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a cura di Ombretta Okely e Vittorio Zanon

la consulenza che viene offerta in questa pagina funzionerà grazie al contributo di chi vorrà provare a rispondere alle domande che giungeranno, senza la preoccupazione di essere completamente esaurienti o del tutto competenti... ognuno può fornire la propria esperienza... un pezzettino di sé

 

Puoi inviare una tua domanda, che verrà riportata in questa pagina ed inoltrata alla Mailing List "ASitForum" ed ai curatori di questo servizio.
Le risposte che giungeranno verranno inserite di seguito alla domanda cui si riferiscono. Potranno quindi esservi anche più risposte ad una stessa domanda. 
Oltre a porre una domanda, puoi leggere i quesiti che altri hanno posto e decidere di essere tu stesso a rispondere.
Se vuoi puoi inviare una domanda oppure pattenzione: il servizio è sospesouoi rispondere ad un quesito dopo averlo letto.
 

ATTENZIONE: prima di inviare una domanda guarda se trovi già delle indicazioni utili tra le risposte già presenti nella pagina.
Tieni presenti le indicazioni generali per costruire una tesi e cerca di essere il più possibile chiaro e circoscritto rispetto al quesito posto.


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NOTA BENE: è gradito che i messaggi inviati siano firmati, mentre si ritiene opportuno evitare risposte agli indirizzi di posta elettronica personali, in quanto verrebbe a mancare l'utilità per tutti gli altri.

 

ATTENZIONE

Ciao a tutti, purtroppo questo servizio è sospeso, a causa delle sempre più frequenti richieste e della difficoltà a gestire in tempi accettabili tale servizio, che comporta una mole di lavoro non più compatibile con i ritagli di tempo che riuscivo a dedicarvi. Dopo un confronto con Ombretta Okely, che in nel corso di quasi 4 anni mi ha affiancato in tale servizio, ho deciso di sospendere il servizio di consulenze on-line alle tesi. Un po' alla volta cercherò di smaltire l'arretrato. Lasciamo comunque tutte le domande che sono pervenute in modo che rimangano a disposizione di tutti, con l'invito a chi vuole di fornire ulteriori risposte ai quesiti già presenti, così come a quelli più recenti. Ho comunque in cantiere una trasformazione e ripensamento del servizio, di cui darò successivamente comunicazione. Se hai delle richieste specifiche o delle esigenze/proposte rispetto a servizi di sostegno al percorso formativo, mettiti pure in contatto con me. Invito chi fosse interessato a un confronto su come fare la tesi, a rivolgersi comunque al forum legato al nostro sito. Grazie,

Vittorio Zanon
23 gennaio 2006

 

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domanda n.104

data:   16 novembre 2005
Ciao, sono Nicoletta, come argomento per la mia tesi di laurea mi piacerebbe trattare il problema della devianza minorile, concentrando l'attenzione sul ruolo che l'assistente sociale svolge in questo ambito. Ho bisogno di suggerimenti, consigli e di materiale bibliografico.
Grazie.
Nicoletta

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risposta n.1

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risposta n.2

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domanda n.103

data:   8 novembre 2005
Ciao a tutti,
sono Marina Fusina, studentessa del corso di laurea in Scienze del Servizio Sociale a Verona.
Mi accingo a preparare la tesi che ha per argomento l'adozione a distanza.
Ho fatto delle ricerche, ma sono riuscita a trovare pochissimo materiale che parla dell'argomento. Qualcosa ho trovato sui vari siti internet di associazioni o enti che se ne occupano, ma vi sarei grata se qualcuno mi potesse inviare info o riferimenti bibliografici.
Ringraziando anticipatamente, vi mando un cordiale saluto
Marina

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risposta n.1

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risposta n.2

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domanda n.102

data:   1 novembre 2005
Salve, sono Cinzia e sono una studentessa iscritta al Terzo anno di Scienze del Servizio Sociale. Sto pensando alla mia tesi e vorrei affrontare l'argomento dell'Interruzione volontaria di gravidanza in particolare delle donne straniere (africane). E' un argomento un pò difficile, ma per fortuna ho trovato come relatrice una professoressa molto disponibile. Il problema è il fatto di non trovare moltissime informazioni al riguardo se non su siti internet (e anche lì le informazioni non sono proprio complete...). Mi rivolgo a Voi perchè mi diate un consiglio sui luoghi in cui cercare (testi o siti internet o articoli in cui tale argomento sia affrontato in modo abbastanza esaustivo).

