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![]() Dopo quattro anni di dibattito la riforma è legge Nasce la nuova assistenza (Ddl Senato 18.10.2000) Via libera alla riforma dell'assistenza che cambia passando da una accezione tradizionale di "assistenza" quale luogo di bisogni che possono essere discrezionalmente soddisfatti, ad una accezione di protezione sociale attiva. Questo il principio ispiratore del ddl approvato dal Senato il 18 ottobre in via definitiva. Il testo, giunto dopo un dibattito di oltre quattro anni, prevede la costruzione di un sistema integrato di servizi e prestazioni, un sistema a più protagonisti, istituzionali e della solidarietà, caratterizzato da livelli essenziali di prestazioni, accessibili a tutti, in particolare a chi vive in condizioni di fragilità sociale; un sistema finanziato per il tramite della fiscalità e partecipato nei costi dai cittadini secondo criteri di equità sostanziale. Il testo prevede innanzitutto che le funzioni relative alla programmazione degli interventi sono attribuiti agli enti locali, alle regioni e allo Stato, mentre la gestione e l'offerta dei servizi spetta sia ai soggetti pubblici sia a quelli del privato sociale, mentre il sistema di finanziamento degli interventi è basato sul principio della compartecipazione tra Stato, regioni ed enti locali. In questo ambito il Governo dovrà poi rivedere la disciplina degli istituti di assistenza pubblica ( IPAB) secondo i seguenti principi: inserimento delle IPAB nel sistema integrato di interventi e servizi sociali e coinvolgimento delle stesse nella programmazione locale (piano di zona); trasformazione della natura giuridica delle IPAB o in soggetti dotati di personalità giuridica pubblica, con forte autonomia gestionale e contabile, o, ricorrendo le condizioni indicate dalla legislazione vigente, in associazioni o fondazioni di diritto privato, scioglimento delle IPAB inattive nel campo sociale o i cui scopi si siano realizzati con conseguente devoluzione del relativo patrimonio ad altre IPAB. Quanto poi all'autorizzazione e all'accreditamento dei servizi e delle strutture e del pagamento a tariffa delle prestazioni erogate, questi sono attribuiti alla competenza dei comuni, nel rispetto dei criteri stabiliti a livello nazionale e regionale, riferiti a requisiti soggettivi ed oggettivi che valorizzino la qualità del servizio prestato. Requisito per l'accreditamento è l'adozione della carta dei servizi. Sono poi previste norme specifiche per la realizzazione di particolari interventi di integrazione e sostegno sociale: adozione di percorsi individuali per le persone disabili, misure di sostegno per anziani non autosufficienti, cui è riservata annualmente una quota di finanziamenti, da destinare, in sede di prima applicazione, alla realizzazione degli interventi di assistenza domiciliare integrata. Grazie alla legge scattano poi interventi per la valorizzazione ed il sostegno delle responsabilità familiari, estendendo le detrazioni fiscali delle spese sostenute dalle famiglie per i minori ed i disabili e per gli anziani non autosufficienti. I comuni da parte loro potranno prevedere l'erogazione di buoni servizio per la fruizione di servizi sociali, anche in alternativa a misure di carattere economico, con la sola eccezione di quelli che si configurano come strumenti necessari a garantire il minimo vitale. Inoltre si prevede che Governo dovrà rivedere le norme in materia di riccometro rafforzando il "peso" degli anziani non autosufficienti.. Da ultimo, sono previsti prestiti sull'onore per agevolare, per le famiglie monoparentali con figli o per le gestanti in situazioni di disagio, il superamento di stati di difficoltà temporanei. (18 ottobre 2000) |