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Formazione Personale
Gli studenti ritengono fondamentale inserire e valorizzare
nel piano di studi degli Assistenti Sociali un percorso di "Formazione
Personale".
Lo scopo di tale percorso è lo sviluppo dell’autoconsapevolezza
rispetto alle proprie dinamiche intrapsichiche e interpersonali.
Riteniamo, infatti, necessaria per una professione di aiuto
qual è quella dell’Assistente Sociale, una formazione non solo teorico
pratica, ma anche un percorso che fornisca strumenti per sviluppare,
accrescere, migliorare le proprie capacita' di "autoanalisi" e
relazionali.
L’efficacia della professione si misura, infatti, anche
con la qualità della relazione e delle capacità empatiche.
Le
modalità di tale formazione personale, come già
sperimentato nel D.U. di Trento, possono consistere nell’avvalersi di una
figura professionale (ad esempio uno psicoterapeuta) che fornisca stimoli di
interazione all’interno di training groups (giochi psicologici, sogni
guidati, role-plaining, tecniche di rilassamento e di consapevolezza, ecc.).
La possibilità di affrontare tematiche personali favorisce infatti, lo
sviluppo di un atteggiamento di "formazione permanente".
Formazione professionalizzante
Gli studenti ritengono fondamentale una formazione
professionalizzante che fornisca loro gli strumenti ed i metodi in funzione di
una autonoma specializzazione nei vari ambiti di competenza dell’Assistente
Sociale. Uno di tali strumenti può essere la realizzazione di un ciclo di
seminari intensivi a tema che consistano in percorsi formativi teorico -
pratici, interdisciplinari riguardanti specifici settori, per un adeguato
periodo di tempo (non meno di trenta ore).
Per seminari teorico - pratici intendiamo un approccio
integrato che oltre a fornire strumenti analitici dell’oggetto del
seminario, fornisca la conoscenza delle competenza dell’Assistente Sociale
nel settore.
Le
modalità di realizzazione dell’aspetto pratico, da
affidarsi a figure professionali operanti nel settore, possono avvenire:
- Presentazione/Simulazione di casi concreti;
- Formulazione di ipotesi;
- Lavori di Gruppi;
- Supervisione sui lavori di gruppo.
Area di studio, tirocinio professionale e numero chiuso
Nel dibattito sull’istituzione del Corso di laurea in
Servizio Sociale è nostro pensiero che si debba partire dall’essenza dei
corsi di Diploma, migliorandoli, ampliandoli fino a renderli lauree a tutti
gli effetti.
Due degli elementi fondamentali e caratteriali della
formazione dell’assistente sociale sono "l’area professionale" e
il tirocinio ed entrambi a nostro avviso devono essere conservati e
potenziati.
AREA PROFESSIONALE
Fanno parte di quest’area tutti gli insegnamenti propri
della professione (ad esempio i corsi di metodi e tecniche). Crediamo sia
indispensabile che lo spazio riservato a quest’area non venga svilito a
favore di altri insegnamenti di più facile attivazione presso le altre facoltà.
A nostro parere è importante ampliare e approfondire le tematiche
professionali, rendendo strumentali ad esse altre discipline, altrimenti
vissute come fini a se stesse. Occorre valutare con criteri di obiettività e
utilità l’attivazione dei corsi per evitare inutili ripetizioni. Fulcro dev’essere,
quindi, l’acquisizione di un sapere professionale specifico e
interdisciplinare (legato a più aree).
TIROCINIO
Proprio all’interno di una tale ottica formativa sarebbe
una contraddizione sottovalutare l’importanza del tirocinio in itinere. Nell’istituzione
di altri Corsi di laurea si e' preferito collocare il periodo formativo sul
campo alla conclusione degli studi cosiddetti teorici, scindendo nettamente le
due fasi.
Questo lascia lo studente solo in quello che invece
dovrebbe a sua volta essere un percorso formativo da vivere con organicità e
nella relazione con docenti e supervisori, relazione basata sull’osservazione
e sul meccanismo del feedback interattivo.
NUMERO CHIUSO
Al fine di garantire che la formazione sia rispettosa di
ogni singola individualità, e che ogni studente continui ad essere
adeguatamente seguito, e' indispensabile mantenere un numero programmato di
accessi anche a questo ipotetico corso di laurea. Crediamo però che nel
numero chiuso non dovranno essere ricompresi i nominativi degli operatori già
in servizio, perché verrebbero a cadere le motivazioni sopra indicate.
Nel riportare queste affermazioni espresse dal gruppo agli
altri gruppi vi sono state opinioni discordi; infatti è parere di alcuni che
il cosiddetto numero chiuso non sia auspicabile in quanto lede il diritto allo
studio e riduce la selezione, quindi la competizione a fare meglio.
Oltre a tutto questo, ci sembra fondamentale che vengano
previste norme certe che vadano a garantire tutti coloro già in possesso di
corso di D.U. in Servizio Sociale e coloro che si stanno diplomando,
attraverso ad esempio il riconoscimento degli esami già sostenuti in modo
tale da non creare spiacevoli situazioni.
Sullo sfondo di quanto detto ci sembra importante che si crei
omogeneità
dei criteri valutativi a livello nazionale, per ciò che riguarda l’accesso,
il piano di studi, la valutazione del tirocinio. ecc., facendo leva se non su
forme legislative omogenee sulle forme di coordinamento esistenti.
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