Grazie mille!!! Cinzia

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risposta n.1

data:   7 gennaio 2005
Ciao Cinzia,
la tesi che hai scelto ha un argomento interessante. Diversi siti (da cui trarre materiale informativo) possono essere di vari osservatori sull'immigrazione. Un sito dal quale partire può essere proprio quello dell'Osservatorio Studi Immigrazione della Provincia di Venezia. Altra cosa che ti segnaliamo, è la tesi di Marta Malinverno su Immigrazione e maternità, che può essere utile per inquadrare l'esperienza della maternità nell'esperienza migratoria (la tesi è scaricabile dal nostro sito, e ti raccomandiamo la citazione delle fonti). Ovviamente cerca in biblioteche universitarie, guardando non solo libri di testo ma anche riviste specialistiche, che sicuramente hanno del materiale. Come le Riviste del nostro settore che ormai di questo tema trattano. Va poi definita meglio l'area di provenienza delle donne africane: non è la stessa cosa parlare di donne magrebine, dell'Africa subsahariana o della costa orientale... insomma, sicuramente ci sono delle differenze (culturali, religiose, di modelli di riferimento...) rispetto all'approccio alla maternità ed all'uso dell'IVG, così come le cause, o anche, l'uso di altri modi (non sempre legali) di eseguire le interruzioni di gravidanza. Se riesci a definire meglio un campo di ricerca Sarai facilitata nella raccolta di dati o testimonianze.
In ogni caso, per avere dati più precisi ed aggiornati, potrebbe essere davvero interessante andare a fare delle interviste presso i consultori (pubblici e privati) ed i reparti di ginecologia degli ospedali per rendersi meglio conto del fenomeno e di come viene vissuto ed affrontato anche da chi vi si trova quotidianamente a contatto. Dipende sempre dalla scelta iniziale,se tesi storica e di ricerca, compilativa o tesi sperimentale e sul campo... ma dipende anche da quello che cerchi di dimostrare.
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.101

data:   26 settembre 2005
Ciao sono una laureanda della facoltà di sociologia della Sapienza, la mia tesi è sulla legge 328/00 ed il ruolo comunicativo che gli enti, associazioni e agenzie preposte ad erogare i servizi sociali, hanno con gli utenti. Sulla legge ho trovato molto materiale, ma sull'aspetto comunicativo no!
mi potete aiutare? Grazie....
Gabry

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risposta n.1

data:   16 novembre 2005

Ciao Gabriella,
la tua ipotesi di tesi (scusa il bisticcio) è interessante. La parte sulla comunicazione sociale, interna ed esterna, e sul ruolo che questa ha negli enti pubblici ci pare esista abbastanza materiale generale teorico (i testi di studio di scienze della comunicazione, della formazione ecc. sono un primo riferimento, inoltre e basta andare in una buona libreria univeristaria per trovare ampi riferimenti sul tema comunicazione, anzi forse fin troppi riferimenti).
Inoltre le riviste professionali del settore sociale abbastanza parlano di 328 e dei problemi attuali di applicazione: quindi parti prima con una ricerca bibliografica e di fonti, poi, forse, con la messa a fuoco di quel che succede in un determinato ente o territorio...
e, in aggiunta, si potrebbe pensare ai nuovi strumenti comunicativi attivati dall'uso del WEB (siti istituzionali ecc.), alle carte dei servizi, i prodotti dei vari enti pubblici ecc.
buon lavoro
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.100

data:   23 settembre 2005
Ciao a tutti.
Sono studente di sociologia al secondo anno.volevo fare la tesi o su situazione degli immigrati nel trentino,...o etichettamento sociale o anche confronto impatto della societa trentina con gli extracomunitari.secondo voi cosa ne pensate I materiali li trovo.
Vi ringrazio tanto.

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risposta n.1

data:   16 novembre 2005

l'ipotesi che ti sei fatto è ancora molto ampia, e prima di definire meglio il tema di ricerca e gli ambiti forse ti conviene leggere ciò che è stato pubblicato e/o prodotto anche nel tuo territorio su questo. Ci sembra che questo lavoro preliminare di ricerca sulle fonti possibili potrà poi meglio orientarti su un fronte o l'altro del tuo lavoro.
La tesi, come spesso diciamo, è un argomento che viene sostenuto e dimostrato con una serie di argomentazioni teoriche, pratiche e di ricerca, ma va sempre coordinata al percorso di studi e ad un obiettivo; quindi se vuoi scegliere uno o l'altro dei due possibili itinerari ci puoi riuscire solo DOPO aver cercato ciò che altri ricercatori hanno già pubblicato.
A noi pare che, tra l'altro, qui il vantaggio potrebbe essere l'ambito territoriale circoscritto, che consente spazi di ricerca meglio orientati.
ciao
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.99

data:   21 settembre 2005
Ciao a tutti sono CETTY, come argomento per la mia tesi di laurea mi piacerebbe trattare alcuni problemi attualissimi che le famiglie moderne si trovano a dover affrontare con i propri figli. Nello specifico i due temi che vorrei scegliere riguardano l’alcooldipendenza e la tossicodipendenza, naturalmente vorrei concentrare l'attenzione sul ruolo che l'Assistente Sociale può e deve svolgere con le famiglie. Pensate siano due temi abbastanza interessanti, oppure potreste consigliarmene altri più attuali?
Inoltre, dovrei fare una tesi sperimentale e mi chiedevo se oltre ai giovani dovrei intervistare altre persone, se i SERT della mia zona mi forniscono materiale statistico……?!!!
Devo confessarvi che sono molto confusa e avrei tanto bisogno di suggerimenti, consigli, spunti, materiale bibliografico da leggere………Confido in voi e vi ringrazio anticipatamente,cordiali saluti Cetty.

