|















|
|
mandaci
una mail per contatti e comunicazioni riguardanti:
il sito
l'associazione
grazie
|
|
|
in redazione:
- Maurizio Cartolano
- Silvia Casagrande
- Ombretta Okely
- Yurena Trujillo Perez
-
Vittorio Zanon
vuoi collaborare con noi?
contattaci!
|
| |
|
L'Attesa
di Silvana Rigo
Quando scalavo le montagne, fin da bambino avevo avuto questa passione, il contatto con la natura mi esaltava e la fatica della salita mi dava la mia dimensione d'uomo; inseguivo un sogno, quello di raggiungere le vette più alte dove la terra si confonde con il cielo come l'orizzonte fa con il mare.
Erano però lontane queste vette, non solo per i chilometri che mi separavano dal Nepal e da quelle cime che erano chiamate il tetto del mondo, ma anche per il diverso modo di vita e di pensiero che dividevano me, occidentale, da una cultura in cui la natura e l'uomo vivono in armonia tra loro.
Il sogno aveva continuato ad accompagnarmi, ero cresciuto, mi ero fatto una famiglia, e questa visione onirica mi stava ancora accanto.
Appena mi fermavo un attimo a riflettere mi tornavano alla memoria limpide come una fotografia impressa nella mia mente, mi sembrava quasi di poterle toccare. Forse per questo avevo scelto un lavoro creativo in cui lo spazio per fantasticare era ampio, mi consentiva persino di condurre la vita che io volevo.
Anche la mia compagna condivideva questo sogno, scalavamo insieme, le montagne erano il nostro mondo ed in esso ci piaceva perderci.
Con la mia donna coltivavo anche il desiderio di una famiglia numerosa, ai miei figli avrei trasmesso quest'amore per gli spazi immensi, conquistati a prezzo di una dura fatica, la gioia di giungere in cima e lo spettacolo che dall'alto potevo ammirare; era anche il mio/nostro modo per rendere omaggio al creato di quel Dio in cui entrambi crediamo.
Avevamo atteso del tempo e quei figli che tanto aspettavamo non erano giunti, qualche esame più approfondito e ci avevano detto che noi non avremmo mai potuti averne.Superato faticosamente il dolore di questa notizia, insieme lentamente, prima con gran sofferenza, poi con una maggior serenità, a poco a poco avevamo maturato in noi la consapevolezza che forse, potevamo essere genitori di un figlio non nato da noi, ma non per questo meno figlio nostro.
Il percorso più ovvio c'era sembrato allora quello di adottare un bambino, il cammino c'era apparso subito lungo; gli inizi non erano certo stati incoraggianti, le lungaggini burocratiche demoralizzanti, ma noi avevamo tenuto duro, c'eravamo stretti l'uno all'altro certi che alla fine avremmo superato ogni difficoltà, il tanto agognato figlio sarebbe giunto.
Era passato più di un anno da quando avevamo inoltrato la nostra richiesta, improvvisamente eravamo stati convocati per un colloquio; emozionatissimi c'eravamo presentati, qualche domanda volta a sondare le nostre reali intenzioni, la nostra preparazione in merito, qualche frase gentile, e poi il commiato con un nulla di fatto; quale delusione, avevamo sperato tanto.
Continuavamo a scalare ed ad accarezzare il sogno di un figlio.
Era passato qualche mese, in un pomeriggio come tanti altri era giunta una telefonata, volevano rincontrarci, questa volta più che emozionati eravamo dubbiosi, certo le coppie che conoscevamo e che avevano fatto la nostra stessa scelta ci avevano detto che era un segno positivo, ma io e la mia donna forse non volevamo illuderci di nuovo.
Non ci sembrava vero, l'esito del colloquio era stato positivo, fra poco tempo avremmo conosciuto nostro figlio.
Una notte insonne e poi emozionatissimi l'avevamo incontrato per la prima volta; che sorpresa scoprire che pareva giungere proprio da quel paese che io avevo sempre sognato, dove le montagne toccano il cielo, i suoi profondi occhi scuri mi riportavano una serenità e una saggezza sconosciuta a noi occidentali, a quei silenzi che riempiono ogni spazio, soprattutto quando ci si trova in cima sospesi tra terra e cielo.
Mi sembrava che fosse giunto sino a noi per ricordarci che a volte anche i sogni che appaiono impossibili possono avverarsi.
|
|
data: ante 2007 |
se vuoi,
invia un commento da inserire in questa pagina |
 |
commenti presenti:
nessuno |
| |
|