a cura di Ombretta Okely e
Vittorio Zanon
|
la consulenza che
viene offerta in questa pagina funzionerà grazie al contributo di
chi vorrà provare a rispondere alle domande che giungeranno, senza
la preoccupazione di essere completamente esaurienti o del tutto
competenti... ognuno può fornire la propria esperienza... un pezzettino
di sé
|
|
|
Puoi inviare una tua domanda, che verrà riportata
in questa pagina ed inoltrata alla Mailing List "ASitForum" ed ai curatori
di questo servizio.
Le risposte che giungeranno verranno inserite di seguito
alla domanda cui si riferiscono. Potranno quindi esservi anche più risposte
ad una stessa domanda.
Oltre a porre una domanda,
puoi leggere i quesiti che altri hanno posto e decidere di essere
tu stesso a rispondere.
Se vuoi puoi inviare una
domanda oppure p uoi rispondere ad un quesito dopo averlo letto.
ATTENZIONE:
prima di inviare una domanda guarda se trovi già delle indicazioni
utili tra le risposte già presenti nella pagina.
Tieni presenti
le indicazioni generali per costruire una tesi e
cerca di essere il più possibile chiaro e circoscritto rispetto al quesito
posto.
se hai già
finito la tesi, mandacene una copia così la inseriamo nella
raccolta tesi
del nostro sito!
|
NOTA BENE:
è gradito che i messaggi inviati siano firmati, mentre si ritiene opportuno evitare risposte
agli indirizzi di posta elettronica personali, in quanto verrebbe
a mancare l'utilità per tutti gli altri.
|
Ciao a tutti, purtroppo
questo servizio è sospeso,
a causa delle sempre più frequenti richieste e della difficoltà a gestire
in tempi accettabili tale servizio, che comporta una mole di lavoro non
più compatibile con i ritagli di tempo che riuscivo a dedicarvi. Dopo un
confronto con Ombretta Okely, che in nel corso di quasi 4 anni mi ha
affiancato in tale servizio, ho deciso di sospendere il servizio di
consulenze on-line alle tesi. Un po' alla volta cercherò di smaltire
l'arretrato. Lasciamo comunque tutte le domande che sono pervenute in modo
che rimangano a disposizione di tutti, con l'invito a chi vuole di fornire
ulteriori risposte ai quesiti già presenti, così come a quelli più
recenti. Ho comunque in cantiere una trasformazione e ripensamento del
servizio, di cui darò successivamente comunicazione. Se hai delle
richieste specifiche o delle esigenze/proposte rispetto a servizi di
sostegno al percorso formativo,
mettiti pure in contatto con me. Invito chi fosse interessato a un
confronto su come fare la tesi, a rivolgersi comunque al
forum legato
al nostro sito. Grazie,
Vittorio Zanon
23 gennaio 2006
|
|
domanda n.104
|
data: 16 novembre 2005 |
Ciao, sono Nicoletta, come
argomento per la mia tesi di laurea mi piacerebbe trattare il problema
della devianza minorile, concentrando l'attenzione sul ruolo che
l'assistente sociale svolge in questo ambito. Ho bisogno di suggerimenti,
consigli e di materiale bibliografico.
Grazie.
Nicoletta |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data:
|
|
|
|
risposta n.2
|
data: |
| |
|
domanda n.103
|
data: 8 novembre 2005 |
Ciao a tutti,
sono Marina Fusina, studentessa del corso di laurea in Scienze del
Servizio Sociale a Verona.
Mi accingo a preparare la tesi che ha per argomento l'adozione a
distanza.
Ho fatto delle ricerche, ma sono riuscita a trovare pochissimo materiale
che parla dell'argomento. Qualcosa ho trovato sui vari siti internet di
associazioni o enti che se ne occupano, ma vi sarei grata se qualcuno mi
potesse inviare info o riferimenti bibliografici.
Ringraziando anticipatamente, vi mando un cordiale saluto
Marina |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data:
|
|
|
|
risposta n.2
|
data: |
| |
|
domanda n.102
|
data: 1 novembre 2005 |
Salve, sono Cinzia e sono una
studentessa iscritta al Terzo anno di Scienze del Servizio Sociale. Sto
pensando alla mia tesi e vorrei affrontare l'argomento dell'Interruzione
volontaria di gravidanza in particolare delle donne straniere (africane).
E' un argomento un pò difficile, ma per fortuna ho trovato come relatrice
una professoressa molto disponibile. Il problema è il fatto di non
trovare moltissime informazioni al riguardo se non su siti internet (e
anche lì le informazioni non sono proprio complete...). Mi rivolgo a Voi
perchè mi diate un consiglio sui luoghi in cui cercare (testi o siti
internet o articoli in cui tale argomento sia affrontato in modo
abbastanza esaustivo).
Grazie mille!!! Cinzia |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data:
7 gennaio 2005 |
Ciao Cinzia,
la tesi che hai scelto ha un argomento interessante. Diversi siti (da cui
trarre materiale informativo) possono essere di vari osservatori
sull'immigrazione. Un sito dal quale partire può essere proprio quello
dell'Osservatorio Studi Immigrazione della Provincia di Venezia. Altra
cosa che ti segnaliamo, è la tesi di Marta Malinverno su Immigrazione e
maternità, che può essere utile per inquadrare l'esperienza della
maternità nell'esperienza migratoria (la tesi è scaricabile dal nostro
sito, e ti raccomandiamo la citazione delle fonti). Ovviamente cerca in
biblioteche universitarie, guardando non solo libri di testo ma anche
riviste specialistiche, che sicuramente hanno del materiale. Come le
Riviste del nostro settore che ormai di questo tema trattano. Va poi
definita meglio l'area di provenienza delle donne africane: non è la
stessa cosa parlare di donne magrebine, dell'Africa subsahariana o della
costa orientale... insomma, sicuramente ci sono delle differenze
(culturali, religiose, di modelli di riferimento...) rispetto
all'approccio alla maternità ed all'uso dell'IVG, così come le cause, o
anche, l'uso di altri modi (non sempre legali) di eseguire le
interruzioni di gravidanza. Se riesci a definire meglio un campo di
ricerca Sarai facilitata nella raccolta di dati o testimonianze.
