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Saperi Ladri di bambini Grazie a Dio è venerdì
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Martedì, 30 Novembre 1999 01:00

Grazie a Dio è venerdì

Scritto da  Diana Usiglio
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di Diana Usiglio

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Venerdì sera! Finalmente li posso lasciare là , tutti i miei piccoli "matti" che, come grani di rosario , entrano nel mio studio, 45 minuti all'uno.
Uno dopo l'altro, gelosi del precedente, del prossimo, con un fardello continuo di problemi loro, della famiglia, della scuola... con le loro ecolalie, stereotipie, manie, riti...

Era arrivato da me quattro anni fa: Franco.
Ero un po' l'ultima spiaggia, un bimbo a cui la struttura non aveva altro da offrire che un laboratorio pratico, nel quale fare lavoretti...
"Psicosi atipica dell'infanzia", una diagnosi enorme per quel bomboletto di sette anni, cicciotto, moro, spaventato...
Per tutta la prima seduta non una parola, non un contatto , neanche con gli occhi, un girare ossessivo e interminabile su quel maledetto seggiolino del mio studio...
Così sconosciuto anche a se stesso da nominarsi solo in terza persona.
Nessuna variazione era ammessa: le finestre ben chiuse, le porte chiuse, nessun estraneo che accedesse alla stanza, se mi raccoglievo i capelli entrava in panico e subito li scioglieva...

Seduta dopo seduta l'ho ricevuto per quattro anni.

Con pazienza, piano piano mi ha dato accesso alle sue paure. Ha voluto disegnare e costruire la Casa delle Streghe, che lo terrorizzava quando, col papà, andava alle fiere.
L'ha esplorata con me.
Seduta dopo seduta, rispettando riti e manie, domande vuote che pretendevano da me attenzione e risposta, prestandogli la mia mano per disegnare e costruire i suoi mostri.

Poche le speranze di un progresso.
Anche la sua mamma, anima in pena, persona sofferente, non era in grado di accettarlo, di aiutarlo.

Eppure, insperato, un successo : si nomina in prima persona. Un bel " IO " tondo tondo , che mi fa battere il cuore, volare per l'intera giornata.

Poi anni di immobilità. Seduta dopo seduta.
Anzi no, peggio : la mamma si aggrava, cede alla pazzia, lo picchia, lo fa vivere nel terrore .
Franco si carica di aggressività, ormai grande e grosso , mi fa paura.
Paura per me, paura per se stesso.
Seduta dopo seduta resisto.
Finalmente si decide per l'allontanamento familiare . Dove andrà? Lo sapranno accogliere con amore , sopportare gli insulti , gli sputi, le botte...vedere quello spiraglio che ti dà, capire il suo modo di chiedere e dare ?

Ancora Franco dimostra un insperato progresso !
Dimostra affetto, paura per il prossimo cambiamento di cui è consapevole, chiede la mia presenza anche " LI' ".

Vorrei sapere che le piccole perle che mi ha regalato non saranno vanificate.
Vorrei , sì vorrei andare con lui, accompagnarlo, presentarlo...ma non dipende da me!
Vivo le sue stesse paure, ma devo dargli coraggio e promettergli che starà bene, là dove andrà.

Seduta dopo seduta.

Ancora un mese, poi ci saluteremo...
Grazie a Dio, oggi è venerdì.

 

Letto 2761 volte Ultima modifica il Venerdì, 17 Novembre 2017 22:49

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