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risposta n.1

data:   16 novembre 2005

Ciao Cetty,
il tema che hai individuato può sicuramente essere interessante, molto dipende poi da come riesci ad affrontarlo. A nostro avviso il fatto che sei motivata ed hai la possibilità di trattare una cosa che ti interessa, è già una buona premessa per trattare l'argomento con interesse.
Ci pare che dovresti concentrare l'argomento in qualcosa di specifico: all'interno del fenomeno della dipendenza, scegli un tema (alcol, droga, videogiochi...)
E' interessante la relazione tra assistente sociale e la famiglia: attraverso dei contatti con operatori potresti vedere quali le relazioni che si instaurano, quali le proposte e i tipi di intervento che si fanno... e anche ipotizzare un confronto tra metodologie ed interventi a seconda delle dipendenze e a seconda delle zone (è possibile che il Ser.T. X intervenga in n modo mentre il Ser.T. Y in un altro).
Se concentri la tesi su un territorio specifico, cerca di individuare dei testimoni "privilegiati", per cui oltre ai giovani, gli spazi e luoghi aggregativi: scuole, bar, locali, parrocchie, società sportive, cinema, discoteche, forze dell'ordine, servizi sociali, associazioni... e capire da dove raccogliere informazioni...
ciao
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  16 novembre 2005
Ciao Cetty,
trovo il tema della dipendenza molto interessante e lo considero sempre attuale, anche in rapporto alla famiglia.
Anch'io ho fatto la tesi sulla dipendenza, ma l'ho considerata insieme al carcere. Dovrei fare mente locale e rispolverarla un attimo per darti direttamente qualche titolo che trattava anche della famiglia.
Sui dati statistici posso dirti che al Ser.T. di Piacenza sono elaborati da un sociologo, che si occupa anche del sistema informativo del servizio, e che potrebbe essere una buona fonte di informazione. Magari funziona così anche nel tuo territorio. E cmq saranno fondamentali anche gli operatori stessi, con me lo sono stati anche sulla statistica. Loro mi hanno fornito alcuni dati e documentazioni e li ho analizzati io direttamente.
Se ti servono chiarimenti, per quel che posso, mi trovi su Asit o su anita23@tele2.it
In bocca al lupo!!
anita

risposta n.3

data:  
 

 

domanda n.98

data:   16 settembre 2005
Ciao a tutti m kiamo mariarosaria e sto x laurearmi a bari e diventerò così asssistente sociale.Avrei bisogno del vostro aiuto.Il vostro sito m è d grande aiuto x farmi 1 idea sulla tesi da preparare e sn in cerca d consigli validi.Vorrei ke la mia tesi trattasse il confronto tra la donna cattolica (soprattutto del sud-Italia) e la donna islamica (soprattutto immigrata in Italia), i loro problemi e le loro condizioni fuori e dentro la sfera familiare.V prego aiutatemi!!Grazie mille in anticipo!!

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risposta n.1

data:   16 novembre 2005

Ciao Mariarosaria,
ti suggeriamo di dare un taglio un po' specifico ma anche di "raddrizzare" un po' il lavoro che vuoi fare: va bene il confronto tra le due realtà che vuoi descrivere (donna cattolica del Sud e donna islamica immigrata), ma devi chiarire quale è l'obiettivo che vuoi dare alla tesi. Prova comunque a rileggere le indicazioni di massima che diamo su come si fa la tesi.
Dovresti studiare un po' meglio il fenomeno in termini statistici, sociologici e culturali (e la cosa può assumere anche dimensioni molto ampie) per poi abbozzare successivamente quello che potrebbe divenire il lavoro di tesi. Cerca quindi di focalizzare l'attenzione su alcuni aspetti specifici (per esempio i punti in comune, oppure l'educazione dei figli, o ancora le violenze domestiche, le relazioni con l'esterno, le modalità di accesso ai servizi...).
ciao
ombretta e vittorio

risposta n.2

data:  
 

 

domanda n.97

data:   26 agosto 2005
Sono laureanda alla facoltà di giurisprudenza di Bari, l'argomento della mia tesi riguarda "l'esecuzione forzata dei provvedimenti civili relativi alla persona del minori", vorrei avere del materiale da cui poter attingere documentazione e soprattutto quale è la posizine dei servizi sociali in merito, avendo saputo che ultimamente c'è un attento dibattito sull' argomento.
Grazie per l'aiuto.
Maria

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risposta n.1

data:  17/10/2005

Ciao,
interpreto la domanda riferita a provvedimenti emessi dai Tribunali per i Minorenni, e la possibile risposta può ricalcare la diversità rispetto ad alcuni orientamenti da parte dei differenti Tribunali, ma anche da parte dei differenti servizi.
Si riscontra infatti spesso che piu' che un modello ormai siamo a modalità organizzative/culturali di impostazione variabili secondo i tribunali...
Bisognerebbe capire se vuoi fare una tesi compilativa (e forse non trovi molto... vai a vedere il sito www.minoriefamiglia.it per iniziare una ricerca...) e/o una ricerca su come i Tribunale per i Minorenni e i  servizi agiscono nel loro concreto (e in questo caso dovresti cercare di analizzare dei casi concreti, anche attraverso interviste e raccolta di documentazione dai servizi e dal Tribunale).
Potrebbe essere Teorie ed esperienze..una parte su cosa dicono i testi, una su cosa è l'esperienza di...
O anche provare a riproporre a differenti servizi dei modelli di decreti, per analizzare come i differenti servizi si muoverebbero per l'esecuzione di tali provvedimenti.

