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Saperi Ladri di bambini Pezzi di puzzle in corridoio a pediatria
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Martedì, 30 Novembre 1999 01:00

Pezzi di puzzle in corridoio a pediatria

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di Vittorio Zanon

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Ore 19.30 di mercoledì, sto camminando nel corridoio del reparto di pediatria dell'ospedale, ho in braccio un bel bambino di 18 mesi: è vispo e mi sorride tranquillo, con due grandi occhioni neri ed i riccioli un po' lunghi. Il mio orario di lavoro oggi terminava alle 13.00.

Sto cercando la dottoressa di turno: il padre del bambino l'ha lasciato in ospedale con la madre, Spaesata, che assiste la figlia con la gastroenterite.

Cammino nel corridoio, una bambina con le treccine bionde mi supera con il triciclo. Dietro al triciclo vedo passare tutte le persone che ho incontrato o con cui ho parlato per telefono in questa lunga giornata.

Rivedo Rassegnata, che oggi in comune ha firmato il consenso per l'affido della figlia che dice di non volere più. Forse otterrà una casa comunale: l'uomo con cui ha iniziato una relazione pare non la prenderà in casa con sé. I suoi occhi sono tristi e sofferenti, ma vedo passare un filo di luce quando mi chiede della figlia e le dico che si trova bene nella famiglia in cui è stata inserita; dopodomani sarà il suo compleanno, ma Rassegnata non sa se andrà a farle gli auguri, perché dice di non avere i soldi per comprarle un regalo.

Alle 14.00 non sono ancora riuscito a terminare la relazione e Sorridente è venuta a chiamarmi per il pranzo da più di un'ora. Sto pensando di chiederle se è disponibile a farsi intervistare da una laureanda in Scienze dell'Educazione: immagino che non accetterà la proposta ma sogno che possa aiutarla a fare una verifica sul percorso finora compiuto.

Mentre mangio chiedo ad Impaziente di farmi compagnia: mi scuso con lei perché avrei voluto parlarle prima, ma proprio non sono riuscito a farlo. Mi sorride e parliamo un po' del suo ex convivente che oggi verrà a trovarla assieme al proprio padre: lei sta pensando di tornare da lui, ma ciò richiederà un certo impegno e una buona dose di buona volontà per ricucire i rapporti.

Mentre sto preparando i volantini per un progetto che ancora non si sa se otterrà un finanziamento, suonano al campanello tre uomini: uno di questi è Commosso, che è venuto a prendere il figlio per portarlo all'ospedale dalla moglie e l'altra figlia. Non lo aspettavo così presto: la collega del comune mi aveva detto che sarebbe venuto dopo le 17.30. Non ho motivi per non dargli il bimbo: nell'abbraccio i riccioli neri di entrambi si fondono insieme tanto da non distinguere più il padre dal figlio. Con il figlio in braccio Commosso dimentica il risentimento e l'ostilità nei miei confronti. Esce seguito dagli amici: finché la moglie rimarrà ricoverata in ospedale terrà lui il bambino. Nella stanza a piano terra mi aspetta Impulsivo, l'ex convivente di Impaziente assieme al proprio padre. Devo scusarmi anche con loro per averli fatti attendere. Spesso sono gli assistenti sociali che aspettano per ore gli utenti che non sempre si presentano agli appuntamenti: è bene che quando sono gli assistenti sociali a ritardare siano loro a chiedere scusa.

Spiego ai due che per rompere un foglio di carta non serve molto tempo né molta fatica, ma che dopo non è più possibile far tornare il foglio come prima e per riunire i pezzi occorre molto più tempo, una buona precisione e molti più strumenti che prima non si erano usati. La figlia di Impaziente sta con me e il nonno mentre i genitori parlano con la psicologa. La bimba si fa ammaliare dal nonno ma più di una volta, vedendomi, si divincola per venire in braccio da me: sono imbarazzato per la situazione e cerco di riportare il nonno al centro dell'attenzione della bimba. Per fortuna ci riesco. Quando i due uomini ci salutano penso a quanti occhi lucidi ho visto oggi. Gli occhi di un uomo che piange fuggono lo sguardo, cercano un rifugio per potersi nascondere; anche le donne piangono, ma con gli occhi ti guardano dentro.

Il triciclo con le trecce bionde mi passa ancora accanto. Il bimbo che tengo in braccio è tranquillo e sereno; entro mezz'ora dovrebbe venire il padre a prenderlo.

Letto 2046 volte Ultima modifica il Martedì, 19 Luglio 2011 18:07

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