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a cura di Ombretta Okely e Vittorio Zanon

la consulenza che viene offerta in questa pagina funzionerà grazie al contributo di chi vorrà provare a rispondere alle domande che giungeranno, senza la preoccupazione di essere completamente esaurienti o del tutto competenti... ognuno può fornire la propria esperienza... un pezzettino di sé

 

Puoi inviare una tua domanda, che verrà riportata in questa pagina ed inoltrata alla Mailing List "ASitForum" ed ai curatori di questo servizio.
Le risposte che giungeranno verranno inserite di seguito alla domanda cui si riferiscono. Potranno quindi esservi anche più risposte ad una stessa domanda. 
Oltre a porre una domanda, puoi leggere i quesiti che altri hanno posto e decidere di essere tu stesso a rispondere.
Se vuoi puoi inviare una domanda oppure puoi rispondere ad un quesito dopo averlo letto.
 

ATTENZIONE: prima di inviare una domanda guarda se trovi già delle indicazioni utili tra le risposte già presenti nella pagina.
Tieni presenti le indicazioni generali per costruire una tesi e cerca di essere il più possibile chiaro e circoscritto rispetto al quesito posto.


se hai già finito la tesi, mandacene una copia così la inseriamo nella
raccolta tesi del nostro sito!

NOTA BENE: è gradito che i messaggi inviati siano firmati, mentre si ritiene opportuno evitare risposte agli indirizzi di posta elettronica personali, in quanto verrebbe a mancare l'utilità per tutti gli altri.

 

ATTENZIONE

Ciao a tutti, purtroppo questo servizio è sospeso, a causa delle sempre più frequenti richieste e della difficoltà a gestire in tempi accettabili tale servizio, che comporta una mole di lavoro non più compatibile con i ritagli di tempo che riuscivo a dedicarvi. Dopo un confronto con Ombretta Okely, che in nel corso di quasi 4 anni mi ha affiancato in tale servizio, ho deciso di sospendere il servizio di consulenze on-line alle tesi. Un po' alla volta cercherò di smaltire l'arretrato. Lasciamo comunque tutte le domande che sono pervenute in modo che rimangano a disposizione di tutti, con l'invito a chi vuole di fornire ulteriori risposte ai quesiti già presenti, così come a quelli più recenti. Ho comunque in cantiere una trasformazione e ripensamento del servizio, di cui darò successivamente comunicazione. Se hai delle richieste specifiche o delle esigenze/proposte rispetto a servizi di sostegno al percorso formativo, mettiti pure in contatto con me. Invito chi fosse interessato a un confronto su come fare la tesi, a rivolgersi comunque al forum legato al nostro sito. Grazie,

Vittorio Zanon
23 gennaio 2006

 

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domanda n.25

data:  22 marzo 2003

Ciao,
mi chiamo Marilena e dovrei iniziare una tesi in merito alle problematiche della disabilità grave nei bambini  e interventi per la loro integrazione sociale, volevo sapere se avevate in merito del materiale
Marilena

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risposta n.1

data:  24 marzo 2003

Forse prima del materiale va messa a fuoco l'idea... per evitare di leggere tutto sulla disabilità o sulla gravità.
Probabilmente ti riferirai ad un'esperienza, o a un servizio specifico e vorrai dimostrare, ad esempio, l'urgenza di un intervento metodologico dei servizi sociali... o altro.
Quindi per prima cosa definisci quali disabili gravi, in base a quali leggi chi se ne occupa in una certa realtà... poi procedi ad argomentare il tuo obiettivo di tesi=qualcosa che si dimostra.
Una volta definito meglio il tema, puoi cercare con maggior facilità e precisione il materiale... alcuni link li abbiamo forniti anche noi in questa pagina, per esempio alla domanda n.1.
auguri
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  
 

 

domanda n.24

data:  13 marzo 2003
Salve a tutti, innanzitutto i miei complimenti per il vostro sito! Vi scrivo perché ormai da troppo tempo mi trovo in quella famosa fase iniziale del “percorso tesi” caratterizzata dalla confusione, dal disorientamento e soprattutto dallo sconforto. Sto cercando disperatamente di definire l’oggetto della mia tesi, di darle una prima impostazione e di delineare un abbozzo di traccia da seguire; vi assicuro che mai avrei pensato fosse un lavoro così complesso. Purtroppo ho fatto l’errore di affrontare male fin dal principio questa ultima tappa del percorso di laurea ed ora mi trovo in un completo black-out mentale. Oggi ho letto per la prima volta i vostri preziosi consigli su come sviluppare una tesi ed ho ritrovato un po’ di coraggio (e già per questo vi ringrazio) ma, pur rischiando di apparirvi pretenziosa, non posso fare a meno di chiedervi qualche suggerimento o proposta sull’argomento da sviluppare. La mia tesi ruota attorno al tema del fenomeno del maltrattamento minorile. E’ evidente come tale argomento sia oltremodo generico e sto appunto cercando di trovare un aspetto più specifico e circoscritto inerente ad esso, chiaramente rimanendo legata al ruolo dell’assistente sociale.

