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seconda tappa: ideazione e progetto

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formazione permanente

di Ombretta Okely

"Entrare dentro" la tesi e avviare il lavoro è un processo che attraversa fasi che sono ad un tempo organizzative ed emotive.
Ci si mette in gioco, si domanda e ci si domanda… i dubbi sulla scelta e le curiosità o le prime ipotesi di ricerca si connettono oppure confondono…
La prima battuta d'avvio, il "mandato", è istituzionale, diventa poi organizzativo e riguarda la forma e struttura dei percorsi formativi attuali.
Senza tesi non ci si diploma e non ci si laurea: di fatto la tesi (o una tesi) è un obbligo formale a cui ci si è impegnati fin dal momento dell'iscrizione al percorso formativo.
Questo compito può assumere il senso e il valore di un rituale formale - vuoto o pieno secondo le persone e le situazioni - oppure diventare un passaggio molto interessante del proprio percorso di professionalità.


L'ideazione è già una scelta, iniziare ad orientarsi rispetto a forma, direzione, senso di un viaggio: si andrà a Nord o a Sud? al caldo o al freddo ? che viaggio sarà? una vacanza o un'esplorazione, da turisti (per legge o per caso…) o da viaggiatori? cosa servirà lungo il viaggio?
Il progetto di tesi con l'ideazione e poi la scelta di un tema sono il dato cruciale della fase d'avvio e ciò che segnerà davvero tutto il viaggio.

Qualche coordinata…
Alcuni dati metodologici apparentemente banali possono facilitare la scelta di un tema o di un argomento di tesi:

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l'argomento deve rispondere ad interessi e curiosità personali, deve rappresentare qualcosa che davvero abbiamo voglia di scoprire e cercare: l'impegno di lettura e ricerca, e poi di stesura, occupa alcuni mesi di vita e lavoro: potranno essere mesi faticosi ma potranno essere anche interessanti o professionalmente utili

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è un'articolazione del punto precedente… ma al proprio interesse culturale va aggiunta la competenza o capacità o tendenza verso la materia o materie cui si riferirà la tesi: per esempio, se aborro la statistica vale la pena evitare dati epidemiologici e/o la loro ricerca e stesura

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e fonti - testi e articoli, interviste, servizi… - devono essere reperibili e alla propria portata… non una tesi sul Servizio Sociale in Burundi se non sappiamo dov'è neppure sulla cartina geografica. Ma se lì siamo stati, o abbiamo rapporti o contatti o possiamo intervistare o raccogliere documenti eccetera, allora diventa possibile cominciare a pensare il progetto di una tesi sul Burundi

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è importante sempre e comunque valutare e valorizzare le esperienze fatte, i percorsi personali e/o di tirocinio, di volontariato o di vita, che possono essere argomento di base, di osservazione o di riflessione della propria tesi. Ciò che proviene dall'esperienza e dalla propria esperienza è spesso un ottimo argomento per una tesi (come per un articolo, una lezione, una conferenza…). L'esperienza è infatti alla nostra portata come strumento di lavoro e base di scrittura… può funzionare da conferma o sconferma delle ipotesi di lavoro.

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Selezionate alcuni temi, pensateli, chiedete ad altri, ma arrivate a definire un tema e un oggetto e non cercate di mettere a forza in ciò che scegliete tutto il resto (ciò che avete deciso di scartare perché non serve, è stato già detto...). Niente di peggio di una tesi (un argomento da dimostrare: vedi prima tappa) che ne ha dentro altre tre a sovrapporsi e confondere tutto.

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Un tema solo: sarà poi da "prendere" dentro, "da coccolare", diciamo pure un po' da "amare"… altrimenti come ne esce (la tesi) e come ne uscite (voi)? L'affetto per la propria ricerca, l'emozione del proprio lavoro… il piacere dei propri risultati…

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Ultima area d'attenzione, la scelta di tesi fa i conti anche con il gioco complicato del relatore e dell'area tecnica - metodologica d'interesse o di riferimento: ogni università e scuola ha i suoi modelli organizzativi e di riferimento: dovrete tenerne conto, conoscerli e confrontarvi, ma non rinunciate alla Vostra tesi per nessuna ragione.

Sottovoce...
A volte la tesi è suggerita da altri, dal professore o dal collega, da un amico/a o dalla mamma (!)… ma la tesi è la propria tesi, o una propria tesi, farà parte della propria storia o ne sarà una tappa… vale certo al pena di pensare per sé e da sé a ciò che si ha voglia di dimostrare e dire in quel momento, con le proprie conoscenze, esperienze, curiosità…
La scelta di un argomento è un processo molto sofisticato, soggettivo e personale, che mette a confronto e in gioco molte parti di sé e della professione.
Da un lato consente di "visitare" la realtà e la propria realtà e di discutere/argomentare l'esperienza e la propria esperienza, dall'altro obbliga alla ricerca di fonti e radici teoriche, di un metodo di lavoro, di risorse per la stesura scritta...
Forse esagerando si può pensare alla tesi come ad una prefigurazione di capacità e competenze professionali… che si integrano in maniera più o meno armonica e con un risultato più o meno piacevole e adeguato.
La tesi è o diventa, in questo senso, una forma di identità o l'esercizio di una prima identità professionale e va custodita come possibilità evolutiva orientata ad un'identità specifica di tipo professionale.

 

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