ciao
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  
 

 

domanda n.96

data:   23 agosto 2005
Ciao! Mi chiamo elena e sono una laureanda in economia aziendale. La mia tesi di leurea tratta l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Ho già discusso il contesto normativo (es. L. 381/91) e cercavo materiale riguardo la letteratura che ha trattato questo argomento. Mi potete aiutare? Magari indicandomi qualcghe sito o titoli di libri al riguardo. Vi ringrazio moltissimo!!ciao!
Elena

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risposta n.1

data:  11 settembre 2005

ciao, Elena,
l'argomento che tratti nella tua tesi ha già avuto, proprio in questo nostro spazio di consulenza, altre indicazioni di materiale e di siti specifici, in particolare riguardanti l'inserimento lavorativo di persone con disabilità. Ti suggeriamo quindi di andare a rileggere le risposte già date ad altre domande (a partire dalla n.1 e n.2, ma anche altre). Rispetto alla ricerca di ulteriore materiale, prova a cercare anche in biblioteche di servizio sociale, dove potrai trovare riviste specializzate che abbiano trattato l'argomento del quale ti vuoi occupare. Il trucco è, ogni volta che si trova un testo o un articolo utile, andare a riprendere la bibliografia dove si possono ritrovare ulteriori indicazioni bibliografiche.
ciao
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  
 

 

domanda n.95

data:   5 luglio 2005
Salve, sono una ragazza che frequenta il terzo anno della facoltà di scienze del servizio sociale. Dovrei cominciare a fare la tesi e l'argomento è "L'impatto psicosociale dell'obesità" Poteti dirmi cosa devo consulate o se c'è qualche sito che mi può aiutare? Io non ho proprio materiale. Grazie

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risposta n.1

data:  10 agosto 2005

ciao, come ti chiami???
un po' sorpresi da questo titolo che poco ci racconta di cosa e perché è stato scelto. Decisione tua, di un docente, di un tutor, esperienza che hai visto in tirocinio..??? probabilmente rispondere a queste domande potrebbe già servirti come prima indicazione...  e anche a noi che cerchiamo di rispondere :-))) Potresti cominciare a pensare a che tipo di fenomeno è l'obesità (fisico, psichico, relazionale, culturale ecc. dipende dai punti di vista come dagli approcci al problema..) Su questo ci vengono in mente alcuni testi relativi al "corpo" compreso uno molto famoso, forse di U.Galimberti, e altri in genere usati in psicologia sociale e come riferimenti teorici della comunicazione non verbale (consulta i TUOI testi di riferimento e bibliografia... potrebbero esserci) Poi, ci pare, devi come sempre scegliere (dopo un'impostazione generale del tema) da che punto di vista ragionare sul tema psicosociale: l'obesità a scuola, nel lavoro, in famiglia, nella costruzione di coppia..ecc.ecc... oppure obesità e adolescenza ecc.ecc.
E' un tema intrigante e difficile, comincia a leggere testi, a scrivere/segnare cio' che ti piace o interessa, a fare schede sui punti che potrai riprendere..a decidere se /come cercare fonti e documenti diretti. Molti suggerimenti si ripetono per tutte le nostre risposte, anche perché fanno parte non di un sapere preconfezionato ma di un metodo di lavoro che fa da filo conduttore... quindi usa del tempo ora per leggere altre risposte del sito e per vedere i consigli di base che diamo fin dall'inizio (albero idee ecc.) buon lavoro
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.94

data:   5 luglio 2005
Buongiorno mi chiamo Rossella e sto preparando la tesi di terzo anno di servizio sociale. Mi piacerebbe trattare il pronto intervento sociale previsto dalla l. 328/00 dato che è un tema originale ma non riesco a trovare materiale sufficiente. Mi interesserebbe la legislazione di riferimento e magari fare un confronto tra alcune esperienze italiane. Ancora non ho deciso come impostare la tesi di preciso. Vi ringrazio molto.
Rossella Pin

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risposta n.1

data:  10 agosto 2005

ciao Rossella,
è in effetti un argomento nuovo... di cui probabilmente farai fatica a trovare documentazione. C'è un numero unico di "La professione sociale" N. 22 del 2001 che parla proprio di questo attraverso il resoconto di un convegno: potrebbe esserti utile per cominciare ad orientarti su questo nuovo tema. Dopo di che pensiamo necessario:

bulletuna parte legislativa di orientamento generale (cosa si intende ecc.)
bulletuna parte metodologica (come dovrebbe essere, o cosa si puo' progettare in base alla legge e al mandato istituzionale...)
bulletuna parte ricavata da esperienza o testimonianze, interviste, questionari, visite ad enti... (sappiamo che il servizio infanzia e adolescenza del Comune di Venezia stava ipotizzando tempo fa di istituire un servizio di pronto intervento sociale, se vuoi prova a metterti in contatto)

