Si
è lavorato con intensità anche se spesso in maniera poco ordinata: nei
due giorni di lavoro si sono alternati momenti di discussione di
analisi, momenti di pessimismo ed altri di ottimismo. Gli obiettivi del
Campus erano molto generici; continue divagazioni e lunghe digressioni
sono state, pertanto inevitabili.
Inoltre
il gruppo era per certi aspetti diverso rispetto agli incontri
precedenti ed anche molto più eterogeneo; c'erano alcuni membri storici
dei Coordinamento, ormai diplomati o diplomandi, c'erano nuovi arrivati
di primo e secondo anno (soprattutto da Venezia). Le esigenze e le
aspettative, che si sono incontrate e a volte scontrate, erano
molteplici.
Nel
complesso nelle relazioni, nelle lunghe discussioni e nei vari
contributi, sono state trattate questioni relative a due tematiche
fondamentali: le attuali difficoltà e le possibilità di sviluppo del
Coordinamento.
Attuali
difficoltà del Coordinamento
Si
è posta l'attenzione "sull'invecchiamento" del gruppo,
ormai composto prevalentemente (ma non totalmente) da studenti di terzo
anno ed oltre, inoltre si considera come segnale negativo l'assenza di
Pisa, Trento, Cassino, perché di fatto diminuisce, oltre al numero
complessivo dei membri, il numero dei legami fra varie sedi di D.U.S.S..
E'
emersa una difficoltà di coinvolgimento, nelle attività dei
Coordinamento Nazionale, sia degli studenti dei primi anni (soprattutto
nelle sedi di Verona e Perugia), che di nuove sedi universitarie.
Molte
delle iniziative intraprese in tal senso si sono rivelate fallimentari (1).
Il che suggerisce non solo di mettere in discussione le strategie fino
ad oggi utilizzate, ma anche di valutare se vi sia una corrispondenza
tra le attuali esigenze degli studenti e ciò che un gruppo come questo
propone.
(1) Ci
si riferisce, ad esempio, ai tentativi di Perugia di organizzare
attività all'interno del D.U.S.S., con i finanziamenti ottenuti
dall'Università; o ancora ai contatti presi con Roma e recentemente
Cuneo, che nonostante l'ottimismo iniziale, non hanno avuto buon esito;
e ad altre iniziative.
La
domanda che ne scaturisce è: l'interesse verso il Coordinamento
Nazionale diminuisce perché non è adeguatamente pubblicizzato, o
perché ciò che propone non va incontro agli attuali bisogni ed
aspettative degli studenti in Servizio Sociale? La questione rimane
aperta e dovrà essere discussa in futuro.
Sono
stati messi in luce due ulteriori elementi negativi: le difficoltà
di comunicazione e la debolezza organizzativa del
Coordinamento Nazionale degli studenti. Per quanto concerne il primo
aspetto si può dire che la comunicazione sia piuttosto carente, non
solo all'interno del gruppo, ma soprattutto verso l'esterno. Le
informazioni viaggiano molto lentamente, a volte non arrivano a
destinazione, ciò è dovuto anche alla scarsità dei mezzi e dei canali
comunicativi (telefono, fax, e-mail ecc.), che i Diplomi hanno a
disposizione. La mancanza di comunicazioni con l’esterno non favorisce
certo un incremento della visibilità del gruppo. In stretta connessione
con queste problematiche ci sono, poi, le difficoltà organizzative: la
distanza, la mancanza di un contatto costante, le poche risorse
materiali e personali, rendono spesso difficile organizzare iniziative
ed attività anche molto semplici.
Proposte
di sviluppo
1^
proposta
Dalla
sede di Verona arriva la proposta del Supmac, elaborata prima del Campus di
Framura. Il supmac (campus al contrario) o megacampus, dovrebbe essere
un incontro di due o tre giorni durante i quali presentare l'esperienza dei
gruppo e confrontarsi con rappresentanti di Ordine Nazionale, Ass.N.A.S.,
S.U.N.A.S., Associazione Italiana Docenti di Servizio Sociale, Presidenti dei
diplomi, Docenti, Studenti. La proposta nasce dall'idea di superare l'attuale
momento di crisi attraverso la realizzazione di un progetto ambizioso:
"fare le cose in grande per non lasciare morire". La partecipazione
di docenti e di rappresentanti delle associazioni professionali potrebbe in
qualche modo "attirare" l'attenzione degli studenti .
Il
progetto non viene considerato fattibile, per lo meno non per la primavera '99
(periodo previsto). Vengono valutate a questo proposito le difficoltà
organizzativi che caratterizzano attualmente il gruppo (anche l'organizzazione
di un normale campus risulta tutt'altro che semplice); inoltre al momento non
si hanno fondi a disposizione, ed i tempi per la realizzazione di tali
attività sono decisamente insufficienti. Infine non pare opportuno presentare
il gruppo proprio nel momento di maggiore difficoltà, senza averne prima
ridefinito confini, finalità, compiti.
