mentale" e "concetto di rifugiato",
poi per far diventare la tesi un progetto di ricerca è necessario valutare
e decidere uno spazio di contatto e studio con la realtà dei rifugiati
(una comunità, una casa accoglienza, il dormitorio... valutando se uomini,
donne, etnia ecc.).
Vale la pena di delimitare il campo di ricerca in base alle proprie
disponibilità
(tirocinio, servizio, ambiente personale) e ai permessi da chiedere e pensare
poi a POCHE interviste approfondite su aree ritenute preliminarmente critiche
dal punto di vista della salute mentale.
Un lavoro sperimentale deve partire da dati di ricerca NUOVI e se si scartano
i questionari...
Una seconda idea più complessa forse è la comparazione tra concetti di
salute mentale in Europa e in altre realtà, per esempio cosa è salute qui
e cosa in Sud America o in Oriente? Medici,sacerdoti,sciamani.. ecc. Ma
poi bisogna fare un collegamento con il Servizio sociale, dato che la tesi
e' in questo e non in antropologia culturale. A questo proposito potrebbe
tornarti utile questo testo: CAMPANINI, A.M. (a cura di) (2002) Il servizio
sociale nella società multietnica. Prima accoglienza: problemi e prospettive
Edizioni Unicoploi, Milano, pp.270
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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domanda n.13
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data: 13 novembre 2002 |
Ciao sono uno studente di sociologia
vi sarei molto grato se mi aiutasse a trovare degli spunti e del
materiale per trattare la mia tesi sull'evoluzione dell'ufficio di
collocamento (pubblico, privato e on line) aspetto vostre notizie e vi
complimento per il servizio che offrite.
Michele
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risposta n.1
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data: 13 gennaio 2003 |
Ciao Michele,
di questo argomento non sappiamo molto, quindi proviamo solo a
suggerire qualcosa per cominciare. "Il lavoro in Italia" sembra il
tema di partenza, che puoi trattare dal punto di vista sociologico,
statistico, antropologico ecc.
Le forme di accesso al lavoro. Tradizione e trasformazione che
potrebbe essere il passaggio dal collocamento consueto a forme di
incontro domanda/offerta gestite da università, aziende, ecc.
Una ricerca sul campo, andando in un ufficio collocamento a vedere
che succede, potrebbe servire e anche che potrebbe essere interessante
pensare all'inserimento al lavoro per alcune fasce deboli... tipo
agli immigrati. [per i disabili, abbiamo già dato indicazioni anche
in altre occasioni sempre in questa rubrica] Questa scelta sposterebbe
la tesi ad un'area specifica più facile da trattare.
Ciao, Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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domanda n.12
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data: 29 ottobre 2002 |
Ciao sono una laureanda in servizio sociale
presso l'università di ancona... sono nella più completa
disperazione!!!!!!
Ho effettuato tirocinio al C.I.M e sarei felice di ringraziare
chiunque di voi avesse materiale riguardante "il ruolo della famiglia
nei servizi psichiatrici"
ciao!!!
Sara
ps ma è normale l'impasse a due mesi dalla laurea? |
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risposta n.1
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data: 17 novembre 2002 |
Ciao,
la confusione va bene... sono i tempi che non tornano tanto. Non
so se due mesi bastano per la tesi , solo per copiare ma neanche.
Qualche indicazione:
 | scegli un tema e leggi o ricerca in relazione a quello |
 | Per la famiglia vedi "Famiglia e Servizio Sociale"
della Astrolabio ,forse ti puoà essere utile anche guardare on
line le pubblicazioni della Franco Angeli e della Nuova Italia...
testi recenti. |
 | Per psichiatria..sei certa che al CIM non possano consigliarti?
...Waslawik O ACKERMANN... o testi di Servizio sociale come quelli
di Cellentani. |
MA FINCHE' NON HAI DECISO IL TEMA ... non so bene
cosa consigliare come fonte bibliografica. Raccogli quindi le tue idee... e se voi scrivi
di nuovo con le idee di indice
Ombretta
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risposta n.2
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domanda n.11
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data: 1 ottobre 2002 |
Ciao! sono una studentessa del Corso
di laurea in Servizio Sociale, sto cercando una bibliografia su
"come fare una tesi di laurea", vorrei sapere se esiste un testo
specifico circa il mio corso di studi.
Grazie!
Passarella Chiara |
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risposta n.1
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data: 1 novembre 2002 |
Esistono diversi testi su come fare
una tesi di laurea, dai più generici a quelli più specifici (tipo
laurea in materie letterarie, scientifiche eccetera). Per quanto ne
sappiamo non ne esistono di specifici su "come fare una tesi di
Laurea in Servizio Sociale".
Qualcosa puoi trovare tra i documenti nella rubrica tesi (se già
non hai guardato) di "Spazio Studenti" all'indirizzo: http://www.serviziosociale.com/studenti/tesi.htm.
Tra i vari documenti, "Bibliografando"
tra spunto iniziale proprio da un vecchio libro di Umberto Eco [Eco,
Umberto (1980) Come si fa una tesi di laurea. Le materie
umanistiche 5^ ed. 1993, Milano, Bompiani].
Buona ricerca!
Ombretta e Vittorio |
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risposta n.2
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domanda n.10
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data: 6 ottobre 2002 |
Ciao! Sono Maria Laura e studio nella
facoltà di scienze dell'educazione. Chi mi da qualche idea per la tesi
che devo ancora proporre al prof? L'argomento è psicologia
dell'handicap, ma non so che tema trattare. Ringrazio anticipatamente
chi può darmi un aiuto,perché la ricerca del tema si è presentata
più difficile del previsto.
Tutti gli spunti e anche i consigli saranno utili......
Ciao Mary |
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risposta n.1
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data: 21 ottobre 2002 |
Ciao Mary,
ecco qualche idea:
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Handicap:
cosa, come, handicap oggi ecc.
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fisico
mentale relazionale ecc. |
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dove:
in che contesto e punto di osservazione. |
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Handicap
dal di dentro:
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costruzione
esperienze e identità (ad esempio)
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oppure:
fare e sapere in caso di... handicap motorio, psichico ecc. |
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oppure:
i dati del fenomeno (statistici, scuole ecc.) e un approccio
sociologico |
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Questa parte generale può essere argomentata da più
punti di vista.
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Handicap:
la psicologia delle famiglie -anche qui si può utilizzare come
chiave di lettura un'area specifica, ad esempio la scoperta dell'H,
oppure vivere con un figlio H ecc.
Ci sono alcuni libri, come uno della Doris Lessing, che parlano
proprio di questo e possono diventare strumento di rilettura
professionale del tema. |
Come
sempre, conviene scegliere un tema e delimitarlo anche in base alle
fonti disponibili e alla propria are | |