Ho già sfogliato diversi testi sulla violenza all’infanzia per trovare qualche idea ma non sapendo bene cosa cercare mi sono ritrovata ad avere tra le mani una quantità di informazioni, dati, tematiche così vasta da sprofondare in un totale stato di confusione; un po’ come se avere troppo materiale entro cui poter spaziare significasse non averne per nulla.

Riflettendo sulla mia esperienza a tirocinio (in particolare su un corso al quale ho partecipato, corso rivolto a insegnanti delle scuole elementari per aiutarli ad affrontare il discorso dell’abuso infantile), ho avuto un’idea ma fatico a definire i punti da toccare. L’idea di fondo è questa: come ho avuto modo di constatare personalmente la collaborazione tra assistente sociale ed insegnanti di scuola è molto utile per identificare situazioni di disagio di bimbi che proprio nell’ambito scolastico esternano il loro vissuto di sofferenza; quindi pensavo di approfondire l’importanza a livello di prevenzione secondaria del rapporto tra queste due specifiche figure professionali, analizzare il modo in cui si può realizzare e magari verificare tramite interviste il grado di collaborazione esistente nel mio territorio e, nell’eventualità che questo sia nullo, capire il perché (visione stereotipata dell’assistente sociale “ladro di bambini”, mancata informazione sul ruolo dell’assistente sociale, scarsa considerazione da parte dell’a.s. del lavoro di rete ecc.).

Chiedo quindi a voi il vostro parere: è un argomento troppo ridotto? O astratto? Avete dei consigli su come svilupparlo? Esiste della bibliografia a riguardo?

Più ci penso è più ho paura che sia una stupidaggine quindi se pensate che sia un’idea “assurda” per una tesi potreste darmi voi qualche altro suggerimento su cosa scegliere? Ho pensato anche di prendere in esame uno degli interventi mossi dall’a.s. a favore dei minori (come l’affido familiare, l’inserimento in comunità) ma in questo caso trovo difficoltoso formulare l’ipotesi da verificare e non vorrei cadere nell’errore di scrivere una tesi esclusivamente descrittiva. Vi prego aiutatemi!!

Scusatemi se mi sono dilungata probabilmente oltre i limiti consentiti ma avevo assolutamente bisogno di sfogarmi con qualcuno competente in questo ambito che potesse quindi capirmi.
Vi ringrazio soprattutto perché dedicate parte del vostro tempo ad aiutare o comunque a sostenere noi giovani laureandi che purtroppo, a volte, ci troviamo nella condizione di non sapere a chi rivolgerci. Grazie!

Claudia

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risposta n.1

data:  14 marzo 2003

Grazie a te, Claudia, sei simpatica e le tue osservazioni sul nostro lavoro ci fanno davvero piacere, credi... ogni tanto sembra di lavorare di fronte al mare, bella cosa, ma se passano le barche con le segnalazioni è meglio! :-)
Non pensare di cambiare argomento se hai già un'idea che ti piace, e tanto meno di fartelo indicare da altri: deve essere una cosa tua la tesi! Proviamo a risponderti, allora.
La tua idea e "delimitazione" potrebbe andare bene... la relazione scuola/famiglia è davvero interessante da studiare.
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Cosa vuoi dimostrare e/o cercare? La necessità di collaborazione? Allora forse potresti partire, proprio come hai pensato, da una analisi di ciò che accade ora in un certo territorio... rilevando forme e modi ATTUALI di collaborazione tra servizi e scuola:
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chi, come, su cosa ci si incontra

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le interviste, forse, più che sul fenomeno maltrattamento potrebbero essere sul fenomeno della integrazione/non integrazione/possibile integrazione tra servizi sociali e scuola, con una proposta metodologica, che non è solo la rete ma anche il lavoro di comunità, il lavoro per progetti e
protocolli organizzativi, ricerca dati ecc.

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Oppure partendo da una sola situazione che hai conosciuto e osservato potresti analizzare com'è nata, in base a cosa si è intervenuti, cosa ha voluto dire ai vari livelli... più una raccolta trasversale attraverso un caso dei punti critici del lavoro sociale con minori e di come per lavorare bene è necessario un lavoro di connessione con la scuola... anche qui si ribalta la dimostrazione partendo dalla pratica.

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Delimitare, circoscrivere, CENTRARE un tema è l'unico modo per cominciare e poi scrivere.