In ogni caso, per avere dati più precisi ed aggiornati, potrebbe essere
davvero interessante andare a fare delle interviste presso i consultori
(pubblici e privati) ed i reparti di ginecologia degli ospedali per
rendersi meglio conto del fenomeno e di come viene vissuto ed affrontato
anche da chi vi si trova quotidianamente a contatto. Dipende sempre dalla
scelta iniziale,se tesi storica e di ricerca, compilativa o tesi
sperimentale e sul campo... ma dipende anche da quello che cerchi di
dimostrare.
Ombretta e Vittorio |
|
risposta n.2
|
data: |
| |
|
domanda n.101
|
data: 26 settembre 2005 |
Ciao sono una laureanda della
facoltà di sociologia della Sapienza, la mia tesi è sulla legge 328/00 ed
il ruolo comunicativo che gli enti, associazioni e agenzie preposte ad
erogare i servizi sociali, hanno con gli utenti. Sulla legge ho trovato
molto materiale, ma sull'aspetto comunicativo no!
mi potete aiutare? Grazie....
Gabry |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data:
16 novembre 2005 |
|
Ciao Gabriella,
la tua ipotesi di tesi (scusa il bisticcio) è interessante. La parte sulla
comunicazione sociale, interna ed esterna, e sul ruolo che questa ha negli
enti pubblici ci pare esista abbastanza materiale generale teorico (i testi di
studio di scienze della comunicazione, della formazione ecc. sono un primo
riferimento, inoltre e basta andare in una buona libreria univeristaria per
trovare ampi riferimenti sul tema comunicazione, anzi forse fin troppi
riferimenti).
Inoltre le riviste professionali del settore sociale abbastanza parlano di 328
e dei problemi attuali di applicazione: quindi parti prima con una ricerca
bibliografica e di fonti, poi, forse, con la messa a fuoco di quel che succede
in un determinato ente o territorio...
e, in aggiunta, si potrebbe pensare ai nuovi strumenti comunicativi attivati
dall'uso del WEB (siti istituzionali ecc.), alle carte dei servizi, i prodotti
dei vari enti pubblici ecc.
buon lavoro
Ombretta e Vittorio
|
|
risposta n.2
|
data: |
| |
|
domanda n.100
|
data: 23 settembre 2005 |
Ciao a tutti.
Sono studente di sociologia al secondo anno.volevo fare la tesi o su
situazione degli immigrati nel trentino,...o etichettamento sociale o
anche confronto impatto della societa trentina con gli extracomunitari.secondo
voi cosa ne pensate I materiali li trovo.
Vi ringrazio tanto. |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data:
16 novembre 2005 |
|
l'ipotesi che ti sei
fatto è ancora molto ampia, e prima di definire meglio il tema di ricerca e
gli ambiti forse ti conviene leggere ciò che è stato pubblicato e/o prodotto
anche nel tuo territorio su questo. Ci sembra che questo lavoro preliminare di
ricerca sulle fonti possibili potrà poi meglio orientarti su un fronte o
l'altro del tuo lavoro.
La tesi, come spesso diciamo, è un argomento che viene sostenuto e dimostrato
con una serie di argomentazioni teoriche, pratiche e di ricerca, ma va sempre
coordinata al percorso di studi e ad un obiettivo; quindi se vuoi scegliere
uno o l'altro dei due possibili itinerari ci puoi riuscire solo DOPO aver
cercato ciò che altri ricercatori hanno già pubblicato.
A noi pare che, tra l'altro, qui il vantaggio potrebbe essere l'ambito
territoriale circoscritto, che consente spazi di ricerca meglio orientati.
ciao
Ombretta e Vittorio
|
|
risposta n.2
|
data: |
| |
|
domanda n.99
|
data: 21 settembre 2005 |
Ciao a tutti sono CETTY, come
argomento per la mia tesi di laurea mi piacerebbe trattare alcuni
problemi attualissimi che le famiglie moderne si trovano a dover
affrontare con i propri figli. Nello specifico i due temi che vorrei
scegliere riguardano l’alcooldipendenza e la tossicodipendenza,
naturalmente vorrei concentrare l'attenzione sul ruolo che l'Assistente
Sociale può e deve svolgere con le famiglie. Pensate siano due temi
abbastanza interessanti, oppure potreste consigliarmene altri più
attuali?
Inoltre, dovrei fare una tesi sperimentale e mi chiedevo se oltre ai
giovani dovrei intervistare altre persone, se i SERT della mia zona mi
forniscono materiale statistico……?!!!
Devo confessarvi che sono molto confusa e avrei tanto bisogno di
suggerimenti, consigli, spunti, materiale bibliografico da
leggere………Confido in voi e vi ringrazio anticipatamente,cordiali saluti
Cetty. |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data:
16 novembre 2005 |
|
Ciao Cetty,
il tema che hai individuato può sicuramente essere interessante, molto dipende
poi da come riesci ad affrontarlo. A nostro avviso il fatto che sei motivata
ed hai la possibilità di trattare una cosa che ti interessa, è già una buona
premessa per trattare l'argomento con interesse.