Non sappiamo dove stai frequentando e quali potrebbero essere le tue "fonti" informative; in genere sono nell'ambito delle esperienze di tirocinio o dei legami già costruiti con il mondo della professione, e i tutor possono dare una mano proprio per questo. Salvo che, come altri, utilizzi Asit ed i nostri forum per raccogliere informazioni..
buon lavoro
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.93

data:   7 giugno 2005
Salve mi chiamo Silvia e frequento il 3 anno del corso di laurea in servizio sociale dell'univ.di trieste...mi accingo a preparare la tesi...e ho deciso di trattare un argomento che per ora non ho ancora visto sviluppare.."i minori scomparsi"...ma mi trovo in difficoltà ad inquadrare il discorso in relazione all'assistente sociale...mi potete consigliare in che modo svilupparla?..secondo voi quale disciplina dovrebbe insegnare il docente in grado di seguire il mio lavoro?ringrazio per qualsiasi consiglio!!
Silvia Di Capua

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risposta n.1

data:  3 luglio 2005

Ciao Ruben
innanzitutto non farti prendere dal panico: nella discussione della tesi tu dovresti essere più esperto dei professori sull'argomento che presenti, visto che l'hai scritto tu, quindi sarai in grado di affrontare anche altre domande... certo, un problema può essere in effetti rappresentato dal tempo, che non sarà molto, a quanto dici... ma in genere, appunto, il tempo di presentazione non è molto. Una sessione di tesi prevede abbastanza studenti e ognuno ha un suo tempo. Cerca quindi di focalizzarti su una presentazione schematica del lavoro di tesi e soffermati magari su alcuni punti che più ritieni significativi, nuovi o che hai cercato di dimostrare. Se sarai in grado di "catturare" l'attenzione di chi ti ascolta, potresti suscitare anche domande interessanti che ti diano modo di illustrare ulteriori aspetti...
...un consiglio in più è quello di andare a vedere delle discussioni di tesi di altri, per farsi una idea più precisa di quello che si affronterà.
ombretta e vittorio

risposta n.2

data:  4 luglio 2005

Caro Ruben.
Francamente è difficile risponderti, in quanto non si coglie il senso "vero" dalla tua domanda. Ad ogni caso mi permetto di risponderti su due livelli:
il primo: se vuoi essere "rassicurato" sul fatto di superare lo "step" della tesi, beh, par di capire che è già tutto spianato, tantopiù che ti si concede pochi minuti per l'esposizione. Come dire: "è già tutto fatto, è una modalità, sbrigati che c'è la coda". E' un messaggio che spesso vedo inviato dall'Università, il quale, se facilita lo studente, banalizza lo stesso significato del c.d. "esame finale": di ciò, personalmente, mi dispiace. E' un pò come alla scuola-guida: se per l'esame per la patente ti capitano quiz facili invece di quelli "tosti", sei pur contento, basta che ti danno la patente. Il problema però è se ci capitano poi con l'auto le "situazioni toste"..........
il secondo: se il lavoro di tesi è ricerca, spesso il primo per lo studente, io mi sentirei offeso per la proposta e PRETENDEREI più tempo, visto che il senso della prova non è la mera esposizione di un "temino", ma la "discussione", appunto, di tesi e controtesi. Se la tesi è ricerca, essa è finalizzata ad un apporto teorico-pratico alla professione, essa può/deve essere poi diffusa, magari pubblicata...... Il problema, semmai, è quello di "non farsi rubare" la tesi dal docente....... Se ti trovi in questa situazione, hai tutta la legittimità per "mediare" sull'esame. Ne hai tutti i diritti.
Ergo: dipende da te, dall'immagine professionale che pensi di indossare, dal senso che tu dai alla ricerca e quindi alla tesi. Non si tratta di scegliere tra "vie brevi" ("faccio l'esame e via") e "vie lunghe" ("chi me lo fa fare?"), ma del fatto di dire anche tu la tua rispetto al lavoro che hai fatto. Se dai a questo valore, pretendi spazio, anche per capire, nella dissertazione, se hai fatto un bel lavoro o detto solo "fregnacce". Se non ne dai, nè l'Università lo pretende (ahimè), va bene, metti in fila ........e che Dio te la mandi buona (non per l'esame, per la vita...).
Con i migliori auguri.
Ugo Albano

risposta n.3

data:  

 

 

domanda n.92

data:   30 giugno 2005
Salve mi chiamo Silvia e frequento il 3 anno del corso di laurea in servizio sociale dell'univ.di trieste...mi accingo a preparare la tesi...e ho deciso di trattare un argomento che per ora non ho ancora visto sviluppare.."i minori scomparsi"...ma mi trovo in difficoltà ad inquadrare il discorso in relazione all'assistente sociale...mi potete consigliare in che modo svilupparla?..secondo voi quale disciplina dovrebbe insegnare il docente in grado di seguire il mio lavoro?ringrazio per qualsiasi consiglio!!
Silvia Di Capua