Qualche link utile puoi trovarlo anche nella risposta alla domanda n.23.
Buon lavoro
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  19 marzo 2003

Cara collega,
innanzitutto sarebbe bello che tu leggessi l'immortale "Come si fa una tesi" di U. Eco.
Il problema non è mai l'argomento; ogni argomento rilevante (come quello scelto da te) è riferibile ad una bibliografia; per cui parti da questa, leggendo tutto quello che è stato scritto; vedrai che le idee ti verranno.
Luigi Colaianni

risposta n.3

data:  19 marzo 2003

Cara Claudia, innanzi tutto ti consiglierei un bel respiro... stai attraversando la fase del terrore che secondo me (laureanda come te) è normale. Uno vuole fare mille cose e ad un certo punto si blocca. E' l'ansia del dover produrre per forza qualcosa, e di non avere punti di riferimento che ti diano sicurezza. Allora credo che la prima cosa da fare (te lo dico per esperienza) è cercare di focalizzare questo problema e di spezzare questo meccanismo per non farsi schiacciare. Come disse un saggio: "c'è un tempo per ogni cosa"...e quindi anche il tempo di fermarsi a respirare. La tesi deve essere un momento "divertente", per favore non scambiarmi per una persona irresponsabile! Mi riferisco al fatto che uno deve godersi quest'occasione di crescita. Se hai il privilegio di poter scegliere l'argomento che ti piace (e non è dappertutto cosi) allora tanto meglio. A me piace molto come argomento quello della collaborazione con la scuola nel maltrattamento minorile. E' molto interessante!! Ma ti consiglio di organizzarti bene come tempi e come metodo di lavoro. Intanto metti giù (scrivi qualche riga) qual è lo scopo che vuoi ottenere, ad esempio come hai già fatto, "approfondire l'importanza a livello di prevenzione secondaria del rapporto tra queste due specifiche figure professionali"(insegnanti-AS). Parti dalle cose che hai, la tua esperienza di tirocinio, cerca degli agganci con delle persone che condividano questo tuo interesse (quelle che hanno organizzato quel corso ad esempio), il tuo relatore e co-relatore. Ci sono molte cose interessanti da andare a vedere con una tesi cosi, ad esempio la paura delle scuole nel contattare i servizi sociali, lavorare per una comunicazione più aperta... perché questa paura? Come lavorano i servizi? Insomma dovresti circoscrivere gli argomenti che vuoi andare ad approfondire dopo di che devi pensare al metodo migliore per farlo. Creare gli strumenti e poi, go!!! mettiti al lavoro. Aiutati anche dai docenti che ti seguono e se puoi dal tuo supervisore di tirocinio se ritieni che sia in grado di darti una mano. E soprattutto non aver paura di "osare" nelle cose, puoi fare quello che ti proponi. Basta che tu stessa abbia chiaro cosa vuoi ottenere da questa tesi. Falla soprattutto per te. Se non ce l'hai ancora ti consiglio "Come preparare la tesi di laurea" di Umberto Eco. Ricordati che siamo in molti nella tua situazione (Se ti può servire come consolazione!!!)
In bocca al lupo,
Yurena

risposta n.4

data:  

 

 

domanda n.23

data:  13 marzo 2003
Ciao a tutti,
sono Roberta, vorrei preparare una tesi di laurea sul tema della pedofilia legata ad internet. Potreste darmi alcuni suggerimenti sul modo in cui impostare il lavoro, o qualsiasi altro consiglio in merito? Grazie a chiunque vorrà aiutarmi.
Roberta

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risposta n.1

data:  14 marzo 2003

Ciao Roberta,
alcuni siti da cui partire: telefono Arcobaleno, bambini scomparsi, il Centro Santa Maria Mater Domini di Venezia ha una documentazione apposta su tematiche di abuso e maltrattamento minorile, Abusi.it, il CISMAI (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso all'Infanzia).
Nel sito internet della Società Italiana Laureati in Servizio Sociale c'è un forum dedicato appositamente ad abuso minorile e pedofilia: potresti darci un'occhiata.

Una parte della tesi riguarda il tema della pedofilia oggi... esempio:
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fenomeno emergente

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dati statistici e giuridici

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dati  sociologici

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una lettura psicologica

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una lettura sociale con qualche ipotesi da dimostrare (es. influenza della crisi della famiglia, oppure scollamento famiglia e scuola, o la globalizzazione... o cenni di variabili diverse: va cercata una specifica bibliografia )

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fenomeno socioculturale o fenomeno a rilevanza penale?

Seconda parte
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INTERNET e la rete... vedi il libro "Internet per il Servizio Sociale" di Sabrina Banzato e Paolo Frattone

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pedofilia in rete(??)

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i dati (fonti ??)

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chi (Italia,estero )

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come

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perché... (v. la prima parte)

Per contenere o affrontare il fenomeno, una pista potrebbe essere di indicare una strategia .. socio-educativa in famiglia, a scuola, oppure tecnologica di riduzione accessi oppure giuridica con leggi ecc.
C'è forse il rischio di perdersi un po': stai attenta a focalizzare bene l'oggetto e le fonti da cui partire. Tutto da sviluppare - e sarebbe anche molto interessante - come si lega tutto ciò con il servizio sociale professionale in senso più stretto.
Tesi interessante... ma le fonti saranno accessibili?
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  
 