Ci pare che dovresti concentrare l'argomento in qualcosa di specifico:
all'interno del fenomeno della dipendenza, scegli un tema (alcol, droga,
videogiochi...)
E' interessante la relazione tra assistente sociale e la famiglia: attraverso
dei contatti con operatori potresti vedere quali le relazioni che si
instaurano, quali le proposte e i tipi di intervento che si fanno... e anche
ipotizzare un confronto tra metodologie ed interventi a seconda delle
dipendenze e a seconda delle zone (è possibile che il Ser.T. X intervenga in n
modo mentre il Ser.T. Y in un altro).
Se concentri la tesi su un territorio specifico, cerca di individuare dei
testimoni "privilegiati", per cui oltre ai giovani, gli spazi e luoghi
aggregativi: scuole, bar, locali, parrocchie, società sportive, cinema,
discoteche, forze dell'ordine, servizi sociali, associazioni... e capire da
dove raccogliere informazioni...
ciao
Ombretta e Vittorio
|
|
risposta n.2
|
data: 16 novembre 2005 |
Ciao Cetty,
trovo il tema della dipendenza molto interessante e lo considero sempre
attuale, anche in rapporto alla famiglia.
Anch'io ho fatto la tesi sulla dipendenza, ma l'ho considerata insieme al
carcere. Dovrei fare mente locale e rispolverarla un attimo per darti
direttamente qualche titolo che trattava anche della famiglia.
Sui dati statistici posso dirti che al Ser.T. di Piacenza sono elaborati
da un sociologo, che si occupa anche del sistema informativo del
servizio, e che potrebbe essere una buona fonte di informazione. Magari
funziona così anche nel tuo territorio. E cmq saranno fondamentali anche
gli operatori stessi, con me lo sono stati anche sulla statistica. Loro
mi hanno fornito alcuni dati e documentazioni e li ho analizzati io
direttamente.
Se ti servono chiarimenti, per quel che posso, mi trovi su Asit o su
anita23@tele2.it
In bocca al lupo!!
anita |
|
risposta n.3
|
data: |
| |
|
domanda n.98
|
data: 16 settembre 2005 |
|
Ciao a tutti m kiamo mariarosaria
e sto x laurearmi a bari e diventerò così asssistente sociale.Avrei
bisogno del vostro aiuto.Il vostro sito m è d grande aiuto x farmi 1 idea
sulla tesi da preparare e sn in cerca d consigli validi.Vorrei ke la mia
tesi trattasse il confronto tra la donna cattolica (soprattutto del
sud-Italia) e la donna islamica (soprattutto immigrata in Italia), i loro
problemi e le loro condizioni fuori e dentro la sfera familiare.V prego
aiutatemi!!Grazie mille in anticipo!! |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data:
16 novembre 2005 |
|
Ciao Mariarosaria,
ti suggeriamo di dare un taglio un po' specifico ma anche di "raddrizzare" un
po' il lavoro che vuoi fare: va bene il confronto tra le due realtà che vuoi
descrivere (donna cattolica del Sud e donna islamica immigrata), ma devi
chiarire quale è l'obiettivo che vuoi dare alla tesi. Prova comunque a
rileggere le indicazioni di massima che diamo su come si fa
la tesi.
Dovresti studiare un po' meglio il fenomeno in termini statistici, sociologici
e culturali (e la cosa può assumere anche dimensioni molto ampie) per poi
abbozzare successivamente quello che potrebbe divenire il lavoro di tesi.
Cerca quindi di focalizzare l'attenzione su alcuni aspetti specifici (per
esempio i punti in comune, oppure l'educazione dei figli, o ancora le violenze
domestiche, le relazioni con l'esterno, le modalità di accesso ai servizi...).
ciao
ombretta e vittorio
|
|
risposta n.2
|
data: |
| |
|
domanda n.97
|
data: 26 agosto 2005 |
Sono laureanda alla facoltà di
giurisprudenza di Bari, l'argomento della mia tesi riguarda "l'esecuzione
forzata dei provvedimenti civili relativi alla persona del minori",
vorrei avere del materiale da cui poter attingere documentazione e
soprattutto quale è la posizine dei servizi sociali in merito, avendo
saputo che ultimamente c'è un attento dibattito sull' argomento.
Grazie per l'aiuto.
Maria |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data:
17/10/2005 |
|
Ciao,
interpreto la domanda riferita a provvedimenti emessi dai Tribunali per i
Minorenni, e la possibile risposta può ricalcare la diversità rispetto ad
alcuni orientamenti da parte dei differenti Tribunali, ma anche da parte dei
differenti servizi.
Si riscontra infatti spesso che piu' che un modello ormai siamo a modalità
organizzative/culturali di impostazione variabili secondo i tribunali...
Bisognerebbe capire se vuoi fare una tesi compilativa (e forse non trovi
molto... vai a vedere il sito
www.minoriefamiglia.it per iniziare una ricerca...) e/o una ricerca su
come i Tribunale per i Minorenni e i servizi agiscono nel loro concreto
(e in questo caso dovresti cercare di analizzare dei casi concreti, anche
attraverso interviste e raccolta di documentazione dai servizi e dal
Tribunale).
Potrebbe essere Teorie ed esperienze..una parte su cosa dicono i testi, una su
cosa è l'esperienza di...
