dal 1995 punto di riferimento per i professionisti del sociale
  non chiederti cosa può fare per te questo sito, chiediti cosa puoi fare tu per questo sito!

   perché...  gli assistenti sociali dall'emoticon facile! :-)


banner-001
Formazione Fare la tesi bibliografando
sideBar
Lunedì, 14 Marzo 2011 01:37

bibliografando

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

 di Vittorio Zanon

Indicazioni su come costruire la bibliografia


Ciò che è segnato con un asterisco [*] costituisce indicazione essenziale che non va mai omessa.

LIBRI

* 1. Cognome e nome dell'autore (o degli autori, o del curatore, con eventuali indicazioni su pseudonimi o false attribuzioni),

* 2. Titolo e sottotitolo dell'opera,

3. ("Collana"),

4. Numero dell'edizione (se ve ne sono molte),

* 5. Luogo di edizione: se nel libro non c'è scrivere: s.l. (senza luogo),

* 6. Editore: se non c'è, ometterlo,

* 7. Data di edizione: se nel libro non c'è scrivere: s.d. (senza data),

8. (Dati eventuali sull'edizione più recente a cui ci si è rifatti),

9. Numero di pagine ed eventuale numero dei volumi di cui l'opera si compone,

10. (Traduzione: se il titolo era in lingua straniera ed esiste una traduzione italiana si specifica nome del traduttore, titolo italiano, luogo di edizione, editore, data di edizione, eventualmente numero di pagine).

ARTICOLI DI RIVISTE

* 1. Cognome e nome dell'autore,

* 2. "Titolo dell'articolo o capitolo",

* 3. Titolo della rivista,

* 4. Volume e numero del fascicolo (eventuali indicazioni di Nuova Serie),

5. Mese e anno,

6. Pagine in cui appare l'articolo.

CAPITOLI DI LIBRI, ATTI DI CONGRESSI, SAGGI IN OPERE COLLETTIVE

* 1. Cognome e nome dell'autore,

* 2. "Titolo del capitolo o del saggio",

* 3. in

* 4. Eventuale nome del curatore dell'opera collettiva oppure AA.VV.

* 5. Titolo dell'opera collettiva,

6. (Eventuale nome del curatore se prima si è messo AA.VV.),

* 7. Eventuale numero del volume dell'opera in cui si trova il saggio citato,

* 8. Luogo, Editore, data, numero pagine come nel caso di libri di un solo autore

Tratto (e leggermente riadattato) da:

Eco, Umberto (1980) Come si fa una tesi di laurea. Le materie umanistiche 5^ ed. 1993, Milano, Bompiani, pp.92-93

 

Alcune annotazioni utili

Usando i criteri suggeriti da Eco per costruire la bibliografia mi sono trovato leggermente in difficoltà per alcuni casi, per cui per cui ho preferito operare così:

  • metto sempre – quando lo conosco – anche il nome dell'autore, dopo una virgola, per evitare che sia confuso col cognome;
  • nel caso che vi siano più autori, inserisco ugualmente i nomi propri che, ritengo, si possono distinguere dai cognomi in quanto quest'ultimi sono seguiti dalla virgola [es. Bertin, Giovanni Maria Contini,  Maria Grazia (1986) Costruire l'esistenza. Il riscatto della ragione educativa Armando Editore, Roma, pp.167]. Un altro modo può essere adoperando il "maiuscoletto" per i cognomi [es. Bertin, Giovanni Maria Contini, Maria Grazia (1986) Costruire l'esistenza. Il riscatto della ragione educativa Armando Editore, Roma, pp.167]
  • se gli autori sono tanti ma non specificati – ovvero: autori vari – evito di mettere la famosa sigla (AA.VV.) per evitare, anche, che Autori Vari possa essere uno degli autori da me più consultati: visto che nella bibliografia ordinerò i libri in ordine alfabetico per autore, questi libri li metterò in ordine alfabetico seguendo il titolo [es. (1978) Quelli che non contano. Materiali di studio sull'emarginazione sociale Collana Documenti di Sevizio Sociale n.19, Centro Studi Zancan, Padova, pp.219]; un'altra soluzione può essere quella di riportare il primo autore (in ordine alfabetico, di comparizione, di simpatia o chissà quale, purché sia sempre lo stesso il criterio adottato) [es. Bansola, Adriano et. al. (1990) La solidarietà per il superamento di emarginazione solitudine e razzismo Atti del 59° corso di aggiornamento culturale dell'Università Cattolica, Cagliari, 10-15/9/1989, Vita e Pensiero, Milano, pp.271];
  • gli autori potrebbero essere anche vari, ma coordinati da uno in particolare: allora questo è il curatore dell'opera e va inserito come fosse lui l'autore, specificando però che ne è solo il curatore [es. Paci, Massimo (a cura di) (1993) Le dimensioni della disuguaglianza. Rapporto della fondazione Cespe sulla disuguaglianza sociale in Italia Il Mulino, Bologna, pp.517]; potrebbe esserci più di un curatore o, anche, il curatore/i potrebbe non essere una persona fisica [es. Osservatorio della Gioventù Universitaria Salesiana di Roma (a cura di) (1990) Emarginazione e associazionismo giovanile. Emarginazione, disagio giovanile e prevenzione nella società italiana dal 1945 ad oggi Ministero dell'Interno, Roma, pp.328]
  • dopo cognome e nome dell'autore, metto, fra parentesi tonde, l'anno di pubblicazione dell'opera originale (può capitare facilmente che il libro sia stato scritto in data differente da quella dell'edizione consultata, specie se è una traduzione, una riedizione...) [es. Hesse, Hermann (1915) Knulp S. Fischer, Berlin, tr. di Francesca Ricci, Knulp. Storia di un vagabondo 2^ ed. 1993, Tascabili Economici Newton, Roma, pp.98] se il libro consultato ha una data (o edizione) diversa da quella originale andrà specificato].
  • ed eccoci al titolo! Ho optato di scriverlo in corsivo per differenziarlo dal resto. Eco suggerisce di mettere una virgola dopo il titolo, ma io non l'ascolto... metto invece un punto fra titolo e sottotitolo [es. Demetrio, Duccio (1996) Raccontarsi. L'autobiografia come cura di sé Raffaello Cortina Editore, Milano, pp.229]; se il titolo originale non è in italiano, lo riporto prima, così come luogo di edizione e casa editrice, mettendo dopo la traduzione e il titolo con cui è stato tradotto [es. de Mello, Antony (1988) The prayer of the frog Gujarat Sahitya Prakash, Anand (India), tr. di Adria Marconi-Pedrazzi La preghiera della rana. Saggezza popolare dell'Oriente 5^ed. 1992, Edizioni Paoline, Torino, pp.372]; per risalire a questi dati basta consultare bene il libro che si ha in mano.
  • dopo il titolo può essere utile e simpatico [ :-) ] dare qualche altra informazione (il motto può essere: "più informazioni dai, più bella figura fai", ammesso che qualcuno guardi la tua bibliografia) [es. Novara, Daniele (1989) Scegliere la pace: Educazione alla giustizia 3° vol., disegni di Maurizio Forestieri, Ed. Gruppo Abele, Torino, pp.155 oppure (1980) Disagio e promozione sociale degli esclusi Atti Convegno Garda 25-27/5/79, Centro Formazione Permanente Educatori, Verona, pp.402];
  • alla fine si riporta il numero delle pagine - che spesso risulta un'informazione discriminante per lo studente che deve scegliere un testo per l'esame - che dà un'indicazione, non ancora precisa ma già meno vaga, sulla consistenza dell'opera/contributo; in alcuni casi si può aver consultato o usato solo una parte di un'opera: in questi casi è bene farlo ben capire, e lo si fa sia indicando le pagine del contributo, sia mettendo il titolo del contributo (che può essere un capitolo come un articolo) tra virgolette e non più in corsivo, in modo da non confonderlo con l'opera in cui è inserito [es. Baraldi, Claudio Volpini, Bettina "Come è possibile essere persona in carcere: l'esempio del teatro" in Marginalità e società, n. 32, 1995, pp.139-162 oppure Gui, Luigi, "Alcune riflessioni sul rapporto tra persone senza dimora e servizi sociali" in Caritas Ambrosiana (a cura della) (1996) Barboni: per amore o per forza? Senza dimora, esclusione sociale, povertà estreme, Edizioni Gruppo Abele, Milano, pp.83-89];
  • se si cita un brano (o anche se vi si fa riferimento), può essere carino (e spesso anche doveroso), oltre a riportare in bibliografia le indicazioni specifiche sull'opera [es. Breccia, Alberto Oesterheld, Hector (1962) Gli uomini dagli occhi di piombo Buenos Aires (Argentina), 1^ed. 1974, Oscar Mondadori, Verona, pp.232], riportare in nota le indicazioni essenziali per risalire al libro e le pagine, in modo che un lettore attento e pignolo possa verificare senza difficoltà la correttezza e la cura avuta nel riportare il brano [es. Breccia-Oesterheld (1962) p.35]. Una variante, rispetto alla nota, è rappresentata dalla parentesi quadra a seguito del brano citato, o all'opera cui si fa riferimento: in questo caso si può anche omettere la parentesi tonda per indicare l'anno [es. testo [Breccia-Oesterheld 1962 p.35] testo]. Usando una tastiera standard 101/102 tasti si ottengono le parentesi quadre premendo contemporaneamente e <[> oppure e <]>.
  • fondamentale è comunque mantenere sempre gli stessi stili e criteri nel costruire la bibliografia; si potranno cambiare alcuni criteri nel costruirne un'altra - a seconda delle esigenze e, anche, del gusto personale - ma non è proprio il caso di cambiare criteri nella stessa: sarebbe come cambiare caratteri o dimensioni di lettere e parole in una frase.
  • un ultimo suggerimento: poiché nel lavoro di ricerca si consultano moltissime fonti che non sempre poi si hanno a disposizione nel momento concreto in cui si scrive o si riutilizzano le informazioni raccolte, può essere opportuno annotarsi con precisione tutte le informazioni bibliografiche dei testi consultati, per non trovarsi poi a dover rintracciare il testo chissà dove o a lasciare le informazioni incomplete nella bibliografia.

Letto 3596 volte Ultima modifica il Lunedì, 14 Marzo 2011 02:59

Aggiungi commento

Sono consentiti commenti ai non registrati, ma prima di venire pubblicati saranno vagliati dalla redazione.
E' richiesto l'inserimento di un indirizzo e-mail (che non viene pubblicato).
La responsabilità di quanto inserito nei commenti è degli autori degli stessi.


Codice di sicurezza
Aggiorna