 

domanda n.22

data:  6 marzo 2003
Salve a tutti, mi chiamo Sara, frequento l'università a Venezia e sono in procinto di iniziare la tesi per laurearmi in Servizio sociale.
Un'idea sul tema già ce l'avrei, ma vorrei chiedervi gentilmente un consiglio su come svilupparla e a quale bibliografia far riferimento.
Ho svolto il tirocinio in un Ser.T. e mi piacerebbe trattare dell'aspetto della prevenzione, intesa però come un'educazione ad ampio raggio su ciò che fa bene.
Vorrei focalizzare l'attenzione sul rapporto che hanno adolescenti e sostanze stupefacenti, prima che si possa parlare di dipendenza.
Prevenzione come conoscenza, non solo della sostanza in sé, ma di cosa provoca a livello psichico,emotivo, sociale e sopratutto nei rapporti familiari. Un modo di far prevenzione coinvolgendo in primis i genitori, spesso impreparati, increduli di fronte all'intervento di un servizio come il Ser.T., che ancora oggi molti collegano solo ed esclusivamente all'immagine di un luogo di cura per tossicomani, ignorando le altre attività.
Vorrei dimostrare che il rapporto genitori-figli non è assente al giorno d'oggi semmai fragile e che il ricorso ai servizi non deve essere vissuto come una sconfitta, ma come una risorsa.
Come dare ordine a tutte le idee che mi vengono in mente a questo proposito?
Quale potrebbe essere la scaletta?
Trovo questo sito davvero utile e interessante, ringrazio fin d'ora chiunque mi dia suggerimenti e consigli!
10000 grazie!!!
Sara

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risposta n.1

data:  12 marzo 2003

Ciao Sara,
la scaletta, parte dalle idee che hai tu, per cui il consiglio non può essere che quello di stendere le idee, anche in maniera confusa e frammentata, così come ti vengono... il "brain storming" è proprio una tempesta di idee, magari con qualche fulmine qua e là che poco c'entra.
Il passaggio successivo è cercare di dare un qualche ordine alle idee, cercando di collegarle tra loro. Dici di averne molte, di idee, e questo è bene, ma attenta a non volerne inserire troppe altrimenti rischi di dire troppo e perderti senza focalizzarti piuttosto su qualcosa di incisivo. Molte idee dovrai pertanto reindirizzarle o addirittura decidere di accantonarle.
Mantenendo la metafora della tempesta, prima farai vedere i nuvoloni in lontananza (è l'introduzione, in cui si cerca di dare una breve presentazione dei contenuti della tesi e di cosa si vuole dimostrare), subito dopo il vento, le gocce grosse e fitte di pioggia, i tuoni e i fulmini (sono i vari capitoli, ciascuno con una propria specificità ma anche una consequenzialità e collegamento - logico e sequenziale - con gli altri). Alla fine, dopo il "temporale", un'aria diversa fresca e bagnata, che è quella che dovrebbero lasciare le conclusioni cui arriverai.
Puoi decidere di argomentare soprattutto su prevenzione e famiglia, quindi un lavoro di ricerca sul mondo adulto, su come si comunica tra adulti e tra servizi e adulti… e qui pensiamo al lavoro di rete e di comunità dal punto di vista metodologico dell'assistente sociale
Oppure puoi mettere un accento sugli aspetti normali e difficili della relazioni ragazzi adulti, con l'uso-abuso come segnale o cartina di tornasole delle difficoltà evolutive...
Dipende da cosa scegli di dimostrare e dalle fonti (libri, interviste, lavori già fatti…) ed esperienze che puoi usare…
Rispetto alla prevenzione, vista anche nell'ottica di educazione civile e comunitaria, tieni presente che tale lavoro può essere svolto anche da altri soggetti oltre che dai Ser.T. (comuni, scuole, terzo settore...) per cui un aspetto interessante da indagare, vista la tua attenzione verso il mondo adulto (i genitori) su quanto "entra" il genitore nel mondo del proprio figlio e come (e quanto) i vari interventi di prevenzione attuati da tutti questi soggetti si integrino tra loro. Tenendo presente che proprio nell'adolescenza vi è nel ragazzo un forte senso di separazione e rifiuto verso i propri genitori, potrebbe essere interessante vedere quale ruolo viene appunto dato alle figure genitoriali.
Buon lavoro!
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.21

data:  2 marzo 2003
Sto iniziando a scrivere la mia tesi che dovrei concludere entro giugno.
L'argomento è l'analisi dei rapporti esistenti tra organizzazioni operanti nel sociale in un territorio delimitato (il mio comune di residenza).
Si tratta di un lavoro prevalentemente pratico basato anche su interviste.
Il mi
o relatore è il docente di sociologia dell'organizzazione.
Il mio problema è far risaltare il fatto che quest'analisi dev'essere svolta nell'ambito della sociologia dell'organizzazione: non ho ancora ben chiaro quali aspetti sottolineare perché questo carattere del lavoro emerga chiaramente.
Mi piacerebbe sapere i Vs pareri in merito relativamente all'impostazione generale: quali aspetti possono essere prioritari rispetto ad altri per far risaltare la componente sociologica in tal senso.
Sarei grata a chiunque volesse darmi qualche consiglio in merito. Grazie.
Paola

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risposta n.1

data:  6 marzo 2003
Una prima risposta deve essere data rispetto a chiarirsi su cosa si intende con "organizzazioni operanti nel sociale":
bullet i vari servizi pubblici più strettamente sociali (oltre al comune anche i vari servizi specialistici dell'U.L.S.S. (Ser.T., N.P.I., Centro di Salute Mentale, Consultori...);
bullet altri servizi pubblici (le scuole, la sanità, forze dell'ordine...);
bullet altri soggetti con valenza sociale (sindacati, organizzazioni del privato sociale, parrocchie, case di riposo, organizzazioni culturali e ricreative, volontariato organizzato...)