O anche provare a riproporre a differenti servizi dei modelli di decreti, per
analizzare come i differenti servizi si muoverebbero per l'esecuzione di tali
provvedimenti.
ciao
Ombretta e Vittorio
|
|
risposta n.2
|
data: |
| |
|
domanda n.96
|
data: 23 agosto 2005 |
Ciao! Mi chiamo elena e sono una
laureanda in economia aziendale. La mia tesi di leurea tratta
l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Ho già discusso il
contesto normativo (es. L. 381/91) e cercavo materiale riguardo la
letteratura che ha trattato questo argomento. Mi potete aiutare? Magari
indicandomi qualcghe sito o titoli di libri al riguardo. Vi ringrazio
moltissimo!!ciao!
Elena |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data:
11 settembre 2005 |
|
ciao, Elena,
l'argomento che tratti nella tua tesi ha già avuto, proprio in questo nostro
spazio di consulenza, altre indicazioni di materiale e di siti specifici, in
particolare riguardanti l'inserimento lavorativo di persone con disabilità. Ti
suggeriamo quindi di andare a rileggere le risposte già date ad altre domande
(a partire dalla n.1 e n.2, ma anche altre). Rispetto alla ricerca di
ulteriore materiale, prova a cercare anche in biblioteche di servizio sociale,
dove potrai trovare riviste specializzate che abbiano trattato l'argomento del
quale ti vuoi occupare. Il trucco è, ogni volta che si trova un testo o un
articolo utile, andare a riprendere la bibliografia dove si possono ritrovare
ulteriori indicazioni bibliografiche.
ciao
Ombretta e Vittorio
|
|
risposta n.2
|
data: |
| |
|
domanda n.95
|
data: 5 luglio 2005 |
|
Salve, sono una ragazza che
frequenta il terzo anno della facoltà di scienze del servizio sociale.
Dovrei cominciare a fare la tesi e l'argomento è "L'impatto psicosociale
dell'obesità" Poteti dirmi cosa devo consulate o se c'è qualche sito che
mi può aiutare? Io non ho proprio materiale. Grazie |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data:
10 agosto 2005 |
|
ciao, come ti
chiami???
un po' sorpresi da questo titolo che poco ci racconta di cosa e perché è stato
scelto. Decisione tua, di un docente, di un tutor, esperienza che hai visto in
tirocinio..??? probabilmente rispondere a queste domande potrebbe già servirti
come prima indicazione... e anche a noi che cerchiamo di rispondere
:-))) Potresti cominciare a pensare a che tipo di fenomeno è l'obesità
(fisico, psichico, relazionale, culturale ecc. dipende dai punti di vista come
dagli approcci al problema..) Su questo ci vengono in mente alcuni testi
relativi al "corpo" compreso uno molto famoso, forse di U.Galimberti, e altri
in genere usati in psicologia sociale e come riferimenti teorici della
comunicazione non verbale (consulta i TUOI testi di riferimento e
bibliografia... potrebbero esserci) Poi, ci pare, devi come sempre scegliere
(dopo un'impostazione generale del tema) da che punto di vista ragionare sul
tema psicosociale: l'obesità a scuola, nel lavoro, in famiglia, nella
costruzione di coppia..ecc.ecc... oppure obesità e adolescenza ecc.ecc.
E' un tema intrigante e difficile, comincia a leggere testi, a
scrivere/segnare cio' che ti piace o interessa, a fare schede sui punti che
potrai riprendere..a decidere se /come cercare fonti e documenti diretti.
Molti suggerimenti si ripetono per tutte le nostre risposte, anche perché
fanno parte non di un sapere preconfezionato ma di un metodo di lavoro che fa
da filo conduttore... quindi usa del tempo ora per leggere altre risposte del
sito e per vedere i consigli di base che diamo fin
dall'inizio (albero idee ecc.) buon lavoro
Ombretta e Vittorio
|
|
risposta n.2
|
data: |
| |
|
domanda n.94
|
data: 5 luglio 2005 |
Buongiorno mi chiamo Rossella e
sto preparando la tesi di terzo anno di servizio sociale. Mi piacerebbe
trattare il pronto intervento sociale previsto dalla l. 328/00 dato che è
un tema originale ma non riesco a trovare materiale sufficiente. Mi
interesserebbe la legislazione di riferimento e magari fare un confronto
tra alcune esperienze italiane. Ancora non ho deciso come impostare la
tesi di preciso. Vi ringrazio molto.
Rossella Pin |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data:
10 agosto 2005 |
|
ciao Rossella,
è in effetti un argomento nuovo... di cui probabilmente farai fatica a trovare
documentazione. C'è un numero unico di "La professione sociale" N. 22 del 2001
che parla proprio di questo attraverso il resoconto di un convegno: potrebbe
esserti utile per cominciare ad orientarti su questo nuovo tema. Dopo di che
pensiamo necessario:
 | una parte
legislativa di orientamento generale (cosa si intende ecc.) |
 | una parte
metodologica (come dovrebbe essere, o cosa si puo' progettare in base
alla legge e al mandato istituzionale...) |
 | una parte
ricavata da esperienza o testimonianze, interviste, questionari, visite
ad enti... (sappiamo che il servizio infanzia e adolescenza del Comune
di Venezia stava ipotizzando tempo fa di istituire un servizio di
pronto intervento sociale, se vuoi prova a metterti in contatto) |
Non sappiamo dove
stai frequentando e quali potrebbero essere le tue "fonti" informative; in
genere sono nell'ambito delle esperienze di tirocinio o dei legami già
costruiti con il mondo della professione, e i tutor possono dare una mano
proprio per questo. Salvo che, come altri, utilizzi
Asit ed
i nostri
forum per raccogliere informazioni..
buon lavoro
Ombretta e Vittorio
|
|
risposta n.2
|
data: |
| |
|
domanda n.93
|
data: 7 giugno 2005 |
Salve mi chiamo Silvia e frequento
il 3 anno del corso di laurea in servizio sociale dell'univ.di trieste...mi
accingo a preparare la tesi...e ho deciso di trattare un argomento che
per ora non ho ancora visto sviluppare.."i minori scomparsi"...ma mi
trovo in difficoltà ad inquadrare il discorso in relazione all'assistente
sociale...mi potete consigliare in che modo svilupparla?..secondo voi
quale disciplina dovrebbe insegnare il docente in grado di seguire il mio
lavoro?ringrazio per qualsiasi consiglio!!
