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di Elena Allegri
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INFORMAZIONI GENERALI
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la
tesi dovrebbe essere la tappa finale del percorso di
apprendimento effettuato, meglio, quando possibile, se
acquisisce anche carattere di rielaborazione della esperienza
pratica effettuata. |
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Rivolgersi
al relatore con una bozza di indice anche molto generale ma
sufficientemente articolato, e una prima bozza di bibliografia
di riferimento: questo aiuta il relatore ad operare le prime
precisazioni. |
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Essere
disponibile a rivedere più volte lo scritto: ciò che si
scrive corrisponde in genere al 30% dello sforzo di lettura,
studio, ricerca effettuati. |
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1. CONSIGLI
 | leggere
"Come si fa una tesi di laurea" di Umberto Eco;
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 | leggere
i testi facendo un proprio lavoro di ricerca, magari già
usando colori diversi a seconda degli argomenti o trovando
propri metodi; |
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 | preparare
schede di rilevazione, contenenti voci, criteri, ciò che
interessa in modo semplice, in questo modo sarà possibile
ricercare informazioni utili in diversi momenti del lavoro
evitando di dovere ogni volta ricominciare da capo (il tempo
è prezioso!); |
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 | aprire
file diversi per ogni capitolo su computer e fin da subito
anche la bibliografia; |
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 | pensare
che chi legge è un pubblico misto: ovvero chi scrive deve
pensare di essere sufficientemente chiaro come se si rivolgesse
ad un pubblico digiuno dei temi trattati, ma al contempo
deve dimostrare di possedere capacità di orientamento tra i
vari materiali delle diverse discipline implicate nella
trattazione |
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2. STESURA DELLA TESI
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Capitoli |
Percorso |
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Note |
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1 |
Presentazione del fenomeno:
----------------------------------------
Sociologia / Servizio Sociale / Psicologia
----------------------------------------
3 nodi concettuali per
ogni disciplina
----------------------------------------
Dati – fonti ISTAT
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Schede di
rilevazione
Criteri
Voci
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Numero di pagine
(totale 60 – 100)
15/20
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2 |
Campo più
preciso della ricerca
(può essere inserito nel
1° o nel 2° capitolo)
Rapporto tra
contesto e fenomeno osservato
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Descrizione
servizio
2 – 3 pagine
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3 |
Ricerca |
3.1 Premesse
metodologiche
Ipotesi di partenza
Cosa voglio rilevare
3.2 Percorso
della ricerca
3.3
Specificazione degli strumenti utilizzati
(se c’è questionario
mettere il nudo)
3.4 Risultati
della ricerca
(non sono le conclusioni)
3.5
Conclusioni della ricerca
(non sono quelle della
tesi)
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4 |
Conclusione
della tesi |
4.1
Rivisitazione del percorso fatto
4.2
Conclusioni
(rilevando le connessioni
tra tutti i passaggi fatti.
Evidenziare l’aspetto innovativo, progettuale
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Dopo aver scritto la
conclusione, si scrive, in 2 pagine, l’introduzione.
Evitare i ringraziamenti e,
se proprio non se ne può fare a meno per operatori o tecnici,
evitare comunque quelli ai famigliari: la tesi non è un saggio o
un romanzo!
In genere non si fanno
dediche.
STILE DI SCRITTURA
 | Usare
sempre la terza persona; |
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 | Dopo
aver scritto le prime 10 pagine, farle leggere a qualcuno (non addetto ai lavori) che ci dica se si capisce.
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NOTE A PIE’ DI PAGINA
 | è
meglio metterle alla fine della pagina |
 | servono
per:
 | specificare alcuni concetti senza appesantire il
discorso |
 | (senza esagerare) fare
riferimenti |
 | dimostrare che
abbiamo letto |
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Per es.: la nota può essere
"Per ulteriori approfondimenti si vedano……."
Mettere almeno 2 testi di
differente impostazione.
Evitare più di due citazioni in
successione dello stesso autore (significa copiare!!!)
CITAZIONI
 | metterle
in corsivo o comunque deve essere evidenziata dal
resto; |
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 | se
citiamo la frase di un autore si aprono e chiudono le
"virgolette" e poi: |
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fare nota e sotto
indicare autore, titolo, casa editrice della 1a edizione,
anno, traduzione italiana, casa editrice (italiana), luogo,
anno, pagina;
se si citano più pagine
in sequenza si scrive PASSIM; se c’è un’altra citazione
dello stesso testo si scrive IDEM, PASSIM.
Esempio: nella letteratura
molti autori rilevano che "……." (Ferrario 96,
Campanini 93, Allegri,97), altri affermano "…"
(autore, anno);
BIBLIOGRAFIA
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già
la scelta di come chiamarla non è facile:
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"Bibliografia"
è più
impegnativo
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"Appendice bibliografica" è la più tenue
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"Bibliografia di
riferimento" è una via di mezzo
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Autore
(MAIUSCOLO), Titolo (corsivo), Editore (stampatello)
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A
Trieste è gradito (non è obbligatorio, si possono usare
altri modi indicati su Eco):
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- Testi (in ordine alfabetico per autore) e
monografie:
se ho già usato le
note, scriverò: BATESON G., Verso un’ecologia della mente,
Astrolabio, Roma, 1971
- Saggi e articoli
Quando c’è il
contributo di un autore in un'opera
a) se ho usato tutto il
testo --> va bene nei testi (1)
b) se ho usato solo quel
contributo, scriverò: (a cura di) XY autore, anno, titolo del
capitolo, in Pinco Pallo (a cura di) titolo, edizioni, riviste.
- Documentazione varia
 | relazioni
di convegni in via di pubblicazione; |
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 | atti
di convegni pubblicati dal Regione, Provincia, etc.;
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 | Materiale
non pubblicato |
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- Fonti legislative
BATTITURA
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Interlinea:
1 ½ o |
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2 - carattere 12 - Foglio: margine superiore 3 cm –
inferiore 2.5 cm – margine sinistro 3.5 cm – destro 2.5
cm (rilegatura!) |
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Capoverso
rientrato se cambia argomento, ma non è d’obbligo |
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Numero
della pagina in basso a destra |
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Titoli
evidenziati: 14 il carattere e/o neretto |
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L’idea
è che la pagina deve essere gradevole a vedersi, scorrevole
a leggersi e comprensibile |
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Sono
gradevoli gli elementi per punti, scegliendo sempre lo
stesso sistema |
TABELLE
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Devono
essere numerate e avere un nome |
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Si
può scrivere "Tabella" o "Figura", ma va riportato un indice
tabelle e figure anche nell'indice generale |
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Se
è presa da altra fonte, questa va citata |
INDICE
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Deve
rendere conto del piano logico del ragionamento |
| Cap. 1 |
Il fenomeno |
pag.1 |
| |
1.1 l’approccio al……..1.1.1 |
pag. |
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1.1.2 |
pag. |
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1.2
........................ |
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| Cap.
2 |
........................... |
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| Cap.
3 |
........................... |
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| Cap.
4 |
Conclusioni |
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Bibliografa |
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Elenco
Tabelle o Figure |
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Allegati [non contano nel
numero di pagine] |
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Pagine
– la numerazione inizia da introduzione e finisce prima degli
allegati |
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Intestazione o prima pagina – in alto
Università degli Studi di – Facoltà di …. – Corso di
laurea in Servizio Sociale – anno accademico (in centro fondo
pagina); in mezzo: Tesi di laurea, Titolo; Relatore e Correlatore
in basso a sinistra, laureando in basso a destra. |
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