E' importante chiarire questo "universo" su cui ti vuoi muovere. Ovvio che se il comune di riferimento è un comune abbastanza grande possa essere preferibile concentrare l'attenzione su qualcosa di specifico. La cosa può essere fatta scegliendo un ambito specifico (ad esempio "le reti dei servizi pubblici nel comune XY") oppure avere un taglio trasversale ma con un'ottica particolare (ad esempio "le organizzazioni operanti con gli anziani").
Da qui dovrai pertanto chiarire quale è l'obiettivo della ricerca e potrai definire con più precisione una griglia di domande per le interviste con le organizzazioni.
Le interviste possono essere "quantitative" (e quindi dovrai cercare di intervistare tutte le organizzazioni presenti nel territorio) o "qualitative" (e quindi puoi scegliere alcuni soggetti [tra i 3 e i 5, ad esempio] ai quali fare una intervista più approfondita).
Pare opportuno coinvolgere direttamente l'assistente sociale o il responsabile dei servizi sociali del comune per confrontarti direttamente sulla realtà locale e farti una idea più precisa dei rapporti con le altre organizzazioni.
La tesi potrebbe svilupparsi quindi in due parti, una più generale/teorica in cui presenti le tipologie delle organizzazioni (l'ISTAT nel 1999 ha fatto un censimento delle organizzazioni non profit... potrebbe interessarti) e una seconda nella quale presenti la realtà concreta del tuo comune a partire dalle informazioni raccolte sul campo.
Pondera bene il tempo per fare il tutto! Buon lavoro,
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.20

data:  20 gennaio 2003
Salve a tutti mi chiamo Dajana e frequento la laurea di Servizio Sociale a Venezia, poiché a giorni dovrò iniziare la tesi avrei un disperato bisogno di aiuto nel costruire una scaletta e relativa bibliografia per la prof.ssa che mi seguirà che è del corso di Antropologia culturale.
I due temi a cui avevo pensato sono:
1. il tempo visione e utilizzo nelle varie culture "primitive" e in quella occidentale con particolare riferimento al tempo dedicato nel S.S. all'utente, alla famiglia al colloquio e agli altri strumenti operativi.
2. disagio psichico e marginalità sociale con un parallelo tra le varie culture, i tipi di cura e di lavoro che ne scaturiscono.
ringrazio moltissimo chiunque vorrà darmi delle indicazioni!grazie grazie grazie ancora e buon lavoro a tutti!!!
Dajana

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risposta n.1

data:  22 gennaio 2003
Gentile Dajana
che belle idee di tesi... il che non vuole dire anche che siano argomenti facili o facilmente dimostrabili.
In entrambi i casi devi decidere prima di tutto COSA vuoi dimostrare...
Prima ipotesi di tesi
bulletTempo: nodo critico nell'incontro tra servizi e famiglie straniere... (potrebbe essere un tema anche dimostrabile)
bulletForse va scelta una-due culture di riferimento (arabi,africani ecc. in base a esperienze di tirocinio o di osservazione in servizio )
bulletLa concezione del tempo in Europa
bulletLa concezione del tempo in Marocco, Ghana o altro (scegliere alcuni indicatori di base: tempo quotidiano, giornata o lavoro ecc.) V. bibliografie sul tempo e la sua dimensione culturale
bullet Il tempo nei servizi sociali: schemi e riferimenti (sarà difficile trovare bibliografia)
bulletIl tempo nell'incontro:
bulletdue tempi a confronto
bulletfamiglie straniere e servizi
bulletgli appuntamenti
bulletl'accesso
bulletsincronie - discronie.

Sarebbe più interessante e forse facile poter ragionare su uno/due casi di incontro (o scontro) tra tempi diversi di servizi e famiglie.

Seconda ipotesi di tesi
Analogamente alla precedente vanno  chiariti i termini della questione disagio psichico o di vita in culture diverse.
Alcuni indicatori di fenomeno culturale (questioni antropologiche di base come relativismo ed etnocentrismo )
La cura in Europa e in Italia
La cura in... (esempio: Ghana, Filippine,...) va scelto uno-due paese/culture di riferimento
Titolo possibile: La cura della persona straniera..
Per la bibliografia bisogna vedere Antropologia culturale, Etnopsichiatria..
Per la bibliografia puoi trovare diversi articoli interessanti pubblicati nella rivista "Animazione Sociale" del Gruppo Abele, il libro della Campanini e di Nathan (già indicati alla risposta alla domanda n.14), diverso materiale (comprese tesi) puoi trovarlo nel sito del Centro Studi Immigrazione di Verona.
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.19

data:  10 gennaio 2003
ciao a tutti,
sono Federica. vorrei preparare una tesi sull'inserimento lavorativo delle persone con la sindrome di down. ho difficoltà a trovare le linee del discorso da seguire e  il modo in cui impostare il lavoro (argomenti da trattare).
Potreste darmi alcuni suggerimenti e inviarmi se possibile una bibliografia. Spero in un vostro aiuto.
GRAZIE.  
Fede