Silvia Di Capua |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data:
3 luglio 2005 |
|
Ciao Ruben
innanzitutto non farti prendere dal panico: nella discussione della tesi tu
dovresti essere più esperto dei professori sull'argomento che presenti, visto
che l'hai scritto tu, quindi sarai in grado di affrontare anche altre
domande... certo, un problema può essere in effetti rappresentato dal tempo,
che non sarà molto, a quanto dici... ma in genere, appunto, il tempo di
presentazione non è molto. Una sessione di tesi prevede abbastanza studenti e
ognuno ha un suo tempo. Cerca quindi di focalizzarti su una
presentazione schematica del lavoro di tesi e soffermati magari su alcuni
punti che più ritieni significativi, nuovi o che hai cercato di dimostrare. Se sarai in grado di "catturare"
l'attenzione di chi ti ascolta, potresti suscitare anche domande interessanti
che ti diano modo di illustrare ulteriori aspetti...
...un consiglio in più è quello di andare a vedere delle discussioni di tesi
di altri, per farsi una idea più precisa di quello che si affronterà.
ombretta e
vittorio
|
|
risposta n.2
|
data: 4
luglio 2005 |
|
Caro Ruben.
Francamente è difficile risponderti, in quanto non si coglie il senso
"vero" dalla tua domanda. Ad ogni caso mi permetto di risponderti su due
livelli:
il primo: se vuoi essere "rassicurato" sul fatto di superare lo "step"
della tesi, beh, par di capire che è già tutto spianato, tantopiù che ti
si concede pochi minuti per l'esposizione. Come dire: "è già tutto fatto,
è una modalità, sbrigati che c'è la coda". E' un messaggio che spesso
vedo inviato dall'Università, il quale, se facilita lo studente,
banalizza lo stesso significato del c.d. "esame finale": di ciò,
personalmente, mi dispiace. E' un pò come alla scuola-guida: se per
l'esame per la patente ti capitano quiz facili invece di quelli "tosti",
sei pur contento, basta che ti danno la patente. Il problema però è se ci
capitano poi con l'auto le "situazioni toste"..........
il secondo: se il lavoro di tesi è ricerca, spesso il primo per lo
studente, io mi sentirei offeso per la proposta e PRETENDEREI più tempo,
visto che il senso della prova non è la mera esposizione di un "temino",
ma la "discussione", appunto, di tesi e controtesi. Se la tesi è ricerca,
essa è finalizzata ad un apporto teorico-pratico alla professione, essa
può/deve essere poi diffusa, magari pubblicata...... Il problema, semmai,
è quello di "non farsi rubare" la tesi dal docente....... Se ti trovi in
questa situazione, hai tutta la legittimità per "mediare" sull'esame. Ne
hai tutti i diritti.
Ergo: dipende da te, dall'immagine professionale che pensi di indossare,
dal senso che tu dai alla ricerca e quindi alla tesi. Non si tratta di
scegliere tra "vie brevi" ("faccio l'esame e via") e "vie lunghe" ("chi
me lo fa fare?"), ma del fatto di dire anche tu la tua rispetto al lavoro
che hai fatto. Se dai a questo valore, pretendi spazio, anche per capire,
nella dissertazione, se hai fatto un bel lavoro o detto solo "fregnacce".
Se non ne dai, nè l'Università lo pretende (ahimè), va bene, metti in
fila ........e che Dio te la mandi buona (non per l'esame, per la
vita...).
Con i migliori auguri.
Ugo
Albano |
|
risposta n.3
|
data:
|
|
|
|
domanda n.92
|
data: 30 giugno 2005 |
Salve mi chiamo Silvia e frequento
il 3 anno del corso di laurea in servizio sociale dell'univ.di trieste...mi
accingo a preparare la tesi...e ho deciso di trattare un argomento che
per ora non ho ancora visto sviluppare.."i minori scomparsi"...ma mi
trovo in difficoltà ad inquadrare il discorso in relazione all'assistente
sociale...mi potete consigliare in che modo svilupparla?..secondo voi
quale disciplina dovrebbe insegnare il docente in grado di seguire il mio
lavoro?ringrazio per qualsiasi consiglio!!
Silvia Di Capua |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data:
4 luglio 2005 |
ciao Silvia,
dipende da come vuoi impostare il lavoro, se più con un taglio di tipo
psicologico, o sociologico (uno studio del fenomeno rispetto alle cause
e, ad esempio, su come attuare politiche di controllo e riduzione del
fenomeno, o politiche di rete e coordinamento tra scuola/famiglia/organi
di controllo ecc), oppure più legato alla professione: come si può porre
l'operatore di fronte a tale fenomeno (qui potresti pensare di fare delle
interviste a servizi sociali che si occupano di minori e famiglia, per
raccogliere dei dati, capire l'incidenza del fenomeno rispetto alla
percezione nei servizi e metodo di lavoro... oppure puoi pensare ad una
indagine sociale e una giudiziaria, incrociando organi diversi con
funzioni di sostegno e controllo) o ancora, dal punto di vista del
diritto: la normativa, la relazione con le forze dell'ordine e le procure
(TM e ordinaria), quali azioni possono essere attuate (di ricerca,
repressione e persecuzione...). O ancora, la relazione verso la famiglia
del minore...
