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Sabato, 23 Marzo 2013 00:00

I gruppi in Psichiatria

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titolo/tema: I Gruppi Psico-Educazionali e di Auto-Mutuo-Aiuto in Psichiatria: uno strumento di lavoro per l’Assistente Sociale tipologia
autori: Stefano ARADO tesi
relatore: Cristina LODI data/anno: 2011/12
città/luogo Università degli Studi di Genova - Facoltà di Giurisprudenza - Corso di Laurea in Servizio Sociale pagine/durata: pp.137
altro/note:  

 

 

i gruppi in psichiatria

Stefano ARADO (2011/12) I Gruppi Psico-Educazionali e di Auto-Mutuo-Aiuto in Psichiatria: uno strumento di lavoro per l’Assistente Sociale Università degli Studi di Genova - Facoltà di Giurisprudenza - Corso di Laurea in Servizio Sociale, relatore Cristina Lodi, pp.137

Licenza cc 2.5 per tesi Autore  Data 2013-03-23 Lingua  Italian Dimensioni 729.55 KB Download 1321

Dall'introduzione:

L’idea per l’elaborazione della presente tesi è sorta durante la mia attività di tirocinio presso il Centro di Salute Mentale Ambito-2 di Finale Ligure.
Grazie al mio supervisore ho potuto partecipare presso il medesimo centro ad alcuni incontri di un gruppo psico-educazionale di familiari di pazienti psichiatrici incentrato sulla tematica del “Dopo di Noi” e ho raccolto informazioni rispetto al gruppo di auto-mutuo-aiuto “L’Aurora”, entrambi attivati dal medesimo CSM.
Tale esperienza di tirocinio, ed in particolare l’attività di gruppo, è stata profondamente formativa dal punto di vista motivazionale e professionale.
Ho compreso come sia necessario, all’interno della relazione tra assistente sociale e paziente psichiatrico, inserire come anello fondamentale di sostegno e congiunzione la famiglia, risorsa primaria che deve essere supportata nel processo di aiuto in psichiatria.
È importante altresì che anche i pazienti tentino di aiutarsi reciprocamente, attraverso i gruppi di auto-mutuo-aiuto, soprattutto in un periodo di crisi economica come quello attuale in cui le risorse degli enti pubblici sono scarse e aleggiano ancora molti stereotipi e pregiudizi nei confronti dei pazienti psichiatrici.
L’obiettivo della presente tesi è quindi quello di riflettere sull’importanza dei gruppi psico-educazionali e di auto aiuto in psichiatria come strumenti di lavoro per l’assistente sociale.
Concepire il gruppo come strumento professionale è importante, è un esperienza che tutti gli assistenti sociali dovrebbero svolgere.
Apparentemente, nell’immaginario collettivo, si pensa che l’attività psico-educazionale e di auto-aiuto sia ad appannaggio delle figure professionali così dette forti (medici, psicologi ecc) ma in realtà a livello di multidisciplinarità è proprio l’assistente sociale il professionista, a mio avviso, più idoneo.
Il gruppo costituisce uno strumento insostituibile di bisogni, un’esperienza formativa in cui ogni persona costituisce la propria identità, nei gruppi di qualsiasi tipo le persone esprimono bisogni, si costruisce la coesione ed emerge la struttura.
Attraverso la mia esperienza di tirocinio all’interno del centro di salute mentale di Finale Ligure, ho potuto osservare che la presenza di un congiunto affetto da una malattia mentale cronica, provoca un effetto disgregante sull’intera vita familiare. È a partire dal momento in cui i comportamenti del proprio congiunto vengono definiti dalla famiglia come sintomatici e soprattutto da quando è stata fatta la prima diagnosi psichiatrica, che gradualmente nascono i problemi all’interno del nucleo familiare. All’inizio i familiari cercano di controllare e/o modificare il sintomo del congiunto ma quando quest’ultimo diventa persistente e grave, l’intera famiglia tenderà all’isolamento rispetto al contesto sociale per vergogna. La sofferenza emotiva dei familiari dei pazienti psichiatrici è molto complessa e sicuramente costituisce l’ostacolo più grande da superare prima di riuscire ad affrontare la situazione in modo coerente e preciso.
Tutti i familiari di un paziente psichiatrico sono sottoposti ad uno stress cronico derivato da comportamenti diversificati, rispetto soprattutto alle abitudini del mangiare, del dormire, dell’igiene personale, dell’uso del denaro, del lavoro ed è questo che spesso è alla base di grandi difficoltà relazionali all’interno della famiglia. Ritengo quindi che la famiglia di un paziente psichiatrico vada sostenuta adeguatamente attraverso i gruppi psico-educazionali, mentre i pazienti attraverso i gruppi di auto-mutuo-aiuto.
L’auto aiuto è tale se la persona bisognosa è in grado di far fronte ai problemi tramite se stessa e il gruppo di supporto, senza ricorrere a professionisti o comunque in maniera integrata. D’altra parte all’origine del gruppo deve esserci una base di partenza, ovvero un professionista che si assuma il compito di formare il gruppo.
A questo riguardo farò riferimento nella tesi all’assistente sociale come unico professionista, a mio parere, in grado di condurre e formare al meglio un gruppo psico-educazionale e di auto-aiuto in psichiatria in virtù della propria versatilità come professionista e del suo ruolo di mediatore di risorse, nonché adeguatamente formato ad agire nei contesti di gruppo.
Nella tesi tenterò quindi attraverso descrizioni teoriche e pratiche di definire chiaramente la differenza tra i due gruppi (psico-educazionali e di auto-aiuto), individuando l’importanza della famiglia e dell’assistente sociale come professionista in psichiatria, differenziandolo dalle altre figure professionali.
In particolare:

  • nel capitolo I viene effettuata una sintesi della normativa nazionale e della regione Liguria che regolamenta la Salute Mentale al fine di introdurre il lettore nell’ambito della legislazione psichiatrica;
  • nel capitolo II viene effettuato un breve excursus teorico relativo allo stigma e i pregiudizi che gravano sui pazienti psichiatrici e sulle famiglie degli stessi. Tale capitolo è stato inserito al fine di sottolineare come sia importante un lavoro di rete integrato, effettuato dai Servizi di Salute Mentale e dal mondo dell’associazionismo, promuovendo una più ampia informazione alla popolazione e sviluppando l’empowerment dei soggetti con disturbo psichico in modo tale da evitarne la stigmatizzazione;
  • nel capitolo III mi sono soffermato sul contesto familiare inteso come luogo dove le relazioni interpersonali si sviluppano realmente e quotidianamente, quindi punto nevralgico di intervento per il sostegno del paziente psichiatrico;
  • nel capitolo IV si tratta specificatamente dei trattamenti psico-educativi e dei gruppi psico-educazionali dei familiari di pazienti psichiatrici al fine di dimostrare come questa attività influenzi positivamente il decorso della patologia psichiatrica e dia sollievo ai familiari circa il carico assistenziale;
  • nel capitolo V si tratta specificatamente dei gruppi di auto-mutuo-aiuto in psichiatria come luogo di legame, fiducia, rispetto e sostegno tra pazienti;
  • nel Capitolo VI viene contestualizzato il lavoro dell’assistente sociale in psichiatria indicando tra gli strumenti anche l’attività di gruppo. Lo scopo del capitolo è quello di indurre una riflessione sugli scopi e l’attività del servizio sociale professionale in campo psichiatrico, al fine di dimostrare come sia rilevante la presenza di una figura come quella dell’Assistente Sociale all’interno dei Servizi Psichiatrici e, nello specifico, all’interno dei Servizi di Salute mentale.

i gruppi in psichiatria

Stefano ARADO (2011/12) I Gruppi Psico-Educazionali e di Auto-Mutuo-Aiuto in Psichiatria: uno strumento di lavoro per l’Assistente Sociale Università degli Studi di Genova - Facoltà di Giurisprudenza - Corso di Laurea in Servizio Sociale, relatore Cristina Lodi, pp.137

Licenza cc 2.5 per tesi Autore  Data 2013-03-23 Lingua  Italian Dimensioni 729.55 KB Download 1321

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