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risposta n.1

data:  13 gennaio 2003
Ciao Federica,
diverse indicazioni su inserimento lavorativo per disabili sono state già date in domande inserite in questa stessa pagina... prova a vedere qualche spunto da lì. Suggerimenti su come costruire la tesi sono già presenti in  "indicazioni generali per costruire una tesi". Capirai bene che la bibliografia devi costruirla tu in base a quello che maggiormente ti può servire. Un buon metodo per farla è quello di leggere attentamente le bibliografie di articoli e testi che mano a mano troverai facendo la tua tesi ed andare a ricercare quindi i libri che maggiormente ti sembra si avvicinino ai tuoi obiettivi.
Altre idee sono:
Titolo possibile
"Sindrome Down: tra disabilità e lavoro"... oppure "L'avvio al lavoro per persone Down"
Prima parte:
cosa è la sindrome Down
quadri di riferimento con approccio statistico e sociologico,medico,psicologico,sociale
I dati del fenomeno all'osservazione di chi scrive (e fa ipotesi di lavoro sociale e-o di ricerca )
Seconda parte 
Il lavoro oggi:
anche qui dati generali (UFFICI DEL LAVORO,COLLOCAMENTO ECC,)
-Inserimento di persone disabili :leggi, normative ecc.
 -Situazione nel luogo di osservazione
Terza parte 
Disabile e lavoro 
Come sono possibili connessioni?
esperienze in corso o proposte possibili
(qui dovrebbe emergere l'utilità di un lavoro sociale professionale ecc. )
Buon lavoro
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.18

data:  6 gennaio 2003
salve a tutti! vorrei il vostro aiuto! devo iniziare la mia tesi di laurea sui "CENTRI DI SERVIZIO SOCIALE PER ADULTI" (C.S.S.A)...potreste darmi qualche utile suggerimento sui testi da consultare, sull'impostazione della tesi, su eventuali siti inerenti l'argomento...
ah! dimenticavo sono Laura! 
nb: complimenti x il sito!

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risposta n.1

data:  13 gennaio 2003
Ecco qualche idea:
per prima cosa andare al CSSA più vicino che ha sicuramente tutta la letteratura più recente e di settore. In genere le colleghe sono gentili e a disposizione.
- andare sui siti della Giustizia e delle pubblicazioni (elenco dei siti Web delle case editrici: A-L e M-Z )
- DECIDERE se vuoi fare una tesi compilativa, di ricerca o metodologica... ognuna delle tre possibilità apre a scelte tematiche diverse.
In sintesi gli esempi
1) Cosa e' il CSSA ecc.(banale?)
2) CSSA a confronto con leggi e territorio (potrebbe essere una ricerca in tre-quattro sedi per comparare dati e strategie)
3) Il metodo di lavoro sociale nel CSSA. Processi e strumenti.
Insomma.. vale la pena di raccogliere materiale,fonti possibili,idee... scegliere!
Leggi le istruzioni introduttive del nostro servizio!
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.17

data:  18 dicembre 2002
Ciao sono Angela, una studentessa di scienze dell' Educazione di Bari. Ieri ho inviato una domanda ma non compare qui di seguito nella pagina. Comunque avevo chiesto spunti e aiuti per quanto riguarda la mia tesi sull'handicap in Pedagogia speciale. Non so da dove partire ed è difficile per me scegliere anche il tema. in attesa di vostre possibili risposte vi ringrazio anticipatamente.

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risposta n.1

data:  29 gennaio 2003
Cara Angela, questo non è uno sportello che "sforna risposte" da un giorno all'altro... e questa cosa forse ti può servire proprio per riflettere meglio sul lavoro di tesi che TU dovrai fare. Il miglior consiglio che possiamo darti è di pensarci un po' su a questa tesi... Vai anche a vedere i suggerimenti che diamo per chi deve fare la tesi. E' importante che, essendo la TUA tesi, trovi da approfondire qualcosa che ti può piacere ed interessare... ovvio che quindi non possiamo essere noi a suggerirtelo! Quello che possiamo suggerirti invece è di cercare informazioni, leggere articoli, tesi... e in questo modo provare a "costruire" la tua ipotesi di tesi.
Alcune tesi le puoi trovare in Internet, oppure in biblioteca... Se guardi anche qui sotto trovi altre domande proprio sull'handicap con altri spunti di riflessione e link dove puoi trovare materiali senz'altro utili.
E quando avrai individuato meglio l'argomento della tesi, scrivici pure di nuovo, ma con domande maggiormente circoscritte!
Buon lavoro,
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  
 