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risposta n.1

data:   4 luglio 2005
ciao Silvia,
dipende da come vuoi impostare il lavoro, se più con un taglio di tipo psicologico, o sociologico (uno studio del fenomeno rispetto alle cause e, ad esempio, su come attuare politiche di controllo e riduzione del fenomeno, o politiche di rete e coordinamento tra scuola/famiglia/organi di controllo ecc), oppure più legato alla professione: come si può porre l'operatore di fronte a tale fenomeno (qui potresti pensare di fare delle interviste a servizi sociali che si occupano di minori e famiglia, per raccogliere dei dati, capire l'incidenza del fenomeno rispetto alla percezione nei servizi e metodo di lavoro... oppure puoi pensare ad una indagine sociale e una giudiziaria, incrociando organi diversi con funzioni di sostegno e controllo) o ancora, dal punto di vista del diritto: la normativa, la relazione con le forze dell'ordine e le procure (TM e ordinaria), quali azioni possono essere attuate (di ricerca, repressione e persecuzione...). O ancora, la relazione verso la famiglia del minore...
E' evidente che a seconda del taglio che decidi di dare al tuo lavoro (e possono venirtene in mente anche altri), dovrai avere un approccio diverso al fenomeno che vuoi analizzare e può cambiare anche la scelta del docente al quale chiedere di farti da relatore.
ciao
ombretta e vittorio

risposta n.2

data:  4 luglio 2005

Complimenti per il tema che si vuole affrontare, davvero una scelta intelligente. In questo caso di consiglierei di contattare un docente di diritto. Poi ti spiego perchè.
Il tema è più che mai attuale, specialmente a livello internazionale, ove sono tanti i bambini scomparsi (o venduti) per scopi illeciti, dalla pedopornografia all'accattonaggio. Ti conviene quindi prima fare una ricerca di sfondo sul fenomeno, per poi circoscriverlo al nostro Paese. Da noi, per esempio, c'è la trasmissione "chi l'ha visto" di rai3 che ha anche un sito con la lista degli scomparsi, tra cui anche minori: il fenomeno c'è, utile sarebbe - per la tesi- sentire (o intervistare) questi giornalisti che se ne occupano, semplicemente per capire "cosa" ci sia dietro, spesso il minore scompare perchè scappa, non è che viene rapito... il "lupo" non è l'uomo nero esterno, ma a casa...
Fotografato il fenomeno, io cercherei di capire qual'è l'iter che segue ad una "segnalazione di scomparsa": se chiedi qualche intervista all'Ufficio-Minori della questura di Trieste (tantopiù che è zona di passaggio...), sicuramente ti spiegheranno. Il problema, probabilmente, non sarà del "minore italiano", ma di quello straniero, su cui interviene un "buco legislativo" pur in presenza di accordi internazionali: è per questo che il docente di diritto è il più indicato.
Minori stranieri e servizio sociale: io cercherei di ipotizzare questo binomio e svilupparlo come possibile prassi del servizio sociale. P.e.: l'a.s. come può avere un ruolo in quest'ambito, magari per "ricucire" il rapporto bambino scomparso-famiglia? Perchè non ipotizzare un servizio sociale presso la Polizia (all'ufficio minori della Questura, per esempio) per offrire una chiara competenza relazionale in questi casi (invece del poliziotto)? Ti conviene quindi prima chiarirti le idee, creare una traccia di lavoro e (solo) poi cercare il docente.
Sarebbe comunque davvero una bella tesi degna di pubblicazione. Facci sapere.
Ugo Albano

risposta n.2

data:  

 

 

domanda n.91

data:   13 giugno 2005
Ciao,sono un laureando in scienze dell’educazione (uno dei pochi di sesso maschile!!!). Devo elaborare la mia tesi, avevo scelto di parlare della società multiculturale, ma il relatore dice che è un tema poco adatto. Mi ha consigliato di parlare soprattutto dell’educatore professionale. Come potrei riuscire a metterlo in relazione con la tematica da me scelta?Suggeritemi qualcosa,grazie!
Mimmo

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risposta n.1

data:  3 luglio 2005
Ciao Mimmo,
l'educazione e la multiculturalità (o interculturalità: alcuni autori ne sottolineano le differenze), sono sicuramente temi che possono essere messi in relazione. In letteratura puoi trovare diversi testi su questo argomento, così come davvero molti siti dedicati a tale fenomeno, che potresti trattare da molteplici angolature (educazione interculturale nelle scuole, l'educazione all'intercultura nei servizi, esperienze di educazione in culture specifiche, le diversità delle impostazioni educative e formative negli immigrati di una o più nazionalità...). Le possibilità davvero sono molte e, come spesso, ti consigliamo di riflettere un po' di più sulle motivazioni che ti hanno spinto a orientare la tua scelta su questo argomento e quindi a metterle in relazione proprio con la tua esperienza personale ed il ruolo dell'educatore professionale...
Probabilmente il tuo relatore ha avuto qualche perplessità proprio perché l'argomento è davvero vasto e va messo a fuoco un punto di vista , oltre che la connessione con il lavoro dell'educatore professionale. Prova a pensare, anche, alle esperienze di tirocinio, se possono diventare una "fonte informativa" rispetto a questo tema: potrebbe essere che in una prima parte della tesi lavori alle definizioni e approcci teorici, in una seconda invece raccogli dalla tua esperienza cosa si può usare, oppure puoi pensare ad una scaletta di interviste sul tema in alcuni "luoghi educativi", che però vanno scelti in base a criteri di metodo (area territoriale, tipo di comunità, scuole superiori o nidi...). Delimita e scegli quel che puoi trattare con la tua esperienza.
Buon lavoro,
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  

 