E' evidente che a seconda del taglio che decidi di dare al tuo lavoro (e
possono venirtene in mente anche altri), dovrai avere un approccio
diverso al fenomeno che vuoi analizzare e può cambiare anche la scelta
del docente al quale chiedere di farti da relatore.
ciao
ombretta e vittorio |
|
risposta n.2
|
data:
4 luglio 2005 |
|
Complimenti per il tema che si
vuole affrontare, davvero una scelta intelligente. In questo caso di
consiglierei di contattare un docente di diritto. Poi ti spiego perchè.
Il tema è più che mai attuale, specialmente a livello internazionale, ove
sono tanti i bambini scomparsi (o venduti) per scopi illeciti, dalla
pedopornografia all'accattonaggio. Ti conviene quindi prima fare una
ricerca di sfondo sul fenomeno, per poi circoscriverlo al nostro Paese.
Da noi, per esempio, c'è la trasmissione "chi l'ha visto" di rai3 che ha
anche un sito con la lista degli scomparsi, tra cui anche minori: il
fenomeno c'è, utile sarebbe - per la tesi- sentire (o intervistare)
questi giornalisti che se ne occupano, semplicemente per capire "cosa" ci
sia dietro, spesso il minore scompare perchè scappa, non è che viene
rapito... il "lupo" non è l'uomo nero esterno, ma a casa...
Fotografato il fenomeno, io cercherei di capire qual'è l'iter che segue
ad una "segnalazione di scomparsa": se chiedi qualche intervista
all'Ufficio-Minori della questura di Trieste (tantopiù che è zona di
passaggio...), sicuramente ti spiegheranno. Il problema, probabilmente,
non sarà del "minore italiano", ma di quello straniero, su cui interviene
un "buco legislativo" pur in presenza di accordi internazionali: è per
questo che il docente di diritto è il più indicato.
Minori stranieri e servizio sociale: io cercherei di ipotizzare questo
binomio e svilupparlo come possibile prassi del servizio sociale. P.e.:
l'a.s. come può avere un ruolo in quest'ambito, magari per "ricucire" il
rapporto bambino scomparso-famiglia? Perchè non ipotizzare un servizio
sociale presso la Polizia (all'ufficio minori della Questura, per
esempio) per offrire una chiara competenza relazionale in questi casi
(invece del poliziotto)? Ti conviene quindi prima chiarirti le idee,
creare una traccia di lavoro e (solo) poi cercare il docente.
Sarebbe comunque davvero una bella tesi degna di pubblicazione. Facci
sapere.
Ugo
Albano |
|
risposta n.2
|
data:
|
|
|
|
domanda n.91
|
data: 13 giugno 2005 |
Ciao,sono un laureando in scienze
dell’educazione (uno dei pochi di sesso maschile!!!). Devo elaborare la
mia tesi, avevo scelto di parlare della società multiculturale, ma il
relatore dice che è un tema poco adatto. Mi ha consigliato di parlare
soprattutto dell’educatore professionale. Come potrei riuscire a metterlo
in relazione con la tematica da me scelta?Suggeritemi qualcosa,grazie!
Mimmo |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data: 3
luglio 2005 |
Ciao Mimmo,
l'educazione e la multiculturalità (o interculturalità: alcuni autori ne
sottolineano le differenze), sono sicuramente temi che possono essere
messi in relazione. In letteratura puoi trovare diversi testi su questo
argomento, così come davvero molti siti dedicati a tale fenomeno, che
potresti trattare da molteplici angolature (educazione interculturale
nelle scuole, l'educazione all'intercultura nei servizi, esperienze di
educazione in culture specifiche, le diversità delle impostazioni
educative e formative negli immigrati di una o più nazionalità...). Le
possibilità davvero sono molte e, come spesso, ti consigliamo di
riflettere un po' di più sulle motivazioni che ti hanno spinto a
orientare la tua scelta su questo argomento e quindi a metterle in
relazione proprio con la tua esperienza personale ed il ruolo
dell'educatore professionale...
Probabilmente il tuo relatore ha avuto qualche perplessità proprio perché
l'argomento è davvero vasto e va messo a fuoco un punto di vista , oltre
che la connessione con il lavoro dell'educatore professionale. Prova a
pensare, anche, alle esperienze di tirocinio, se possono diventare una
"fonte informativa" rispetto a questo tema: potrebbe essere che in una
prima parte della tesi lavori alle definizioni e approcci teorici, in una
seconda invece raccogli dalla tua esperienza cosa si può usare, oppure
puoi pensare ad una scaletta di interviste sul tema in alcuni "luoghi
educativi", che però vanno scelti in base a criteri di metodo (area
territoriale, tipo di comunità, scuole superiori o nidi...). Delimita e
scegli quel che puoi trattare con la tua esperienza.
Buon lavoro,
Ombretta e Vittorio |
|
risposta n.2
|
data:
|
|
|
|
domanda n.90
|
data: 28 maggio 2005 |
Ciao sono Antonella una
studentessa del 3°anno del corso di laurea in servizio sociale. Da molto
penso al tema della tesi e ho cercato di orientarmi sugli argomenti che
potevano stimolarmi e incuriosirmi maggiormente, perciò ho proposto alla
docente di fare una ricerca sul campo quindi una parte teorica e una di
interviste. Ho scelto di basarmi sulla teoria dell'etichettamento sociale
per dimostrare come le risposte da parte della società ma anche dei
servizi sociali possano dare delle risposte che confermano l'identità
deviante delle persone assistite. Tale teoria infatti parla di categorie
di persone etichettate al quale viene confermata una certa identità.
