dal 1995 punto di riferimento per i professionisti del sociale
  non chiederti cosa può fare per te questo sito, chiediti cosa puoi fare tu per questo sito!

   perché...  gli assistenti sociali dall'emoticon facile! :-)


banner-001
Saperi Le nostre "teche" Raccolta tesi Minori adottati a scuola
sideBar

Raccolta tesi

tesi_p1E la tua tesi che fine ha fatto?
Non lasciare che venga dimenticata o si riempia di polvere in qualche scaffale della libreria o ad ammuffire dentro ad uno scatolone in cantina: inseriscila in questa raccolta in modo che possa essere consultata ed apprezzata e utile ancora.
Qui l'elenco completo delle tesi disponibili.
Un po' alla volta stiamo rimettendo online tesi che erano già inserite nel vecchio sito di ASit.

Giovedì, 03 Gennaio 2013 22:44

Minori adottati a scuola

Vota questo articolo
(10 Voti)
titolo/tema: Minori adottati a scuola: possibili ostacoli nel percorso di inserimento e strategie per una buona accoglienza tipologia
autori: Marina D'ONOFRIO tesi
relatore: Giovanna SAMMARCO data/anno: 2010/11
città/luogo

Università Sapienza di Roma - Facoltà di Sociologia - Corso di Laurea Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali
pagine/durata: pp.109
altro/note:

 

 

Dall'introduzione:

L’adozione di minori stranieri rappresenta oggi una realtà importante, di vaste proporzioni e in continua evoluzione. Proprio per questo motivo, intorno a questo fenomeno si sono aperti numerosi fronti di riflessione che coinvolgono quei settori – della politica sociale, del diritto, della psicologia, dell’educazione – nei quali l’adozione di un bambino proveniente dall’estero incide più direttamente, sollecitandone risposte e approfondimenti.
Tra tutti i settori interessati dal fenomeno dell’adozione internazionale, la scuola assume un ruolo e una importanza strategica. È, infatti, fortemente coinvolta nella storia di ogni adozione internazionale: essa è elemento determinante non solo per la formazione del bambino, ma anche per la sua socializzazione; inoltre, il contesto scolastico è carico di aspettative e diventa, quindi, ancora più importante per il bambino adottato, poiché spesso i nuovi genitori misurano la sua completa integrazione, e quindi la loro stessa validità genitoriale, sulla base del rendimento e del consenso che egli riesce ad avere in classe.
Il presente lavoro nasce con l'intento di far luce sulle problematiche legate all'inserimento scolastico dei minori adottati con adozione internazionale, approfondendo gli aspetti maggiormente critici, legati per lo più all'impreparazione e alla scarsa informazione che caratterizza la scuola italiana rispetto alla tematica.
È importante partire dal presupposto che il coinvolgimento della scuola nella definizione dei molteplici interventi finalizzati al miglior inserimento del minore adottato nella famiglia e nella società rientra negli adempimenti richiesti dalla legge 476/1998, nella quale è previsto un coordinamento tra tutti i diversi servizi coinvolti nel perseguimento del benessere del bambino, al fine di predisporre interventi più adeguati al soddisfacimento delle sue particolari esigenze. Scuola, Servizi Sociali, Enti autorizzati, Tribunale per i Minorenni dovrebbero quindi attivare iniziative valide e integrate, anche ricorrendo allo strumento dei protocolli d’intesa, per una reale capacità d’incidere sulle situazioni di disagio del minore straniero in stato di adozione.
Generalmente, i bambini adottati con adozione internazionale arrivano in Italia in età scolare: è evidente che la scuola diventa fondamentale nel percorso di inserimento e non può, quindi, consentire, ai suoi docenti, errori che potrebbero pregiudicarne il corretto svolgimento.
Affinchè la scuola possa assolvere fino in fondo il suo compito, funzionando davvero come strumento efficace di integrazione, è però necessario che genitori, insegnanti, educatori e operatori sociali abbiano la possibilità di riconoscere tempestivamente le eventuali problematiche di tipo cognitivo e relazionale manifestate dai bambini provenienti da altri Paesi, i cui sistemi educativi e scolastici possono differenziarsi in modo significativo rispetto a quello italiano.
Per questo motivo, ritengo importante che il personale scolastico conosca, e sia in grado di accogliere all'interno della classe, una realtà delicata come quella adottiva.
La necessità di disporre di informazioni ed elementi di conoscenza aggiornati è ancora più fondamentale alla luce dei profondi e repentini mutamenti dello scenario internazionale, segnato negli ultimi anni dall’innalzamento dell’età media dei bambini al momento dell’adozione, che si traduce, quindi, in un arrivo più consistente di minori che hanno già avuto precedenti esperienze educative e scolastiche. Questo nuovo scenario richiede risposte mirate da parte di insegnanti, tenendo comunque ben presente che ogni bambino, rispetto a un coetaneo che proviene dallo stesso Paese di origine, ha una storia propria e può avere vissuto esperienze sostanzialmente diverse.
La scuola è il primo luogo sociale del bambino ed è importante che gli insegnanti e tutti coloro che lavorano in essa abbiano a disposizione gli strumenti conoscitivi adatti all'inserimento sereno di ogni bambino all'interno della classe.