 

domanda n.90

data:   28 maggio 2005
Ciao sono Antonella una studentessa del 3°anno del corso di laurea in servizio sociale. Da molto penso al tema della tesi e ho cercato di orientarmi sugli argomenti che potevano stimolarmi e incuriosirmi maggiormente, perciò ho proposto alla docente di fare una ricerca sul campo quindi una parte teorica e una di interviste. Ho scelto di basarmi sulla teoria dell'etichettamento sociale per dimostrare come le risposte da parte della società ma anche dei servizi sociali possano dare delle risposte che confermano l'identità deviante delle persone assistite. Tale teoria infatti parla di categorie di persone etichettate al quale viene confermata una certa identità. Rispetto ai servizi volevo orientarmi sul metodo professionale e di come possa, se non vengono incentivate le risorse della persona, mantenere i clienti nel circuito deviante creando interventi su casi che non si chiudono mai... Ho scoperto poi che L.Bini ha affrontato un tipo di ricerca detta "biografica" proprio sulle carriere devianti e basata sulla stessa teoria ma non riesco a trovare bibliografia. Se qualcuno ha consigli e suggerimenti di ogni tipo per trovare qualcosa che possa essermi utile e per circoscrivere maggiormente l'argomento ne sarei felicissima perché ...ho tante idee ma devo sicuramente concretizzarle di più ! Grazie e complimenti per il sito!!!!
Antonella

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risposta n.1

data:  3 luglio 2005
Ciao Antonella,
non abbiamo ancora letto il testo di Laura Bini, ma si può davvero riflettere su una impostazione "assistenzialista" che spesso ci si trova ad assumere come a.s. nei servizi, impostazione che, spesso perdendo l'individualità della persona, porta alla erogazione di risposte/prestazioni preconfezionate, uno standard di risposta che è a volte inserito in mandati istituzionali e che spesso non fa altro che mantenere la persona nello stato di necessità e dipendenza, confermando in qualche modo l'utente nella propria posizione di necessità e marginalità. E questo accade anche al di fuori di problematiche di devianza, ma anche solo nella marginalità, povertà culturale ecc. La "conferma" da parte dei servizi è un rischio abbastanza presente, e, dal punto di vista teorico, sia le teorie sistemiche sul "paziente designato" che le teorie psicoanalitiche, sul tema della dipendenza, possono dare spunti e chiavi di lettura, forse delle piste da esplorare meglio con le interviste. Ci sembra importante di pensare bene come e a chi sottoporre l'intervista (stessa zona, stessi servizi, stessi tipologie di professionisti... raccogliendo anche dati su età, percorso formativo... va fatta una scelta! e anche questa aiuta o può aiutare la tua ricerca ).
ciao e buon lavoro
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.89

data:   6 maggio 2005
Ciao!Sono una studentessa del terzo anno e avevo intenzione di fare una tesi sulla metodologia di progetto nel lavoro dell'assistente sociale.
Qualcuno può darmi qualche indicazione bibliografica o di articoli sul tema??
Grazie!!!

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risposta n.1

data:  28 giugno 2005
ciao gentile sconosciuta utente del nostro servizio..
la tua lettera è davvero ridotta all'essenziale..e sul tema progettazione ci sarebbe invece molto da dire,come metodo di lavoro che attraversa i percorsi quotidiani del servizio sociale.
Testi :di recente su Asit sono stati segnalati una serie di testi,anche recenti,da cui partire :potresti iniziare da "Costruire e valutare progetti nel sociale "di Leone/Prezza della Franco Angeli,dove troverai rimandi ad altre bibliografie.
Inoltre abbastanza di frequente le riviste del campo (Prospettive sociali e sanitarie, Animazione sociale, La Rassegna di S.S.) hanno documenti o articoli su questo tema.
Aggiungiamo un consiglio,sempre lo stesso ..definisci meglio il campo di ricerca e quello che vuoi dimostrare e argomentare :diverso è parlare e scrivere di progetti relativi alla casistica,o al servizio di assistenza domiciliare, o alla costruzione di reti per..
Solo meglio definendo il "focus"del tuo interesse.. riuscirai a fare il tuo progetto di tesi
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.88

data:   3 maggio 2005
Salve a tutti.. in primis vorrei dire che questo sito mi sembra un’utile giuda per mettere fuoco su tutte quelle idee che girano nella testolina di ogni laureando.. Sono Angela e vi scrivo con l’auspicio che qualcuno possa darmi giuste indicazioni o informazioni su materiale ( testi, riviste, documentari ) da consultare come pura fonte di ricerca sull’argomento su cui si baserà la mia tesi…ossia la donna, il suo ruolo o la sua posizione, nell’ambito dell’organizzazione dei servizi sociali.. Spero mi possiate aiutare…grazie per l’attenzione
Angela

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risposta n.1

data:  27 maggio 2005
ciao Angela,
è un tema interessante e anche ancora abbastanza nuovo.. ricordiamo come fonti iniziali:
bullet uno o due articoli su prospettive sociali e sanitarie (senti la rivista o in biblioteca universitaria..)
bullet un libro della Franco Angeli sul lavoro di cura
bullet Capranico, Sergio (1992) In cosa posso servirla. Idee e cultura per le organizzazioni di servizio Guerrini e Associati, Milano, pp.223
bulletverso la metà degli anni '90 c'era stato presso l'università di Perugia un simposio internazionale proprio sul ruolo della donna nei servizi sociali (prova a contattare l'università per vedere se hanno atti o materiale)
bullet anni fa era uscito anche un testo di C.Capello (Torino) sul lavoro di cura..

