di
Vittorio Zanon
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Ciò che è segnato con un asterisco [*] costituisce
indicazione essenziale che non va mai omessa. |
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LIBRI
*
1. Cognome e nome dell'autore (o degli autori, o del curatore, con
eventuali indicazioni su pseudonimi o false attribuzioni),
*
2. Titolo e sottotitolo dell'opera,
3.
("Collana"),
4.
Numero dell'edizione (se ve ne sono molte),
*
5. Luogo di edizione: se nel libro non c'è scrivere: s.l. (senza luogo),
*
6. Editore: se non c'è, ometterlo,
*
7. Data di edizione: se nel libro non c'è scrivere: s.d. (senza data),
8.
(Dati eventuali sull'edizione più recente a cui ci si è rifatti),
9.
Numero di pagine ed eventuale numero dei volumi di cui l'opera si compone,
10.
(Traduzione: se il titolo era in lingua straniera ed esiste una traduzione
italiana si specifica nome del traduttore, titolo italiano, luogo di
edizione, editore, data di edizione, eventualmente numero di pagine).
ARTICOLI
DI RIVISTE
*
1. Cognome e nome dell'autore,
*
2. "Titolo dell'articolo o capitolo",
*
3. Titolo della rivista,
*
4. Volume e numero del fascicolo (eventuali indicazioni di Nuova Serie),
5.
Mese e anno,
6.
Pagine in cui appare l'articolo.
CAPITOLI
DI LIBRI, ATTI DI CONGRESSI, SAGGI IN OPERE COLLETTIVE
*
1. Cognome e nome dell'autore,
*
2. "Titolo del capitolo o del saggio",
*
3. in
*
4. Eventuale nome del curatore dell'opera collettiva oppure AA.VV.
*
5. Titolo dell'opera collettiva,
6.
(Eventuale nome del curatore se prima si è messo AA.VV.),
*
7. Eventuale numero del volume dell'opera in cui si trova il saggio
citato,
*
8. Luogo, Editore, data, numero pagine come nel caso di libri di un solo
autore
Tratto
(e leggermente riadattato) da:
Eco,
Umberto (1980) Come si fa una tesi di laurea. Le materie umanistiche
5^ ed. 1993, Milano, Bompiani, pp.92-93
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ALCUNE
ANNOTAZIONI UTILI
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Usando
i criteri suggeriti da Eco per costruire la bibliografia mi sono trovato
leggermente in difficoltà per alcuni casi, per cui per cui ho preferito
operare così:
 | metto
sempre – quando lo conosco – anche il nome dell’autore, dopo
una virgola, per evitare che sia confuso col cognome; |
 | nel
caso che vi siano più autori, inserisco ugualmente i nomi propri
che, ritengo, si possono distinguere dai cognomi in quanto quest’ultimi
sono seguiti dalla virgola [es. Bertin, Giovanni
Maria Contini, Maria Grazia (1986) Costruire l’esistenza. Il
riscatto della ragione educativa Armando Editore, Roma, pp.167].
Un altro modo può essere adoperando il "maiuscoletto"
per i cognomi [es. Bertin,
Giovanni Maria Contini,
Maria Grazia (1986) Costruire l’esistenza. Il riscatto della
ragione educativa Armando Editore, Roma, pp.167] |
 | se
gli autori sono tanti ma non specificati – ovvero: autori vari
– evito di mettere la famosa sigla (AA.VV.) per evitare, anche,
che Autori Vari possa essere uno degli autori da me più
consultati: visto che nella bibliografia ordinerò i libri in
ordine alfabetico per autore, questi libri li metterò in ordine
alfabetico seguendo il titolo [es. (1978) Quelli
che non contano. Materiali di studio sull’emarginazione sociale
Collana Documenti di Sevizio Sociale n.19, Centro Studi Zancan,
Padova, pp.219]; un’altra soluzione può essere quella di
riportare il primo autore (in ordine alfabetico, di comparizione,
di simpatia o chissà quale, purché sia sempre lo stesso il
criterio adottato) [es. Bansola, Adriano et. al.
(1990) La solidarietà per il superamento di emarginazione
solitudine e razzismo Atti del 59° corso di aggiornamento
culturale dell’Università Cattolica, Cagliari, 10-15/9/1989,
Vita e Pensiero, Milano, pp.271]; |
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gli autori potrebbero essere anche vari, ma coordinati da uno in
particolare: allora questo è il curatore dell’opera e va
inserito come fosse lui l’autore, specificando però che ne è
solo il curatore [es. Paci, Massimo (a cura di)
(1993) Le dimensioni della disuguaglianza. Rapporto della
fondazione Cespe sulla disuguaglianza sociale in Italia Il
Mulino, Bologna, pp.517]; potrebbe esserci più di un
curatore o, anche, il curatore/i potrebbe non essere una persona
fisica [es. Osservatorio della Gioventù
Universitaria Salesiana di Roma (a cura di) (1990) Emarginazione
e associazionismo giovanile. Emarginazione, disagio giovanile e
prevenzione nella società italiana dal 1945 ad oggi Ministero
dell’Interno, Roma, pp.328] |
 | dopo
cognome e nome dell’autore, metto, fra parentesi tonde, l’anno
di pubblicazione dell’opera originale (può capitare facilmente
che il libro sia stato scritto in data differente da quella dell’edizione
consultata, specie se è una traduzione, una riedizione…) [es. Hesse,
Hermann (1915) Knulp S. Fischer, Berlin, tr. di Francesca
Ricci, Knulp. Storia di un vagabondo 2^ ed. 1993, Tascabili
Economici Newton, Roma, pp.98] se il libro consultato ha
una data (o edizione) diversa da quella originale andrà
specificato]. |
 | ed
eccoci al titolo! Ho optato di scriverlo in corsivo per
differenziarlo dal resto. Eco suggerisce di mettere una virgola
dopo il titolo, ma io non l’ascolto… metto invece un punto fra
titolo e sottotitolo [es. Demetrio, Duccio (1996) Raccontarsi.
