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esame di stato: i miei consigli ai candidati

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di Ugo Albano

Il primo consiglio che mi sentirei di dare ai candidati è quello di dare significato all’esame di Stato, assumendone i conseguenti ed opportuni atteggiamenti. L’emozione può mettere in cortocircuito l’attenzione, eppure bisogna sforzarsi di leggere attentamente il testo del tema estratto o comprendere bene quanto oralmente richiesto per capire cosa la commissione si aspetta. Una comprensione  superficiale porta ad allontanarsi dal quesito richiesto oppure spinge a dare risposte in maniera non attinente, tutto ciò è da subito notato dai commissari.

E’ vincente sentirsi calmi e  sereni, è bene quindi arrivare riposati alle prove, evitando – mio consiglio – di alimentare l’ansia trangugiando la sera prima o lo stesso giorno d’esame enormi quantità di libri.

 

Strategico è inoltre il governo del tempo, consiglio quindi non solo l’orologio sott’occhio, ma specialmente una strutturazione dei tempi per scrivere, prendendosi quello per trascrivere con calma in bella copia.

 

Non scrivete tanto, ma semplicemente quello che vi viene richiesto, certo in una forma ricca, ma non prolissa (e noiosa per i commissari). Scrivete quindi in modo leggibile: considerate che il tema deve essere letto da cinque persone, non tutte queste sono avezze a “tradurre geroglifici”.

 

Quel che si aspetta la commissione non è il “bel temino”, ma la dimostrazione delle competenze professionali. Fate quindi sempre riferimento al processo metodologico e alle sue fasi, oppure affrontate temi di politica sociale con equilibrio e personalità, riducendo al minimo i discorsi ridondanti masticati durante il corso o, peggio ancora, la solita retorica generalista sul welfare mai precisa o contestualizzata sulla realtà.

 

Un ultimo consiglio, del tutto personale: considerate l’esame di Stato (come ogni successiva esperienza di selezione) come un momento ufficiale della vostra vita, abbiate cura pertanto del vostro abbigliamento e della vostra apparenza, che nelle prove – specie quella orale – un peso può averlo. Evitate estremizzazioni di eleganza (con ipertrucchi, pellicce, collane e simili) e di sciatteria ( vestiti casual, tute sportive, “iperscollamenti” o un aspetto non curato); mantenete piuttosto un aspetto sobrio, semplice, perché chi vi valuta deve conoscere voi e le vostre competenze, non essere influenzato dal vostro aspetto esteriore, che pure comunica la vostra persona e che, in quanto tale, può pure travisarla.

 

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