 

domanda n.16

data:  30 novembre 2002
Ciao! sona una studentessa del 3° anno del Cdl in Servizio sociale a Ve e devo pensare a un'idea per la tesi!! in mente ho qualcosa, ma niente di specifico, mi interessa particolarmente questo argomento l'approccio e il lavoro di rete. per favore, datemi un'idea, uno spunto, qualcosa da cui potrei partire!!
grazie 1000!
Chiara Passarella

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risposta n.1

data:  13  gennaio  2003
Rete... per partire da lì bisogna forse:
bullet Leggere con attenzione due tre testi base (v. bibliografia scuola)
bullet Pensare alle fonti disponibili per NOI
bullet Pensare alle esperienze che possiamo utilizzare

e poi... l'ideazione è un'esperienza molto personale
Qualche idea..(nostra: e se non piacciono a te che la tesi dovrai scriverla ?)
- Il lavoro di rete: processi di lavoro nel servizio di territorio
- Minori e famiglia: il lavoro sociale di rete come approccio metodologico
- Territorio e rete: modelli a confronto
- Rete: teorie ed esperienze
Un bell'articolo con spunti interessanti e partiti dall'esperienza concreta è stato scritto da Edda Biancon. L'articolo ha il seguente titolo: "Fare e disfare il lavoro di rete. Storia di un ricamo collettivo" ed è stato pubblicato nel numero 8/9 del 2002 di Animazione Sociale e nel numero 89/90 di Polis, rivista dell'Osservatorio Politiche Sociali e Volontariato del Comune di Venezia.
Buon lavoro 
Ombretta e Vittorio 

risposta n.2

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domanda n.15

data:  24 novembre 2002
Salve a tutta la redazione. Sono una studentessa al terzo anno del corso di laurea Servizio Sociale a Bologna. Sto cercando materiale bibliografico sul tema della sordità e in particolare, sono interessata alla storia dei servizi per sordomuti in Italia. Potreste darmi qualche "dritta"?
Vi ringrazio anticipatamente
Francesca 

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risposta n.1

data:  29 gennaio 2003
Purtroppo non ti saremo di grande aiuto, nel senso che di tale argomento non sappiamo molto... speriamo che altri ti possano dare maggiori indicazioni. Nel "Siglario di Servizio Sociale" compare l'Ente Nazionale Protezione e Assistenza ai Sordomuti, nato nel 1942, a quanto ci risulta. Come competenza, almeno fino ad un paio di anni fa, era attribuita alle amministrazioni provinciali. Tanto di più non sappiamo dirti.
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.14

data:  19 novembre 2002

Salve!! Sono una studentessa in Servizio Sociale e sto x preparare la tesi col titolo (non definitivo)"LA SALUTE MENTALE DEI RIFUGIATI". Il mio relatore è un docente in psichiatria e vorrei da voi un suggerimento innovativo x far diventare questa tesi sperimentale (escludendo la somministrazione di questionari).
Vi ringrazio anticipatamente.
Adriana

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risposta n.1

data:  13 gennaio 2003
C'è tutto un filone molto nuovo e molto interessante di etnopsichiatria... e online gruppi di ricerca sul tema (Crinali? Arips?...Un gruppo di Torino + Un testo di Greenberg: Psicoanalisi dell'emigrazione..) Altro testo interessante è: NATHAN, Tobie (1993) Fier de n’avoir ni pays ni armis, quelle sottise c’était... Principes d’ethnopsychanalyse Èditions La Pensée Sauvage tr. it. (2001) Principi di etnopsicoanalisi Bollati Boringhieri, Torino, pp.116.
Ma si deve partire da "concetti di salute mentale" e "concetto di rifugiato", poi per far diventare la tesi un progetto di ricerca è necessario valutare e decidere uno spazio di contatto e studio con la realtà dei rifugiati (una comunità, una casa accoglienza, il dormitorio... valutando se uomini, donne, etnia ecc.).
Vale la pena di delimitare il campo di ricerca in base alle proprie disponibilità (tirocinio, servizio, ambiente personale) e ai permessi da chiedere e pensare poi a POCHE interviste approfondite su aree ritenute preliminarmente critiche dal punto di vista della salute mentale.
Un lavoro sperimentale deve partire da dati di ricerca NUOVI e se si scartano i questionari...
Una seconda idea più complessa forse è la comparazione tra concetti di salute mentale in Europa e in altre realtà, per esempio cosa è salute qui e cosa in Sud America o in Oriente? Medici,sacerdoti,sciamani.. ecc. Ma poi bisogna fare un collegamento con il Servizio sociale, dato che la tesi e' in questo e non in antropologia culturale. A questo proposito potrebbe tornarti utile questo testo: CAMPANINI, A.M. (a cura di) (2002) Il servizio sociale nella società multietnica. Prima accoglienza: problemi e prospettive Edizioni Unicoploi, Milano, pp.270
Ombretta e Vittorio  

risposta n.2

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domanda n.13

data:  13 novembre 2002
Ciao sono uno studente di sociologia vi sarei molto grato se mi aiutasse  a trovare degli spunti e del materiale per trattare la mia tesi sull'evoluzione dell'ufficio di collocamento (pubblico, privato e on line) aspetto vostre notizie e vi complimento per il servizio che offrite.
Michele