L’autobiografia come cura di sé Raffaello Cortina Editore,
Milano, pp.229]; se il titolo originale non è in italiano,
lo riporto prima, così come luogo di edizione e casa editrice,
mettendo dopo la traduzione e il titolo con cui è stato tradotto
[es. de
Mello, Antony (1988)
The prayer of the frog Gujarat Sahitya Prakash, Anand (India),
tr. di Adria Marconi-Pedrazzi La preghiera della rana. Saggezza
popolare dell’Oriente 5^ed. 1992, Edizioni Paoline, Torino,
pp.372]; per risalire a questi dati basta consultare bene
il libro che si ha in mano. |
 | dopo
il titolo può essere utile e simpatico [ :-) ] dare qualche altra
informazione (il motto può essere: "più informazioni dai,
più bella figura fai", ammesso che qualcuno guardi la tua
bibliografia) [es. Novara, Daniele (1989) Scegliere
la pace: Educazione alla giustizia 3° vol., disegni di
Maurizio Forestieri, Ed. Gruppo Abele, Torino, pp.155
oppure (1980) Disagio e promozione sociale degli
esclusi Atti Convegno Garda 25-27/5/79, Centro Formazione
Permanente Educatori, Verona, pp.402]; |
 | alla
fine si riporta il numero delle pagine - che spesso risulta un'informazione discriminante per lo studente che deve scegliere un
testo per l’esame - che dà un’indicazione, non ancora
precisa ma già meno vaga, sulla consistenza dell’opera/contributo;
in alcuni casi si può aver consultato o usato solo una parte di
un’opera: in questi casi è bene farlo ben capire, e lo si fa
sia indicando le pagine del contributo, sia mettendo il titolo del
contributo (che può essere un capitolo come un articolo) tra
virgolette e non più in corsivo, in modo da non confonderlo con
l'opera in cui è inserito [es. Baraldi,
Claudio Volpini, Bettina
"Come è possibile essere persona in
carcere: l’esempio del teatro" in Marginalità e
società, n.
32, 1995, pp.139-162 oppure Gui, Luigi,
"Alcune
riflessioni sul rapporto tra persone senza dimora e servizi
sociali" in Caritas
Ambrosiana (a cura della) (1996) Barboni:
per amore o per forza? Senza dimora, esclusione sociale, povertà
estreme, Edizioni Gruppo Abele, Milano, pp.83-89]; |
 | se
si cita un brano (o anche se vi si fa riferimento), può essere
carino (e spesso anche doveroso), oltre a riportare in
bibliografia le indicazioni specifiche sull’opera [es. Breccia,
Alberto Oesterheld,
Hector (1962) Gli uomini dagli occhi di piombo Buenos Aires
(Argentina), 1^ed. 1974, Oscar Mondadori, Verona, pp.232],
riportare in nota le indicazioni essenziali per risalire al libro
e le pagine, in modo che un lettore attento e pignolo possa
verificare senza difficoltà la correttezza e la cura avuta nel
riportare il brano [es. Breccia-Oesterheld
(1962) p.35]. Una variante, rispetto alla nota, è rappresentata
dalla parentesi quadra a seguito del brano citato, o all’opera
cui si fa riferimento: in questo caso si può anche omettere la
parentesi tonda per indicare l’anno [es. testo [Breccia-Oesterheld
1962 p.35] testo]. Usando una tastiera standard 101/102 tasti si
ottengono le parentesi quadre premendo contemporaneamente <Alt
Gr> e <[> oppure <Alt Gr> e <]>. |
 | fondamentale
è comunque mantenere sempre gli stessi stili e criteri nel
costruire la bibliografia; si potranno cambiare alcuni criteri nel
costruirne un’altra - a seconda delle esigenze e, anche, del gusto
personale - ma non è proprio il caso di cambiare criteri nella
stessa: sarebbe come cambiare
caratteri o dimensioni di lettere e parole in una frase. |
 | un
ultimo suggerimento: poiché nel lavoro di ricerca si consultano
moltissime fonti che non sempre poi si hanno a disposizione nel
momento concreto in cui si scrive o si riutilizzano le informazioni
raccolte, può essere opportuno annotarsi con precisione tutte le
informazioni bibliografiche dei testi consultati, per non trovarsi
poi a dover rintracciare il testo chissà dove o a lasciare le
informazioni incomplete nella bibliografia. |

Breccia-Oesterheld
(1962) p.35
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