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Sabato
mattina
L'assistente
sociale Mario Del Turco ha raccontato le proprie esperienze come libero
professionista nelle Marche. Prima di iniziare l'esercizio della libera
professione ha svolto delle attività nel campo politico-sociale, sia a
livello formale ce informale. Ciò gli ha consentito di acquisire una
buona conoscenza delle varie realtà del territorio e di promuovere la
propria attività professionale.
Ha
inizialmente messo in evidenza l'importanza della formazione, ed in
particolare come l'analisi delle esperienze vissute ponga le basi
fondamentali per l'esercizio della libera professione.
Le
attività dell'assistente sociale Mario Del Turco si indirizzano verso
ambiti specifici:
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counseling
psico-sociale (minori, adozioni, sostegno per psicotici prima di
interventi farmacologici o ricoveri, attività per il recupero
dell'evasione scolastica); |
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promozione
d'iniziative per la comunità; |
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attività
progettuali in collaborazione con enti, associazioni, eccetera; |
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consulenze
per enti pubblici; |
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perizie
per Autorità Giudiziaria; |
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attività
di ricerca. |
Il
suo operato di libero professionista s'inserisce nell'ottica di
un'integrazione al servizio pubblico e non di una sostituzione ad esso.
Ritiene
che la sua attività svolga un'azione di stimolo e di confronto degli
enti pubblici.
I
problemi da lui riscontrati nell'affrontare il lavoro di libero
professionista sono comunque molteplici:
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il
mancato riconoscimento da parte delle istituzioni (servizi
pubblici sociosanitari, Tribunale, Forze dell'ordine); |
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mancanza
di un mandato istituzionale e di autorità nell'agire; |
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mancanza
di definizione e tutela da parte dell'Ordine Professionale degli
Assistenti Sociali; |
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mancanza
di un tariffario. |
Le
prospettive per il futuro che vengono delineate sono:
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la
convenzione con l'ente pubblico; |
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la
costituzione di studi associati (in particolare con medici di
base); |
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progettazione
e consulenze. |
Sabato
pomeriggio
Nel
pomeriggio abbiamo proseguito i lavori del campus dividendoci in due
gruppi per l'analisi della tesi di diploma dell'assistente sociale F.
Arena, che ha conseguito il titolo di assistente sociale presso
l'università di Perugia nell'anno accademico 1996/97 discutendo la tesi
"L'assistente sociale professionista: analisi di alcune esperienze
in atto".
Uno
dei due gruppi ha letto e commentato il capitolo in cui viene analizzato
il profilo legislativo, metodologico, deontologico professionale,
organizzativo, fiscale di questo ambito di lavoro.
L'altro
gruppo ha analizzato il capitolo riguardante la ricerca effettuata dal
diplomando i cui risultati hanno evidenziato la presenza di due
tipologie di libero professionista:
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rapporto
di lavoro coordinato e continuativo a tempo determinato per conto di
uno o più enti pubblici tramite convenzione (particolarmente
presente in Umbria); |
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studio
privato, anche associato, per prestazioni professionali occasionali
ai vari enti sia pubblici che privati. |
Le
conclusioni cui giunge questa tesi evidenziano tra l'altro come in un
momento storico di ridefinizione degli ambiti di azione del servizio
pubblico e di quello privato in campo sociale sia necessario anche
ripensare lo spazio operativo dell'assistente sociale, anche in ambito
libero-professionale
Dalla
discussione e dal confronto effettuati durante i lavori di gruppo sono
comunque emersi dubbi e perplessità. Anche se molti dei partecipanti
consideravano la libera professione come una valida opportunità di
lavoro, non sono mancate opinioni contrastanti riguardo le modalità
operative, le competenze e la retribuzione.
La
prospettiva della libera professione incontra delle resistenze dovute
probabilmente ad una formazione inadeguata rispetto al nuovo campo di
lavoro; in tal senso andrebbero inserite nei piani di studio materie che
riguardano la progettazione e la gestione dei servizi, per acquisire nuove
capacità professionali. |