Il tema è all'intreccio tra dimensioni di genere, esercizio di professionalità, organizzazioni del lavoro.
Lo puoi argomentare e trattare a fronte di un obiettivo della tua ricerca come, ad esempio:

bullet le donne assistenti sociali e l'influenza di genere nel lavoro
bullet donne al lavoro: la scelta dell'assistente sociale (più su motivazioni e attese..)
bullet assistenti sociali e "dirigenti": percorsi e rischi (il capo donna... nel lavoro sociale)
bullet la dimensione di genere nella professione sociale..

Come vedi ogni titolo sottolinea un'angolatura del lavoro della tua tesi e, se cominci a leggere un primo testo, forse ti potrai orientare tra molte cose.
Non dimenticare che le interviste possono essere un buono strumento d'indagine o fonte informativa quanto i testi o le bibliografie.
Buon lavoro
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

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domanda n.87

data:   24 aprile 2005
Ciao sono Giorgia laureanda in scienze dell'Educazione, indirizzo educatore professionale, devo cominciare una tesi che riguarda l'Aids e la sieropositività in gravidanza, anche se non ho ancora un titolo definito. Tratterò naturalmente della malattia, il contagio, la trasmissione materno-fetale, i rischi del neonato, le terapie attuali ecc.. Oltre che dal punto di vista medico-sanitario, dovrei affrontare l'argomento, anche in un'ottica psico-educativa e quindi il counseling alle donne sieropositive gravide e come vengono seguite in questa fase delicata e rischiosa. Mi rendo conto che la tematica è abbastanza vasta ma vorrei centrare dei punti definiti per non perdermi in lungaggini, insomma per non confondermi... Avete qualche consiglio e idea per un'eventuale scaletta degli argomenti, una traccia che potrei seguire?
Grazie e complimenti per il sito!
Giorgia

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risposta n.1

data:  23 maggio 2005
E' un tema interessante e complesso, e il counseling in queste situazioni ci sembra un tema di particolare delicatezza. Ci pare che questa articolazione vada su uno specifico da individuare in un campo molto vasto e su cui trovare le fonti non è semplice, salvo trovare operatori del settore disponibili ad interviste e riflessioni che possano fare da guida iniziale. Ci viene in mente solo di individuare due o al massimo tre punti critici su questo , come ad esempio:
bullet la sensibilizzazione educativa e sanitaria e i suoi strumenti, che facilitano la prima conoscenza e orientamento alle donne in difficoltà
bullet il tema dell'"aggancio" tra operatori e donne sieropositive e gravide -le strategie a disposizione :servizi e operatori
bullet il counseling nell'area specifica: nodi e snodi..

Ognuno di questi argomenti ne apre molti altri
Ombretta e Vittorio 

risposta n.2

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domanda n.86

data:   22 marzo 2005
Ciao a tutti! Sono alle prese con la tesi e mi rendo conto ke nn è facile!!Sn una studentessa di psicologia e ho due idee ke potrei sviluppare ma nn so ke aspetti approfondire. Un argomento è la tossicodipendenza e la genitorialità e l'altro è la tossicodipendenza e il carcere con riferimento alle misure alternative. Sarei grata a chiunque può darmi una mano,
Giulia

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risposta n.1

data:  10 aprile 2005
Ciao Giulia,
entrambi sono temi interessanti da argomentare, ma si tratta di decidere prima di tutto QUALE vuoi fare o quale puoi fare: per intenderci vale forse la pena di capire, e solo tu puoi farlo, dove hai trovato esperienze, agganci, fonti informative, bibliografie... l'ideazione si deve confrontare con i dati di realtà relativi a ricerche, tirocini, volontariato, esperienze e passioni personali... tutto ciò che ti può facilitare nella ricerca integrata di teorie e pratiche relative a ciò che vuoi dimostrare. Come altre volte suggeriamo, comincia a "pensare intorno" a questi temi: forse uno dei due diventerà un buon argomento di ricerca.
Ciao
Ombretta e Vittorio

risposta n.2

data:  11/04/2005

per Giulia
intanto potrebbe dare un'occhiata al sito www.ristretti.it e se trovo riferimenti bibliografici farò sapere
in bocca al lupo,
Chiara

risposta n.3

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domanda n.85

data:   4 marzo 2005
Ciao sono Angela una studentessa del Corso di Laurea in Servizio Sociale. Innanzitutto voglio farvi i miei più vivi complimenti per la realizzazione di questo sito, che mi ha aiutato a chiarire tante idee durante il mio percorso formativo. Ormai sono alle prese con la tesi e sembra che abbia trovato un argomento che non è stato ancora trattato, anche se non so se effettivamente può essere attinente al mio corso di laurea, a detta della prof. pare di si. Si tratta della cooperazione per lo sviluppo. Ora sto cercando di stilare una scaletta e delle idee omogenee. Vorrei trovare un legame con la professione di assistente sociale, ma l'unica idea che mi viene in mente per ora è legata ai principi stilati nel Codice Deontologico.
Sono un po' impanicata, perché mi sembra di girare a vuoto e di non riuscire a trovare quell'idea che mi soddisfi in pieno. Grazie mille per la vostra disponibilità!
Angela