Rispetto ai servizi volevo orientarmi sul metodo professionale e di come
possa, se non vengono incentivate le risorse della persona, mantenere i
clienti nel circuito deviante creando interventi su casi che non si
chiudono mai... Ho scoperto poi che L.Bini ha affrontato un tipo di
ricerca detta "biografica" proprio sulle carriere devianti e basata sulla
stessa teoria ma non riesco a trovare bibliografia. Se qualcuno ha
consigli e suggerimenti di ogni tipo per trovare qualcosa che possa
essermi utile e per circoscrivere maggiormente l'argomento ne sarei
felicissima perché ...ho tante idee ma devo sicuramente concretizzarle di
più ! Grazie e complimenti per il sito!!!!
Antonella |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data: 3
luglio 2005 |
Ciao Antonella,
non abbiamo ancora letto il testo di Laura Bini, ma si può davvero
riflettere su una impostazione "assistenzialista" che spesso ci si trova
ad assumere come a.s. nei servizi, impostazione che, spesso perdendo
l'individualità della persona, porta alla erogazione di
risposte/prestazioni preconfezionate, uno standard di risposta che è a
volte inserito in mandati istituzionali e che spesso non fa altro che
mantenere la persona nello stato di necessità e dipendenza, confermando
in qualche modo l'utente nella propria posizione di necessità e
marginalità. E questo accade anche al di fuori di problematiche di
devianza, ma anche solo nella marginalità, povertà culturale ecc. La
"conferma" da parte dei servizi è un rischio abbastanza presente, e, dal
punto di vista teorico, sia le teorie sistemiche sul "paziente designato"
che le teorie psicoanalitiche, sul tema della dipendenza, possono dare
spunti e chiavi di lettura, forse delle piste da esplorare meglio con le
interviste. Ci sembra importante di pensare bene come e a chi sottoporre
l'intervista (stessa zona, stessi servizi, stessi tipologie di
professionisti... raccogliendo anche dati su età, percorso formativo...
va fatta una scelta! e anche questa aiuta o può aiutare la tua ricerca ).
ciao e buon lavoro
Ombretta e Vittorio |
|
risposta n.2
|
data:
|
|
|
|
domanda n.89
|
data: 6 maggio 2005 |
Ciao!Sono una studentessa del
terzo anno e avevo intenzione di fare una tesi sulla metodologia di
progetto nel lavoro dell'assistente sociale.
Qualcuno può darmi qualche indicazione bibliografica o di articoli sul
tema??
Grazie!!! |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data: 28
giugno 2005 |
ciao gentile sconosciuta utente
del nostro servizio..
la tua lettera è davvero ridotta all'essenziale..e sul tema progettazione
ci sarebbe invece molto da dire,come metodo di lavoro che attraversa i
percorsi quotidiani del servizio sociale.
Testi :di recente su Asit sono stati segnalati una serie di testi,anche
recenti,da cui partire :potresti iniziare da "Costruire e valutare
progetti nel sociale "di Leone/Prezza della Franco Angeli,dove troverai
rimandi ad altre bibliografie.
Inoltre abbastanza di frequente le riviste del campo (Prospettive sociali
e sanitarie, Animazione sociale, La Rassegna di S.S.) hanno documenti o
articoli su questo tema.
Aggiungiamo un consiglio,sempre lo stesso ..definisci meglio il campo di
ricerca e quello che vuoi dimostrare e argomentare :diverso è parlare e
scrivere di progetti relativi alla casistica,o al servizio di assistenza
domiciliare, o alla costruzione di reti per..
Solo meglio definendo il "focus"del tuo interesse.. riuscirai a fare il
tuo progetto di tesi
Ombretta e Vittorio |
|
risposta n.2
|
data:
|
|
|
|
domanda n.88
|
data: 3 maggio 2005 |
Salve a tutti.. in primis vorrei
dire che questo sito mi sembra un’utile giuda per mettere fuoco su tutte
quelle idee che girano nella testolina di ogni laureando.. Sono Angela e
vi scrivo con l’auspicio che qualcuno possa darmi giuste indicazioni o
informazioni su materiale ( testi, riviste, documentari ) da consultare
come pura fonte di ricerca sull’argomento su cui si baserà la mia
tesi…ossia la donna, il suo ruolo o la sua posizione, nell’ambito
dell’organizzazione dei servizi sociali.. Spero mi possiate
aiutare…grazie per l’attenzione
Angela |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data: 27
maggio 2005 |
ciao Angela,
è un tema interessante e anche ancora abbastanza nuovo.. ricordiamo come
fonti iniziali:
 |
uno o due articoli su prospettive
sociali e sanitarie (senti la rivista o in biblioteca universitaria..) |
 |
un libro della Franco Angeli sul
lavoro di cura |
 |
Capranico,
Sergio (1992) In cosa posso servirla. Idee e cultura per le
organizzazioni di servizio Guerrini e Associati, Milano, pp.223 |
 | verso la metà
degli anni '90 c'era stato presso l'università di Perugia un simposio
internazionale proprio sul ruolo della donna nei servizi sociali (prova
a contattare l'università per vedere se hanno atti o materiale) |
 |
anni fa era uscito anche un testo
di C.Capello (Torino) sul lavoro di cura.. |
Il tema è all'intreccio tra
dimensioni di genere, esercizio di professionalità, organizzazioni del
lavoro.
