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ESAME DI STATO: LE COMPETENZE RICHIESTE

di Ugo Albano

Il fine principale dell’esame di Stato non è il semplice superamento delle prove, ma la verifica delle competenze professionali, nel senso che le prime sono strumento subalterno alle seconde: i contenuti e le modalità delle prove devono cioè verificare le competenze professionali e non essere solo la verifica generica di una certa conoscenza. L’esame di Stato non è quindi un generico “compitino”, ma da questo deve essere misurabile l’insieme delle competenze possedute; non si tratta quindi di “sapere” la nozione o il dato, ma di capire “che competenza specifica viene misurata”. Le competenze, infatti, sono le capacità esigibili nel lavoro che il professionista deve saper dimostrare; esse sono inoltre codificate per Legge e rappresentano il “patto” tra la professione e le organizzazioni sociali interessate, quelle del lavoro e quelle del mercato.

Le competenze le troviamo codificate sempre nello stesso D.P.R. 328/2001 all’art.21.

Il particolare le competenze dell’assistente sociale specialista sono:

a) elaborazione e direzione di programmi nel campo delle politiche e dei servizi sociali;

b) pianificazione, organizzazione e gestione manageriale nel campo delle politiche e dei servizi sociali;

c) direzione di servizi che gestiscono interventi complessi nel campo delle politiche e dei servizi sociali;

d) analisi e valutazione della qualità degli interventi nei servizi e nelle politiche del servizio sociale;

e) supervisione dell'attività di tirocinio degli studenti dei corsi di laurea specialistica della classe 57/S - Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali;

f) ricerca sociale e di servizio sociale;

g) attività didattico-formativa connessa alla programmazione e gestione delle politiche del servizio sociale.

Le competenze dell’assistente sociale sono invece queste:

a) attività, con autonomia tecnico-professionale e di giudizio, in tutte le fasi dell'intervento sociale per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio, anche promuovendo e gestendo la collaborazione con organizzazioni di volontariato e del terzo settore;

b) compiti di gestione, di collaborazione all'organizzazione e alla programmazione; coordinamento e direzione di interventi specifici nel campo delle politiche e dei servizi sociali;

c) attività di informazione e comunicazione nei servizi sociali e sui diritti degli utenti;

d) attività didattico formativa connessa al servizio sociale e supervisione del tirocinio di studenti dei corsi di laurea della classe 6 - Scienze del servizio sociale;

e) attività di raccolta ed elaborazione di dati sociali e psicosociali ai fini di ricerca.

Ne consegue che una buona commissione deve prima di tutto porsi il compito di stabilire quali competenze verificare e poi adattare le prove a questa verifica. Su ciò, a mio parere, si basa un  esame di Stato più o meno formale oppure più o meno efficace. Ogni commissione è quindi libera di stabilire i criteri che meglio ritiene giusti, è opportuno però, a mio parere, che ogni commissario rifletta sul senso dell’abilitazione e proponga le competenze che ritiene utile verificare, anche perché queste devono essere poi tradotte in unico metodo di valutazione, ad ogni caso chiarito e condiviso da tutta la commissione.

Personalmente credo sia importante la verifica di queste competenze:

Per le prove scritte:

  1. padroneggiamento della lingua italiana (chiarezza, correttezza grammaticale e sintattica)

  2. comprensione del tema ed esposizione sintetica;

  3. appropriatezza del linguaggio e della forma;

  4. uso del lessico professionale;

  5. capacità di analisi critica;

  6. conoscenze giuridiche;

  7. conoscenza del procedimento metodologico;

  8. appropriatezza delle risposte (corrispondenza al tema assegnato);

  9. consapevolezza del ruolo professionale;

  10. padronanza degli aspetti etici e deontologici.

Per la prova orale, oltre alle voci precedenti, andrebbero anche verificate:

  1. padroneggiamento della comunicazione orale;

  2. capacità di esposizione sintetica;

  3. capacità di comprensione ed argomentazione conseguente;

  4. capacità di ragionamento logico;

  5. capacità di pensiero critico;

  6. conoscenza del codice deontologico.

Dette competenze, o altre che ogni commissione vorrà individuare prima dell’Esame, devono essere previste prima delle prove e quindi misurate a correzione delle stesse, in modo da rendere più oggettiva la valutazione. Un’idea potrebbe essere la predisposizione di una griglia, in cui le stesse competenze vengono scritte e verificate per gradualità, per esempio “ ottimo, buono, sufficiente, scarso”, o con uno scaling numerico. Il collega Tasin del Trentino, per esempio, espone un sistema di valutazione del genere.

gli altri contributi

le diverse prove già effettuate in alcune sedi dal 1998 ad oggi

bulletcos'è
bulletla commissione d'esame
bulletle competenze richieste
bulletla mia esperienza di preparazione dell'esame
bullet criteri valutativi per l'esame di stato
bulleti testi delle prove
bullet come impostare la preparazione dell'esame di stato
bulletcosa significa
bullet le prove da superare
bulletconsigli ai candidati
bullet memorie di un commissario (dell'esame di stato)
bullet esame di stato a Trento 2001, esperienza di un commissario (pdf 72 KB)
bullet timida guida alla preparazione dell'Esame di Stato

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ultimo aggiornamento: 10/02/2010  web master: vittorio zanon