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risposta n.1

data:  13 gennaio 2003
Ciao Michele,
di questo argomento non sappiamo molto, quindi proviamo solo a suggerire qualcosa per cominciare. "Il lavoro in Italia" sembra il tema di partenza, che puoi trattare dal punto di vista sociologico, statistico, antropologico ecc.
Le forme di accesso al lavoro. Tradizione e trasformazione che potrebbe essere il passaggio dal collocamento consueto a forme di incontro domanda/offerta gestite da università, aziende, ecc.
Una ricerca sul campo, andando in un ufficio collocamento a vedere che succede, potrebbe servire e anche che potrebbe essere interessante pensare all'inserimento al lavoro per alcune fasce deboli... tipo agli immigrati. [per i disabili, abbiamo già dato indicazioni anche in altre occasioni sempre in questa rubrica] Questa scelta sposterebbe la tesi ad un'area specifica più facile da trattare.
Ciao, Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.12

data:  29 ottobre 2002
Ciao sono una laureanda in servizio sociale  presso l'università di ancona... sono nella più completa disperazione!!!!!!
Ho effettuato tirocinio al C.I.M e sarei felice di ringraziare chiunque di voi avesse materiale riguardante "il ruolo della famiglia nei servizi psichiatrici"
ciao!!! 
Sara
ps ma è normale l'impasse a due mesi dalla laurea?

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risposta n.1

data:  17 novembre 2002
Ciao,
la confusione va bene... sono i tempi che non tornano tanto. Non so se due mesi bastano per la tesi , solo per copiare ma neanche.
Qualche indicazione:
bulletscegli un tema e leggi o ricerca in relazione a quello
bulletPer la famiglia vedi "Famiglia e Servizio Sociale" della Astrolabio ,forse ti puoà essere utile anche guardare on line le pubblicazioni della Franco Angeli e della Nuova Italia... testi recenti.
bulletPer psichiatria..sei certa che al CIM non possano consigliarti?  ...Waslawik O ACKERMANN... o testi di Servizio sociale come quelli di Cellentani.

MA FINCHE' NON HAI DECISO IL TEMA ... non so bene cosa consigliare come fonte bibliografica. Raccogli  quindi le tue idee... e se voi scrivi di nuovo con le idee di indice
Ombretta

risposta n.2

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domanda n.11

data:  1 ottobre 2002
Ciao! sono una studentessa del Corso di laurea in Servizio Sociale, sto cercando una bibliografia su "come fare una tesi di laurea", vorrei sapere se esiste un testo specifico circa il mio corso di studi.
Grazie! 
Passarella Chiara

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risposta n.1

data:  1 novembre 2002
Esistono diversi testi su come fare una tesi di laurea, dai più generici a quelli più specifici (tipo laurea in materie letterarie, scientifiche eccetera). Per quanto ne sappiamo non ne esistono di specifici su "come fare una tesi di Laurea in Servizio Sociale".
Qualcosa puoi trovare tra i documenti nella rubrica tesi (se già non hai guardato) di "Spazio Studenti" all'indirizzo: http://www.serviziosociale.com/studenti/tesi.htm. Tra i vari documenti, "Bibliografando" tra spunto iniziale proprio da un vecchio libro di Umberto Eco [Eco, Umberto (1980) Come si fa una tesi di laurea. Le materie umanistiche  5^ ed. 1993, Milano, Bompiani].
Buona ricerca!
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.10

data:  6 ottobre 2002
Ciao! Sono Maria Laura e studio nella facoltà di scienze dell'educazione. Chi mi da qualche idea per la tesi che devo ancora proporre al prof? L'argomento è psicologia dell'handicap, ma non so che tema trattare. Ringrazio anticipatamente chi può darmi un aiuto,perché la ricerca del tema si è presentata più difficile del previsto.
Tutti gli spunti e anche i consigli saranno utili......
Ciao Mary

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risposta n.1

data:  21 ottobre 2002
Ciao Mary, ecco qualche idea:
bullet Handicap: cosa, come, handicap oggi ecc.
bullet fisico mentale relazionale ecc.
bullet dove: in che contesto e punto di osservazione.
bullet Handicap dal di dentro:
bullet costruzione esperienze e identità (ad esempio)
bullet oppure: fare e sapere in caso di... handicap motorio, psichico ecc.
bullet oppure: i dati del fenomeno (statistici, scuole ecc.) e un approccio sociologico

Questa parte generale può essere argomentata da più punti di vista.

bullet Handicap: la psicologia delle famiglie -anche qui si può utilizzare come chiave di lettura un'area specifica, ad esempio la scoperta dell'H, oppure vivere con un figlio H ecc.
Ci sono alcuni libri, come uno della Doris Lessing, che parlano proprio di questo e possono diventare strumento di rilettura professionale del tema.

Come sempre, conviene scegliere un tema e delimitarlo anche in base alle fonti disponibili e alla propria are