Lo puoi argomentare e trattare a fronte di un obiettivo della tua ricerca
come, ad esempio:
 |
le donne assistenti sociali e
l'influenza di genere nel lavoro |
 |
donne al lavoro: la scelta
dell'assistente sociale (più su motivazioni e attese..) |
 |
assistenti sociali e "dirigenti":
percorsi e rischi (il capo donna... nel lavoro sociale) |
 |
la dimensione di genere nella
professione sociale.. |
Come vedi ogni titolo sottolinea
un'angolatura del lavoro della tua tesi e, se cominci a leggere un primo
testo, forse ti potrai orientare tra molte cose.
Non dimenticare che le interviste possono essere un buono strumento
d'indagine o fonte informativa quanto i testi o le bibliografie.
Buon lavoro
Ombretta e Vittorio |
|
risposta n.2
|
data:
|
|
|
|
domanda n.87
|
data: 24 aprile 2005 |
Ciao sono Giorgia laureanda in
scienze dell'Educazione, indirizzo educatore professionale, devo
cominciare una tesi che riguarda l'Aids e la sieropositività in
gravidanza, anche se non ho ancora un titolo definito. Tratterò
naturalmente della malattia, il contagio, la trasmissione materno-fetale,
i rischi del neonato, le terapie attuali ecc.. Oltre che dal punto di
vista medico-sanitario, dovrei affrontare l'argomento, anche in un'ottica
psico-educativa e quindi il counseling alle donne sieropositive gravide e
come vengono seguite in questa fase delicata e rischiosa. Mi rendo conto
che la tematica è abbastanza vasta ma vorrei centrare dei punti definiti
per non perdermi in lungaggini, insomma per non confondermi... Avete
qualche consiglio e idea per un'eventuale scaletta degli argomenti, una
traccia che potrei seguire?
Grazie e complimenti per il sito!
Giorgia |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data: 23 maggio 2005 |
E' un tema interessante e
complesso, e il counseling in queste situazioni ci sembra un tema di
particolare delicatezza. Ci pare che questa articolazione vada su uno
specifico da individuare in un campo molto vasto e su cui trovare le
fonti non è semplice, salvo trovare operatori del settore disponibili ad
interviste e riflessioni che possano fare da guida iniziale. Ci viene in
mente solo di individuare due o al massimo tre punti critici su questo ,
come ad esempio:
 |
la sensibilizzazione educativa e
sanitaria e i suoi strumenti, che facilitano la prima conoscenza e
orientamento alle donne in difficoltà |
 |
il tema dell'"aggancio" tra
operatori e donne sieropositive e gravide -le strategie a disposizione
:servizi e operatori |
 |
il counseling nell'area specifica:
nodi e snodi.. |
Ognuno di questi argomenti ne apre
molti altri
Ombretta e Vittorio |
|
risposta n.2
|
data:
|
|
|
|
domanda n.86
|
data: 22 marzo 2005 |
Ciao a tutti! Sono alle prese con
la tesi e mi rendo conto ke nn è facile!!Sn una studentessa di psicologia
e ho due idee ke potrei sviluppare ma nn so ke aspetti approfondire. Un
argomento è la tossicodipendenza e la genitorialità e l'altro è la
tossicodipendenza e il carcere con riferimento alle misure alternative.
Sarei grata a chiunque può darmi una mano,
Giulia |
|
invia
una risposta
|
|
risposta n.1
|
data: 10 aprile 2005 |
Ciao Giulia,
entrambi sono temi interessanti da argomentare, ma si tratta di decidere
prima di tutto QUALE vuoi fare o quale puoi fare: per intenderci vale
forse la pena di capire, e solo tu puoi farlo, dove hai trovato
esperienze, agganci, fonti informative, bibliografie... l'ideazione si
deve confrontare con i dati di realtà relativi a ricerche, tirocini,
volontariato, esperienze e passioni personali... tutto ciò che ti può
facilitare nella ricerca integrata di teorie e pratiche relative a ciò
che vuoi dimostrare. Come altre volte suggeriamo, comincia a "pensare
intorno" a questi temi: forse uno dei due diventerà un buon argomento di
ricerca.
Ciao
Ombretta e Vittorio |
|
risposta n.2
|
data:
11/04/2005 |
|
per Giulia
intanto potrebbe dare un'occhiata al sito
www.ristretti.it e se trovo
riferimenti bibliografici farò sapere
in bocca al lupo,
Chiara |
|
risposta n.3
|
data:
|
|
|
|
domanda n.85
|
data: 4 marzo 2005 |
Ciao sono Angela una studentessa
del Corso di Laurea in Servizio Sociale. Innanzitutto voglio farvi i miei
più vivi complimenti per la realizzazione di questo sito, che mi ha
aiutato a chiarire tante idee durante il mio percorso formativo. Ormai
sono alle prese con la tesi e sembra che abbia trovato un argomento che
non è stato ancora trattato, anche se non so se effettivamente può essere
attinente al mio corso di laurea, a detta della prof. pare di si. Si
tratta della cooperazione per lo sviluppo. Ora sto cercando di stilare
una scaletta e delle idee omogenee. Vorrei trovare un legame con la
professione di assistente sociale, ma l'unica idea che mi viene in mente
per ora è legata ai principi stilati nel Codice Deontologico.
Sono un po' impanicata, perché mi sembra di girare a vuoto e di non
riuscire a trovare quell'idea che mi soddisfi in pieno. Grazie mille per
la vostra disponibilità!
Angela |
| |