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Il Coordinamento Nazionale di Studenti di Servizio Sociale, si è confrontato, quando ancora non era partita l'esperienza del Corso di Laurea a Trieste, sulla possibilità che venissero istituiti dei corsi di laurea in Servizio Sociale. La riflessione prodotta non era tanto sulle metodologie da inserire nell'ipotetico percorso di studi, né se fosse meglio fare una laurea di uno o due anni dopo il diploma... il Coordinamento si è soffermato piuttosto sulla necessità che la laurea potesse divenire effettiva occasione qualificante ed arricchente per la formazione dell'assistente sociale. Il documento qui di seguito riportato è stato prodotto nel Campus tenutosi a Sega di Ala (Trento) i giorni 7-8-9 novembre 1997.

 

Formazione Personale

Gli studenti ritengono fondamentale inserire e valorizzare nel piano di studi degli Assistenti Sociali un percorso di "Formazione Personale".

Lo scopo di tale percorso è lo sviluppo dell’autoconsapevolezza rispetto alle proprie dinamiche intrapsichiche e interpersonali.

Riteniamo, infatti, necessaria per una professione di aiuto qual è quella dell’Assistente Sociale, una formazione non solo teorico pratica, ma anche un percorso che fornisca strumenti per sviluppare, accrescere, migliorare le proprie capacita' di "autoanalisi" e relazionali.

L’efficacia della professione si misura, infatti, anche con la qualità della relazione e delle capacità empatiche.

Le modalità di tale formazione personale, come già sperimentato nel D.U. di Trento, possono consistere nell’avvalersi di una figura professionale (ad esempio uno psicoterapeuta) che fornisca stimoli di interazione all’interno di training groups (giochi psicologici, sogni guidati, role-plaining, tecniche di rilassamento e di consapevolezza, ecc.). La possibilità di affrontare tematiche personali favorisce infatti, lo sviluppo di un atteggiamento di "formazione permanente".

 

Formazione professionalizzante

Gli studenti ritengono fondamentale una formazione professionalizzante che fornisca loro gli strumenti ed i metodi in funzione di una autonoma specializzazione nei vari ambiti di competenza dell’Assistente Sociale. Uno di tali strumenti può essere la realizzazione di un ciclo di seminari intensivi a tema che consistano in percorsi formativi teorico - pratici, interdisciplinari riguardanti specifici settori, per un adeguato periodo di tempo (non meno di trenta ore).

Per seminari teorico - pratici intendiamo un approccio integrato che oltre a fornire strumenti analitici dell’oggetto del seminario, fornisca la conoscenza delle competenza dell’Assistente Sociale nel settore.

Le modalità di realizzazione dell’aspetto pratico, da affidarsi a figure professionali operanti nel settore, possono avvenire:

- Presentazione/Simulazione di casi concreti;

- Formulazione di ipotesi;

- Lavori di Gruppi;

- Supervisione sui lavori di gruppo.

 

Area di studio, tirocinio professionale e numero chiuso

Nel dibattito sull’istituzione del Corso di laurea in Servizio Sociale è nostro pensiero che si debba partire dall’essenza dei corsi di Diploma, migliorandoli, ampliandoli fino a renderli lauree a tutti gli effetti.

Due degli elementi fondamentali e caratteriali della formazione dell’assistente sociale sono "l’area professionale" e il tirocinio ed entrambi a nostro avviso devono essere conservati e potenziati.

AREA PROFESSIONALE

Fanno parte di quest’area tutti gli insegnamenti propri della professione (ad esempio i corsi di metodi e tecniche). Crediamo sia indispensabile che lo spazio riservato a quest’area non venga svilito a favore di altri insegnamenti di più facile attivazione presso le altre facoltà. A nostro parere è importante ampliare e approfondire le tematiche professionali, rendendo strumentali ad esse altre discipline, altrimenti vissute come fini a se stesse. Occorre valutare con criteri di obiettività e utilità l’attivazione dei corsi per evitare inutili ripetizioni. Fulcro dev’essere, quindi, l’acquisizione di un sapere professionale specifico e interdisciplinare (legato a più aree).

TIROCINIO

Proprio all’interno di una tale ottica formativa sarebbe una contraddizione sottovalutare l’importanza del tirocinio in itinere. Nell’istituzione di altri Corsi di laurea si e' preferito collocare il periodo formativo sul campo alla conclusione degli studi cosiddetti teorici, scindendo nettamente le due fasi.

Questo lascia lo studente solo in quello che invece dovrebbe a sua volta essere un percorso formativo da vivere con organicità e nella relazione con docenti e supervisori, relazione basata sull’osservazione e sul meccanismo del feedback interattivo.

NUMERO CHIUSO

Al fine di garantire che la formazione sia rispettosa di ogni singola individualità, e che ogni studente continui ad essere adeguatamente seguito, e' indispensabile mantenere un numero programmato di accessi anche a questo ipotetico corso di laurea. Crediamo però che nel numero chiuso non dovranno essere ricompresi i nominativi degli operatori già in servizio, perché verrebbero a cadere le motivazioni sopra indicate.

Nel riportare queste affermazioni espresse dal gruppo agli altri gruppi vi sono state opinioni discordi; infatti è parere di alcuni che il cosiddetto numero chiuso non sia auspicabile in quanto lede il diritto allo studio e riduce la selezione, quindi la competizione a fare meglio.

Oltre a tutto questo, ci sembra fondamentale che vengano previste norme certe che vadano a garantire tutti coloro già in possesso di corso di D.U. in Servizio Sociale e coloro che si stanno diplomando, attraverso ad esempio il riconoscimento degli esami già sostenuti in modo tale da non creare spiacevoli situazioni.

Sullo sfondo di quanto detto ci sembra importante che si crei omogeneità dei criteri valutativi a livello nazionale, per ciò che riguarda l’accesso, il piano di studi, la valutazione del tirocinio. ecc., facendo leva se non su forme legislative omogenee sulle forme di coordinamento esistenti.

 

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