2^
proposta
Viene
proposto un modo per sviluppare l'intervento del Coordinamento potenziando
allo stesso tempo le attività dei vari gruppi all'interno delle diverse sedi
universitarie: uno studio comparato dei vari D.U.S.S.. Si vuole, cioè,
compiere un'analisi dei diversi Corsi Universitari, e quindi effettuare un
vero proprio confronto fra le diverse realtà. Il confronto è uno degli
obiettivi fondamentali (insieme alla formazione) del Coordinamento, in questo
modo potrebbe essere realizzato su una base più oggettiva, applicando in
diversi contesti un medesimo schema di lettura.
Lo
studio potrà, all'inizio, essere eseguito sulle sedi facenti parte del
Coordinamento Nazionale; ed in seguito essere allargato ad altri D.U.S.S.
interessati. I risultati potranno avere un utilizzo sia interno al gruppo, che
esterno: infatti al momento non esistono riflessioni sui "giovanissimi
Diplomi Universitari in Servizio Sociale", elaborate dai veri "esperti";
ossia gli studenti.
Il
gruppo approva a maggioranza questa proposta. Si considera positiva l'idea sia
in termini di contenuto che di fattibilità. Presumibilmente sarà possibile
realizzare il progetto lavorando in maniera coordinata all'interno dei vari
D.U.S.S.. I partecipanti al campus s'impegnano a collaborare a questo
progetto.
3^
proposta
Si
propone di adottare strategie nuove per il coinvolgimento sia di altri
D.U.S.S che di studenti dei primi anni; infatti quelle utilizzate fino ad
oggi non hanno avuto molto successo. Per quel che riguarda il primo obiettivo
il gruppo concorda sulla necessità di sviluppare ulteriormente le attività
all'interno di ogni sede universitaria. In tal senso il Coordinamento
nazionale dovrebbe stimolare le varie realtà locali.
Si
ritiene che un maggiore impegno degli studenti del Coordinamento Nazionale
nelle varie sedi di provenienza possa far aumentare l'interesse nei confronti
del gruppo. Senza questo tipo di lavoro i principi e le finalità del
Coordinamento perdono importanza e significato; esso deve essere strettamente
connesso ad un'intensa attività locale, e non può limitarsi ai due campus
annuali.
Per
quanto riguarda invece le strategie di coinvolgimento di nuovi D.U.S.S, si
concorda sul fatto che sia inutile cercare di instaurare dei contatti
attraverso i canali fino ad oggi utilizzati (invio di materiale mediante posta
o fax, a tutti i DUSS italiani), e si propone "l'adozione a distanza
di un D.U.S.S.": ogni sede dovrà concentrare le proprie risorse, per
instaurare un legame con un solo D.U.S.S..
4^
proposta
Alcuni
membri hanno posto l'attenzione su tematiche, inerenti il diritto allo studio
quali: aumento delle tasse, frequenza obbligatoria, numero chiuso, diritti
degli studenti lavoratori. Si richiede un approfondimento in questo ambito. Il
gruppo non ha preso una decisione precisa in merito, anche perché esistono
posizioni contrapposte riguardo tematiche quali diritto allo studio e numero
chiuso, ecc.
5^
proposta
Si
è posta la questione della composizione e dell'eventuale cambiamento
di nome del Coordinamento Nazionale degli studenti. Attualmente, infatti,
ne fanno parte non solo studenti ma anche neodiplomati e diplomandi; ci si è
chiesti se ciò abbia o meno senso, e se sia giusto mantenere l'attuale nome
dei gruppo. Dopo una lunghissima discussione, conclusasi con la messa ai voti
dei quesito "neodiplomati dentro o fuori?", si è stabilito, a
maggioranza assoluta, di far convivere studenti e neodiplomati nello stesso
gruppo. Si ritiene, in linea di massima, che anche chi ha appena terminato gli
studi, sia ancora abbastanza vicino alle tematiche ed alle problematiche dei
D.U.S.S, e quindi possa dare il suo contributo, nei termini di una più o meno
stretta collaborazione. Inoltre questa presenza potrebbe essere utilizzata
come elemento di integrazione e collegamento tra il mondo della formazione e
quello della professione. Si prevede che la partecipazione dei neodiplomati
sarà, poi, regolata dalla naturale propensione ad uscire dal gruppo dopo due
o tre anni.
Riguardo
l'eventuale cambiamento del nome, sono state assunte posizioni differenti. La
maggioranza si è comunque pronunciata a favore di un nuovo nome, anche se per
il momento non si è ancora deciso quale debba essere, e ci si propone di
affrontare la questione in futuro.
Accordi
presi
Compiti
del Gruppo di Venezia: