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Saperi Ladri di bambini Con la madre, se consenziente
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Martedì, 30 Novembre 1999 01:00

Con la madre, se consenziente

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di Vittorio Zanon

 

strega2Ecco, è arrivato! Mi telefonano dalla sede centrale: tra un paio di minuti ne avrò una copia anche io. Termino frettolosamente la registrazione del colloquio appena finito e mi precipito nell'altra stanza, davanti al fax. Ogni volta questo effetto! Erano ormai alcune settimane che aspettavo. Quasi non ci pensavo più, ed ora, curioso ed impaziente come un bambino ad uno spettacolo di burattini, sono qui che guardo il foglio che lentamente esce da questo strano apparecchio...

Non sono mai stato in grado di capire come cavolo fa questa macchinetta mezza scassata a fare uscire un documento che è stato scritto a diversi chilometri di distanza... "impulsi elettronici", suppongo nella mia assoluta ignoranza in materia. Boh, il fax non so proprio come faccia a funzionare; il telefono un po' lo immagino, anche ricordando le prime telefonate con gli amici all'asilo: uno spago bello grosso ed i bicchierini di quello yogurt che ora non compro più... come ci divertivamo!

Ecco, sta finendo di uscire anche l'ultima pagina, che poi è la più importante, anche se il protocollo viene messo sulla copertina. Per fortuna questa volta si è stampato bene, non come l'ultima volta, che ho dovuto farmelo mandare nuovamente.

"Tribunale per i Minorenni", appena lo vedono in sede centrale sanno che la cosa va comunicata urgentemente, ancora prima di passare al protocollo. E così eccomi qui, con un nuovo decreto in mano. Solitamente, quando si prende in mano per la prima volta un decreto del Tribunale per i Minorenni, si va subito a leggere la parte finale, sotto il "P.Q.M."... E così faccio anche io: "per questo motivo ... affida la minore al servizio sociale, affinché provveda all'inserimento della stessa in ambiente adeguato, assieme alla madre, se consenziente..." Successivamente, con calma, lo rileggo attentamente, osservando le richieste del pubblico ministero e le varie considerazioni e valutazioni espresse dal tribunale. Mentre concludo la lettura, il mio pensiero già va a "dove" collocare la bimba con la madre (se vorrà, e sono convinto di sì) ma, soprattutto, a come comunicare il decreto ai due genitori. Questo è sempre uno dei momenti più delicati per loro, anche perché, pur sapendo che il servizio ha già scritto al tribunale e pur essendo anche stati convocati in colloquio dal giudice, il decreto è comunque un qualcosa di inaspettato e sconosciuto che può cambiare di molto la loro vita. Nel bene come nel male. Molti utenti sono convinti che sia l'assistente sociale a dire al giudice cosa deve decidere, quando addirittura non confondono e scindono in un'unica e sola autorità i due ruoli.

Non è certo facile far capire loro che in realtà si è due differenti istituzioni, con compiti e orientamenti distinti e che non sempre il tribunale emette i decreti che l'assistente si aspetta, come altrettanto non sempre l'assistente sociale propone quanto il tribunale può auspicare. Come spiegare che il tribunale non è fatto da un solo giudice che decide a seconda di come si è svegliato al mattino, ma che i giudici sono tanti, ciascuno con delle proprie competenze e conoscenze, e che si basano su diversi aspetti, prima di decidere, a norma di legge, l'intervento ritenuto migliore? Ed anche il servizio sociale, non si ferma al "solito" assistente sociale, ma ha dietro diversi professionisti, con dei responsabili e dei compiti istituzionali da cui non può prescindere? Ciò spesso complica il lavoro ad entrambi, o allunga i tempi, ma è garanzia di interventi che mettono davvero al centro gli interessi dei minori. Tribunale e servizi sociali in ogni caso non possono sostituirsi alle persone di cui si occupano e che rimangono quindi sempre i principali protagonisti delle scelte personali e delle conseguenze che tali scelte possono avere nella loro vita.

Questa volta il decreto è arrivato un po' come me lo aspettavo e questo va in parte a confermare le valutazioni che insieme al mio servizio abbiamo fatto, ed in parte fa aumentare le preoccupazioni per il futuro di una bimba che non ha scelto i genitori che ha, e che ha diritto che vengano aiutati a diventare dei bravi genitori, anche alzando un po' la voce e dando loro delle precise prescrizioni, se è il caso.

Non sarà facile comunicare questo decreto, e sicuramente non potrò essere solo quando sarà il momento di farlo. Già immagino quali parole trovare, le reazioni, i volti... ...già, le parole! Il mio lavoro è spesso basato sulle parole, parole che non sempre ti vengono fuori come vorresti, anzi, nei momenti più delicati ti pare sempre che non esistano termini adatti.

Forse per questo le parole andranno ancora di più soppesate, dando più senso ed importanza a quanto si trova scritto, nero su bianco, nel decreto. E da lì si dovrà ripartire, da quanto ha stabilito il tribunale, partendo dalle indicazioni legislative di tentare di salvaguardare sempre, ove possibile, la relazione genitoriale. Ed è quanto ha deciso oggi il Tribunale, di permettere ad una bimba che ancora non sa parlare di avere una nuova chance di stare con la propria mamma, che dovrà "riguadagnarsi" il futuro con la figlia.

Non sarà facile, ma grazie anche al duro intervento del tribunale, degli strumenti in più ci sono, e sono strumenti che vanno a far leva sull'amore che una madre ha verso il figlio, con la consapevolezza però delle conseguenze, anche gravi, cui possono portare alcuni comportamenti. E questo serve, serve e cambia il valore delle relazioni ed anche degli interventi dei servizi.

Non sarà facile per niente comunicare e dare attuazione a questo decreto, ma, proprio grazie a questo, da domani si ricomincia!

Letto 2962 volte Ultima modifica il Martedì, 19 Luglio 2011 18:09

Commenti   

 
#1 RE: Con la madre, se consenzienteFrancescaR 2012-11-10 00:51
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