Nel primo capitolo ho introdotto l’argomento proponendo una panoramica storica e normativa che permettesse di inquadrare l’attuale situazione. Partendo dalla legge n.184 del 1983 e dalla successiva legge n.476 del 1998 che, ratificando la Convenzione dell’Aja del 1993, modifica il titolo III della legge precedente inerente all’adozione internazionale, ho illustrato le trasformazioni avvenute negli anni all'interno della società e che hanno influenzato l'istituto dell'adozione, in particolare per quanto riguarda l'adozione internazionale.
Nel secondo capitolo ho approfondito gli elementi caratteristici e, quindi, più importanti dell'adozione internazionale. Penso sia fondamentale, per gli insegnanti ma anche per tutti coloro che lavorano a contatto con i bambini adottati, avere chiaro cosa significhi adottare e conoscere gli aspetti che maggiormente caratterizzano l'esperienza adottiva dei minori: il trauma dell'abbandono e l'istituzionalizzazione. Solo conoscendo a fondo queste realtà gli insegnanti possono accogliere il minore e il suo passato, evitando così che le sue precedenti esperienze influenzino negativamente il suo ingresso nel mondo scolastico e il suo sviluppo.
Nel capitolo successivo, ho focalizzato la mia attenzione sull'inserimento scolastico dei minori adottati, illustrandone le criticità. Il contesto scolastico è ricco di potenzialità per tutti i bambini, in particolare per quelli adottati: rappresenta, infatti, non solo una fonte di apprendimento della lingua e della cultura del Paese in cui è inserito, ma contribuisce anche al suo sviluppo sociale e alla sua integrazione nella società. Inoltre, all'interno della classe, i bambini stabiliscono nuovi rapporti affettivi che forniranno un importante contributo, di conferme e smentite, al loro modo di definire se stessi e gli altri. Per questi eparata ad accogliere i minori adottati in maniera adeguata e sia in grado di aiutare il bambino a superare le difficoltà che può incontrare nel suo percorso scolastico, difficoltà che possono essere legate alla normale crescita di ogni bambino così come alla specifica esperienza vissuta dal minore, precedente all'adozione.
Nel quarto capitolo, invece, ho focalizzato l'attenzione su cosa significa accogliere un bambino adottato a scuola e, in particolare in classe. La sua presenza richiede un'adeguata preparazione da parte degli insegnanti, affinchè le sue "differenze" non si trasformino in motivi di allontanamento ed esclusione all'interno della classe ma vengano accolti, invece, come un'opportunità, per insegnare ai bambini ad essere aperti verso gli altri e liberi dai pregiudizi. Affinchè ciò sia possibile è importante che gli insegnanti imparino a "parlare di adozione", creando, in questo modo, un clima di classe dove ognuno, anche il bambino adottato, possa trovare un proprio spazio e possa sentirsi a suo agio. Ciò comporta un'attenta riflessione sugli strumenti didattici utilizzati nella scuola, che spesso risultano non idonei a raccontare la storia del bambino adottato.
Nel quinto capitolo ho voluto presentare un progetto promosso e realizzato a L'Aquila dall'Associazione "Genitori si diventa onlus". L'Associazione da anni svolge, tra le tante attività, un lavoro di sensibilizzazione rispetto alla tematica qui affrontata, proponendo anche delle strategie in grado di agevolare l'accoglienza dei bambini adottati e che aiutino gli insegnanti ad affrontare le eventuali difficoltà che il bambino può incontrare. Il progetto realizzato nasce proprio dalla necessità, avvertita sia dai genitori adottivi che dagli insegnanti, di avvicinare con maggiore consapevolezza il mondo della scuola ai problemi dei minori adottati, al fine di creare le condizioni per un migliore inserimento scolastico. A mio avviso, questo progetto rappresenta un'esempio di come la capacità di mettersi in rete (che si concretizza, in questo caso, in una buona collaborazione tra scuola, genitori adottivi e l'Associazione presente sul territorio) consenta di progettare interventi adeguati nei confronti del minore adottato.
Nell'ultimo capitolo, infine, presento i risultati delle interviste sottoposte alle insegnanti di due scuole Montessori del 2 Municipio, attraverso le quali ho cercato di far emergere le strategie messe in pratica per accogliere il minore adottato a scuola e per sostenerlo durante il percorso scolastico.

Minori adottati a scuola

Marina D'ONOFRIO (a.a. 2010/11) Minori adottati a scuola: possibili ostacoli nel percorso di inserimento e strategie per una buona accoglienza Università Sapienza di Roma - Facoltà di Sociologia - Corso di Laurea Programmazione e Gestione delle Politiche e dei Servizi Sociali, relatore Giovanna SAMMARCO, pp.109

Licenza cc 2.5 per tesi Autore  Data 2013-01-04 Lingua  Italian Dimensioni 527 KB Download 748

Letto 3207 volte Ultima modifica il Martedì, 05 Febbraio 2013 23:40

Aggiungi commento

Sono consentiti commenti ai non registrati, ma prima di venire pubblicati saranno vagliati dalla redazione.
E' richiesto l'inserimento di un indirizzo e-mail (che non viene pubblicato).
La responsabilità di quanto inserito nei commenti è degli autori degli stessi.


Codice di sicurezza
Aggiorna

Attenzione:

creative_commons_2_5Ai materiali presenti in ASit – salvo differente licenza – si applica la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License che viene implicitamente accettata con il download dei materiali dal nostro sito.
In particolare si raccomanda di citare sempre e correttamente le fonti nel caso in cui si riutilizzino i materiali, nonché di rispettarne le licenze d'uso.
E' inoltre gradita una comunicazione ai gestori del sito.
Per maggiori informazioni contatta direttamente l'associazione culturale ASit Servizio Sociale su Internet alla mail serviziosociale@serviziosociale.com o visita questo link: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/